Benvenuti nel mondo sotterraneo dei Symphony X

SYMPHONY X + MYRATH + MELTED SPACE
live @ Alcatraz, Milano
– giovedì 3 marzo 2016 –

LIVE REPORT •

Una serata di gran gala quella del 3 marzo all’Alcatraz di Milano, che ha ospitato l’unica data italiana di una delle eccellenze del metal mondiale: i Symphony X. La stratosferica band americana è in tour per promuovere il loro ultimo album “Underworld” ed è salita sul palco del club milanese con una sola intenzione: quella di strabiliarci ancora una volta con la sua maestosità. In loro compagnia troveremo i tunisini Myrath e i francesi Melted Space, come dire: una coalizione internazionale di tutto rispetto.

Melted Space
Come da programma alle 19:15 sono proprio i cugini d’oltralpe Melted Space a fare gli onori di casa ed aprire così il concerto. L’Alcatraz, in questa occasione, è stato allestito nel settore palco piccolo e c’è già un discreto numero di persone ad applaudire la band francese. Sconosciuti ai più, hanno proposto il loro symphonic metal (altrimenti detto opera metal, come si usa ora), apprezzato dalla frangia più giovane del pubblico, sicuramente più avvezza a queste sonorità moderne che combinano elementi aggressivi a quelli classici ed orchestrali. Peculiarità di questo gruppo è l’uso di ben tre voci, una variante allo stereotipo che spesso si riscontra in questo genere musicale, dove è tipico l’uso di una voce femminile ed una maschile (solitamente growl). Nei Melted Space al canto gutturale di Ercie Faviere e a quello da soprano di Clémentine Delauney (già apprezzata singer nei Visions Of Atlantis e Serenity), si affianca la voce clean di Guillaume Bideau, a rendere ancora più elaborata la costruzione dei loro brani, oltre che infoltire la loro presenza sul palco (sono sette elementi!). Musicalmente non mi hanno entusiasmato particolarmente, in effetti i Melted Space sono alquanto distanti dalle mie preferenze personali, anche se comunque un paio di pezzi, come “Titania” e “Lost Souls From The Other Side”, sono risultati abbastanza interessanti; molto più apprezzata è senz’altro la preparazione strumentale che hanno dimostrato di possedere, grazie anche al contributo di musicisti come Adrian Martinot alla chitarra e Brice Guillon al basso che, con il loro apporto, arricchiscono il lavoro svolto dal mastermind Pierre Le Pape che già in passato si è avvalso della collaborazione di vari artisti, sempre orbitanti nell’universo metal, per la realizzazione delle sue opere (tra gli altri Arjen A. Lucassen). In ogni caso conta, ovviamente, il responso della platea che, in stramaggioranza, li ha a lungo applauditi e che ha avuto così l’occasione di conoscere una band che farà sicuramente parlare di sé in futuro.

Setlist:

  1. Terrible Fight
  2. Titania
  3. No Need To Fear
  4. Trust And Betrayal
  5. Lost Souls From The Other Side

MELTED SPACE lineup:

  • Pierre Le Pape – Keyboards
  • Brice Guillon – Bass
  • Adrian Martinot – Guitar
  • Mike Saccoman – Drums
  • Guillaume Bideau – Vocals (clear)
  • Erci Faviere – Vocals (growl)
  • Clémentine Delauney – Vocals
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 foto: Federica Borroni – click qui per la photogallery completa

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Myrath
Il cambio palco vede l’ingresso in scena dei Myrath. Dopo 5 anni, con grande piacere, le nostre strade si incrociano nuovamente, era infatti dicembre 2011 quando li vidi per la prima volta a Roma. Già allora rimasi impressionato dalla loro classe e questa sera, non hanno deluso le aspettative, anzi, li ho trovati più maturi, dimostrando di essere ulteriormente cresciuti sia dal punto di vista tecnico che in quello professionale: una band decisamente straordinaria.
E se n’è accorta anche tutta la platea, compresi coloro che non avevano sentito parlare di loro o, perlomeno, non avevano avuto mai modo di vederli in sede live. La fantasiosa formula di sonorità, che sulla base di un prog metal molto elaborato miscela quelle sonorità tipiche della cultura del loro territorio, affascina e conquista con facilità l’ascoltatore che, come incantato, lo segue interessato in tutto il percorso musicale che proporranno nel loro set.
Hanno da poco pubblicato il nuovo album “Legacy” (che è la traduzione inglese del loro nome) ed è da questo lavoro che vengono tratte la maggior parte delle canzoni di questa sera. Brani come l’iniziale “Storm Of Lies”, “Believer” o “Wide Shut”, fin dalle prime note avvolgono il pubblico con particolari atmosfere e lo trasportano nel loro mondo, coinvolgendolo in un turbinio di suoni, colori ed emozioni.
Rispetto alla precedente occasione nella quale ebbi modo di vederli, c’è una novità dietro i tamburi: il batterista francese Morgan Berthet, che ben si amalgama con tutto il resto della band, d’altronde i tunisini non potevano fare una scelta più appropriata, data la grande caratura tecnica di cui possono vantarsi. Come in un quadro la trama imbastita dalle mani di Elyes Bouchoucha sulle sue tastiere, fa da cornice alle evoluzioni del basso di Anis Jouini ed alle pennellate di mille colori che la chitarra di Malek Ben Arbia dipinge con maestria su quella preziosa tela, creando così un panorama musicale ricco di dettagli ed infinite sfumature, sul quale spicca il gioiello vocale di Zaher Zorgatti, in una perfetta fusione sonora che difficilmente possiamo trovare nel bagaglio di altre band: ecco come creare un’opera d’arte e i Myrath ci riescono benissimo!
Raccolgono i più che meritati applausi di tutto un pubblico rapito dalla loro musica ed estremamente attento a cogliere ogni singolo passaggio della loro performance. Ci salutano con “Merciless Time” ringraziandoci per l’accoglienza ed il calore che abbiamo riservato ad una band che nella mezz’ora a loro disposizione ha suscitato tanto entusiasmo. Decisamente sorprendenti!

Setlist:

  1. Storm Of Lies
  2. Get Your Freedom Back
  3. Believer
  4. Wide Shut
  5. Nobody’s Lives
  6. Merciless Times

MYRATH lineup:

  • Zaher Zorgatti – Lead Vocals
  • Malek Ben Arbia – Guitars
  • Anis Jouini – Bass Guitar
  • Elyes Bouchoucha – Keyboards
  • Morgan Berthet – Drums
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 foto: Federica Borroni – click qui per la photogallery completa
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Symphony X
E si arriva così al gran finale: stanno per entrare in scena gli eccezionali Symphony X! La serata è andata in crescendo ed ora stiamo per raggiungere l’apice, tra poco sul palco ci saranno cinque portentosi musicisti pronti a farci assaporare la loro ultima fatica “Underworld”, che qui proporranno per intero. La loro decisione di incentrare la setlist sul nuovo album è sicuramente coraggiosa: il pubblico, in un concerto dei propri beniamini, solitamente si aspetta di poter ascoltare le hits che li hanno resi famosi, ma questa volta non sarà così. Quindi tutti pronti per questa full immersion e prepariamoci a questo viaggio nell’universo sotterraneo dei Symphony X.
Accolti da una vera e propria ovazione ed accompagnati dalla sontuosa “Overture”, partono subito all’assalto con “Nevermore”, una vera e propria bordata che da subito mette in chiaro la loro supremazia sonora. Sincronismo perfetto, tecnicismo all’ennesima potenza, in una parola: superlativi!. Così potremmo riassumere in poche parole il loro show, ma sarebbe troppo riduttivo per una band che nota dopo nota coinvolge il pubblico, lo cattura, lo scuote ben bene e poi lo lascia esanime a terra, proprio come fa una belva feroce con la sua preda.
Russel Allen è padrone assoluto della scena, ci ruggisce contro come un leone, ci carica con la sua energia, la sua forza è inesauribile. L’istrionico cantante è in grande forma, mette in mostra tutta la sua potenza vocale con pezzi rabbiosi come “Underworld” o “Kiss Of Fire”, ma sa anche emozionarci con “Without You” parlandoci di come l’amore possa portare la luce nell’animo di un uomo e farlo uscire dalle profondità più oscure come droga, alcool, depressione… E poi, come il Virgiliano traghettatore, ci conduce con “Charon” verso il più profondo Ade fino a “To Hell And Back”, dove Russel supera se stesso e diventa, oltre che cantante, anche interprete e protagonista della storyline, indossando a turno due maschere per dare vita così ad una doppia personalità nel contesto della canzone.
La sala è gremita, i numerosi fan presenti cantano brano dopo brano con una partecipazione totale e poi si esaltano puntando gli occhi verso l’altro eroe della serata: il formidabile Michael Romeo. Eclettico, versatile, funambolico… il poliedrico Michael ci illumina con i suoi assoli e i virtuosismi alla chitarra, facendoci sognare e mettendo in mostra, con una naturalezza disarmante, la sua infinita bravura, lasciando estasiata tutta la platea che (scusate la battuta) per un momento diventa un’innamorata Giulietta in cerca del suo “Romeo”: chapeau, Maestro!
Nulla in una band come questa è dato al caso, ma d’altra parte stiamo parlando dei Symphony X e Michael Pinnella, Michael Lepond, insieme a Jason Rullo (che tra fischi ed applausi indossa prima la maglia dell’Inter e poi quella del Milan) ci danno un piccolo esempio della loro superiorità tessendo una partitura musicale con la strumentale “The Death Of Balance” sulla quale Michael “gioca” con delle variazioni sul tema che hanno dell’incredibile, accennando anche alla “Marcia Imperiale (Darth Vader’s Theme)”, famoso motivo tratto da “Guerre Stellari”, che fa salire l’entusiasmo tra il pubblico.
Con “Sea Of Lies” lasciano temporaneamente la scena sotto lo scroscio di applausi che il pubblico gli tributa, per poi tornare richiamati dalle urla insistenti dell’audience e mettere a ferro e fuoco l’Alcatraz: è il momento di farci fomentare con la micidiale “Set The World On Fire (The Lie Of Lies)”!
Allen ci ringrazia, ci coinvolge con vocalizzi e cori per un lungo botta e risposta col pubblico, in una simbiosi unica e inscindibile, in fondo – come ci dice – siamo un’unica grande famiglia: quella dell’Heavy Metal. Poi il gigante Russell scende nel pit, prende in braccio la piccolissima Viola, che in compagnia dei genitori sta assistendo allo spettacolo, e la porta con sé sul palco, da lì salutano tutto il pubblico lanciando l’ultimo brano: “Legend”, dedicato a Ronnie James Dio e che mette la parola fine ad un concerto stravolgente.
Ancora una volta i Symphony X hanno lasciato il loro indelebile segno.

Setlist:

  1. Overture / Nevermore
  2. Underworld
  3. Kiss Of Fire
  4. Without You
  5. Charon
  6. To Hell And Back
  7. In My Darkest Hour
  8. Run With The Devil
  9. Swan Song
  10. The Death Of Balance / Lacrymosa
  11. Out Of The Ashes
  12. Sea Of Lies
  13. Set The World On Fire (The Lie Of Lies)
  14. Legend

SYMPHONY X lineup:

  • Michael Romeo – Guitar
  • Russell Allen – Vocals
  • Michael Pinnella – Keyboards
  • Michael Lepond – Bass
  • Jason Rullo – Drums
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foto: Federica Borroni – click qui per la photogallery completa