Behemoth: sortilegi oscuri all'Atlantico

BEHEMOTH + BÖLZER + THAW
live @ Atlantico, Roma
– mercoledì 15 aprile 2015 –

LIVE REPORT
Il tanto atteso evento blackened death metal, servito in una delle più ambite e importanti location della Capitale d’Italia, offre adrenalina ed un acclamato impeto musicale violento! Ciascun gruppo sa confrontarsi anche dal vivo con il suo black metal personale, talvolta con sfumature dark, altre volte gettandosi su linee più avant-garde, e viceversa.

Thaw
A marchiare per primo il palco, il primo dei due gruppi polacchi, tale Thaw. La tenebrosa formazione nasce nel 2010 nella città di Sosnowiec, affermandosi inizialmente come black metal sperimentale e “rumoristico” col loro omonimo debut full. In seguito, con l’ultimo arrivato, “Earth Ground”, uscito nel 2014 per Witching Hour Productions, la band intende spostarsi su una versione meno rumoristica del black, sperimentando influenze tipiche dei francesi Deathspell Omega e degli inglesi Abyssal.
La loro performance parte ad effetto, con dissolvenza ad ingresso grazie a Krzysztof Kurek, che accompagna l’entrata in scena dei componenti, uno ad uno, mentre pizzica sulle corde della sua chitarra l’introduzione di una “Last Day” sconvolgente. Segno che il gruppo, sin da subito, sia già entrato in un mood acceso, “sciogliendosi” immediatamente dinanzi un silenzioso, ma presente pubblico. I Thaw eseguono buona parte dei brani tratti dal loro ultimo Earth Ground, mostrandosi particolarmente puntiglioso in ambito tecnico nel loro cavallo di battaglia “Afterkingdom”, uscito come singolo promozionale nel 2013.
Nel complesso, i Thaw portano a casa un buon successo, seppure qualche rimarcabile tentennamento nei suoni, dal vivo ancora un po’ cacofonici.

Setlist: “Last Day” – “Sun” – “Afterkingdom” – “Amplifier Worship” – “Wasteland” – “Greed”

THAW lineup:
M – Vocals & Effects
A – Bass
Krzysztof Kurek – Guitars
P – Guitars/Effects
G – Drums
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Bölzer
Secondi a salire sul palco dell’Atlantico, il duo svizzero Bölzer. Il gruppo è in attività dal 2008 a Zurigo ed esordiscono con un EP ed un primo full (“Aura”) fra 2012 e 2013. Sarà il black/death metal a simboleggiare la loro musica, in particolare col loro nuovo arrivato, “Soma”, uscito nel 2014 per Iron Bonhead Productions.
Nonostante in studio posseggano qualche pecca in quanto a sonorità, dal vivo è tutta un’altra musica. Chiaro intento quello dei polistrumentisti svizzeri di fomentare il pubblico con i loro cavalli di battaglia, “The Great Unifier” e “Labyrinthian Graves”, tali da aver fatto immedesimare a pennello la folta coltre di pubblico di blackster, in trepidante attesa dei loro headliner.
In sostanza, nonostante qualche marginale pecca nella presenza scenica – il cantante pare non fosse nel pieno delle sue energie – il gruppo sa come intrattenere il tipico pubblico “criticone”, tendenzialmente purista sul genere e tipico amante di Beherit e Diocletian, gruppi dai quali la formazione svizzera sicuramente ha preso qualche spunto. Del resto, risultare quasi perfetti dal vivo in soli due componenti è esperienza di pochi élite, a livello generale e internazionale.

Setlist: “Roman Acupuncture” – “Steppes” – “+/- ” – “Archer” – “The Great Unifier” – “Entrance By The Wolfshook” – “Zeus” – “Seducer Of Hearts”

BÖLZER lineup:
KzR – Vocals, Guitars
HzR – Drums
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Behemoth
Un’oscura melodia risuona da ogni amplificatore; sul palco, un tetro vermiglione manto si staglia sul palco dell’Atlantico, riempendo di oscurità l’atmosfera; delle ombre si aggirano sul palco, prendendo possesso delle loro postazioni iniziali, imbracciando i loro strumenti e attuando qualche silenziosa ultima messa a punto; un’ultima ombra, lentamente, si avvicina al microfono e, d’impatto, i riflettori ricadono su Nergal, Seth, Orion e Inferno. Con un esplosivo sospiro di sollievo, il pubblico esplode dinanzi i Behemoth, capisaldi del blackened death metal polacco. Attivi dal lontano 1991 a Gdańsk, in Danzica, inizialmente col nome di Baphomet, prima di intraprendere il percorso death/black, la formazione si dedica ad un black metal classico, già col loro primo full “Sventevith (Storming Near the Baltic)” del 1995. Con “Satanica” del 1999, inizia l’ancora attuale periodo death/black metal, con apice raggiunto in Demigod, nel 2004.
Attualmente, il gruppo milita ai live con il loro ultimo “mostro”, “The Satanist”, accompagnato dal loro EP, “Xiądz”, entrambi del 2014 (il primo Nuclear Blast, il secondo New Aeon Musick). Infatti, l’apertura della loro performance si ha con una ben riuscita e quasi identica al disco “Blow Your Trumpets Gabriel”, seguita da un’altrettanto epica “Ora Pro Nobis Lucifer”, per poi gettarsi su “Conquer All” ed altre canzoni dei loro passati e recenti repertori.
Fra effetti nebbia sporadici e pubblico roboante nell’ascolto dei loro pezzi preferiti, i Behemoth riescono a portare a casa una signora performance, accontentando tutti i presenti con l’avvicinarsi di tanto in tanto al pit per comunicare con le iperattive prime linee – talvolta spruzzando sangue ed acqua per marchiare con firma “Behemoth” alcuni fortunati dietro le transenne protettive – nonché ri-annoverando anche qualche traccia più datata, quale “Ov Fire and the Void”, “Chant for Eschaton 2000” o la meglio riuscita “Slaves Shall Serve”, intonata da tutti i presenti a squarciagola.
La performance termina prima dello scoccare della dodicesima ora antimeridiana, ma nel pieno delle sue eroicità ed epicità. Con il tanto atteso bis, i Behemoth intonano il loro ultimo canto, “O Father O Satan O Sun”, una delle migliori tracce tratte dal loro famigerato “The Satanist”, noto soprattutto per l’inconfondibile esordio, rievocante una sorta di ritmica marcia verso l’oscuro.

Setlist: “Blow Your Trumpets Gabriel” – “Ora Pro Nobis Lucifer” – “Conquer All” – “Decade Of Therion” – “Messe Noire” – “Christians To The Lions” – “Ov Fire And The Void” – “Ben Sahar” – “Alas, Lord Is Upon Me” – “At The Left Hand Ov God” – ” Slaves Shall Serve” – “Chant For Eschaton 2000” – “O Father O Satan O Sun!”

BEHEMOTH lineup:
Nergal: Vocals, Guitars, Keys
Seth: Guitars, Backing Vocals
Orion: Bass, Backing Vocals
Inferno: Drums

report e foto: Yuri “Enlightened Alchemist” Fronteddu