Battaglie ed eroi al Traffic

BATTLEROAR + MESSERSCHMITT + BATTLE RAM
live @ Traffic, Roma
– venerdì 8 gennaio 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Nuovo anno e l’heavy metal è ancora di casa al Traffic, infatti questa è una data del “Valkyries Upon Italy” tour dei Battleroar, act greco a tinte epic, a cui sono affiancati in questa serata i marchigiani Battle Ram e i romani Messerschmitt. Tre gruppi che declinano il verbo metallico alla loro maniera e ci sputano in faccia riff ad alto voltaggio e vocalizzi che vanno a sfiorare la luna alta nel cielo. Vista però la proposta un po’ particolare, in questi anni in cui il thrash è tornato a farla parecchio da padrone con la vecchia guardia che torna in circolazione e le nuove leve, e il fatto che nomi della serata non appartengano alla prima fascia dell’heavy metal europeo, l’affluenza non è massiccia, ma appare comunque discreta e con una certa partecipazione. Detto questo, sotto con la musica!

Battle Ram
Primi a salire sul palco sono i Battle Ram, formatisi ad Ascoli Piceno nel 2001, i quali hanno all’attivo la demo omonima del 2003, l’Ep “Smash The Gates” del 2009 e il full “Long Live The Ram” del 2013, uscito per la label My Graveyard Productions, sciorinano una set-list corta, di appena sei brani, ma d’effetto: il gruppo suona in maniera affiatata e compatta, le due asce (Gianluca Silvi e Fabrizio Sgattoni, lunghe barba e lunghissime chiome!) macinano riff ora priestiani ora maideniani, però con una decisa rilettura personale e soprattutto bei solo di chitarra; la sezione ritmica sorregge passando da momenti power metal, tirati e terremotanti, ad altri più melodici e cadenzati. Una grossa sorpresa è stato, per il sottoscritto, il vocalist Franco Sgattoni, il quale dà il suo meglio più di ogni altra cosa quando sale altissimo di tonalità, e una chiara dimostrazione è… udite udite… una devastante cover dei Crimson Glory, “Red Sharks”! Il pubblico non affollava il locale in quel momento, ma chi c’era non ha potuto non apprezzare la show dei marchigiani, con “ciliegina sulla torta” di una cover del genere.
Se volessi descrivere con un singolo termine la musica dell’ariete di guerra direi: fierezza. Il loro heavy metal è dannatamente potente, battagliero e fiero. Andate a vederli live, è una piacevole esperienza.

– Setlist:
Burning Lives
The Stone
The Vow
Behind The Mask
Red Sharks (Crimson Glory cover)
Battering Ram

– BATTLE RAM line up:
Franco Sgattoni
– Vocals
Gianluca Silvi – Guitars
Fabrizio Sgattoni – Guitars
Arnaldo Rosati – Bass
Giuseppe Bracchi – Drums
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Messerschmitt
Agli inizi furono Zellöfen, capitanati dal mitico “Baffo” nel lontano 1982, per diventare appena due anni un caccia pronto a falcidiare le platee con proiettili di metallo pesante ed acciaio cromato: Messerschmitt. Una demo nel 1984, poi scioglimenti e reunion fino alla stabilità raggiunta nel 2011, con la pubblicazione finalmente nel 2015 dell’album d’esordio “Heavy Metal Fighters” e il live “Naked Truth”, quest’ultima produzione alla voce presenta un singer che non è Baffo (per ovvi motivi) e nemmeno Andrea Scarpetti, storico cantante della band, bensì Flavio Falsone, già nei Whisperz e onnipresente in ogni luogo dove scorrano elettricità e acciaio. La band è diversa da quella che l’ha appena preceduta sul palco: qui si torna ad uno spirito davvero ottantiano e il caccia offre una prestazione piena di energia. I Messerschmitt esprimono solidità con un riffing quadrato e diretto, le vocals di Flavio che ondeggiano salendo e scendendo sui brani caricandoli del giusto pathos nei punti nevralgici e c’è chi tra il pubblico (chi sarà? boh!) si lascia coinvolgere dalla proposta dei cinque capitolini: inizio con una possente “Blood And Tears” dal chorus enfatico, una caratteristica dei loro brani; “King Of The Sky” si muove abbastanza sullo stesso tracciato, con in più un interessante intermezzo malinconico; dopodiché ecco sfoderare un asso dalla manica, “Kamikaze”, il vento del sacrificio colpisce in pieno anche qui in virtù di uno squisito ritornello e una di band che suona con intensità; ecco che arriva…“The Nightrunner”! Forse il precedente pezzo ha un pizzico di qualità in più, ma qui si corre a tutta birra e ciò ci soddisfa, altro buon brano seguito da un altro dotato di momenti quasi anni ’70, “Resurrection”. Sì, qui la band alterna schitarrate che sembrano uscite da un disco del 1976 ad altre tipicamente heavy metal, anche con qui ritornello costruito ad arte (e bisogna saperlo fare!) per un sing-a-long con l’audience sotto il palco. È il turno di una canzone che già dal titolo è tutto un programma: “Heavy Metal Hero”, in cui si alternano le strofe in cui la ritmica è poderosa, ma non veloce e le parti strumentali dove il voltaggio sale. Il successivo brano, “Bringer Of Mourning”, è un monolite che fonde spunti dei Black Sabbath con una durezza più moderna, ed è dotato di uno dei migliori ritornelli dell’attuale formazione del gruppo, pieno di sentimento e tragicità. Penultimo brano della scaletta è “Raising Hell” che lascia l’onore di chiudere la performance dei Messerschmitt con il loro “anthem”, ovvero…”HEAVY METAL FIGHTERS”! Puro e inossidabile inno heavy metal, quanta emozione nello scandire, urlando a pieni polmoni con il pugno rivolto al cielo “Heavy-Metal”! È stato il mio ‘battesimo del fuoco’ con questa band romana e devo dire che i suoi proiettili hanno colpito nel segno.

– Setlist:
Blood And Tears
King Of The Sky
Kamikaze
The Nightrunner
Resurrection
Heavy Metal Hero
Bringer Of Mourning
Raising Hell
Heavy Metal Fighters

– MESSERSCHMITT lineup:
Flavio Falsone
– Vocals
Fabrizio Appetito – Guitars
Francesco Ciancaleoni – Guitars
Mario Ghio – Bass
Luca Federici – Drums
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Battleroar
Dopo arieti ed aeroplani, sale sul palco l’headliner della serata, l’epic heavy metal band greca Battleroar, alla cui voce troviamo Gerrit Phillips Mutz, già ugola dei tedeschi Sacred Steel, uno che ha le carte in regole con la scena heavy metal europea degli ultimi 15-20 anni. Come detto in precedente, se i Battle Ram puntano sulla fierezza, i Messerschmitt sull’energia, i Battleroar miscelano cupezza, solennità e una vena epica d’antan (che è sempre la cosa migliore e Kostas “H.K.” Tzortis indossava una t-shirt dei Candlemass, per intenderci) rispetto, ad esempio, alle sfuriate più power-oriented dei colleghi ascolani. Attivi dal 2000, la loro discografia comprende 4 full lenght: “Battleroar” del 2003; “Age Of Chaos” del 2005, “To Death And Beyond…” (2008) e “Blood Of Legends” del 2014.
La peculiarità della proposta musicale dell’act greco però sembra non accendere molto gli animi: il loro puntare su composizioni in media più lunghe dei colleghi, più cadenzate e più tenebrose sorprende chi non li conosce già bene ed è appassionato del loro sound: io stesso sapevo molto poco di questa band e ho seguito lo show con un po’ di distacco. La setlist pesca da tutti e 4 i full rilasciati nella carriera dalla band, soprattutto (ovviamente) dall’ultimo “Blood Of Legends” da cui sono tratte l’opener del live “The Swords Are Drawn”, preceduta da un’intro, cosa che ritonerà più volte durante il loro concerto, “Immortal Chariots” con una ritornello azzeccato e piacevole, “Poisoned Well”, brano di cui è stato girato anche un video, in cui uno dei momenti più epici arriva quando Mutz declama, in modo evocativo, “Warriors!”, e “Valkyries Above Us”, penultima song della scaletta. Personalmente, non mi hanno entusiasmato, oltretutto dopo un paio di brani la voce di Mutz era difficilmente udibile, come se fosse stato abbassato il volume, ed inoltre il frontman teutonico possiede una timbrica un po’ particolare, non adatta a tutti i padiglioni auricolari; ancora, dopo le dimostrazioni di forza ed energia delle prime due bands, i greci hanno spostato la serata in un’altra direzione e questo forse ha “rotto” un po’ il circolo dell’adrenalina. Ma tra il pubblico naturalmente c’era chi cantava con il pugno al cielo e io stesso quando i Battleroar hanno suonato, come ultimo pezzo, la title track presente sull’omonimo album d’esordio del 2003, mi sono fomentato: puro heavy metal quadrato e serrato! Aldilà di considerazioni personali, si vede comunque la serietà e la dedizione che questo gruppo (e gli altri) mettono in ciò che fanno, Mutz tenta d’intrattenere il pubblico con fare sincero, non come altri frontmen di band da festa di paese che s’atteggiano a rockstar per attizzare la braci sottopalco.

– Setlist:
Intro
The Swords Are Drawn
Siegecfrat
Immortal Chariots
Hyrkanian Blades
Poisoned Well
Morituri Te Salutant
Finis Mundi
Victorious Path
Valkyries Above Us
Battleroar

– BATTLEROAR lineup:
Gerrit P. Mutz
– Vocals
Kostas “H.K.” Tzortis – Guitars
Vagelis Karzis – Guitars
Stavros Aivaliotis – Bass
George Dovolos – Drums

Alla fine della fiera una serata piacevole, consiglierei comunque di dare un ascolto ai dischi dei Battleroar, e di andare a vedere dal vivo sia i Battle Ram (li ho trovati meglio in questa dimensione che su cd) ed i Messerschmitt.

report: Lorenzo Cipolla

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