AVELION – algoritmi metal al Traffic

AVELION + CONCORDEA + PERSPECTIVES OF A CIRCLE + HAMNESIA
live @ Traffic, Roma
– venerdì 30 novembre 2018 –

 

 

LIVE REPORT •

Serata targata Rock On Agency quella al Traffic in questo ultimo giorno di novembre. Sul palco del club romano arrivano gli Avelion, talentuosa band parmense entrata da qualche mese proprio nel roster della Rock On. La concomitanza con altri tre eventi, tutti concentrati nella Capitale, non ha di certo giocato a favore sul numero delle presenze, ma questo non ha impedito a tutte le formazioni di onorare il palco con delle prestazioni di ottimo livello.

 

Hamnesia
Giocano in casa gli Hamnesia, band a cui è affidata l’apertura della serata. Fautori di un progressive rock anni ‘70, i cinque ragazzi romani miscelano al sound vintage alcune sperimentazioni più moderne prendendo spunto da band che hanno dato il via alla nuova era del prog, come Dream Theater o Porcupine Tree. Sia ben inteso, non ci troviamo di fronte al iper-tecnicismo cui ci hanno abituati Petrucci & Co., ma è pur vero che gli Hamnesia stanno pian piano ben apprendendo la lezione, partendo, in ogni caso, dalle basi gettate in questo genere da gruppi come Genesis o, più avanti negli anni, Kansas.
La costruzione di pezzi come l’iniziale “Desmoterion” o come la conclusiva “Noctudromos”, segue alla lettera i canoni del prog rock, con brani di notevole durata che permettono di inserire variazioni che, a tratti, li fa sconfinare in generi un po’ più ricercati come l’avantgarde o l’experimental music, fino a lambire la classica (visto l’uso del violino in alcuni momenti), in uno schema musicale non propriamente vicino (volutamente) al prog metal nella sua concezione più tradizionale odierna.
Personalmente li ho trovati più interessanti nelle parti più strumentali che in quelle cantate: la vocalità eterea di Livia Montalesi poco si addice ad un genere che ha sempre visto l’interpretazione di voci maschili più incisive e duttili. Intendiamoci, nessuno (tantomeno io) può mettere in dubbio le sue qualità canore, ma la vedrei più a suo agio in band orientate verso il symphonic.
Ad ogni modo gli Hamnesia, nonostante il richiamo fonetico del loro nome, si faranno ricordare per un prova di tutto rispetto.

Setlist:

  1. Desmoterion
  2. Fleeting Throne
  3. Onirikon
  4. Noctudromos

HAMNESIA lineup:

  • Livia Montalesi – Voice / Violin
  • Daniele Carlo – Drums
  • Lorenzo Diana – Guitar
  • Andrea Manno – Bass
  • Matteo Bartolo – Keyboards

 

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foto: 
 Stefano Panaro

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Perspectives Of A Circle
Si prosegue sull’onda del revival con l’ingresso in scena dei Perspectives Of A Circle, giovanissima band capitolina anch’essa dedita al prog di settantiana memoria. E fa strano vedere come dei ragazzi della loro età non seguano l’ondata mainstream che imperversa ai nostri giorni e si rifaccia, invece a quella che fu vera musica. Se già, poco prima, con gli Hamnesia avevamo avuto un assaggio di quelle sonorità che ci hanno riportato indietro negli anni, con i Perspectives Of A Circle la retrospettiva si accentua ancor di più, esplorando quei territori musicali colonizzati, all’epoca, da band come King Crimson, ELP, Gentle Giant (e si potrebbe continuare all’infinito).
Sì, perché i POAC riprendono a piene mani sperimentazioni, architetture e improvvisazioni tipiche di queste band capostipiti del genere prog, seguendo alla lettera i loro dettami che si concretizzano in lunghe suite musicali come da manuale del perfetto progster… ovviamente, quello dell’antico testamento (non del nuovo, riscritto dai Dream Theater).
L’imprinting avuto dai POAC da band come King Crimson o Jethro Tull è fondamentale per la futura formazione della loro identità, tanto che lo stesso chitarrista Lorenzo Politi sembra un giovane Robert Fripp e il loro frontman, Lorenzo Corsi, un novello Ian Anderson con il suo flauto magico.
E’ chiaro che i paragoni sono meramente fittizi, i POAC hanno ancora molta strada davanti a loro prima che raggiungano certi livelli tecnici, ma le premesse potrebbero far ben sperare, anche se, pure in questo caso, li ho più apprezzati nelle parti compositive strumentali (seppur accademiche) che in quelle cantate, dove il livello scende inesorabilmente. Purtroppo, non è sempre facile trovare un vocalist degno di nota, ma l’eccezione, come vedremo più avanti nel report, a volte si rivela prodigiosamente. Da rivedere in futuro.

Setlist:

  1. Scenario
  2. I’m thirteen
  3. Whispers
  4. The Gustibus

PERSPECTIVES OF A CIRCLE lineup:

  • Lorenzo Politi – Lead Guitar
  • Lorenzo Corsi – Rhythm Guitar, Vocals, Flute
  • Francesco Marchetti – Drums
  • Tommaso Calemme – Keyboards
  • Vittorio Pagano – Bass
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foto: 
 Stefano Panaro

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Concordea
Si volta pagina: le sonorità ora si fanno più aggressive e si viaggia sulle ali del power metal più moderno con l’arrivo dei Concordea. La band è originaria della Grande Madre Russia, ma recentemente ha inserito nella propria squadra ben tre validi elementi, orgoglio del metal tricolore: il bassista Francesco Ferraro (già con i Vexilium), il batterista Luca Ghiglione e il singer Moz (al secolo Marco Moranzoni) a creare, così, una joint force italo-russa decisamente efficace.
I Concordea picchiano duro, con classe, calibrando power e melodia in un mix perfetto che colpisce con millimetrica precisione. Brani come “Wings’ Motion”, “Between Two Worlds” o “Portrait” (tutti tratti dal loro unico full lenght “Over Wide Spaces”) mettono in mostra le buone qualità tecniche di ciascun membro, in un ensemble sonoro che si pone come obiettivo un perfetto gioco di squadra, piuttosto che quello di dare risalto alle peculiarità individuali.
Sì, perché nel sound dei Concordea la sinergia tra gli elementi è fondamentale per avere la massima resa ed ecco, così, Alexey Turetskov e Daria Piankova creare degli immaginari panorami musicali sui ritmi impressi, alle loro spalle, da Francesco e Luca, sui quali la voce di Moz può disegnare armonie vocali di grande effetto.
Esaltanti sui pezzi d’impatto, come “Mermaid’s Song”, un po’ meno efficaci su quelli più morbidi, come “The Unknown”, i Concordea hanno dato prova di maturità con una prestazione che avrebbe meritato una audience più numerosa.

Setlist:

  1. Intro / Wings’ Motion
  2. Confession of The Maker
  3. Between Two Worlds
  4. Portrait
  5. Listen to The Snow
  6. The Unknown
  7. Mermaid’s Song
  8. Behind The Wind

CONCORDEA lineup:

  • Daria Piankova – Guitars
  • Alexey Turetskov – Keyboards
  • Moz – Vocals
  • Francesco Ferraro – Bass
  • Luca Ghiglione – Drums
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foto: 
 Stefano Panaro

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Avelion
Nascono nel 2008, hanno all’attivo paio di Ep e un album di studio pubblicato lo scorso anno: questo è il curriculum degli Avelion, five piece che fa del power metal melodico il proprio credo. Ma nel loro sound troviamo anche elementi di progressive che rendono il tutto molto accattivante e ben fruibile dall’ascoltatore.
Già l’iniziale “Fading Out” è un biglietto da visita per farsi conoscere: potenti, impeccabili, autoritari.
Gli Avelion, nonostante siano una band underground – come tiene a specificare il loro cantante William Verderi – ostentano una sicurezza e una qualità da far invidia a loro colleghi più blasonati e conosciuti.
La crescita esponenziale della loro progressione sonora, va di pari passo con una performance sugli scudi, soprattutto grazie proprio al loro frontman che sale in cattedra, o meglio, sulla piccola pedana posta a centro palco e ci pettina tutti, anzi scapiglia – come lui stesso dice – con la sua grande vocalità mettendo a dura prova le nostre “recchie” (alla romana si dice così, capito William?).
Tanto di cappello a lui perché l’impressione avuta è quella di trovarsi di fronte a un vocalist dalla navigata esperienza, data la sua presenza scenica. Istrionico, trascinante, stentoreo: una vera forza della natura il nostro William.
Ma è chiaro che senza una solida base sonora tutto questo non sarebbe possibile ed allora il merito va anche al resto della band, che fa sfoggio, ma sempre con grande umiltà (dote che ho molto apprezzato), di particolari capacità strumentali non comuni.
Tra le virtuosistiche sperimentazioni su sette e otto corde del chitarrista Leonardo Freggi (molto apprezzate dall’amico Frank Marrelli), le variazioni multicolore del tastierista Oreste Giacomini, la precisione balistica di Danilo Arisi al basso e l’incessante drumming di uno scatenato Alessandro Ponzi, gli Avelion ci avvolgono e coinvolgono con un sound carico di energia, ma nel contempo strutturalmente complesso e ben congegnato, creando un meccanismo perfetto.
Anche la versione acustica di “Snuff” degli Slipknot (gruppo che non fa parte del mio dna), diventa, nelle mani degli Avellion, una piccola pietra preziosa da incastonare in una prova, già di per sé, di grande valore e la partecipazione (non programmata) della vocalist degli Hamnesia, Livia Montalesi, impreziosisce ancor più il duetto improvvisato insieme a William Verderi. Un piccolo cameo che conferma come Livia abbia più nelle sue corde (vocali) sonorità di un certo tipo, abbastanza distanti da quelle proposte con la sua band.
Non importa quanti siano stati qui stasera a seguirli, gli Avelion, con professionalità, hanno dato lo stesso il massimo e hanno meritato a pieno titolo gli applausi di tutti noi, a dimostrazione che la Rock On ha fatto un grande acquisto inserendoli nella propria scuderia. Bravi!

Setlist:

  1. Fading Out
  2. Burst Inside
  3. Echoes and Fragrance
  4. Open Your Eyes
  5. Waste My Time
  6. Never Wanted
  7. Snuff (Slipknot cover)
  8. Ain’t No Dawn
  9. Derailed Trails of Life
  10. Falling Down

AVELION lineup:

  • William Verderi – Lead Vocals
  • Oreste Giacomini – Keyboards
  • Leonardo Freggi – Guitars
  • Danilo Arisi – Bass
  • Alessandro Ponzi – Drums
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foto: 
 Stefano Panaro