ARCH ENEMY: Assedio oltre ai limiti a Milano

ARCH ENEMY + BEHEMOTH + CARCASS + UNTO OTHERS
live @ Alcatraz, Milano
– mercoledì 12 ottobre 2022 –

LIVE REPORT •

Con la ripresa dei vari tour in questo autunno, arriva in Italia The European Siege 2022, un bel “pacchetto” di band di livello: Arch Enemy e Behemoth coheadliner – tutti e due freschi di uscita di album nuovi – assieme ai leggendari Carcass e in apertura gli americani Unto Others. Le porte dell’Alcatraz si aprono presto, dato che quattro band così potenti e scenografiche hanno bisogno dei loro tempi, ma soprattutto ciò significa una serata lunga e densa di musica a volumi altissimi e noi di Metalforce eravamo lì per raccontarvelo.

UNTO OTHERS
Mentre il pubblico si riversa tra merch booth e bar, la musica e il brusio di sottofondo vengono interrotti dal quartetto americano Unto Others con il loro primo pezzo “Heroin”. Occhiali da sole e una voce che ricorda il timbro di Ian Curtis quella del frontman Gabriel Franco, e notiamo subito il taglio gothic della band tra assoli pesanti e batteria martellante. Nel complesso una proposta molto interessante nello stile e nel sound, che da il giusto sprint a questa serata dai decibel al massimo livello.

Setlist:

  1. Heroin
  2. Give me the night
  3. No children laughing now
  4. Can you hear the rain
  5. Nightfall
  6. Summer Lightning
  7. When will God’s work be done

Unto Others line up:

  • Gabriel Franco – vocals, guitars
  • Sebastian Silva – guitars
  • Colin Vranizan – drums
  • Brandon Hill – bass
 foto: Irene Eva Scapin

_______________________________

CARCASS
Attesissimi da tutti i presenti già rivolti verso il palco con i bicchieri in mano, salgono sul palco i Carcass. Bill Steer e soci appaiono subito in gran forma che aprono il loro set con “Buried Dreams”, tratta da uno dei loro album più amati “Heartwork”. Jeff Walker non sbaglia un colpo a livello vocale e tutta la band risulta compatta e solida sul palco, circondata da schermi che riproducono immagini e clip di vari organi, bisturi e tavoli da autopsia nel classico stile gore del quartetto inglese. Mosh pits e pogo infiammano l’Alcatraz e la band non può che mostrare orgoglio, proponendo a grande velocità sia brani più vecchi, che quelli dell’ultimo album “Torn Arteries”. Quarantacinque minuti di set instancabile di sanguinario death metal, fatto bene, con la precisione chirurgica di una band che riconferma sempre il loro potere.

Setlist:

  1. Buried Dreams
  2. Kelly’s meat Emporium
  3. Incarnated Solvent Abuse
  4. This mortal Coil
  5. Dance of Ixtab (Psychopomp & Circumstance March No. 1 in B)
  6. The Scythe’s Remorseless Swing
  7. Corporal Jigsore Quandary
  8. Heartwork
  9. Carneous Cacoffiny

Carcass line up:

  • Bill Steer – vocals, guitars
  • Jeff Walker – vocals, bass
  • Daniel Wilding – drums
  • Ben Ash – guitars
foto: Irene Eva Scapin

_______________________________

BEHEMOTH
Dopo un cambio palco che già lascia intravedere una scenografia importante, calano le luci e il sottofondo musicale per lasciare l’attenzione del pubblico al sipario, dal quale si intravedono
le figure di Nergal e compagni muoversi, creando un’atmosfera teatrale e quasi claustrofobica.
Sembrano quasi dei fantasmi attraverso una luce bianca ovattata ma con le prime ferocissime
note l’ambiente diventa oscuro e la band si rivela subito aggressiva sul palco con la prima
canzone del set “Ora Pro Nobis Lucifer” che è già un highlight della scaletta nonché dell’album
molto acclamato “The Satanist”. Giochi di fuochi sul palco per accompagnare la band polacca,
capitanata da Nergal che in quanto a presenza scenica è un vero fuoriclasse e sa come incitare
la folla a scatenarsi. L’energia si può tagliare con un coltello e diversi fan non resistono al
crowdsurfing, per avvicinarsi il più possibile al palco, dove sembra quasi si stia celebrando
una messa demoniaca. La band suona alcuni pezzi nuovi tratti dall’ultimo disco “Opvs Contra
Natvram” , tra i quali spicca “Thy Becoming Eternal” che conquista tutti i presenti. Ma il
pathos cresce su “Off to war!”, sempre dall’ultimo album, che con riff pressanti e batteria quasi
thrash promette bene come classic hit nei futuri tour. Esteticamente la scenografia e la band
sono incredibili, come poche band in circolazione, dai costumi al trucco, dalle luci al
background. Il set si chiude con “Chant for eschaton 2000” lasciando i fans già provati ma ben
disposti ad un altro set carichissimo come quello degli Arch Enemy.

Setlist:

  1. Ora Pro Nobis Lucifer
  2. The Deathless Sun
  3. Ov Fire and the Void
  4. Thy becoming Eternal
  5. Conquer All
  6. Daimonos
  7. Bartzabel
  8. Off to War!
  9. No sympathy for fools
  10. Blow your trumpets Gabriel
  11. Versvs Christvs
  12. Chant for Eschaton 2000

Behemoth line up:

  • Adam “Nergal” Darski – vocals, guitars
  • Patryk “Seth” Sztyber – guitars
  • Tomasz “Orion” – bass
  • Zbigniew Robert “Inferno” Prominski – drums
foto: Irene Eva Scapin

_______________________________

ARCH ENEMY
Ormai l’atmosfera è elettrica, tutti pronti per la chiusura della serata con gli Arch Enemy. Ancora un cambio palco impegnativo per un scenografia altrettanto massiccia come quella dei Behemoth. Ancora una volta le luci calano, parte un intro di synth e si intravedono ombre muoversi dietro il telo che riporta la scritta “Pure Fucking Metal”, mantra della band. Cala il sipario e la band attacca subito con “Deceiver, Deceiver “, brano dai cori potenti e il pubblico partecipa entusiasta. Un inizio memorabile! Alyssa e soci salutano i presenti al grido di “Milano! We are Arch Enemy and this is fucking war!” e parte subito il brano “War Eternal” dell’omonimo album. La batteria mastodontica di Daniel Erlandsson fa quasi scintille dall’alto mentre sotto gli altri membri si riempiono il resto del palco scattando veloci con annesso headbanging. Si prosegue con “Ravenous”, che fa tremare le pareti dell’Alcatraz e il pubblico risponde con vari circle pits e crowdsurfing. Non mancano nuovi pezzi dall’ultimo album “Decievers”, uscito lo scorso agosto. “In the Eye of the Storm” è un pezzo incredibile e perfetto in sede di live grazie al suo opening epico seguito dalle chitarre battenti di Jeff Loomis e Michael Amott. Su “House of Mirrors” invece è la voce di Alyssa che la fa da padrona, brividi lungo la schiena e headbanging di rito. Il contrasto tra la voce feroce della White-Gluz quando canta e quella cordiale di quando parla al pubblico è un contrasto fantastico. Riassume quasi il concept ultimo di questo genere se vogliamo, aggressività e violenza certo ma solo per scena, il clima generale tra i fans e le bands è cordiale e fraterno. Alyssa ringrazia le band che li accompagnano in questo tour e nota nella folla un bambino sulle spalle del papà – ovviamente munito di cuffie per proteggersi dai suoni forti – e, orgogliosissima lo indica e saluta, dandogli il benvenuto nella grande famiglia dei fan degli Arch Enemy e gli dedica la canzone “The Watcher”, un’altra traccia particolarmente adatta dal vivo grazie ai cori e le chitarre melodiche e l’assolo energico di Loomis che spicca a metà canzone. “Handshake with Hell” è una chicca che ancora una volta punta tutto sui vocals e fa notare quanto Alyssa White-Gluz sia una frontwoman di tutto rispetto e unica nel suo genere. Sventola orgogliosa la bandiera della band mentre Jeff Loomis si lancia in un lungo e virtuoso assolo. Per la chiusura del set non può mancare la titanica “Nemesis”, letteralmente lanciata sul pubblico con precisione e intensità. Un set soddisfacente a chiusura di un bill di bands vigoroso, in un clima inclusivo dove artisti e audience si rimandavano a vicenda energia e irruenza.

Setlist:

  1. Deceiver, Deceiver
  2. War Eternal
  3. Ravenous
  4. In the Eye of the Storm
  5. House of Mirrors
  6. My Apocalypse
  7. The Watcher
  8. The Eagle Flies Alone
  9. Handshake With Hell
  10. Sunset Over the Empire
  11. As the Pages Burn
  12. Snow Bound
  13. Nemesis
  14. Fields of Desolation

Arch Enemy line up:

  • Alissa White-Gluz – vocals
  • Michael Amott – guitars
  • Jeff Loomis – guitars
  • Sharlee D’Angelo – bass
  • Daniel Erlandsson – drums
foto: Irene Eva Scapin