Angra – vent’anni di “Holy Land” al Traffic

ANGRA + SAILING TO NOWHERE + STAGE OF REALITY + TIMESTORM
live @ Traffic , Roma
– martedì 18 ottobre 2016 – 

 

LIVE REPORT •

In occasione del ventennale della pubblicazione di “Holy Land”, gli Angra hanno intrapreso un tour celebrativo che sta passando proprio in questi giorni anche per l’Italia. Metalforce non poteva esimersi dal partecipare al festeggiamento di questo anniversario ed eccoci quindi al Traffic di Roma dove la band brasiliana si è esibita davanti ad un pubblico molto numeroso… e non poteva essere diversamente vista la loro fama internazionale.

Timestorm
Si parte col piede giusto, quello che preme sull’acceleratore delle progressioni sonore dei Timestorm. La band di Faber Troy (al secolo Fabrizio Troiano) mette a segno un uno-due con i primi due brani del loro set, “Lost In The Net” e “Catharsis”, che danno l’esatta misura delle loro qualità. Il combo romano colpisce soprattutto per la compattezza e la complementarietà dei propri elementi che, in un perfetto gioco di squadra, mettono in luce le loro doti tecniche, a cominciare dal singer Claudio Vattone, che con i suoi acuti esalta un pubblico già abbastanza cospicuo nonostante la serata debba ancora entrare nel vivo. C’è spazio anche per un paio di nuovi brani che saranno presenti sul prossimo album, “Sea Of Hate” e “Genesis”, sui quali il duo Longo/Troiano lancia fulminei attacchi con i loro micidiali solos di chitarra.
Menzione speciale per Paolo Campitelli (in prestito dai Kaledon), ospite d’eccezione in questa serata, che con le sue tastiere completa un quadro già di per sé di valore. Insomma, un inizio decisamente “tempestoso”!

Setlist:

  1. Lost In The Net
  2. Catharsis
  3. Labyrinth Of Dreams
  4. Sea Of Hate
  5. Genesis

TIMESTORM lineup:

  • Claudio Vattone – Lead Vocals (special guest)
  • Fabrizio Troiano – Guitars
  • Giuseppe Longo – Guitars
  • Marco Migliaccio – Bass
  • Andrea De Carolis – Drums
  • Paolo Campitelli – Keyboards
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foto:
 Stefano Panaro

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Stage of Reality
Si cambia registro con l’arrivo sul palco degli Stage Of Reality. Se prima con i Timestorm abbiamo subito una notevole pressione sonora, ora con gli SOR i toni si placano, al power subentra un metal più moderno che strizza l’occhio alla melodia e un po’ all’elettro/prog. Non c’è dubbio, comunque, che i cinque ragazzi abbiano una buona dose di tecnica e sappiano fonderla con perizia alla particolare costruzione dei loro pezzi, come “Dignity” o “Grey Men”.
Presentano, tra gli altri, anche il nuovo singolo “Never”, che farà parte del prossimo album che vedrà la luce col nuovo anno.
Una formula decisamente personale ed interessante la loro, con schemi non sempre tradizionali e più aperti alle influenze di generi diversi. Ovviamente non rientrano in quel tipo di metal che io prediligo, anche se una breve e piccola sferzata l’hanno data con l’ultimo brano in scaletta, “The Next Generation”, ma in ogni caso hanno lasciato un segno su di un pubblico che li ha seguiti molto attentamente e li applauditi a lungo.

Setlist:

  1. Dignity
  2. The Breathing Machines
  3. Grey Men
  4. Never
  5. The Next Generation

STAGE OF REALITY lineup:

  • Damiano Borgi – Vocals
  • Andrea Neri – Guitar
  • Bernardo Nardini – Guitar
  • Marco Polizzi – Bass
  • Daniele Michelacci – Drums
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foto:
 Stefano Panaro

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Sailing To Nowhere
Salpiamo ora verso lidi più lontani, saliamo a bordo di un veliero e solchiamo i variopinti mari dell’infinito universo musicale: tocca ai Sailing To Nowhere.
Ben 7 sono i componenti della ciurma, pronti a levare l’ancora e portarci in questo suggestivo viaggio verso il loro mondo, un mondo fatto soprattutto di immagine, infatti la band punta molto sull’aspetto visivo e mediatico, in una società, come quella attuale, dove essere di tendenza e farsi conoscere sui social alla fine raccoglie più risultati. Questa volta però, rispetto ad alcune loro prove precedenti a cui ho avuto modo di assistere, diamo atto ai Sailing To Nowhere di aver riposto particolare cura anche al lato musicale: l’innesto di nuovi elementi nel loro organico ha sicuramente giovato a tutto l’ensemble ed anche alla struttura dei loro brani, portando dei notevoli miglioramenti anche a livello sonoro. In particolare grazie a Emiliano Tessitore, che riconduce al giusto ruolo di protagonista, lo strumento per eccellenza della musica rock: la chitarra. Anche Clara Trucchi, la nuova singer che affianca il “navigato” Marco Palazzi, riesce a dare maggiore espressività alla loro musica. Il nuovo corso dei STN si concretizza nell’inedita “Fight For Your Dream”, per la quale si avvalgono dei servigi di David Folchitto alla batteria ed Helena Pieraccini come guest vocalist. Direi che, oltre la conferma di un Giovanni Noè sempre preciso e roccioso, la band ha fatto un passo in avanti per raggiungere uno standard più elevato, che sicuramente è uno degli obiettivi che si sono prefissati, vista la decisione di inserire nuovi musicisti. Certo, ancora qualche “registro” da sistemare c’è (personalmente gradirei in scena un Marco Palazzi meno giocherellone e più frontman), ma in ogni modo sono riusciti, almeno questa volta, a scalfire la mia corazza di defender, grazie soprattutto, e torno a ripetermi, alla buona prova di Tessitore. E tutto ciò fa ben sperare per il loro futuro.

Setlist:

  1. No Dreams In My Night
  2. Big Fire
  3. Fallen Angel
  4. Lovers On Planet Earth
  5. Fight For Your Dream
  6. Sailing To Nowhere
  7. You Won’t Dare

SAILING TO NOWHERE lineup:

  • Marco Palazzi – Vocals
  • Helena Pieraccini – Female Vocals (special guest)
  • Clara Trucchi – Female Vocals
  • Andrea Lanzillo – Guitar
  • Emiliano Tessitore – Guitar
  • Alessio Contorni – Keyboards
  • Carlo Cruciani – Bass
  • Giovanni Noè – Drums
  • David Folchitto – Drums (special guest)
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foto:
 Stefano Panaro

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Angra
Siamo quasi alla conclusione, stanno per entrare in scena i protagonisti della serata: gli Angra. Riusciranno i nostri eroi ad impressionarci nonostante un’assenza importante come quella di Kiko Loureiro? Tra poco lo sapremo. Con un sold-out quasi annunciato, il Traffic si prepara ad accogliere il celebre gruppo giallo-oro (tanto per rimanere in tema calcistico, come farà nel corso dello show anche Fabio Lione).
Le luci si spengono e sale forte il boato del pubblico… si parte con “Newborn Me”. Power prog all’ennesima potenza arricchito dai ritmi tribali delle percussioni di Dedé Reis, che riportano alla luce gli elementi più primordiali del loro Paese natio.
Sul palco non ci sarà Loureiro, ma la coppia Bittencourt/Barbosa (in forza agli Almah) funziona alla perfezione, scambiandosi con nonchalance il ruolo di solista e distribuendo note a profusione dalle loro sei corde.
E si inizia a ballare la samba con “Nothing To Say”, il brano che dà il via al set dedicato a tutto “Holy Land”, che ci porterà poi a lasciarci accarezzare dalla voce di un ispirato Lione su “Silence And Distance”.
Si torna alla matrice più etnica per poi spingersi nel power più puro con la successiva “Carolina IV”, e se i ragazzi venuti dal brasile hanno la musica nel sangue e si muovono al ritmo del sound latino che arricchisce e colora la loro musica, non da meno è il nostro Fabio che prosegue la tradizione italiana delle grandi voci con una prestazione maiuscola.. e viene da chiedersi cosa ne sarà dei Rhapsody Of Fire senza di lui. Ai posteri l’ardua sentenza!
Anche l’ospite che li accompagna in questo tour, Dedé, ci mette del suo con un acrobatico balletto che, di certo non farà molto metal – come ci dice anche Fabio Lione – ma è sicuramente molto coreografico e coinvolgente (tra l’altro, come specificato dal singer italiano, Reis è stato il percussionista di Jovanotti su “L’Ombelico Del Mondo”… il che fa ancora meno metal…). Insomma, spettacolo nello spettacolo.
E’ il turno anche per Rafael Bittencourt di mettere in luce le sue spiccate doti vocali ed accompagnandosi con la chitarra acustica su “Make Believe” crea una magica atmosfera che pian piano avvolge tutti noi. Si riparte in quarta con “Z.i.t.o.” per dare ancora un po’ di carica ad un pubblico sempre più gasato ed entusiasta, incitato da un Lione in grande serata e che poi verrà a lungo applaudito da tutti i presenti.
“Lullaby For Lucifer” chiude la parte dedicata ad “Holy Land”: ancora una volta Bittencourt diventa protagonista assoluto e, seduto al centro della scena, ci accompagna con questa ninnananna verso il finale del concerto.
Nell’ovazione generale, gli Angra ci regalano ancora un po’ della loro arte con alcune delle loro hits più conosciute come “Time” e “Rebirth”, per chiudere poi definitivamente il concerto con “Nova Era”, raccogliendo i tanti e prolungati applausi prima di concedersi a tutti i fans che li hanno sostenuti dall’inizio alla fine.

Una serata ben riuscita e di enorme successo, non c’è dubbio, frutto della collaborazione di alcune delle giovani e dinamiche agenzie romane, quali No Sun Music, Brothel Of Sound, Erocks Production e Time To Kill Records che, insieme alla Hellfire Booking, hanno portato nella Città Eterna un gruppo di grande caratura come gli Angra: una volta tanto anche Roma diventa capitale del rock.

Setlist:

  1. Newborn Me
  2. Wings Of Reality
  3. Final Light
  4. Nothing To Say
  5. Silence And Distance
  6. Carolina IV
  7. Holy Land
  8. The Shaman
  9. Make Believe
  10. Z.i.t.o.
  11. Deep Blue
  12. Lullaby For Lucifer
  13. Waiting Silence
  14. Time
  15. Rebirth
  16. Nova Era

ANGRA lineup:

  • Rafael Bittencourt – Guitar
  • Felipe Andreoli – Bass
  • Fabio Lione – Vocals
  • Bruno Valverde – Drums
  • Marcelo Barbosa – Guitar
  • Dedé Reis – Percussions
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foto:
 Stefano Panaro