Angel Witch: lezioni di storia del metal al Traffic

ANGEL WITCH + DOOMRAISER + CROMO + PLAKKAGGIO + HI-GH
live @ Traffic, Roma
– domenica 17 maggio 2015 –

LIVE REPORT •
E’ stato un viaggio attraverso il tempo e la storia della musica heavy quello di domenica 17 maggio al Traffic di Roma, il palco del club capitolino ha avuto il piacere e l’onore di ospitare, nella terza e conclusiva data del loro mini-tour che hanno tenuto in Italia, una delle band culto del metal anni ’80: i leggendari Angel Witch.
A tenerci compagnia nella lunga attesa ci hanno pensato i maestri del doom romano Doomraiser, che insieme a Cromo, Plakkaggio e Hi-Gh hanno dato vita ad un concerto veramente intenso.

Hi-Gh
Non c’è moltissima gente quando sul palco si presentano gli Hi-Gh, band romana che pian piano si sta facendo largo nel folto panorama dell’underground metal della capitale e che sta comunque ampliando i propri orizzonti, ricevendo, con merito, apprezzamenti anche fuori dai ristretti confini laziali. E’ un vero peccato che non ci sia stato più pubblico in quel momento perché a mio parere, escludendo i protagonisti d’eccezione della serata, sono stati sicuramente tra i migliori del programma. Non si parla ovviamente di tecnica o di professionalità, loro sono già sulla buona strada, ma devono senz’altro migliorarsi e lo possono fare con facilità viste le qualità di cui dispongono. In questo caso invece parliamo di attitudine, quella che gli Hi-Gh hanno dentro e che sprizzano da tutti i pori e dai loro strumenti quando sono su di un palco: pura energia concentrata nel loro speed metal esplosivo e travolgente. E devono averla pensata così anche Jeff Dunn e Tony Dolan, ovvero Mantas e The Demolition Man (eh sì, proprio loro) degli M:Pire Of Evil (o Venom Inc., o ex-Venom come preferite), che hanno seguito con attenzione tutta la loro performance senza perderne una nota. Certo, qualche “svarione” qua e là lo abbiamo percepito, soprattutto nelle retrovie dove il nostro El Tito “Oki” a tratti perdeva qualche colpo nella furiosa lotta con la sua batteria, ma poco importa, lo spirito che hanno è lo stesso delle band in denim&leather degli anni ’80 e che mi esalta tanto. Piccoli true metallers crescono!

Setlist: “Till Death And After” – “Drug Your Destiny” – “The Russian Border” – “Honour And Blood” (Tank cover) – “Night Dance” – “Sex Machine” – “Forged In Hell”

HI-GH lineup:
Tommaso “Slowly” – Bass Guitars & Lead Vocals
Marco “Psyki” – Rhythm/ Lead guitars & Background Vocals
Marco “RedEyes” – Lead/Rhythm Guitars & Background Vocals
El Tito “Oki” – Drums, Background Vocals
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Plakkaggio
Abbandoniamo temporaneamente le vie lastricate di puro acciaio, per addentrarci ora in territori a me sicuramente più ostici con il punk’n’roll dei Plakkaggio. In realtà la band di Colleferro pone se stessa, come ci dice il loro cantante/chitarrista gAbbatH, al di fuori di ogni etichetta musicale, anche se poi si definiscono fautori della New Wave Of Black Heavy Metal Oi! Il trio è divertente e non ho problemi ad ammetterlo, e nonostante la mia innata repulsione per le sonorità punk posso tranquillamente dire che sanno suonare e fanno perfettamente il loro dovere, viaggiando al confine tra il punk più scanzonato alla Ramones e un rock più demenziale corredato da testi anche in italiano. Non male la loro idea di inserire di tanto in tanto delle versioni un po’ più “particolari” di brani classici puramente metal come l’iniziale “Hit The Lights” (Metallica), o “Am I Evil?” dei Diamond Head, tanto per rimanere, a modo loro, in tema con la serata: in effetti non mi era mai capitato di sentire “Breaking The Law” dei Priest su ritmi puramente punkeggianti. Indubbiamente briosi e simpatici… ma intendiamoci: io il punk continuo a non ascoltarlo!

Setlist: “Hit The Lights” (Metallica cover) – “Provincia” – “Street Fight” – “Colleferro” – “Leggenda” – “Am I Evil” (Diamond Head cover) – “Germe” – “Breaking The Law” (Judas Priest cover) – “Granito” – “Blocco (B.P.D.)”

PLAKKAGGIO lineup:
gAbbatH – Vocals / Guitars
ChrisNunnoS – Bass
ValHell – Drums
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Cromo
Si ritorna sui binari del metal più classico con l’arrivo in scena dei Cromo. I comaschi (forse sarebbe meglio dire i “cromaschi”) si dimostrano band solida ed agguerrita, senza eccedere in virtuosismi particolari e superflui, solo heavy metal roccioso, massiccio e d’impatto. I toni epici di brani come “Heavy Metal Lover” o “Pedal To The Metal” sono il giusto impulso per scuotere le nostre teste e seguire il ritmo granitico della loro musica. Sonorità che si rifanno all’U.S. Metal, ma che strizzano l’occhio anche a quelle più marcatamente Priestiane, come su “Wasted Time” dove il singer Blade offre sicuramente una prova convincente. In conclusione la performance dei Cromo è stata sicuramente lusinghiera ed è un peccato che un loro full-lenght non abbia ancora visto la luce, anche se è già in cantiere.

Setlist. “Heavy Metal Lover” – “Pedal To The Metal” – “Waiting For The Death To Come” – “Superonic” – “Desperate Cry” – “Wasted Time” – “Unchained Firing”

CROMO lineup:
Edge – Bass, Vocals
Blade – Lead Vocals, Rhythm Guitar
Iron – Drums, Vocals
Clod – Lead Guitar, Vocals
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Doomraiser
La lunga maratona prosegue con i Doomraiser. Tenebrose atmosfere scendono sopra il Traffic, un’aura cupa e misteriosa avvolge ora gli spettatori ed introduce i ritmi cadenzati della band romana che ad ogni sua esibizione raccoglie sempre grandi consensi ed anche questa sera dimostra la sua preparazione.
La decennale esperienza si fa sentire in brani come “Addiction” o “Apophis”, con i riff oscuri delle chitarre di Giulio “Serpico” Marini e Marco Montagna, accompagnati dai suoni profondi del basso di Andrea “BJ” Caminiti, che creano quelle melodie introverse sulle quali il canto “greve” di Nicola “Cynar” Rossi evoca dolore e sofferenza. Il pesante drumming di Daniele “Pinna” Amatori scandisce il lento incedere del tempo trascinando lo spettatore in un vortice sabbatico, anche se, come è ovvio che sia in un genere non facilmente assimilabile come il doom, alcuni dei presenti hanno preferito cogliere questo momento per andare a prendere una boccata d’aria prima del rush finale. “Like A Ghost” chiude una prova a lungo applaudita da i tanti loro estimatori.

Setlist: “Addiction” – “Another Black Day Under The Sun” – “Apophis” – “Dio Inverso (Reverse)” – “Like A Ghost”

DOOMRAISER lineup:
Andrea “BJ” Caminiti – Bass
Daniele “Pinna” Amatori – Drums
Nicola “Cynar” Rossi – Vocals, Keyboards
Giulio “Serpico” Marini – Guitars
Marco Montagna – Guitars
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Angel Witch
Ed ecco finalmente giungere il momento tanto atteso, tutto è pronto per l’entrata in scena di uno dei gruppi protagonisti della N.W.O.B.H.M.: gli Angel Witch. La band britannica nella sua pur breve attività ad inizio anni ’80, ha lasciato un’impronta indelebile su quello che sarebbe stato poi il futuro dell’heavy metal, con un capolavoro come il loro primo album, un’opera che ha influenzato, e continua a farlo ancora, generazioni di band metal che molto devono a quelle magiche note partorite nel lontano 1980. Sicuramente gli Angel Witch non hanno avuto quel successo che invece avrebbero meritato e sono state tra le band più sottovalutate del panorama metal di trentacinque fa, eppure quelle sonorità a distanza di tanto tempo riescono ancora ad emozionare ed essere un punto di riferimento per numerosi gruppi, come lo furono all’epoca per artisti che poi hanno avuto, al contrario di loro, un maggiore riscontro da parte del pubblico.
E si inizia con “Gorgon” dando così il via ad una retrospettiva sulla storia dell’heavy metal raccontata attraverso le canzoni di chi quel genere lo ha vissuto e ne è stato uno dei principali artefici: Kevin Heybourne.
Non è la prima volta che ho occasione di vedere gli Angel Witch, ma essere al loro cospetto fa sempre un certo effetto e poi fare un “ripasso” fa sempre bene, ma soprattutto è un ritorno alle nostre origini musicali, perché senza gruppi come il loro nulla sarebbe stato.
Purtroppo gli anni passano per tutti ed anche il nostro Kevin ne risente, soprattutto la sua voce non ha più la freschezza di una volta e risulta essere più opaca, ma non fa niente, il solo ascoltare pezzi come “Atlantis”, “White Witch” o “Angel Of Death” esalta tutta la platea e ci trasporta in una dimensione senza tempo, facendoci rivivere quelle sonorità che hanno temprato il nostro animo di headbangers.
Più volte il pubblico presente in sala si lancia in un pogo convulso, sostenuto da quei riff immortali che Heybourne & Co. hanno donato al mondo intero.
Le note iniziali della conclusiva “Angel Witch” infiammano i nostri cuori e nell’esaltazione più totale ci ritroviamo a cantare tutti insieme quel ritornello che è stato un inno per la mia generazione, ma che ancora oggi unisce vecchie e nuove leve e fa esplodere all’unisono il nostro coro: “…you’re an angel witch, you’re an angel witch!”.
La lunga standing ovation tributata ai quattro musicisti inglesi è la giusta conclusione di questa serata, ma un applauso va senz’altro anche al Traffic che ha portato finalmente a Roma un mito come gli Angel Witch.

Setlist: “Gorgon” – “Confused” – “Atlantis” – “Sorcerers” – “Into The Dark” – “White Witch” – “Extermination Day” – “Dead Sea Scrolls” – “The Night Is Calling” – “Dr. Phibes” – “Angel Of Death” – “Baphomet” – “Angel Witch”

ANGEL WITCH lineup:
Kevin Heybourne – Guitar / Vocals
Andrew Prestiedge – Drums
Will Palmer – Bass
Tom Draper – Guitar

report: Rockberto Manenti