Ancillotti: i guerrieri del metal al Closer

ANCILLOTTI + ENDAMAGED + G.I.L.F. + THRILLER PARK + MOTHERWHIG
live @ Closer, Roma
– sabato 2 maggio 2015 –

LIVE REPORT
Si avvicina l’estate ed è tempo di gelato, magari una bella ed invitante coppa multi gusto e variegata come la serata proposta dalla “premiata gelateria” Stirred Zone a cui abbiamo assistito il 2 maggio al Closer di Roma. Cinque band con personalità diverse si sono avvicendate sul palco del club capitolino, offrendo così una varietà sonora ad ampio raggio, spaziando tra classic metal, grunge, speed e rock’n’roll.

MotherWhig
Primi a salire sul palco davanti ad un ancora esiguo numero di presenze (che però andrà aumentando nel corso della serata), sono i MotherWhig, band che rifà il verso a quelle sonorità thrash/groove post anni ’90 rese celebri da band come Machine Head, che cercarono di dare una nuova impronta moderna al thrash metal anni ‘80, iniettando forti dosi di quel sound che a mio giudizio è stato la rovina della musica hard’n’heavy: il grunge.
Gli MotherWhig hanno sicuramente un buon impatto sonoro, martellante al punto giusto, come le regole del gioco impongono, grazie soprattutto alla sezione ritmica ed in particolare al bassista Giovanni Capaldo, che ha decisamente un’ottima sinergia col suo strumento. Quello in cui peccano è forse l’originalità, molti dei brani hanno sicuramente del già sentito, anche se alcuni spunti fanno ben sperare in un miglioramento del loro songwriting. Li attendiamo ad una prova di appello.

Setlist: “Psicho Warrior” – “Fearless” – “Our Good Destiny” – “Kick Your Own Skull”

MOTHERWHIG lineup:
Gianleonardo Gentile – Vocals
Marcello Valentini – Guitar
Giovanni “Caligvla” Capaldo – Bass
Filippo Pedullà – Drums
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Thriller Park
I cambi palco sono veloci e precisi, devo dire che in questo il Closer sta pian piano migliorando evento dopo evento, riducendo così il gap che aveva qualche tempo fa. E’ il momento ora dei Thriller Park, un trio capitanato dalla rude Elisa (voce e chitarra) che insieme ai suoi compagni spara a raffica del grezzo e truce speedcore/punk’n’roll, la cui regola è una sola: distorsione al massimo volume. Ma questo è tutto quello che offre la band di Frosinone, perché per il resto siamo di fronte ad una performance mono-nota, con poca fantasia, tanto che ogni pezzo sembra la ripetizione del precedente e con il gain sempre a palla così da suscitare, a ragione, i richiami del tecnico del suono per un continuo e fastidiosissimo feedback. Personalmente non ho mai tollerato il punk (già sento le tante invettive), ma di certo il loro sound non ha niente a che fare col metal e questo nessuno lo potrà obiettare.

Setlist: “You Stupid” – “People=Stress” – “Sex” – “Rage” – “I Don’t Need U” – “What A Fuck”

THRILLER PARK lineup:
Elisa – Vocals/Guitars
Andrea – Bass
Ruben – Drums
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G.I.L.F. (Grannies I’d Like to F**k)
Si passa ora dal punk’n’roll al “fun’n’roll” dei G.I.L.F. (acronimo di Grannies I’d Like to F**k). Sul palco compaiono improbabili flebo, immagini sacre ed altri oggetti di scena (compresa una lapide del fu Erminio Ottone) pronti ad per essere utilizzati nei loro siparietti demenzial-musicali. Ma non basta, perché oltre a questo i quattro “musicanti-comici” si presentano in abiti femminili (con bene in evidenza le loro “tornite e snelle” gambe pelose) impersonando così quattro vecchiette ospiti del reparto geriatrico del Closer, tanto per rendere più divertenti i loro sketch. E musicalmente? I G.I.L.F. corrono sui binari del metal, proponendo un heavy rock molto robusto che all’occorrenza si trasforma ed assume sembianze decisamente più speed, come ad esempio in “Blowjob With Kukident”.
Insomma un connubio vincente che rinfranca sia l’orecchio che lo spirito: magari fosse veramente così la triste atmosfera di un ospedale, tutti a farsi ricoverare!

Setlist: “Last Day Of Being A Woman (Menopausa)” – “Alzhaimer Sex” – “Disco Inverno” – “Blowjob With Kukident”

G.I.L.F. lineup:
Pantavoce – Vocal cords and communications
Tito – Guitaristic developer
Charlo – Drum skins thrasher
Roscio – Follows Tito in a lower pitch
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Endamaged
Giusto pochi giorni fa avevamo ascoltato live la band che sta per salire ora sul palco: gli Endamaged. In quell’occasione mi ero riservato di concedergli una prova d’appello, infatti in quel contesto precedente avevano fornito una performance non proprio cristallina, ma sicuramente non c’era stato lo stimolo giusto vista la scarsa affluenza di partecipanti. Ma questa sera non c’erano scusanti, il pubblico è numeroso e dà quella giusta carica che innesca la voglia di fare bene. E gli Endamaged hanno risposto a dovere a questo richiamo, con grande energia e il piglio giusto.
Più tonici, più coesi, più grintosi: così si sono presentati i cinque ragazzi romani, tanto da meritarsi il mio “like” sulla loro pagina Facebook (e chi mi conosce sa che io sono molto intransigente sul metal), ma questo non significa che abbiano adempiuto a tutti gli obblighi imposti dalle regole per essere una true heavy fucking metal band. Per spronarli a migliorare diciamo che sono sulla buona strada, ma qualche correzione devono farla, soprattutto nelle parti solistiche affidate alle asce di Luca Grossi e Danilo Delli Compagni. Quindi il mio consiglio è di non abbassare mai la guardia quando mi vedranno ad un loro concerto perché io sarò sempre vigile e pronto a coglierli in fallo. Come dicono i Priest: “…Always in focus, You can’t feel my stare… I zoom into you, You don’t know I’m there…” (“Electric Eye” – n.d.r.).

Setlist: “Don’t Blink” – “Exterminate!” – “The Fall Of Arcadia” – “Into The Pit… Endamaged”

ENDAMAGED lineup:
Roberto Mastropietro – Vocals
Luca Grossi – Guitars
Danilo Delli Compagni – Guitars
Riccardo Zito – Bass
Filippo Villanova – Drums
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Ancillotti
E a proposito di regole, ecco che in scena stanno per entrare coloro che ai princìpi del metal più classico tengono senz’altro fede: Ancillotti. La verità è che gli Ancillotti dovrebbero essere presi ad esempio da un gran numero di giovani band (ma anche meno giovani) e non solo qui in Italia.
Massicci, potenti, granitici, tanti sono gli aggettivi per definirli, ma ne basta solo uno: forti! E quelli visti qui al Closer sono stati degli Ancillotti superlativi ed anche se ci hanno abituato a questa loro costante “perfezione”, rivederli su un palco è sempre sorprendente.
L’onda d’urto con la quale ci hanno colpito è stata veramente devastante sin dall’iniziale “Bang Your Head”, per poi proseguire come schiacciasassi con “Devil Inside” e, tra le altre, “Cyberland”. Una macchina da guerra pronta per la battaglia che Bud Ancillotti (voce), da grande condottiero, guida ogni volta verso la vittoria, un ensemble compatto e micidiale che ha anche modo di farci assaggiare due novità che saranno presenti nel secondo album di prossima pubblicazione: “Night Call“, una mid-tempo accattivante, alla quale poi fa seguito la straripante e strapotente “To Hell With You”, una bomba che fa letteralmente esplodere il club romano.
C’è spazio anche per le loro prove di forza individuali e così ecco che su “Liar” prima Bid al basso, poi Brian alla batteria e, per concludere, Ciano alla chitarra ci danno un saggio di come il loro rispettivo strumento diventi un’arma letale nelle loro mani, colpendoci senza pietà con quegli straripanti assoli, ma soprattutto dimostrando che uniti sono dei veri guerrieri del metal, come ci diranno nella conclusiva “Warrior”.
Non paghi di averci letteralmente demolito, tornano per il bis finale riproponendo lo stesso brano con cui avevano iniziato, “Bang Your Head”, per celebrare questa loro tappa romana nel trionfo più totale. Li aspettiamo a breve nuovamente qui, pronti a salutarli con il nostro headbanging e potete scommetterci che sarà presto, molto presto…

Setlist: “Bang Your Head” – “Devil Inside” – “Victims Of The Future” – “Cyberland” – “Living For The Night Time” – “Monkey” – “Night Call” – “To Hell With You” – “I Don”t Wanna Know” – “Liar” – “Legacy Of Rock” – “Warrior” – “Bang Your Head”

ANCILLOTTI lineup:
Bud Ancillotti – Vocals
Ciano Toscani – Guitars
Bid Ancillotti – Bass
Brian Ancillotti – Drums

report: Rockberto Manenti
foto: Magda Red