Amorphis – nubi rosse su Milano

AMORPHIS + TEXTURES + POEM
live @ Fabrique, Milano
– domenica 10 aprile 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Oggi a Milano splende il sole, ma tutto sta per cambiare perché delle minacciose nubi rosse stanno per invadere il cielo: infatti sono in arrivo i finlandesi Amorphis con il loro “Under The Red Cloud Tour”, che ha già toccato Roma e Firenze nel mese di Marzo.
Ad accompagnarli in questa avventura ci saranno 2 special guest, cioè gli ateniesi Poem e gli olandesi Textures.

Poem
Pochissima gente affolla il Fabrique quando alle 19:10, puntuali, i Poem fanno il loro ingresso sul palco. Il loro è un progresive/altenative rock con influenze grunge, e già dalle prime note di “Passive Observe” lo si può notare.
Con solo mezzora a disposizione riescono a dare comunque il 100% di loro stessi, coinvolgendo a dovere i pochi spettatori presenti.
La voce di George Prokopiou è un qualcosa che mi ha lasciato stupito, potente al punto giusto e a tratti quasi malinconica. Basso e chitarra rispettivamente suonati da Laurence Bergstrom e Stratos Chaidos si fondono alla perfezione insieme alla batteria di Stravos Rigos.
Il tempo passa in fretta, e con le conclusive “Bound Insanity” e “Remission Of Breath” i Poem ci lasciano non senza essere sommersi da meritati applausi.

Setlist:

  1. Passive Observer
  2. Fragments
  3. Desire
  4. Bound Insanity
  5. Remission Of Breath

POEM lineup:

  • George Prokopiou – Vocals/Guitar
  • Laurence Bergstrom – Guitar
  • Stratos Chaidos – Bass
  • Stravos Rigos – Drums
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foto
 Sharon Gallo 

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Textures
Veloce cambio palco e siamo pronti per la performance dei Textures, direttamente dalla terra dei papaveri. Cinque album all’attivo per loro, che ci presentano un death metal molto tecnico, ma che spaziano anche dal prog al thrash. Anche il cantato varia molto: si passa dal growl, allo scream, fino ad arrivare al pulito.
Dalle prime note di “Drive” veniamo avvolti da questa tecnicità sorprendente, e con la successiva “Regenesis” abbiamo un’ulteriore conferma delle capacità dei vari componenti, e nella quale si può apprezzare i cambi di stile vocale di Daniël de Jongh.
A volte è complicato stare dietro ai rapidi riff dei chitarristi Joel Tal e Bart Hennephof, così come agli incessanti cambi di velocità di Stef Broks alla batteria. A completare il quadro ci sono il basso di Remko Tielemans e le tastiere di Uri Dijk.
Col pubblico bello carico, è il momento di un trittico di canzoni che fan parte dell’ultimo lavoro della band “Phenotype”, uscito questo febbraio; si parte con “New Horizon”, seguita da “Shaping A Single Grain Of Sand” per poi concludere con la potente “Illuminate The Trail”.
L’headbanging viene naturale, e non cessa nemmeno un secondo. Nonostante il locale non si sia ancora riempito, l’entusiasmo è degno di un concerto da stadio, e sicuramente i Textures se ne sono accorti e continuano a dare il massimo fino alla conclusiva “Lament Of An Icarus” con la quale ci salutano. Ottima esibizione da parte di un’ottima band. Ancora una volta l’Olanda non delude.

Setlist:

  1. Drive
  2. Regenesis
  3. New Horizons
  4. Shaping A Single Grain Of Sand
  5. Illuminate The Trail
  6. Awake
  7. Timeless
  8. Singularity
  9. Lament Of An Icarus

TEXTURES lineup:

  • Daniël de Jongh – Vocals
  • Bart Hennephof – Guitar
  • Joe Tal – Guitar
  • Stef Broks – Drums
  • Remko Tielemans – Bass
  • Uri Dijk – Keyboards/Synths
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foto
 Sharon Gallo 

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 Amorphis
Ed eccoci arrivati al momento più atteso dai fan accorsi stasera al Fabrique: alle 21:10 spaccate si spengono le luci e parte l’intro di “Under The Red Cloud” che accompagna l’entrata dei vari componenti della band finlandese, accolti da un’assordante ovazione. Per ultimo entra il leader Tomi Joutsen, che senza ulteriori indugi afferra il suo microfono in stile steampunk e da il via allo show.
Quasi 26 anni di carriera e ben 12 album sono il “peso” che gli Amorphis si portano sulle spalle, ma non sembrano risentirne, anzi sono più in forma che mai.
Tomi è un concentrato di bravura vocale; passa dal cantato pulito al growl più pesante senza problemi, Esa Holopaien e Tomi Koivusaari padroneggiano perfettamente le loro chitarre e tessono riff perfetti sprigionando tutta la loro potenza, così come Jan Rechberger che dietro le pelli non sbaglia un colpo. Tutti e tre si trovano a meraviglia, essendo comunque i fondatori della band, e avendo già suonato assieme a fine anni ’80 nei Violent Solution.
Ultimi, ma non ultimi, ci sono l’energico basso di Niclas Etelävuori, e le meravigliose tastiere di Santeri Kallio.
Sono ben 6 i brani estrapolati dall’ultimo disco della band, come giusto che sia; infatti alla titletrack suonata all’inizio seguono senza freno “Bad Blood” e “Sacrifice” nella quale la melodia la fa da padrona e Tomi col suo cantato pulito riesce a darle quel tocco di drammaticità che la rende una canzone molto orecchiabile.
Non mancano però delle perle del passato come “One Rich And Poor” e “My Kantele” che, nemmeno a dirlo, è accolta con gran gioia dal pubblico. I due brani sono tratti dal fortunatissimo “Elegy”, album dell’ormai lontano 1996.
Il concerto continua alla grande; fan e band si trovano in perfetta armonia, e non può essere altrimenti.
È il momento di “House Of Sleep” cantata a squarciagola da parte di tutti!
Con “Hopeless Days” si chiude la prima parte dell’esibizione, e il sestetto scandinavo ha appena il tempo di uscire dal palco che subito viene richiamato indietro a gran voce. E dopo pochi minuti eccoli fare capolino di nuovo, e intonare un altro brano facente parte da “Under The Red Cloud”, cioè “Death Of A King”, che ha un intro dalle melodie orientali, che vengono riprese in gran parte della canzone. In questa canzone si può proprio notare il fondersi di toni pesanti e melodici, in perfetto stile Amorphis.
“Silver Bride” e la tanto acclamata “The Smoke” risucchiano le ultime gocce di energia rimaste al pubblico, mentre la band sembra averne ancora per molto, segno che nonostante i tanti anni di carriera sono una band che ha ancora molto da dire. Purtroppo però il concerto si conclude qui, e tra ringraziamenti, applausi e foto di rito, gli Amorphis lasciano definitivamente il palco. Una cosa è sicura: la band finlandese è sempre una sicurezza quando scende nel nostro Paese, e assistere ad un loro concerto è un’esperienza unica che ti lascia una sensazione particolare, che non so spiegare!

Setlist:

  1. Under The Red Cloud
  2. Sacrifice
  3. Bad Blood
  4. Sky Is Mine
  5. The Wanderer
  6. On Rich And Poor
  7. Drowned Maid
  8. Dark Path
  9. The Four Wise Ones
  10. Silent Waters
  11. My Kantele
  12. House Of Sleep
  13. Hopeless Days
  14. Death Of A King
  15. Silver Bride
  16. The Smoke

AMORPHIS lineup:

  • Esa Holopainen – Lead Guitar
  • Tomi Koivusaari – Rhythm Guitar
  • Jan Rechberger – Drums
  • Santeri Kallio – Keyboards
  • Niclas Etelävuori – Bass
  • Tomi Joutsen – Vocals
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foto
 Sharon Gallo