Airbourne: rock’n’roll party all’Estragon

AIRBOURNE + NOISE POLLUTION
live @ Estragon, Bologna
– domenica 7 giugno 2015 – 

LIVE REPORT •
Che gli Airbourne siano la reincarnazione degli Ac/Dc ormai è fuori discussione e la conferma l’abbiamo avuta anche il 7 giugno all’Estragon di Bologna, sede dell’unica tappa italiana del loro tour europeo. La band australiana, in compagnia dei Noise Pollution, ha dato vita ad un vero e proprio party che ha coinvolto il numeroso pubblico accorso qui per vederli, tutti uniti sotto un’unica bandiera: quella del rock’n’roll.

Noise Pollution
Non c’è un grosso afflusso di pubblico all’apertura dei cancelli, ma crescerà man mano che si protrarrà l’inizio effettivo della serata. Ed infatti quando giunge il momento dei Noise Pollution la sala è già abbastanza gremita.
I cinque bolognesi prendono possesso del palco e sparano da subito le loro cartucce proponendo uno sleaze rock frizzante e stradaiolo, condito di glam, ma soprattutto tanto, tanto rock’n’roll.
Si parte con l’esplosiva “Perverse Teenage” ed è subito festa. L’istrionico Ame (voce) tiene la scena con autorevolezza, cattura il pubblico, lo conquista e lo trascina nel vortice della loro musica, shakerandolo ben bene ed inondandolo poi con i riff trasgressivi che sputano fuori le chitarre di Mauri e Tony.
Il loro sound non ha un punto di riferimento ben preciso, molte sono le influenze che si possono percepire ascoltandoli, ma quel che conta è farlo sempre all’insegna del puro divertimento e loro ci riescono benissimo. Presentano, tra le altre, anche un estratto dal loro prossimo album, “Gone Forever, e ci salutano con “Kill Your Fate” concludendo così una performance densa e carica di energia.

Setlist: “Perverse Teenage” – “King Of The Road” – “Black Circus” – “Gone Forever” – “Hole Inside Me” – “Breaking Down” – “Two Face” – “Know Your Name” – “Kill Your Fate”

NOISE POLLUTION lineup:
Ame – Lead Vox
Wynny – Bass & Backing Vox
Mauri – Guitar
Tony – Guitar
Labo – Drums
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Airbourne
Dopo la scossa iniziale dataci dei Noise Pollution, inizia la trepidante attesa per l’arrivo degli australiani Airbourne. Accennavo all’inizio di come la band sia una delle dirette discendenti dei mitici (ed inarrivabili, permettetemi di dirlo) Ac/Dc. Dico una e non la sola perché in realtà tanti sono i gruppi che si sono ispirati ad Angus & Co, basti ricordare i Rhino Bucket, gli Heaven o primi Krokus… insomma diciamo che la famiglia Young ha lasciato parecchi “figli” in giro per il mondo. Ma gli Airbourne hanno pieno diritto a considerarsi i naturali eredi degli Ac/Dc: sono loro connazionali, Joel O’Keeffe ha subito il trapianto dell’ugola di Bon Scott, sicuramente ha clonato le mani ad Angus e poi suonano maledettamente come loro, tanto che se si chiudono gli occhi sembra di ascoltare gli Ac/Dc degli anni ’70. La differenza? Probabilmente solo la chitarra: laddove Mr. Young preferisce la Gibson SG, Joel invece si affida all’Explorer ed in fondo credo che altre differenze non ce ne siano. Allora perché seguire una copia esatta? Perché divertono, sono bravi, ma in primis di questo sound immortale non se ne può fare a meno! E credo che in molti siano a pensarla così, visti i loro numeri e le tante presenze anche qui a Bologna, soprattutto giovani adepti affascinati da queste sonorità e che non hanno mai avuto la possibilità di vedere i Grandi Maestri. L’adrenalina sale e tutti sono già in fermento quando l’intro tratta da “Terminator” annuncia il loro arrivo. E allora via con “Ready To Rock” che scatena fin dall’inizio il ballo frenetico e convulso che accompagnerà tutta la serata. Tanta è l’energia che gli Airbourne diffondono in sala e che invade i nostri corpi e le nostre menti, facendo alzare le temperature di una giornata già torrida con quei ritmi ai quali non si resiste. Sostanzialmente la scaletta è la stessa del loro ultimo tour, ma che importa, siamo qui tutti per divertirci e godere del loro spettacolo dirompente.
La birra scorre a fiumi, così come il sudore generato dal movimento che in sala continua senza un attimo di sosta. E nemmeno sul palco c’è un attimo di tregua. Gli Airbourne continuano a martellare con pezzi come “Too Much, Too Young, Too Fast” o “Blonde, Bad And Beautiful” vere e proprie iniezioni di puro rock’n’roll, per poi esaltarci con “Girls In Black” durante la quale, trasportato a spalla dai uno dei roadie, Joel raggiunge il bar e continua a suonare in piedi sul bancone (altra analogia con Angus).
E così tra lattine di birra fatte scoppiare ed accendini che illuminano la sala, si va verso la conclusione e gli Airbourne ci salutano con l’anthemica “Stand Up For Rock’n’Roll” scatenando l’ennesimo pogo in platea.
Preannunciati dalle sirene di un allarme aereo, tornano poco dopo per darci le ultime due mazzate finali: “Live It Up” e “Running Wild” durante la quale spunte anche un breve accenno alla storica “Paranoid” (Black Sabbath), chiudendo così uno show assolutamente straordinario e che possiamo considerare un bell’antipasto al piatto forte a cui assisteremo il 9 luglio ad Imola con i leggendari Ac/Dc. Permettetemi un ultimo ringraziamento rivolto proprio alla band di Angus Young: grazie, perché senza di voi nulla sarebbe stato di tutto ciò.

Setlist: “Ready To Rock” – “Too Much, Too Young, Too Fast” – “Chewin’ The Fat” – “Blonde, Bad And Beautiful” – “Girls In Black” – “Cheap Wine & Cheaper Women” – “Black Dog Barking” – “Bottom Of The Well” – “Party In The Penthouse” – “Stand Up For Rock’n’Roll” – “Live It Up” – “Runnin’ Wild”

AIRBOURNE lineup:
Joel O’Keeffe – Vocals/Lead Guitar
David Roads – Guitar
Justin Street – Bass
Ryan O’Keeffe – Drums

report: Rockberto Manenti