AGGLUTINATION METAL FESTIVAL 2018: you can still rock in the South

AGGLUTINATION METAL FESTIVAL 2018
live @ Chiaromonte (PZ)
– domenica 19 agosto 2018 –

 

LIVE REPORT •

Siamo in Basilicata, nella piccola e verdissima città di Chiaromonte in provincia di Potenza, location suggestiva per questa giornata all’insegna del metallo italiano e internazionale. Location che non a caso è la stessa della primissima edizione del festival, che dal 95 non salta un’edizione ed è a tutti gli effetti uno dei festival più longevi del Sud Italia – se non proprio di tutta Italia. E anche quest’anno Gerardo Cafaro, organizzatore dell’evento, ha reso felici i metalhead terroni e non solo con un bill di tutto rispetto. Anche il tempo è stato clemente, con qualche nuvola che han dato una piacevole ombra e fortunatamente niente pioggia.

Rome In  Monochrome

Ad aprire la giornata di musica sono i romani Rome in Monochrome, vincitori del Take Off Contest del Pipistrello Pub il cui premio era proprio la possibilità di aprire i concerti al noto festival. Nati da un progetto solista di Gianluca Lucarini nel 2013 divenuto poi band con lineup stabile nel 2016, i Rome in Monochrome propongono un post-rock dai toni doom, che attira verso le transenne i primi avventori del festival con 4 brani tratti dai loro due lavori, un EP “Karma Anubis” del 2015 e un full-lenght “Away from Light” del 2018.

Rome In Monochrome line up:

  • Valerio Granieri – Vocals
  • Gianluca Lucarini – Guitars
  • Alessio Reggi – Guitars
  • Marco Paparella – Guitar, Violin
  • Flavio Castagnoli – Drums
  • Riccardo Ponzi – Bass

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foto: Rita Profeta
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CIRCLE OF WITCHES

Con il secondo gruppo ci si riscalda con un po’ di Heavy Metal dalle sfumature stoner, si tratta dei Circle of Witches di Salerno che, da come è intuibile dal nome, trattano temi che tra l’esoterismo e il paganesimo utilizzando costumi e trucco di scena che creano un’atmosfera teatrale durante lo show. La band attiva dal 2004 con numerose produzioni tra Ep e full-lenght e vari tour – si introduce al pubblico con “Tongue of Misery”, singolo tratto dall’album in uscita “Natural Born Sinners”, pezzo coinvolgente e imponente, un perfetto inizio per uno show che prosegue con un ottimo tiro,mostrando l’esperienza decennale della band.

CIRCLE IN WITCHES line up:

  • Mario “Hell” Bove – Vocals
  • Joe “WiseMan” Dardano – Guitars
  • Tony “Faraway” Farabella – Bass
  • Joey “Helmet” Coppola – Drums

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foto: Rita Profeta

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AD NOCTEM FUNERIIS

Si cambia completamente genere con il terzo gruppo –non a caso l’Agglutination si è sempre caratterizzato per la diversità di generi che ospita – e passiamo ad un black metal di quello grezzo e vecchia scuola. I pugliesi Ad Noctem Funeriis, fondati nel 2003 da Claudio Moloch, vantano un certo seguito nella scena black e già da prima dell’inizio del concerto i numerosi seguaci si accalcano alle transenne. Nonostante le svariate partecipazioni a festival ed eventi,questo per loro è il primo concerto all’Agglutination e per l’occasione hanno incluso in scaletta 3 pezzi inediti e la chiusura affidata al loro classico “Fuck Christian Cross”,brano energico e provocatorio tratto dal loro ultimo release “Satan’s March Black Metal” . Una performance violenta e cruda assieme ad una totale padronanza del palco,rendono impossibile distogliere lo sguardo dalla band, che tra facepainting di rito e croci rovesciate, hanno infiammato un pubblico ormai folto e agguerrito.

Ad Noctem Funeriis line up:

  • Moloch – Guitars
  • HellHound – Vocals
  • Eversor – Drums
  • Tyrannos – Guitars
  • Carondimonio – Bass

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foto: Rita Profeta

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Witchhunter

Il genere cambia nuovamente al calar del sipario ma rimaniamo sempre nell’atmosfera old school. Anzi, lo show dei Witchunter è quasi un viaggio a ritroso nel tempo, con catene e borchie e riff trascinanti che rimandano all’heavy classico degli anni 70 e 80. “Crystal Demons” è la prima traccia di un concerto killer ad alto voltaggio che vede pezzi tratti dai loro lavori prodotti in più di dieci anni di attività in cui spicca l’ultimo LP “Back on the Hunt” –prodotto dall’etichetta italiana Blasphemous Art Production lo scorso anno- da cui è tratto il singolo “Lucifer’s Blade”, un pezzo coinvolgente a chiusura di un live che mostra ampiamente il talento degli heavy metal maniacs di Teramo. Un nome da tenere d’occhio e che si sta già diffondendo nella scena europea,i Witchunter con questo loro primo concerto all’Agglutination carico di fulmini e metallo hanno elettrizzato l’atmosfera e arricchito il variegato bill del fest.

Witchunter line up:

  • Steve Di Leo – Vocals
  • Federico “Ace” Iustini – Guitars
  • Silvio “Chuck” Verdecchia – Guitars
  • Fabrizio Rosati – Bass
  • Luca “The Filter” Cetroni – Drums

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foto: Rita Profeta

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Necrodeath

Un nome che non ha bisogno di presentazioni, band di culto nostrana che ha fatto la storia del metallo estremo italiano, dagli anni 80 ad oggi. Da allora i Necrodeth hanno collezionato nel loro arsenale sveriate produzioni e esibizioni live, e questa della 24esima edizione dell’Agglutination non è la prima per loro, e si vede dal pubblico entusiasta di rivederli in questo evento ogni anno tanto atteso. Flegias e compagni, oramai colladautissimi sul palco data la lineup stabile da una decina d’anni, violentano piacevolemente le orecchie dei presenti con una setlist che include diversi brani classici della storica band ligure e in particolare quelli tratti da “100% Hell”, release del 2006 che valse loro anche un tour europeo con gli svedesi Marduk. E non a caso le influenze di band come Bathory, Venom,Marduk e Kreator si sentono e quasi se non fosse per le parole in italiano tra un brano e l’altro,chi li sente per la prima volta potrebbe scambiarli facilmente per una band straniera. Ma sono orgoglio italiano infernale al 100%,così come il festival che li ospita sempre con grande entusiasmo.

Necrodeath line up:

  • Flegias – Vocals
  • Peso – Drums
  • Pier – Guitars
  • GL – Bass

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foto: Rita Profeta

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Folkstone

Ecco un altro cambio di genere repentino, si passa al folk della celebre band bergamasca che regala al festival un momento meno veloce e più festoso,dove quasi tutti gli avventori del fest – in particolare i più giovani – si ammassano sotto il palco pronti per ballare e saltare. I Folkstone sono ormai di casa qui al Sud, dopo la loro performance del 2013 sempre all’Agglutination, ogni estate tornano tra la Puglia e la Basilicata a deliziare i fan affezionatissimi. Scaletta che celebra i pezzi più famosi dei folkettari nazionali che con brani come “Anime Dannate”, “Nebbie” e la chiusura con “In Taberna” con cornamuse e cori,coinvolgono un pubblico scatenato che canta a gran voce tutte le canzoni e i più coraggiosi si buttano in pogo e crowdsurfing. Che dire, ormai i Folkstone sono una garanzia sia per chi li segue da sempre che per chi si lascia trasportare dal mood festaiolo solo per una sera. Un piacevole intermezzo che scioglie un po’ la tensione elettrica delle precedenti band e svaga il pubblico che ne approfitta anche per bere, giustamente invitati dai testi degli stessi Folkstone, prima di raccogliersi per i concerti più heavy che seguiranno.

FOLKSTONE lineup: 

  • Lorenzo Marchesi – Vocals, Rauschpfeife
  • Roberta Rota – Bagpipes, Rauschpfeife, Vocals
  • Matteo Frigeni – Hurdy Gurdy, Bagpipes
  • Maurizio Cardullo – Bagpipes, Cittern, Irish Bouzouki, Flutes
  • Edoardo Sala – Drums
  • Federico Mafei – Bass
  • Luca Bonometti – Guitars
  • Andrea Locatelli – Bagpipes, Rauschpfeife

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foto: Rita Profeta

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Pestilence

Ormai è calata la notte in quel di Chiaromonte e nel festival è arrivato il momento del death metal degli olandesi Pestilence. I nostalgici li ricorderanno sicuramente ai loro esordi di fine anni 80 quando tendevano più al thrash e avevano alla voce e basso Martin van Drunen. Da allora la band ha avuto un percorso altalenante sia per quanto riguarda la lineup che il genere – passando per thrash e progressive death –e alcuni periodi di inattività. Da un paio d’anni a questa parte il fondatore del gruppo e unico membro della formazione originale Patrick Mameli ha messo una nuova lineup e riportato sui palchi europei i suoi Pestilence. L’esibizione sul palco lucano è veloce e senza sbavature, dritta in faccia ai fan di vecchia data dell’estremo old school e qualche giovane curioso. Mameli non è quello che definirei un frontman carismatico ma tiene alto il tiro di uno show col piede sull’acceleratore e offre ai nostalgici pezzi come “Antropomorphia”, “Prophetic Revelations” e “Out of the Body”. Un’interessante “pausa internazionale” in un bill puramente italiano, che vede la sua punta di diamante nell’oscura performance che seguirà.

Pestilence line up:

  • Patrick Mameli – Lead Guitars/Vocals
  • Tilen Hudrap – Bass
  • Calin Paraschiv – Guitars
  • Septimiu Harsan – Drums

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foto: Rita Profeta

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Death SS

Steve Sylvester e i Death SS di certo non hanno bisogno di presentazioni. Negli anni – anzi nel loro caso nei decenni – si è parlato moltissimo di loro, spesso anche a caso con le solite storielle e battutine sulla sfiga che lasciano il tempo che trovano. Ma concentriamoci sullo show. Nella semi-oscurità si intravede già la scenografia sul palco che fa pregustare al pubblico uno spettacolo a 360 gradi. Parte l’intro e partono immagini disturbanti sul maxi schermo. Entrano i musicisti,quatti quatti in nubi di zolfo. Poi luci,musica e scintille e fa la sua apparizione Steve Sylvester, uscendo direttamente da una bara. Il rituale può iniziare. Per l’occasione di questo esclusivo live show insieme alla band ci sono 3 performer che si alternano canzone dopo canzone interprentando personaggi diversi,accattivanti e sensuali. Il pubblico è in delirio, stregato da un istrionico Sylvester che dagli anni 80 ad oggi non ha perso un colpo, anzi, il “negromante del Rock” capeggia alla perfezione il macabro teatro che sembra quasi sospeso nel buio della sera,come se il palco non ci fosse, come se Steve e soci fossero davvero delle creature misteriose apparse dal nulla. Brani celebri come “Vampire”, “Cursed Mama”, “Horrible Eyes” ammaliano e coinvolgono ogni singolo spettatore, che applaude forte ad ognuna di esse. Mancano però in scaletta pezzi altrettanto celebri come “Zombie” e “Let the Sabbath begin” – con un po’ di disappunto della sottoscritta e di alcuni fan – ma non c’è tempo per pensarci troppo e pezzi come “Scarlet Woman” e “Hi-Tech Jesus” rimbombano tra i monti lucani e scatenano il pubblico. Molto apprezzato anche l’ultimo singolo “Rock n’ Roll Armageddon”, title-track dell’album che uscirà a breve. Lo spettacolo si chiude con “Heavy Demons” e lancio delle ostie da parte di diavolesse sexy e così si conclude uno show carismatico che adempie a pieno alle aspettative che un nome così importante per la storia del rock italiano, porta con sé. Uno show da ricordare, nel nome del vampiro, del demone, dello spirito nero. Amen.

Death SS line up:

  • Steve Sylvester – Vocals
  • Freddy Delirio – Keyboards
  • Al DeNoble – Guitars
  • Glenn Strange – Bass
  • Bozo Wolff – Drums

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foto: Rita Profeta