ABORTED – Massacro radioattivo

ABORTED + CRYPTOPSY + BENIGHTED + CYTOTOXIN
live @ Legend Club, Milano
– lunedi 12 novembre 2018 –

LIVE REPORT •

Molti definiscono il brutal grind metal come un genere ancora troppo sottovalutato e di nicchia, quasi per intenditori. L’evento che ha letteralmente devastato il Legend Club è l’esempio lampante del contrario. Dopo aver toccato varie città europee, le band coinvolte nel tour promettono di mettere a ferro e fuoco i locali tramite i loro social, mostrando scorci di rara brutalità. Il lunedì milanese ha potuto onorarsi di un live che definire storico sarebbe veramente limitativo. Dopo anni di assenza dai palchi italiani tornano finalmente in Italia gli Aborted, band che ha rivoluzionato il brutal grind rendendolo un genere davvero ancora più macabro e tagliente. Insieme a loro troviamo i Cryptopsy, i Benighted ed i Cytotoxin per una serata veramente devastante.

Cytotoxin
Puntuali come un orologio e avvolti da una densa coltre di fumo, salgono sul palco i sassoni Cytotoxin. Dal lato destro del palco il cantante Grimo appare indossando una maschera antigas e porta in spalla cautamente un bidoncino ammaccato di scorie nucleari (ovviamente vuoto), camminando lentamente come se dovesse attraversare un campo minato. Posato il bidoncino, il vocalist mostra una bandiera recante la scritta in tedesco “Radioaktiv” per far capire a chi ancora non conoscesse la sua band che il loro live sarebbe stato di li a poco una vera e propria mattanza. Chi conosceva già la band ha indossato subito le maschere antigas, ormai diventate il marchio di fabbrica della band. All’ingresso sul palco, alla sola visione degli spettatori mascherati, Grimo mostra il proprio apprezzamento e, scherzosamente con il proprio pubblico, commenta: “Vedo che vi siete preparati… molto bene!”. Dalle prime note si capisce che la band fa sul serio: nonostante siano attivi dal 2010 e con alle spalle 3 soli album, i Cytotoxin sono una vera e propria rivelazione! Con “Sector Zero” lo show scalda da subito gli animi e la band mostra un’alchimia fuori dal comune. I riff di Mathias e Fonzo sono taglienti come le lame di un rasoio e i blast beat di Stocki arrivano diretti nello stomaco come proiettili sparati a raffica, il tutto accompagnato dalle potenti linee di basso di V.T che hanno reso l’atmosfera davvero “nucleare”. I testi trattanti tematiche come le catastrofi nucleari e Chernobyl rendono ancora più peculiare questa band. A più riprese Grimo infila il microfono dentro la bocca per rendere i suoi pig squeal ancora più taglienti. Durante tutto il live la gente non ha smesso di pogare nemmeno per un secondo, cosa che è stata davvero apprezzata dallo stesso frontwoman: a metá esecuzione del brano “Radiatus Generis” il vocalist è sceso in mezzo al pubblico, portando sempre con sé il bidoncino radioattivo presentatoci all’inizio del set e ha diretto i presenti in un circle pit davvero fuori dal comune. L’atmosfera, a questo punto diventata più che rovente, ci preannuncia a malincuore l’arrivo dell’ultimo brano in scaletta, il tempo è letteralmente volato via e spetta alla seconda band in lista apprestarsi per calcare il palco… ma la band prima ci tiene a ringraziare ancora una volta i presenti, comunicato da lì a breve l’intenzione di voler incontrare gli astanti presso il banco del merch per foto e autografi. La band è stata accolta nuovamente con talmente tanto entusiasmo, tanto che la sala, già molto gremita, ha chiesto un ulteriore brano che, purtroppo, a causa delle tempistiche, non è stato possibile eseguire. Grimo e soci ci hanno però lasciati soddisfatti e abbandonano il palco con la promessa di tornare presto ad inondare di energia radioattiva i nostri palchi.

Setlist:

  1. Prjpyat (Intro)
  2. Sector Zero
  3. Frontier of Perception
  4. Radiatus Generis
  5. Plutonium Heaven
  6. Chernopolis

CYTOTOXIN lineup:

  • Sebastian “Grimo” Grihm – Vocals
  • Fabrice “Fonzo” Töpfer – Guitars
  • Jason “Mathias” Melidonie – Guitars
  • Vitalis “V.T” Kast – Bass
  • Stephan “Stocki” Stockburger – Drums
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foto: Beppe Scordio
 

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Benighted
Dopo anni di assenza dai nostri palchi (l’ultimo live in terra nostrana è avvenuto oltre sei anni fa, ndr),un ritorno attesissimo è stato quello dei francesi Benighted, freschi di pubblicazione del loro ultimo full lenght “Dogs Always Bite Harder Than Their Master”. Come da abitudine, il vocalist Julien Truchan si presenta scalzo sul palco e lo show si apre senza tanti fronzoli con la devastante “Jekyll”. La setlist comprendeva perle del vecchio repertorio alternate ad alcuni brani del nuovo album e, come da prassi, la risposta del pubblico non esita ad arrivare: nessuno, infatti, è rimasto indifferente all’esecuzione di questa nuova prova dal vivo; sulle note di “Let The Blood Spills Between My Broken Teeth”, il pubblico ha accompagnato il vocalist transalpino con un coro davvero sentito. I riff di Fabien ed Emmanuel sono come proiettili sparati a raffica da una mitragliatrice e tutta la sala risponde degnamente a questo massacro. Poco prima della conclusione dello show, le luci si abbassano quasi del tutto mantenendo in penombra solamente Julien per un momento molto intimo: durante le note di una dolcissima ninna nanna, il singer mima l’atto di cullare un bambino. Terminato questo tenero siparietto si riprende a fare sul serio e sulle note della sanguinosa “Reptilian”, la gente si scatena in un pogo talmente violento da lasciare soddisfatta la band che, purtroppo, annuncia l’ultima canzone della serata. Esattamente come accadeva per l’act precedente, anche qui è stato richiesto a gran voce un bis, per le medesime ragioni, non è stato concesso. Anche i Benighted lasciano il pubblico italiano con la promessa di tornare prestissimo ad infiammare il nostro paese con una serie di nuove date tutte da pregustare.

Setlist:

  1. Jekyll
  2. Let The Blood Spill Between My Broken Teeth
  3. Necrobreed
  4. Martyr
  5. Der Doppelgaenger
  6. Teeth And Hatred
  7. Collapse
  8. Dogs Always Bite Harder Than Their Master
  9. Hush Little Baby
  10. Reptilian
  11. Experience Your Flesh

BENIGHTED lineup:

  • Julien Truchan – Vocals
  • Emmanuel Dalle – Guitars
  • Fabien Desgardins– Guitars
  • Pierre Arnoux – Bass, backing vocals
  • Kevin Paradis – Drums
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foto: Beppe Scordio
 

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Cryptopsy
Vi è giusto il tempo per un breve cambio palco e permettere al pubblico di ricaricare un po’ le energie con qualche sorso di birra ed ecco arrivare il momento per i canadesi Cryptopsy di calcare il palcoscenico del Legend Club. In questa nuova prova dal vivo, i nostri presentano il loro ultimo EP, “The Book Of Suffering: Tome 2”. La loro setlist, oltre ai pezzi tratti da questo meraviglioso album, ha potuto fregiarsi di brani anche di ben più datato repertorio. Il singer Matt McGachy ha mostrato a più riprese di essere davvero un frontman fuori dal comune e sicuramente non ha fatto rimpiangere i suoi predecessori. L’alchimia dei Cryptopsy è sempre più solida e hanno confermato di essere una band davvero inarrivabile. Flo Mounier fornisce come sempre terreno fertile per i riff taglienti di Christian Donaldson e le linee di basso di Olivier Pinard che devastano i loro fan con il loro inconfondibile sound. Anche questa volta nessuno si è risparmiato: l’intera esecuzione del live show offertoci dai nostri è stata una vera e propria mattanza, il pubblico presente ha donato alla band ogni singola goccia di energia che aveva in corpo, chiedendo anche a loro un bis, ma si sa, il tempo è un amico poco clemente e, anche in questa occasione, alla band tocca congedarsi velocemente e a malincuore dal pubblico, sempre più affamato di musica e di adrenalina.

Setlist:

  1. Detritus (The One They Kept)
  2. Slit Your Guts
  3. Cold Hate, Warm Blood
  4. Two-Pound Torch
  5. Graves Of The Fathers
  6. Fear His Displeasure
  7. Phobophile
  8. Sire Of Sin
  9. Orgiastic Disembowelment

CRYPTOPSY lineup:

  • Matt McGachy – Vocals
  • Christian Donaldson – Guitars
  • Olivier Pinard – Bass, backing vocals
  • Flo Mounier – drums
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foto: Beppe Scordio
 

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Aborted
E’ tempo di riprendersi dalla mattanza e mentre i tecnici sistemano la scenografia pronta ad ospitare l’ultimo live della serata, da dietro uno dei roll up raffiguranti l’artwork dell’ultimo full length degli Aborted, si sente chiara e forte la voce di Svencho che impreca al microfono in un perfettissimo italiano tra lo stupore dei presenti. Complice il loro 23° anniversario (caduto proprio in concomitanza della data italiana, ndr) e l’uscita da pochi mesi del loro ultimo album, “TerrorVision”, i belgi hanno voluto offrire un’unica imperdibile data nel Bel Paese. Senza tanti preamboli l’intro “Lasciate Ogni Speranza” lascia intendere che quello di stasera sarà il concerto più devastante che gli Aborted abbiano mai eseguito. La band dà finalmente il via al proprio live set con la devastante ed omonima titletrack dell’ultimo platter. Svencho è una scheggia impazzita, divora letteralmente fin da subito il palco e cerca le energie del pubblico in sala. Nonostante sia attualmente l’unico membro originale rimasto della band, l’alchimia che si è creata tra i nuovi componenti si mostra potente fin dalle prime note e crea un’atmosfera devastante. I presenti reagiscono con forza all’impatto sonoro ricevuto, creando da subito un violentissimo pogo; la sorpresa più gradita arriva a metà set, quando il vocalist belga chiama sul palco Julien dei Benighted: ci apprestiamo, infatti, ad ascoltare un duetto davvero brutale con “Termination Redux”. Giusto un breve assaggio di un altro brano tratto dal nuovo album, al termine del quale Svencho domanda divertito al pubblico: “Ci sono per caso delle donne presenti stasera? Alzate le mani”. Alla sola vista di molte mani alzate, segno che quindi era presente una gran fetta di pubblico femminile, stupito il vocalist incalza: “Sul serio? Molto bene. Stasera per voi ho una romantica dedica da fare, chiamo per l’occasione il mio amico Grimo…” ed ecco che sul palco sale il cantante dei Cytotoxin (presente tra l’altro come special guest anche nel disco, ndr). Da subito partono subito le brutali note di “A Whore D’Oeuvre Macabre” dando il via ad un massacro collettivo. L’interazione tra Svencho e il pubblico è continua e prosegue alla stessa intensa maniera sino alla fine, anche in questa sede nessuno si è risparmiato e ha regalato alla band ogni briciolo di energia e ogni singolo respiro del fiato che aveva in corpo. Arrivati alla fine del live set gli Aborted si congedano dal pubblico, rientrando solo dopo che i presenti in sala hanno chiesto a gran voce un ultimo brano. Stavolta il regalo ai fan è finalmente stato concesso e la band offre agli astanti la sanguinosa “The Holocaust Incarnate”. Al termine del set, gli Aborted si congendono dagli spettatori, soddisfatti e fieri, con la speranza di poter tornare nuovamente a breve nel nostro paese, per regalarci ancora un altro live come quello appena pregustato.

Setlist:

    1. TerrorVision
    2. Deep Red
    3. Hecatomb
    4. Retrogore
    5. Farewell To The Flesh
    6. Divine Impediment
    7. Cadaverous Banquet
    8. Termination Redux (with Julien Truchan from Benighted)
    9. Squalor Opera
    10. A Whore D’Oeuvre Macabre (with Grimo from Cytotoxin)
    11. Exquisite Covinous Drama
    12. Sanguine Verses (…Of Extirpation)
    13. Threading Of Vermillion
    14. The Saw And The Carnage Done

    Encore

    1. The Holocaust Incarnate

ABORTED lineup:

  • Sven “Svencho” De Caluwé – Vocals
  • Mendel Bij De Leij – Guitars
  • Ian Jekelis– Guitars
  • Ken Bedene – Drums
  • Stefano “Stephmageddon” Franceschini – Bass
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foto: Beppe Scordio