ABBATH – Black metal hurricane over Parma

ABBATH + 1349 + VLTIMAS + NUCLEAR
live @ Campus Music Industry, Parma
– venerdì 7 febbraio 2020 –

 

LIVE REPORT •

Mentre l’anima rock dei The Darkness scaldava i cuori dei modenesi, alcune delle realtà più interessanti del black metal internazionale si apprestavano a regalare al pubblico del Campus Music Industry un live show certamente memorabile. Attesi al varco da mesi, Abbath e soci tornano nuovamente in Italia per un unico appuntamento dal vivo che, in questa nuova leg europea, vede la presenza straordinaria di 1349, recentemente passati a Parma in occasione della scorsa edizione del Black Winter Fest (qui il report del nostro Marco Campoli), Vltimas, il nuovo progetto di David Vincent (ex- Morbid Angel) e Nuclear.

NUCLEAR
A causa di alcuni imprevisti legati al traffico intenso della città, giungo al locale giusto in tempo per assistere alla parte conclusiva del set della band di apertura, i cileni Nuclear, intenti a intrattenere i pochi spettatori già giunti in loco per pregustarsi una buona esibizione. Il quintetto di Santiago si mostra bello agguerrito ed è pronto a catalizzare l’attenzione dei presenti con un sound prettamente thrash metal abbastanza influenzato dallo stile degli Slayer e che, a tratti, sembra strizzare l’occhio anche a sonorità un po’ più death, rendendo la proposta musicale ancor più appetibile. I brani proposti in questa sede sono tratti principalmente dai due album più apprezzati della band (“Ten Broken Codes” e “Formula For Anarchy”) e mettono in risalto le ottime qualità vocali del vocalist Matías Leonicio, la cui performance risulta molto convincente. Notevole anche il lavoro dietro le pelli di Punto Sudy e del bassista Roberto Barría, il cui apporto non viene affatto oscurato dalla padronanza tecnica dei due axeman del combo cileno, Sebastian Puente e Francisco Haussmann. Un’ottima vetrina per la band cilena, qui alla sua prima prova dal vivo nel nostro paese, la quale ha dato una forte testimonianza del proprio potenziale senza deludere le aspettative del pubblico.

Setlist:

  1. Confront
  2. God Forsaken Life
  3. Violence That Burns
  4. Killing Spree
  5. No Light After All
  6. On Killing
  7. Apátrida

Nuclear line up:

  • Sebastian Puente – guitars
  • Francisco Haussmann – Guitars
  • Punto Sudy – Drums
  • Roberto Barría – bass
  • Matías Leonicio – Vocals

 

VLTIMAS
Puntuali come da programma, alle 20.35 gli Vltimas fanno il proprio ingresso sul palcoscenico. Nati dall’unione professionale di alcuni dei musicisti più importanti della scena black metal, quali Rune “Blasphemer” Eriksen (Aura Noir, Earth Electric, ex-Mayhem), David Vincent (Morbid Angel, I Am Morbid) e Flo Mounier (Cryptopsy), gli Vltimas si preparano al loro debutto sul suolo italico e portano sul piccolo palco parmense una ventata di black death metal, chiaramente influenzata dai primi lavori dei Morbid Angel, la quale, in questa sede, farà la felicità di molti spettatori presenti in sala. Accompagnati per l’occasione da João Duarte alla chitarra e Ype Terwisscha van Scheltinga al basso nelle vesti di live session members, gli Vltimas presentano la maggior parte dei brani che compongono l’album di debutto della band, “Something Wicked Marches In”, edito da Season Of Mist, etichetta con la quale i nostri hanno firmato lo scorso anno. Definito come una sorta di “all star band tutta al black”, il trio offre uno show nel complesso piacevole, accolto particolarmente bene da coloro che attendevano questo appuntamento da molto tempo; sebbene la performance, consumata in circa 40 minuti, abbia messo in mostra tutte le qualità tecniche e l’esperienza acquisita da ciascun membro della band, i riflettori rimangono sempre puntati su Vincent: la sua voce cavernosa, così come la sua fortissima presenza scenica, supportata da un outfit molto caratteristico che sembra voler omaggiare il grande Undertaker, conquista tutti i presenti, lasciandoli letteralmente soddisfatti e visibilmente appagati. Un debutto convincente quello offertoci dal quintetto, il quale ha saputo catturare e coinvolgere il pubblico con una maestria senza precedenti, confermando le capacità innate di una delle migliori band in circolazione.

Setlist:

  1. Something Wicked Marches In
  2. Praevalidus
  3. Total Destroy
  4. Monolith
  5. Truth And Consequence
  6. Last Ones Alive Win Nothing
  7. Everlasting
  8. Diabolus Est Sanguis
  9. Marching On

Vltimas line up:

  • David Vincent – vocals
  • Rune Blasphemer Eriksen – guitars
  • Flo Mounier – vocals
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foto: Arianna Govoni

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1349
I 1349 non hanno certamente bisogno di presentazioni. Passati recentemente a Parma in occasione della scorsa edizione del Black Winter Festival, i norvegesi tornano a far tappa nella città emiliana per un nuovo spettacolo all’insegna dell’oscurità e in un contesto che lascia decisamente più spazio alla performance della band, libera di poter presentare la propria proposta musicale con una  produzione maggiore rispetto a quella offerta qualche mese fa sullo stesso palco. “Sculptor Of Flesh” dà inizio alle danze e da subito l’atmosfera si fa ancora di più rovente. La storica black metal band è impetuosa, la performance, impressionante, caotica e devastante, acquista ancora più vigore e violenza grazie al drumming potente e velocissimo di Frost, considerato ad oggi uno dei migliori batteristi della scena internazionale, il tutto accompagnato dalle linee di basso di Seideman, dalla chitarra di Archaon e dall’esecuzione vocale viscerale e sinistra di Ravn, il cui coinvolgimento con il pubblico è stato molto più che lodevole; lo stesso cantante  non ha mai smesso di incitare gli astanti ed il responso, infatti, non ha esitato ad arrivare. L’occasione è ottima anche per presentare alcuni estratti dall’ultimo lavoro in studio, licenziato da Season Of Mist, “The Infernal Pathway”, di cui vengono eseguiti i brani ““Through Eyes Of Stone”, “Striding The Chasm” e l’accoppiata “Dødskamp” / “Abyssos Antithesis”, scelte come epilogo del set dei norvegesi. Una cosa che in tanti hanno sempre notato nelle esibizioni offerte da questi musicisti è legata inevitabilmente all’esecuzione stessa del concerto: non esistono in effetti vie di mezzo, o si apprezza in toto la violenza e il caos della black metal band norvegese, o si tende sì a prestare ascolto ma con un orecchio non del tutto partecipe. Il pubblico stesso sembra essere diviso in queste due fazioni, ma il risultato, alla fine della fiera, è ugualmente encomiabile e il quartetto di Oslo porta a casa una performance sinistra altamente infiammata e caotico che ha permesso a coloro che precedentemente lo aveva visto lo scorso 30 novembre di poter godere nuovamente di un’esibizione frenetica ad opera di una delle black metal bands più importanti del settore.

Setlist:

  1. Sculptor Of Flesh
  2. Through Eyes Of Stone
  3. Slaves
  4. I Am Abomination
  5. Striding The Chasm
  6. Manifest
  7. Atomic Chapel
  8. Dødskamp
  9. Abyssos Antithesis

1349 line up:

  • Ravn – vocals
  • Seidemann – bass
  • Archaon – guitars
  • Frost – drums
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foto: Arianna Govoni

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ABBATH
Conosciuto ai più per il suo storico impegno con gli Immortal, una delle band di punta del panorama black metal norvegese a partire dai primi anni 90, Olve Eikemo, aka Abbath, si è lasciato ormai alle spalle il suo precedente percorso artistico e si è dedicato anima e corpo al suo nuovo progetto musicale, gli Abbath. A distanza di quattro dalla sua ultima visita in Italia, il chitarrista norvegese torna nel nostro paese per un nuovo, imperdibile live, volto alla promozione del secondo capitolo discografico, “Outsrider”, uscito lo scorso 5 luglio per Season Of Mist. Le ultime vicende che hanno riguardato da vicino lo stesso Abbath, legate alla sua dipendenza dagli alcolici e alla defezione della bassista Mia Wallace, la cui dipartita è stata annunciata di recente e immediatamente sopperita grazie alla partecipazione di Rusty Cornell, in veste di nuovo live member, lasciavano spazio a tanti dubbi sull’effettiva qualità della performance che avremmo assistito da lì a breve. I dubbi, fortunatamente, vengono letteralmente spazzati via sulle note di “Hecate”, Abbath e l’intera band si presentano in piena forma, carichi e virtuosi al punto giusto. La stessa padronanza tecnica e prestazione vocale di Abbath è a dir poco sbalorditiva: il chitarrista è tornato al pieno delle sue energie, non si tira indietro davanti ai fotografi, regalando le sue buffe espressioni e interagendo a più riprese con un pubblico chiaramente in visibilio. In questa sede Abbath regala al pubblico parmense un live show senza precedenti che, per l’occasione, ripescherà anche il passato stesso dell’artista: “Nebular Ravens Winter”, “In My Kingdom Cold” e “Tyrants” sono, infatti, alcuni dei brani che omaggiano la carriera artistica degli Immortal, a cui si susseguono alcuni estratti di “Outsrider”, come “Harvest Pyre”, “Calm In Ire (Of Hurricane)” e “Bridge Of Spasms”. C’è spazio anche per “Warriors”, brano degli I, side project dello stesso Abbath che vanta anche la partecipazione di Armagedda (Immortal), TC King (God Seed) e Arve Isdal (Enslaved), che qui viene ben accolto da una ovazione generale di euforia. “Winterbane” conclude così una serata che non ha lasciato superstiti e che ha reso musicalmente al suolo l’intero pubblico presente a Parma, grazie a quattro performance ottime ad opera di alcune delle migliori band black metal in circolazione. L’Outsrider tour saluta così l’Emilia Romagna e porta con sé la soddisfazione e la gioia di chi, a lungo, aveva atteso uno degli appuntamenti più intriganti della stagione con tanto tormento, regalando così un sorriso a coloro che, complessivamente, hanno lasciato il Campus Music Industry di Parma contenti e soddisfatti di un pacchetto promozionale intenso e sinistramente estremo come pochi se ne vedono ancora al giorno d’oggi.

Setlist:

  1. Hecate
  2. Count The Dead
  3. Bridge Of Spasms
  4. The Artifex
  5. Harvest Pyre
  6. Ashes Of The Damned
  7. Warriors (I cover)
  8. Nebular Ravens Winter (Immortal cover)
  9. Calm In Ire (Of Hurricane)
  10. Outsrider
  11. In My Kingdom Cold (Immortal cover)
  12. Tyrants (Immortal cover)
  13. To War!
  14. Winterbane

Abbath line up:

  • Abbath – vocals, guitars
  • Ole Andre Farstad – guitars
  • Ukri Suviletho – drums
  • Rusty Cornell – bass
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foto: Arianna Govoni