16° Baloma Bikers: roba da… Motorcycle Man!

OLIVER/DAWSON SAXON + TYGERS OF PAN TANG + TOKYO BLADE
live @ 16° Baloma Bikers Festival, Cercemaggiore (Cb)
– sabato 6 agosto 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Eccoci all’appuntamento annuale con il Baloma Bikers, il festival estivo giunto alla sedicesima edizione, atteso tanto dai centauri della strada quanto dai noi metalheads, una tre giorni immersa nel verde tra rombi di motore, fiumi di birra, buon cibo e tanta musica.
Anche quest’anno Cercemaggiore (in provincia di Campobasso) ospita il Memorial Pippo D’Amico, organizzato dall’Associazione Socio Culturale Baloma Bikers & C., che con professionalità presenta un programma che di anno in anno si fa sempre più importante con musicisti di calibro internazionale.
Dopo una prima giornata dedicata alle sonorità più progressive con i nostrani Goblin, è sicuramente quella di sabato 6 agosto che ha richiamato nel Molise una folta schiera di headbangers che, incuranti di un clima freddo ed inusuale per questa stagione, sono ugualmente giunti qui per assistere ad un concerto che ha portato sul palco tre band incredibili: Olive/Dawson Saxon, Tygers Of Pan Tang e Tokyo Blade. Insomma, la New Wave Of British Heavy Metal protagonista al Baloma Bikers!

Tokyo Blade
La pioggia pomeridiana e la forte umidità serale (senza dimenticare il freddo) hanno, inizialmente, scoraggiato molti dei possibili partecipanti, tant’è che fino alle 20, rispetto gli anni passati, non sono molte le presenze nella location. La situazione climatica contribuisce, inoltre, a creare qualche problemino tecnico all’amplificazione, il che fa slittare l’orario previsto di inizio, ma questo inconveniente permette, così, di far aumentare pian piano il numero degli spettatori. E così, quando sul palco arrivano i Tokyo Blade, il colpo d’occhio è decisamente più entusiasmante e, risolti i problemi di cui sopra, si possono accendere finalmente i motori e dare il via alla kermesse.
Era dal 1986 che non avevo più avuto modo di vedere i Tokyo Blade dal vivo, da quando vennero a Roma a supporto dei Blue Öyster Cult, quindi ritrovarli qui è occasione più unica che rara. Proprio per queste date europee lo storico cantante Alan Marsh si è riunito ai suoi vecchi compagni, pronto così a rinverdire, insieme a loro, i fasti di un glorioso passato e farci rivivere le magiche atmosfere dei primi anni ’80. Ed è questa l’aria che si comincia a respirare con “Death In Main Street”, brano di apertura del loro set che sin dalle prime note fomenta anche la frangia più giovane del pubblico assiepato sotto il palco (più volte la security dovrà tamponare il “cedimento” delle transenne sotto la spinta dei fan più focosi).
Sì, sono passati più di trent’anni sul calendario, ma da quello che ascoltiamo il tempo invece sembra essersi fermato e così Andy Boulton e John Wiggins hanno sempre quella determinazione e la stessa voglia di suonare metal di qualità, con i riff graffianti di pezzi come “Dead Of The Night”, “Lightning Srikes” o “Sunrise in Tokyo” sostenuti con sicurezza dalla sezione ritmica di Andy Wrighton al basso e Steve Pierce alla batteria, che sul palco si divertono a dare il giusto ritmo al nostro headbanging.
Il pubblico applaude, canta, urla e chiede a gran voce “Night Of The Blade” ed Alan Marsh ci accontenta e con la voce grintosa ci dà quella carica di energia che riscalda i nostri cuori di impavidi metallari e ci fa anche dimenticare della bassa temperatura. Peccato che gi strascichi del contrattempo iniziale all’impianto sonoro abbiano allungato i tempi e così i Tokyo Blade sono costretti a tagliare qualche brano e concludere con “Warrior Of The Rising Sun” una performance veramente intensa di una band indubbiamente sugli scudi.

Setlist:

  1. Death On Main Street
  2. Someone To Love
  3. Dead Of The Night
  4. Lightning Strikes (Straight Through The Heart)
  5. Mean Streak
  6. Love Struck
  7. Sunrise In Tokyo
  8. Night Of The Blade
  9. If Heaven Is Hell
  10. Warrior Of The Rising Sun

TOKYO BLADE lineup:

  • Andy Boulton – Guitar
  • John Wiggins – Guitar
  • Andy Wrighton – Bass
  • Steve Pierce – Drums
  • Alan Marsh – Vocals
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foto: Stefano Panaro

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Tygers Of Pan Tang
La festa prosegue tra sgommate, sgasate, scoppi di motori e fiammate dalla marmitta: è ora il turno dei Tygers Of Pan Tang. La band inglese è ormai di casa nella nostra penisola, spesso la ritroviamo a calcare le assi dei nostri palcoscenici, complice il fatto che da oltre dieci anni il loro bravissimo singer è l’italianissimo Jacopo Meille che, da buon fiorentino, non ha peli sulla lingua e ci dà una bella sferzata per farci coinvolgere sempre più in una serata che, almeno dal punto di vista musicale, si sta facendo decisamente “bollente”. Ci si avvia, così, lungo un percorso che attraversa la lunga storia di questa band che tanto ha dato allo sviluppo del movimento metal, ripercorrendo le tappe principali con pezzi che vanno da “Euthanasia”, tratta dal primo album, a capolavori come “Gangland” che innesca l’ennesimo pogo tra il pubblico, mentre sul palco le cinque tigri ci danno le loro letali zampate con un medley come “Paris By Air/Slave To Freedom/Rock’n’Roll Man” che lascia un segno profondo in ognuno di noi.
Ma ai nostri “felini” non basta azzannarci con brani del passato, vogliono dimostrare che sanno ancora essere più pericolosi che mai, pronti a balzare all’improvviso sulla loro preda e allora ecco “Only The Brave”, pezzo di apertura del nuovo album che vedrà la luce ad ottobre: dei perfetti predatori.
E se da una parte Robb Weir sa come aggredirci con la sua chitarra facendoci entusiasmare con pezzi come “Suzie Smiled”, dall’altro lato Micky Cristal sale in cattedra e ci infiamma, canzone dopo canzone, con i suoi assoli fulminei e taglienti: un acrobata della sei corde!
Anche i Tygers Of Pan Tang però vengono penalizzati dal ritardo accumulato e quindi accorciano la loro scaletta di ben quattro brani, ma hanno almeno il tempo di dare un ultimo assalto con la travolgente “Hellbound”, sulla quale il simpaticissimo drummer Craig Hellis e il bassista Gav Gray imprimono un ritmo forsennato che scatena l’incontenibile foga dei fan e mette in difficoltà i ragazzi della sicurezza nell’arginare tutto l’impeto di un pubblico in preda al delirio. Ci salutano con una delle loro hits più famose, “Love Potion No. 9”, che placa un pochino (almeno per qualche istante) i bollenti spiriti dei più facinorosi, chiudendo così una prova assolutamente perfetta. Una cosa è certa: le tigri ruggiscono ancora!

Setlist:

  1. Euthanasia
  2. Love Don’t Stay
  3. Gangland
  4. Paris By Air/Slave To Freedom/Rock’n’Roll Man
  5. Only The Brave
  6. Do It Good/Running Out Of Time
  7. Keeping Me Alive
  8. Suzie Smiled
  9. Raised On Rock
  10. Hellbound
  11. Love Potion No. 9 (The Clovers cover)

TYGERS OF PAN TANG lineup:

  • Robb Weir – Guitars
  • Jacopo Meille – Vocals
  • Micky Crystal – Guitars
  • Gav Gray – Bass
  • Craig Ellis – Drums
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foto:
 Stefano Panaro

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Oliver/Dawson Saxon
Il clima festoso viene in parte turbato da qualche “scintilla” in mezzo al pubblico, forse i fumi dell’alcool (non certo delle moto) hanno dato alla testa a qualche giovincello troppo incline alla violenza, ma immediatamente messo a “tacere” dallo staff del Baloma. Meglio così, perché vogliamo goderci appieno la grande musica di questa serata, soprattutto visto che è il momento degli Oliver/Dawson Saxon!
I due ex-Saxon, Graham Oliver e Steve Dawson, schierano una compagine pronta alla battaglia finale e che certamente non farà prigionieri, ma che darà vita ad una marcia trionfale sospinta dal “potere” e dalla “gloria” di veri e propri inni della musica metal. E tutto questo pochi giorni dopo che i Saxon di Biff sono apparsi al Sonisphere del Rock in Roma.
Via, dunque, all’attacco frontale con “Rock’n’Roll Gypsy”: l’aquila è di nuovo atterrata tra noi!
Fedeli al loro credo, Graham e Steve, come impavidi cavalieri, brandiscono le loro spade e colpiscono senza pietà con pezzi intramontabili come “Strong Arm Of The Law”; tutti a cantare sul roccioso drumming di Paul Oliver (eh sì, proprio il figlio di Graham) sull’anthemica “Denim And Leather” e poi ancora eccoli evocare epiche imprese con la maestosa “Crusader” sulla quale Brian Shaughnessy mette in mostra la sua voce imperiosa e tutta la sua carismatica interpretazione. Il singer inglese (già con i Seventh Son – come accortamente notato da Giovanni Loria di Classix Metal) è sicuramente l’elemento catalizzatore di questa band e senza ombra di dubbio la scelta più consona per un sound che ha accompagnato la crescita di tantissimi rocker della nostra generazione, ma che è ancora il fulcro per tutte le nuove leve appassionate di heavy metal.
C”è una novità nella formazione, alla chitarra troviamo Luca Poma, altra eccellenza italiana, che avevamo avuto già il piacere di apprezzare con Uli Jon Roth proprio un anno fa in quel di Avasinis (Udine) e che ritroviamo qui a dare quel pizzico di sano virtuosismo a brani come “747 (Strangers in The Night)”: il suo stile molto Malmsteeniano forse va in contrasto con la “rude” e rabbiosa forza di “Princess Of The Night”, ma ragazzi… che chitarrista coi fiocchi!
Ed ora pronti a correre sulle strade infuocate dell’inferno e dove se non proprio qui, nel regno dei bikers? Tutti in sella e… vrooooom: è il momento di “Motorcycle Man” ed è l’apoteosi più totale.
Ma non finisce qui. Si spinge al massimo della velocità quando si è a bordo di una Chevrolet 68 e si fanno girare vorticosamente le sue “Wheels Of Steel”: una gara all’ultima accelerazione!
Applausi, cori, incitamento: la risposta del pubblico è così forte che gli OD Saxon ci regalano altre due preziose perle prima di chiudere: “Redline” e “And The Bands Played On” che risuona forte in tutta la vallata circostante, proprio come a dire che loro continueranno a suonare e niente e, soprattutto, nessuno li fermerà mai. Immortali!

Ancora una volta il Baloma Bikers ha fatto centro e può annoverare altre tre celebri band nel lungo elenco degli artisti che hanno dato il loro grande contributo alla riuscita di un evento ormai divenuto uno dei più importanti festival del centro sud… ma non solo. Un ringraziamento quindi va a tutto lo staff per l’accoglienza e la passione con cui organizzano e programmano questo avvenimento. Il conto alla rovescia per la prossima edizione è già partito!

Setlist:

  1. Rock ‘n’ Roll Gypsy (Saxon song)
  2. Strong Arm Of The Law (Saxon song)
  3. Denim And Leather (Saxon song)
  4. Crusader (Saxon song)
  5. 747 (Strangers In The Night) (Saxon song)
  6. Dallas 1 Pm (Saxon song)
  7. Princess Of The Night (Saxon song)
  8. Motorcycle Man (Saxon song)
  9. Wheels Of Steel (Saxon song)
  10. Redline (Saxon song)
  11. And The Bands Played On (Saxon song)

OLIVER-DAWSON SAXON lineup:

  • Graham Oliver – Guitar
  • Steve ‘Dobby’ Dawson – Bass
  • Luca Poma – Guitar
  • Paul Oliver – Drums
  • Brian Shaughnessy – Vocals
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foto: Stefano Panaro