Alestorm: all’arrembaggio del Colony!

ALESTORM + BLOODBOUND + SAILING TO NOWHERE
live @ Circolo Colony, Brescia
– martedì 16 febbraio 2016 – 

LIVE REPORT •

Sventola alto e fiero il Jolly Roger quest’oggi sull’albero maestro del Colony, una numerosa ciurma di masnadieri è sbarcata qui per accogliere l’arrivo dei più terribili bucanieri che abbiano mai solcato i sette mari e che a bordo del loro galeone hanno depredato e fatto man bassa di ogni cosa in ogni dove: gli Alestorm.
Ancora una volta Brescia diventa la Port Royal italiana, quindi state all’erta: i pirati son tornati!

Sailing To Nowhere
Partiti dal litorale romano, approdano nell’improvvisato porto piratesco del Circolo delle Bermude con il loro veliero: si tratta dei Sailing To Nowhere. Visti pochi giorni fa nella capitale al “Metal for Kids United”, li ritroviamo qui al nord per combattere questa battaglia navale e salpare poi verso altri lidi europei. Consci delle proprie potenzialità, affrontano il pubblico con piglio sicuro ed instaurando da subito un bella sinergia con i presenti, che hanno risposto applaudendoli spesso e lungamente, segno che le loro sonorità riescono a trasmettere quelle vibrazioni che catturano l’attenzione dei ragazzi che li stanno ascoltando. Pur giocando fuori casa, al cospetto di band più blasonate, i Sailing To Nowhere hanno assolto il loro compito con impegno, proponendo brani più elaborati come “Big Fire” o episodi più intensi e melodici come “Fallen Angel”, dando così alla loro musica il giusto equilibrio tra dolce e salato. Quello che personalmente non mi ha convinto molto è il bilanciamento sonoro che hanno adottato, con una batteria molto possente a sostenere il tutto, che però non viene accompagnata con un’opportuna enfasi dagli altri strumenti, risultando così un po’ più blandi del dovuto, soprattutto in fase solistica. Peccato, perché basterebbe un pizzico di cattiveria in più per definirsi (come dicono loro) melodic power metal. A mio giudizio dovrebbero curare più l’aspetto tecnico che quello visivo, sul quale però loro puntano molto: d’altronde siamo in un’epoca dove l’immagine è tutto e il resto conta poco.

Setlist:

  1. No Dreams In My Night
  2. Big Fire
  3. Fallen Angel
  4. Sailing To Nowhere
  5. You Won’t Dare

SAILING TO NOWHERE lineup:

  • Marco Palazzi – Vocals
  • Federica Garenna – Vocals
  • Andrea Lanzillo – Guitars
  • Valentina De Iuliis – Keyboards
  • Carlo Cruciani – Bass
  • Giovanni Noè – Drums

foto: Federica Borroni
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Bloobound
“Forziere ricco, mi ci ficco!”. Ad impreziosire il bottino della serata, troviamo gli svedesi Bloodbound. Certamente non ci siamo di fronte al romantico fascino dei pirati, protagonisti di tante avventure della letteratura ambientata nel XVIII secolo, direi piuttosto che siamo al cospetto di un impavido manipolo di vichinghi (viste le loro origini) arrivati fin qui con la loro drakkar per mettere a ferro e fuoco il Circolo Colony. E sì, perché i Bloodbound hanno veramente dato una prova di forza con la loro crudeltà e ferocia. Qui non si colpisce di fioretto, ma si usa la spada normanna, ascoltate l’iniziale “Iron Throne” e capirete di cosa parlo: heavy metal allo stato puro, rabbioso e potente grazie ai riff aggressivi delle chitarre di Jocke Johansson (preso in prestito dai Twilight Force) e Tomas Olsson. E mentre quest’ultimo affonda la sua lama e ci colpisce senza pietà con i suoi assoli taglienti, il biondissimo Jocke si rende protagonista degli sguardi e degli scatti fotografici di tutte le fanciulle qui presenti: il fascino del vichingo!
Toni epici, cavalcate trionfanti, ritmi prorompenti: questi sono gli ingredienti che li rendono assolutamente micidiali e che portano all’esaltazione totale e all’headbanging forsennato. I Bloodbound hanno carattere, determinazione, grinta e classe, tutto, ovviamente, “In The Name Of Metal”!
Di essere metallari ne andiamo orgogliosi e “Metalheads Unite” è il nostro inno, cantato all’unisono assieme a Patrick Johansson (grande voce la sua), ben felice di essere di nuovo in questa location davanti ad un pubblico sempre più carico e gasato.
Per chi non li conosceva, scoprirli questa sera è stata una magnifica sorpresa, per chi invece li segue dagli esordi, come il sottoscritto, questa è la conferma che i Bloodbound sono una delle realtà migliori nel panorama del power metal internazionale.
La conclusiva “Nosferatu” dà spazio anche allo spettacolo, con l’entrata in scena della tenebrosa figura del protagonista che dà il titolo alla canzone e che poi si aggira minaccioso sul palco e fomenta un pubblico infervorato da quella improvvisa coreografia. Noi facciamo finta di non saperlo, ma in realtà dietro la maschera di Nosferatu, sotto mentite spoglie, si cela Chris Bowes (cantante degli Alestorm), che nella sua simpatica “follia” era l’unico in grado di interpretare scherzosamente questo ruolo così particolare.
I Bloodbound anche dal vivo sono sempre una garanzia e i tantissimi applausi loro tributati dal numerosissimo pubblico che nel frattempo ha raggiunto il Colony, sono la dimostrazione di quanta energia ci abbiano dato con la loro perfomance.

Setlist:

  1. Iron Throne
  2. When Demons Collide
  3. In The Name Of Metal
  4. Metalheads Unite
  5. Moria
  6. When The Kingdom Fall
  7. When All Lights Fail
  8. Stormborn
  9. Nosferatu

BLOODBOUND lineup:

  • Patrik Johansson – Vocals
  • Tomas Olsson – Guitars
  • Anders Broman – Bass
  • Jocke Johansson – Guitars
  • Daniel Sjögren – Drums

foto: Federica Borroni
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Alestorm
Una enorme paperella fa ora la sua apparizione sulla scena, bottiglie e liquori vari cominciano girare sul palco, mancano solo barili e pinte di rum e tutto è pronto per il “Pirate Duck Party”!
Introdotti da un dj-set di musica tecno di Matt Bell, arrivano i corsari più famosi del mondo: gli Alestorm, guidati da Capitan Christopher Bowes… e la baldoria ha inizio!
Da questo momento in poi danze, canti e balli accompagneranno tutta la durata di questa festa, all’insegna del divertimento e della musica spensierata che ci offrono i cinque simpaticissimi brutti ceffi che sono davanti a noi.
Ogni brano è accolto da un grido di ovazione, tra “Over The Seas”, “Magnetic North” o “Back Through Time”, tanto per citarne alcuni, e fa scattare inesorabilmente il pogo in sala, impegnando non poco i ragazzi della sicurezza con il continuo crowd surfing.
Si salta come ossessi sul ritmo indiavolato ed elettrizzante di pezzi come “Mead From Hell” e “That Famous Ol’ Spiced, trascinati dal drumming continuo ed incessante di Peter Alcorn. Non ci sono virtuosismi o funamboliche acrobazie strumentali, anche se poi il neo acquisto Máté Bodor (ex-Wisdom) sembra aver dato una sferzata di freschezza alla band; dalla loro hanno immediatezza, fantasia, vitalità e tanta, tanta simpatia, per creare così una formula vincente sotto tutti i punti di vista, con brani semplici, ma efficaci e che catturano e conquistano il pubblico di mezzo mondo facilmente senza colpo ferire.
L’attenzione verso i propri fan poi è nota, la band vive con e per loro e così l’istrionico Chris dà spazio anche a due giovani ragazze invitandole a salire sul palco e ballare in scena sulle note di “Midget Saw”. Ma non solo: vogliamo parlare dell’intero pomeriggio passato da Bowes a giocare con alcuni ragazzi a Magic?
Di certo si farebbe bisboccia senza bere e tra pirati questa è una regola fondamentale, guai a sgarrare e quindi ecco “Drink” con la quale ci salutano temporaneamente prima del bis finale.
Un simpatico motivetto, che tanto mi ricorda quello usato spesso sui vecchi giochi elettronici Atari, accompagna il loro rientro e farci così passare qualche altro minuto in allegria, trasportandoci indietro nel tempo per rivivere insieme a loro “The Battle Of Cartagena”.
Siamo agli sgoccioli (per dirla in maniera “liquorosa”), è il momento del bicchiere della staffa, perciò in alto i boccali e brindiamo alla nostra salute con del buon “Rum”, brano con il quale si chiude il party sul palco, ma che dà il via a quello giù in platea dove Christopher & Co. raggiungeranno tutti gli altri filibustieri per far scorrere fiumi di birra fino a tarda notte, prima di riprendere il mare ed andare all’abbordaggio di qualche altro vascello.

Setlist:

  1. Keelhauled
  2. Over The Seas
  3. Magnetic North
  4. Shipwrecked
  5. Back Through Timeblivo
  6. Mead From Hell
  7. That Famous Ol’ Spiced
  8. Nancy The Tavern Wench
  9. Midget Saw
  10. Walk The Plank
  11. The Sunk’n Norwegian
  12. Wenches And Mead
  13. Drink
  14. 1741 (The Battle Of Cartagena)
  15. Angover
  16. Captain Morgan’s Revenge
  17. Rum

ALESTORM lineup:

  • Christopher Bowes – Vocals
  • Máté Bodor – Guitar
  • Gareth Murdock – Bass
  • Elliot Vernon – Keyboards
  • Peter Alcorn – Drums

foto: Federica Borroni
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