Variazioni sul tema metal al Jailbreak

ASTRA + DE LA MUERTE + SICK N’ BEAUTIFUL
live @ Jailbreak, Roma
– venerdì 29 gennaio 2016 – 

 

LIVE REPORT •
Serata multiforme dalla diverse sfaccettature sonore quella a cui abbiamo assistito il 29 gennaio scorso, con Astra, De La Muerte e Sick N’ Beautiful a dare emozioni sul palco del Jailbreak di Roma. Tre band per altrettanti stili così diversi tra loro, ma uniti da quella stessa passione per la musica che ha richiamato qui numerosi spettatori.

Sick N’ Beautiful
Si apre il sipario e la serata decolla con i Sick N’ Beautiful, quintetto romano, impeccabile nei travestimenti, le cui influenze spaziano da Rob Zombie, ai Nine Inch Nails e all’hard rock dei Kiss. Atterrati dal pianeta Acheron LV-426, sono venuti al Jailbreak con una scaletta interessante, ben strutturata con la quale Herma, la vocalist, si è esibita in una prova lineare. Da notare “Radio Siren”, il brano che mi ha convinto di più, tra cantato, esecuzione e arrangiamenti. In linea generale sono quasi tutti ispirati alla letteratura, soprattutto Jules Verne e questo è un pregio perché oggi, in molti, erroneamente, trascurano di più la parte testuale, che è importantissima per dare un filo logico alla sequenza di brani del full lenght. Invece, la nota dolente, è che l’ultima track, la cover dei Kiss, “I Was Made For Lovin’ You”, non è, a mio avviso, nelle corde della cantante e nel complesso è stato un finale molto al ribasso rispetto a tutto il resto dell’esibizione. Complessivamente è una band che, tolti i difetti elencati sopra, può ancora migliorare cercando più sperimentazione vocale e musicale. Inoltre per un prossimo futuro, è sempre consigliabile cercare di spaziare, uscire dall’underground e assumere sempre un atteggiamento positivo, un atteggiamento di chiusura è  a volte un’arma a doppio taglio, anche solo da parte di un membro della band, perché fa sì che una così bella e armoniosa nave spaziale voli troppo basso. Un plauso alla batterista, Evey, potente e determinata.

Setlist

  1. Intro
  2. Big Big Big Gun
  3. Kastaway Krush
  4. Radio Siren
  5. Makin’ Angels
  6. Sick To The Bone
  7. E.T.
  8. No Sleep ‘Till Hollywood
  9. Pain For Pain
  10. New Witch 666
  11. I Was Made For Lovin’ You (Kiss cover)

SICK N’ BEAUTIFUL lineup:

  • Herma – Vocals
  • Rev C2 – Guitar
  • Lobo – Guitar
  • Evey – Drums
  • Big Daddy Ray – Bass

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De La Muerte – (report a cura di Francesco Di Gianfilippo)
Dopo l’esibizione dei Sick N’ Beatiful, tocca ora ai grandi De La Muerte. La loro scaletta è quella ormai più che collaudata già ascoltata in diverse occasioni, ma questa volta con una sorpresa. Devo ammettere che stanno migliorando live dopo live grazie alla loro determinazione e grinta. Giusto il tempo di una intro e attaccano con “Tequila Funeral “, proseguendo poi con “Silver Bullet”, massicia e candenzata, preludio alla più aggressiva “I’m Not A Legend”. Su “Desaparecido” ecco la sorpresa a cui accennavamo prima: sale sul palco Andrea Casali (Astra) ed il pubblico impazzisce per la sua grande performance. Qui come al solito arriva il cambio alla batteria e al posto di Luca Ciccotti entra il fratello Simon: sorprendente!
Si prosegue con la stupenda “Secret Witness”, e poi una dedica a tutte le donne presenti qui questa sera con “Malaguena Salerosa”. Come da copione entra in scena Francesco Marino, che duetta con Gianluca Mastrangelo su “I’m Alive” tanto per rendere ancora più d’impatto il brano. Concludono con “Fallen Angel” una bella esibizione.

 Setlist:

  1. Tequila Funeral
  2. Silver Bullet
  3. I’m Not A Legend
  4. Desaparecido (con Andrea Casali)
  5. Secret Witness
  6. Malaguena Salerosa
  7. I’m Alive! (con Francesco Marino)
  8. Sorrow
  9. Die’n’Roll
  10. Fallen Angel

DE LA MUERTE lineup:

  • Gianluca Mastrangelo – Vocals
  • Gianluca Quinto – Guitars
  • Christian D’Alessandro – Guitars
  • Claudio Michelacci – Bass
  • Luca Ciccotti – Drums
  • Simon Ciccotti – Drums (special guest)

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Astra – (report a cura di Yuri Fronteddu)
Dopo esserci dedicati all’underground emergente, fate largo all’esperienza! Ascendono al palcoscenico gli attesi Astra, formazione romana all’attivo dal 2001. I quattro ragazzi coi tempi dispari nel DNA contano in produzione discografica ben tre album e in performance si concentrano sull’ultimo “Broken Balance” (2014). L’ispirazione del loro progressive metal si rifà alla scena Dream Theater, con influenze che rimandano persino al classico power ballad, del glam, ed elementi a tratti cyber… Ma forse è troppo dire cyber, considerato il fatto che appaiano sì e no in una o due tracce, come ad esempio “Sunrise To Sunset”. Andrea Casali (voce) e compagnoni eseguono dunque tutti brani di “Broken Balance”, come “Losing My Ego”, la title track o la caratteristica “Too Late”, durante la cui esecuzione purtroppo vengono ad intaccare i problemi tecnici, come lo scollegamento continuo del basso, portando a fenomeni di discontinuità melodica, sfortuna un po’ a sfavore. Tuttavia, è proprio in “Too Late” ove sia possibile avvertire un considerevole e massiccio djent chitarristico (espediente stilistico degli strumenti a corda consistente nello smorzare il suono attraverso il palm mute) rivelarsi tecnica superiore agli shred di Emanuele Casali (chitarra e tastiera) e Silvio D’Onorio De Meo. Nulla da togliere nemmeno all’arciere dietro le pelli, Filippo Berlini, decisamente in forma e non mancante nemmeno un colpo di dardo che scocca ad ogni millesimo di secondo. Il risultato di queste combinazioni quasi guerresche, avvertito sotto il palco, è un contrasto fra progressive metal ed industrial metal alla Periphery o Meshuggah, canalizzato (una volta risolti i problemi tecnici) in amplificatori con line-out perfetta ed il tutto scaturito da una buona equalizzazione. La medesima non crea impicci nell’avvertenza del bravo Casali, che spiazza tutti i presenti con una tenace dotazione di acuti nei suoi brani, forte della sua esperienza e perfettamente adatti all’impeccabile stile Astra. Non a caso, il loro amore più che evidente va ai sovrani d’eccellenza del progressive metal, Dream Theater, sebbene qui si parli di scelte artistiche soggettive, così come la piccola osservazione sulla somiglianza quasi perfetta di tutti i loro brani. Infatti, alle lunghe la formazione romana potrebbe essere pesante proprio per via di questa forte affinità fra un pezzo e l’altro, finendo così per addormentare il povero pubblico già scatenatosi con i Sick N’ Beautiful e i De La Muerte (durante la cui performance ribadiamo l’apparizione come voce ospite quella di Andrea Casali). Chiudono la loro performance con “You Make Me Better”, corrispondente anche all’ultima traccia del terzo disco, dando così sfogo agli ultimi riff, gli ultimi assoli, gli ultimi vocalizzi e le ultime rullate, prima di salutare caldamente il pubblico totalmente in ascolto e trasportato dalle armoniche e melodiche danze prog degli Astra. La partecipazione è talmente forte che pure chi siede al tavolo fa fatica a seguire la performance con gli occhi, ma senza ovviamente trascurare l’udito aguzzato in comune ad ogni altro partecipante, da quello in zona bancone a quello in piedi sotto palco.

Setlist:

  1. Losing My Ego
  2. Hole In The Silence
  3. Sunrise To Sunset
  4. Risk & Dare
  5. Broken Balance
  6. Mirror Of Your Soul
  7. Understand
  8. Too Late
  9. Break Me Down
  10. Faithless
  11. You Make Me Better

ASTRA lineup:

  • Andrea Casali – Vocals, Bass
  • Silvio D’Onorio De Meo – Lead Guitars
  • Emanuele Casali – Rhytmn Guitars, Keyboards
  • Filippo Berlini – Drums

 

 

report: Francesco Di Gianfilippo, Yuri Fronteddu
foto: Stefano Panaro
https://www.facebook.com/stefanopanarophotography/

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