Esoterismo e riff acuti del Death Apocalypse

DEATH APOCALYPSE III:
LUNARSEA + VOLTUMNA + MESOSPHERA + BREED AS VULTURES
live @ Jailbreak, Roma
– domenica 24 gennaio 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Si volta alla III pagina dell’evento “Death Apocalypse”, tenuto al Jailbreak di Roma. A capeggiare in testa a tutte le band, il melodic death metal dei Lunarsea, accompagnati dal prodigioso death/black “etrusco” dei Voltumna, con primo tempo servito dai Mesosphera (progressive death metal) e Breed As Vultures (post-melodic death metal).

Breed As Vultures
Iniziamo subito con un po’ di adrenalina, attraverso un potente post-melodic death metal, che dal primo all’ultimo brano fa tremare palco e pareti. All’attivo dal 2012, in cassa un cospicuo numero di serate ed un EP disponibile dal 2014 sul loro profilo di Soundcloud, riscaldano gli animi dei pochi partecipanti e cercando di scatenarsi assieme ad essi. Eseguono pezzi del loro “furioso” repertorio, dalla velocità psicotica di “Budega” – ogni riferimento al verso di Aku Aku, personaggio della storica serie di videogiochi per Playstation “Crash Bandicoot”, è puramente casuale – al progressive tecnico, attento e violento di “Those Are Not Droids”, per poi giungere alla lunga e cadenzata marcia con richiami melodic death metal di “Retrace Your Steps”. Insomma, i romani Bleed As Vultures sanno come marcare a dovere il fertile terreno del Jailbreak, senza incontrare problemi di equalizzazione ed ottenendo sotto palco inneggi e pogo in loro onore da inizio a fine performance.

Setlist:

  1. The Opening
  2. Game Over
  3. Those Are Not Droids
  4. Budega
  5. Underneath The Sky
  6. Retrace Your Steps
  7. Bonfire

BREED AS VULTURES lineup:

  • Fabrizio Ciotta – Vocals
  • ValerioHaToD’Auria – Guitars
  • Giulio RageLucentini – Bass
  • Marco Gabriele – Drums

_______________________________________________________

Mesosphera
Dopo i Breed As Vultures, si accede a scenari progressive ben posati su un melodic death metal intrigante, targato Mesosphera. La band si forma nell’ottobre nel 2011 dall’idea da uno dei loro chitarristi, Valerio Catoni, e il bassista Adriano Ricci. Essi cercano di corroborare ritmi progressive ad un melodic death metal alla Dark Lunacy e lo si può avvertire nel loro unico ed autoprodotto EP, “Open Alfa 1.0”. Al Jailbreak, oltre a proporre le tre tracce di quest’ultimo, fanno emergere anche delle tracce inedite, come “Edipo Re” o “Tyrrhenian Shore”, che faranno parte del loro annunciato primo full-length. Fiore all’occhiello della band sono l’amatissimo David Folchitto, il quale come sempre si diverte dietro le pelli con il suo prog e i suoi blast beat, e gli epici riff di Valerio Catoni e Giovanni Mauriello, addetti al tessuto armonico dei loro pezzi. Un pubblico di poche persone ancora, ma acceso più che mai come sempre, fra headbang e inneggi, ovvero fonti di coraggio per la band che, in chiusura, fa spazio con enorme soddisfazione ai suoi fratelli della Tuscia, gli ardenti Voltumna.

Setlist:

  1. Light Of Deliverance
  2. Birth Of A Cannibal
  3. Destroy The Earth
  4. Edipo Re
  5. Xenomorph
  6. Tyrrhenian Shore
  7. Star Gate

MESOSPHERA lineup:

  • Gabriele Massa – Vocals
  • Valerio Catoni – Guitars
  • Giovanni Mauriello – Guitars
  • Adriano Ricci – Bass
  • David Folchitto – Drums

_______________________________________________________

Voltumna
Un proemio musicale risuona in tutto il locale, atto ad accompagnare l’ingresso dei viterbesi Voltumna. Il gruppo è attivo dal 2009 e milita musicalmente con ben due album ed un EP, ciascuno di esso intriso di puro, oscuro e “primitivo” death/black metal.  Dopo vari live e release party del loro primo mostro, “Damnatio Sacrorum” (2013), nel 2015 pubblicano il tanto atteso “Disciplina Etrusca”, in seguito rimasterizzato per Killerpool Records. Dato che di devasto finora se n’è visto solo in parte, il loro famigerato death/black metal da loro amabilmente definito “Etruscan Death/Black Metal” – aggiunge ulteriori ira e massiccio sonoro per il pubblico in completa attenzione. Onorano la Capitale con l’incenerante “Teofagia”, per poi far seguire “Bringer Of Light”, “Prophecy Of One Thousand Years” e molti altri brani tratti da “Disciplina Etrusca”. Non manca l’esecuzione di “Lord Of Mayhem”, una delle prime armi, ed un omaggio ai Venom con il classico “Black Metal”. Insomma, che sia un nuovo, un vecchio brano o un tributo, l’oscuro Simone “Zilath Meklhum”, comandante al microfono della sua legione, non perde mai i suoi colpi e facendo echeggiare dagli amplificatori tutta la sua forza nel diaframma. Inoltre, a demonizzare e penetrare fra le nebbie ricreate al Jailbreak, il tetro concento degli strumenti del male, i quali non si accasciano a sperequati scavalcamenti sonori, risultando dunque chiari in uscita. Insomma, i Voltumna sanno come depurare dalla luce qualsiasi cosa, coinvolgendo a dovere i loro estimatori sotto palco e chiudendo in bellezza con un latente omaggio alla Capitale attraverso “Roma Delenda Est”.

Setlist:

  1. Intro
  2. Teofagia
  3. Bringer Of Light
  4. Prophecy Of One Thousand Years
  5. Lord Of Mayhem
  6. Tages, Born From The Earth
  7. Disciplina Etrusca
  8. Roma Delenda Est

VOLTUMNA lineup:

  • SimoneZilath Meklhum” – Vocals
  • Michele Haruspex” – Guitars
  • Bruno Augur” – Drums
  • GiovanniFulgurator” – Bass

_______________________________________________________

Lunarsea
Ma veniamo ora agli headliner della serata, i Lunarsea. Come già si è osservato in un report precedente, la band risulta “all’attivo dal 2003 e con tre album, uno più particolare dell’altro.” La nuova ed agghiacciante voce di Alessandro Iacobellis migliora e al Jailbreak – dove a stento il fonico trova difficoltà d’equalizzazione dei gruppi – si avverte meglio la patina melodic death metal, affine a quella dei Dark Lunacy. Si riescono a capire i riff di Emiliano Pacioni e Fabiano Romagnoli e, pur essendo in pochi ad aver partecipato, non hanno saltato neanche un brano dalla scaletta. Sono passati dai loro classici, “Magnitude 9.6”, “The Apostate”, ai brani più recenti, come “3 Pieces Of Mosaic” o “Sonic Depth Finder”. La loro performance e il loro stile passa da un melodic death metal ad un heavy metal abbastanza evidente, che vuoi per la ritmica, vuoi per la velocità, ogni tanto una lieve punta DragonForce non si nasconde dietro il loro fantasma. Non hanno installato su palco i loro famosi “led” al neon, i quali avrebbero causato qualche piccolo disastro, a detta loro, ma le luci sui tasti della chitarra di Fabiano Romagnoli si azionano, anche se al termine della loro buonissima performance, dunque non prima della feroce “As Seaweed”. Peccato per il poco afflusso di partecipanti… Sebbene i pochi ma buoni si facciano sentire col loro sostegno sotto palco.

Setlist:

  1. Intro
  2. Magnitude 9.6
  3. 3 Pieces Of Mosaic
  4. Sonic Depth Finder
  5. Five-Sided Platform Shape
  6. In A Firmness Loop Day
  7. Ashen
  8. Metamorphine
  9. Ianus
  10. The Apostate
  11. As Seaweed

LUNARSEA lineup:

  • Alessandro Iacobellis – Vocals
  • Fabiano Romagnoli – Guitars
  • Emiliano Pacioni – Guitars
  • Cristian Antolini – Bass
  • Alfonso Corace – Drums

 

report: Yuri Fronteddu
foto: Stefano Panaro
https://www.facebook.com/stefanopanarophotography/

_______________________________________________________