WHITE STONES – Riflessi di un sole nero sulle pietre bianche

 

 

WHITE STONES – INTERVISTA ESCLUSIVA A MARTIN LOPEZ • (English version below)

Ciascun musicista che si rispetti al giorno d’oggi vanta qualche side project, simile o addirittura differente dalla band madre. Molti, infatti, sono i musicisti che si dedicano ad altri progetti e mettono in piedi nuove realtà musicali interessanti. È questo il caso di Martin Mendez: il celebre bassista degli Opeth, infatti, ha dato vita ad un suo personalissimo percorso artistico che prende il nome di White Stones, il cui debutto avverrà proprio a breve con Nuclear Blast. Per l’occasione, Metalforce non si è lasciato sfuggire l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con il musicista che così si presenta ai nostri microfoni.

Ciao Martin e benvenuto su Metalforce.it!
MARTIN – Grazie mille!

Molti ti conosco a causa del tuo operato con gli Opeth prima e con i Soen fino a qualche anno fa. Oggi ti troviamo qui per presentare la tua nuova band, i White Stones. Ti andrebbe di presentarceli?
MARTIN – Sì, beh, i White Stones sono una band formatasi a Barcellona, la città dove attualmente vivo. È iniziato tutto dopo aver terminato il tour promozionale di “Sorceress”, l’ultimo album degli Opeth. Ci siamo presi un po’ di tempo e ho iniziato immediatamente a scrivere musica, così per divertirmi! Mi sono inventato un paio di brani e ho sentito che era materiale buono, così ho deciso di inciderlo in maniera adeguata con l’intenzione di non pubblicare nulla. Volevo farlo in maniera seria, fare qualcosa con quelle tracce e tutto è andato bene. Dopo aver composto la musica e tutto quanto, ho deciso di pubblicare il materiale, tutto si è svolto senza alcuna pressione, in maniera molto naturale. Quando il mio manager ha ascoltato la musica, mi ha chiesto se potesse piacermi l’idea di farmi avere un contratto discografico, ho risposto: “Sì, puoi provarci, certamente”. Si è rivolto a Nuclear Blast e ciò che è avvenuto è molto più di quanto mi aspettassi! Sì, ora sono qui!

Potremmo quindi dire che in questa nuova band, poiché di band trattasi, hai dato vita a un nuovo percorso musicale che si distacca abbastanza da ciò che normalmente presenti con gli Opeth. Sembra quasi che con i White Stones tu abbia ritrovato una sorta di nuovo stimolo, una nuova voglia di cimentarsi in qualcosa di esclusivo, specie se si pensa che negli ultimi 20 anni hai suonato sempre nella stessa band. È corretto questo mio punto di vista?
MARTIN – Era un qualcosa che volevo fare. Ero incerto sul da farsi, ma ho sempre composto musica tra un tour e l’altro e quando mi trovavo a casa, ma questa è la prima volta dove ho la certezza nel pubblicare il mio materiale, di presentarlo, finirlo, registrarlo… È una cosa molto buona per me, in veste di musicista, ma anche come persona. Sai, stare tutto il tempo con gli Opeth e andare in tour per 23 anni, suonare la stessa roba, alla fine ti può stancare in un certo modo. Mi piace suonare con gli Opeth, ma questo è un qualcosa di salutare per me, per gli Opeth, per chiunque, fare qualcosa a parte e essere in grado di esprimermi al 100% mentre compongo musica. Non mi ero reso conto di quanto fosse importante per me e questo è qualcosa che continuerò a fare in futuro, perché è un fattore molto buono per me.

I White Stones presenteranno il loro album di debutto, “Kuarahy”, il prossimo 13 marzo via Nuclear Blast. Come siete riusciti ad avere l’appoggio di una delle etichette più importanti del settore? Come è nata questa collaborazione?
MARTIN – È grandioso, perché come dici tu, è una delle etichette metal indipendenti più grandi al mondo ed è una delle più forti da molti, moltissimi anni. È bello lavorare con la gente di questa compagnia e credo che lo sia anche per il fatto che si tratti della stessa casa discografica degli Opeth, per cui è più facile mantenere separati entrambi i progetti, pur mantenendo lo stesso management, cercando di non creare conflitti. Non voglio avere conflitti con gli Opeth, ovviamente, quindi la situazione si sposa bene poiché appunto abbiamo lo stesso management, la stessa compagnia, è buono poter lavorare parallelamente con quest’altro gruppo.

So che in questa nuova band hai portato molto delle tue radici uruguaiane: infatti, nel logo della band possiamo facilmente riconoscere il sole della bandiera del paese, l’Uruguay, e “Kuarahy” nella vostra lingua significa, per l’appunto, “sole”. Quanto è importante, per te, rendere omaggio alla tua cultura, alle tue origini? Immagino giochi un ruolo fondamentale…
MARTIN – Sì, gioca un ruolo principale. Voglio dire: non ne conosco la ragione, ho iniziato a scrivere la musica per me stesso a casa mia, negli ultimi anni non ho scritto molto materiale metal come questo, per cui ero un po’ sorpreso quando ho composto questi pezzi, mi sentivo piuttosto a mio agio. Per me è stato molto naturale scrivere questo genere di musica, perché è il genere musicale che ho sempre suonato ed ascoltato principalmente nella mia vita, o almeno credo! Successivamente, ho iniziato a ricordare i tempi quando ero molto più giovane e vivevo in Uruguay, quando ho iniziato a suonare musica. Questo album è un po’ nostalgico ad un certo punto, non so il perché sia venuto fuori così, ma quando ho iniziato a provare questa sensazione, non riuscivo a rendermi conto che “Kuarahy” fosse influenzato da quest’area del mio paese, dalla sua storia, dai nativi che abitavano là…  Non so, non avevo programmato molto, ma quando è arrivato il momento di rendersi conto che stavo per pubblicare il disco e stavo sistemando le ultime cose, tutto è arrivato in maniera spontanea, perché era un qualcosa che sentivo di dover fare ad un certo punto, sebbene non me ne fossi reso conto fino a quel momento.

C’è qualche band o artista che ha avuto un ruolo primario nella tua formazione artistica o che ha, comunque, ispirato il sound dei White Stones?
MARTIN – Sì, credo. Ci sono un sacco di influenze, ma quando scrivo musica, non penso mai a come debba suonare, ma le influenze ci sono quando suono: ad esempio, i Morbid Angel sono la band che ho ascoltato sin da quando ero un ragazzino. Mi piace questo gruppo e credo che sia la migliore band metal di tutti i tempi. Credo che la band mi abbia influenzato un po’, così come gli Opeth, poiché ho suonato con loro a lungo, ma ciò che mi ispira in generale è la vita. Se sono di buon umore, posso scrivere buona musica. Dipende dal giorno, non saprei!

Il disco vanta anche la partecipazione straordinaria di Frederik Akesson e Per Eriksson (KATATONIA, BLOODBATH). Cosa puoi dirci del loro contributo?
MARTIN – Sono dei miei grandissimi amici, mi piace il modo in cui entrambi suonano la chitarra. Per me è stato facile decidere e chiedere a loro di suonare gli assoli. Hanno fatto un lavoro eccezionale, perché tutto questo era stato registrato ancor prima che io decidessi di pubblicare qualcosa. Come dicevo, non vi è stata alcuna pressione, loro hanno suonato gli assoli e quest’ultimi si adattavano molto bene alla musica. Non so, sono molto contento del loro contributo! Come dicevo, sono miei amici così come lo sono il cantante e il batterista di questa band. È un gruppo amichevole, fatto da amici, per così dire.

Per dare un piccolo assaggio di ciò che effettivamente sono i White Stones, avete presentato il primo singolo, “Worms”. Come è stato accolto dai fan, specialmente da chi ti segue sin dai tempi di “My Arms, You Hearse” degli Opeth?
MARTIN – Credo che sia stato buono, ad essere sincero ho continuato ad osservare per tutto il tempo. I White Stone sono molto bravi. Ero sorpreso del fatto di aver ricevuto molti riscontri positivi. Non so, sto solamente sperando di poter pubblicare il disco e vedere cosa ne penserà la gente. Sai, un singolo è una buona pubblicità, ma non ne rappresenta l’interezza, quindi prenderò i feedback molto più seriamente una volta che il disco sarà uscito.

Secondo te, quali sono i punti di forza dei White Stones? Cosa vi contraddistingue e rende unici tra le tante band che popolano il metal al giorno d’oggi?
MARTIN – Uhm, non saprei cosa ci rende speciali, non so. La cosa della quale sono più contento è che la band è meno famosa, è molto più sciolta e tutto si svolge in maniera molto naturale, perché non avevo alcuna aspettativa, né pressione alle spalle. È stato bello lavorare così, vedremo con il prossimo disco come suonerà, ma la cosa bella è che si è trattato di un processo piuttosto naturale.

Tra i progetti che vantano la promozione della band, vi è anche quello di portare la band on the road in Europa?
MARTIN –
Sì, non faremo molti tour, credo. Voglio suonare con questa band e fare pochi show. Finora abbiamo solo un concerto confermato in Olanda, il Prognosis Festival, credo che sia importante suonare il disco dal vivo. È un qualcosa che mi piace fare, suonare dal vivo è una delle cose che più adoro, per cui sì! Ci sarà qualche concerto, ma non così tanti tour.

Sai, molti gruppi con i quali ho avuto il piacere di parlare nel corso degli ultimi anni mi hanno detto che oggi giorno diventa sempre più difficile riuscire ad avere un tour per supportare la propria musica, specialmente le band nate da poco perché o non si hanno abbastanza soldi per sostenere le spese necessarie o perché manca il supporto dell’etichetta, dei promoter o delle agenzie stesse…
MARTIN – Credo che tutto sia iniziato dal fatto che le persone non acquistano più dischi! Tutto è andato in calare, le compagnie non hanno più i soldi che avevano in passato e non possono più spendere soldi in altri gruppi, quindi se vuoi uscire devi spendere i tuoi soldi ed è molto duro, perché spostarsi da un paese all’altro costa molto, così come portare la propria attrezzatura, andare nei posti dove devi suonare… non è facile! Per ciò che riguarda la mia situazione con i White Stones… beh, sto solamente aspettando di vedere come andrà una volta che il disco sarà pubblicato, perché non so se saremo in grado di andare in tour, non voglio spendere i miei soldi. Dipende, è molto difficile al giorno d’oggi, certamente, le nuove band stanno affrontando il loro periodo più duro nel cercare di andare là fuori e suonare. Credo che sia tutto legato al fatto che nessuno compra più dischi, è una cosa difficile da offrire.

Credi che sia questa la ragione per la quale molte band si affidano all’aiuto dei fan, creando queste campagne di raccolta fondi su Internet?
MARTIN – Beh, non parliamo di una cosa nuova. Può essere una cosa buona, ma il fatto è che, da ciò che vede, ci sono troppe band. Tutti al giorno d’oggi hanno un gruppo e nessuno è speciale. Ai tempi, le etichette si prendevano cura delle band ritenute speciali e offrivano un contratto. Non tutti i gruppi potevano incidere un disco, mentre al giorno d’oggi tutti possono farlo. Ci sono così tante band che possono realizzare un disco nel loro studio a casa o da altre parti. Ovviamente, non c’è posto per tutte le persone che sono là fuori, ma non saprei. È una combinazione di questi fattori, è un periodo nuovo e credo che debba cambiare. Sarà un processo lento, ma ci sarà un cambiamento in futuro, perché non credo che al momento stia funzionando.

Beh, io mi auguro di riuscire a vederti prima o poi sia con gli Opeth che con i White Stones! Nel frattempo, vorrei richiederti come riuscirai a coniugare tutti i tuoi impegni con Opeth e ora anche la tua nuova creatura musicale… Quali saranno i rispettivi progetti con entrambe le band?
MARTIN – Continuerò ad andare in tutto e tutto quanto. Sai, gli Opeth sono la mia band principale, mentre i White Stones… beh, diciamo che quando avrò del tempo libero lontano dagli Opeth, cercherò di fare qualche concerto e realizzare nuovi dischi, ma tutto dipenderà dal tempo. Non mi farò alcuna pressione, farò quello che vorrò quando ci sarà il tempo per farlo.

Bene, grazie mille di questa chiacchierata Martin!
MARTIN – Grazie mille! Grazie di tutto il supporto ricevuto dai fan in Italia, ovviamente.


(English version)

Every musician nowadays likes to be part of some side-project that could be similar or even completely different from what it’s offered with the primary band. A lot of musicians, indeed, like to dedicate theirselves to other music projects and they create some new and interesting realities. This is the case of Martin Mendez: the famous Opeth bass player has, in fact, given birth to his own new music and artistic path called White Stones, which debut will be out very soon via Nuclear Blast. On this special occasion, Metalforce has exchanged a few words with this Uruguayan artist.

Hi Martin and welcome to Metalforce.it!
MARTIN – Thank you so much!

A lot of people know you because of your work both with Opeth and Soen. Today we’re here in your company in order to introduce our readers your new band, White Stones. Would you mind introducing the band to us?
MARTIN – Yes, well, White Stones is a band who formed in Barcelona, where I live now. It all started when I finished the tour with Opeth for “Sorceress” album. We took some time off and then I immediately started to write the music just for fun, really! I came up with a couple of songs and I’ve heard they were really good, so I decided like to record them properly but with the intention of not releasing anything yet, I just wanted to do it properly, to do something with these songs… so everything went well. After I was finished with the whole thing, the music, this time I decided to release it, so everything happened with no pressure, kinda naturally, so it really fits that part. When my manager listened to the music, he asked me if I liked him to try to get me a deal with a record label or something and I said: “Yes, you can try of course”, so he went through Nuclear Blast and that was more than I was expecting, actually! So, yeah, I am here now!

We could say that this is a real band and not a solo project as it was initially started, since that you’ve created this brand new music path which is very different from what you offer us with Opeth. It seems that with White Stones you kinda found a new incitement, a new desire of testing yourself with something exclusive, especially if you think that in these latest 20 years you’ve played in the same band. Is this point of view of mine kinda right? What’s your thought?
MARTIN – This is something that I needed to do. I was unconscious about it. I have always been writing music between tours and when I was home, but this is the first time I have the confidence to release it, to take it out, to finish it, you know, to record it, so it feels really, really good to me as a musician but also as a person. Being with Opeth all the time, touring for 23 years now it can get exausted in some way, you know, it’s always playing the same. I love playing with Opeth, but this is something healthy for me, for Opeth, for everybody, to do something aside… and to be able to express myself 100%, to write music. I didn’t realize how important it is for me and this is something that I will keep on doin’ in the future, because it’s something good for me.

White Stones will release its debut album, “Kuarahy”, on March 20th via Nuclear Blast. How did you manage to get the attention of one of the biggest metal labels? How did this cooperation happen?
MARTIN – It is great, because as you say, it’s one of the biggest independent labels in the world and it’s one of the strongest from many, many years. It feels great working with them and I think it’s also because we’re in the same label as Opeth and it’s easier to keep all the project aside in the same label, same management, to not get conflicts with the bands. I don’t wanna get conflicts with Opeth, of course, so it fits percect to have the same management, the same label, to work parallel with the other band.

I know that in this brand new band you’ve brought a lot of your Uruguayan roots: in fact, we can say the sun of the Uruguayan flag in the band’s logo and the word “Kuarahy” in your language means “sun”. How important is tributing your culture, your origins to you? I guess that it plays a very important role here…
MARTIN – It does, I mean, I don’t know the reason why, but when I started writing the music for me at my home, in the latest couple of years I didn’t write that much metal like this, so I was a bit surprised when it came this kind of songs, but I felt really comfortable with this. It felt really natural to write this kind of music, because this is the type of music that I’ve been playing and listening to mostly in my life, I think! Then I started kind of remembering the time when I was younger, living in Uruguay when I started playing music. This record is a little bit nostalgic at some point, I don’t know why it came this way, but when I started feeling this nostalgic thing, I cannot realize that I really liked “Kuarahy” has been influenced from this area of Uruguay, from the history, from the language, from the natives that used to live there. So… I don’t know, I didn’t plan that much, but when it was time to realize I was about to release the album and to set it up, it all came kinda natural, ‘cuz I guess it was something that I needed to do at some point, but I didn’t realize it until then.

Is there any band or artist who has played a primary role in your artistic background or who has indeed influenced White Stones’ sound?
MARTIN – Yes, I guess. There’s a lot of influences there, but when I write music, I never think about anything to sound like, but the influences are still there when I play. Morbid Angel, for example, is the band that I’ve listened since I was a kid. I love it and I think it’s the best metal band of all time. I guess they influenced me a little bit; Opeth, of course, because I’ve been playing so long with them, so this is my glove… but yeah! I guess that what inspires me generally is life, if I’m in a good mood, I can write some good music, I think. It depends on the day, I don’t know!.

The album also sees the attendance of Frederik Akesson from Opeth and Per Eriksson (KATATONIA, BLOODBATH). What can you share about their contribute?
MARTIN – They’re really good friends of mine, I love the way they play guitars so it was easy for me to decide and ask them to play the solos and they did a fantastic job, I think, because all this was recorded before I was planning to release anything. As I said, there was no pressure, they did the solos and they fit really well the music. I don’t know, I’m really happy with the contribution! As I said, they’re friends of mine and the whole thing is they are friends, the vocalist and the drummer are my friends too, it’s a friendly band, so to say.

In order to give a little appetizer of what White Stones is about, you’ve released the first single, “Worms”. How has it been welcomed by the fans, especially by those who follow your work since “My Arms, You Hearse” from Opeth?
MARTIN – I think it’s been good, I have been lookin all the time, to be honest, but White Stones is really good. I was surprised that it was mostly positive feedbacks for me. I don’t know, I’m just hoping to release the album and see, then, what people think. You know, a single is a good advertising, but it’s not the entirety, so I will take the feedbacks more seriously when the album will be out, I think.

In your opinion, what are the strong points in White Stones? What does identify you and make you unique among the other bands who live in the music business nowadays?
MARTIN – Uhm, I don’t know what makes us special, I don’t know. The thing I’m really happy with how we went with White Stones is being less famous, is being just flaw and really nice in a natural way, because I didn’t have any expectation or no pressure behind. It was nice working that way with what we did. We’ll see with the next album how it will tune, but the nice thing is that it was a very natural process.

In the plans that will be necessary in order to promote the band, is there also the wish of bringing the band on the road in Europe?
MARTIN – Yes. We will not do many tours, I guess, I want to play with this band and I want to do a few shows. So far we have only one show coming in Holland, the Prognosis Festival, but I think it’s important to perform the album live. It’s something that I like to do, playing live is one of my favorite things to do, so yeah! It will be some gig, but not many tours, I think.

You know, a lot of bands I talked to in the previous months and years also told me several times that it’s getting harder and harder to get a tour in order to support music, especially for those bands who arose recently or in these latest years, because maybe there’s a lack of money to sustain the expenses or maybe because there’s a lack of support by labels, promoters, agencies and stuff…
MARTIN – I think it all starts because people do not buy records anymore! Everything went down from there, you know, the record labels don’t have the money they used to have in the past and they cannot spend money on the bands anymore, so if you want to go out you totally need to spend your own money and that’s really tough, because it’s really expensive to move to one country to another, bringing the gear, going to the places you play… It’s not easy! For me with White Stones, well, I’m just waiting to see how mostly the things will be when the album is out, because I don’t know if we will be able to tour either, because I don’t want to spend my own money. So it totally depends. It’s really hard today, of course, new bands have to be on their toughest time ever to try to get out and play shows. I guess that the thing is that nobody buys records anymore, so it’s difficult to afford it.

Do you think it is also because of this that bands require some help from fans, making this sort of crowdfunding campaign over the Internet and stuff?
MARTIN – Well, it’s not a new thing. It can be good, but the thing is that, from what I see, there are too many bands as well. Everybody has a band today and not everybody’s special. Back in the day, the record labels looked after the special bands and they got a deal, not all the bands could record an album back in the day, but today anybody could record an album. There are so many bands who could make an album in their own homestudio or wherever, you know. So of course there’s no place for everybody out there, but I don’t know. It’s a combination of these, it’s a new time and I think it has to change. It will be slow, but there’s gonna be a change in the future, ‘cuz I don’t think it’s working right now.

Well, I hope we will see you around with Opeth or even White Stones! Meantime, I’d love to ask you: how will you coniugate all these commitments with the bands? What are the plans you have with them?
MARTIN – I will keep on touring and everything. You know, Opeth is my main band and with White Stones, when I have time off from Opeth, I will try to make shows and make new albums as well, but it all depends on the time, so I will not pressure myself. I will just do it when there will be the time to do it.

Well, thanks so much Martin for having us with you today!
MARTIN – Thank you very much! Thanks for the support from all the fans around Italy, of course.