WAKING THE SKY – Sfoghi e sogni nel cassetto, ecco come nasce una band metal

WAKING THE SKY: INTERVISTA A MATTEO PASSARETTI.

La band italiana Waking The Sky, fondata dal cantante e chitarrista Matteo Passaretti(Matt), intraprende un percorso musicale sul genere metalcore, influenzato principalmente dalle potenti sonorità della band gallese Bullet For My Valentine. La band ripropone, quindi, con diverse varianti, ispirandosi anche a tante altre band come Trivium, Killswitch Engage, AsxingAlexandria ecc., il loro genere con la speranza di risollevare la cultura, quasi trascurata, della scena metal in italia. La band si completa ad inizio 2018 vedendo Matteo Passaretti alla chitarra ritmica e voce, Mirco Conti (Mitch) alla chitarra solista, Tiziano Iacomussi (Big) al basso elettrico, Francesco De Lazzaro (Frank) alla batteria (quest’ultimo per motivi personali è stato costretto a lasciare il progetto, di conseguenza la band è ora alla ricerca di un nuovo batterista, mentre al momento per i live sono affiancati da Andrea De Carolis, noto batterista componente dei 5Rands e Travellin’ South). Ad ottobre del 2019 i Waking The Sky entrano nello studio di registrazione di Andrea De Carolis per registrare il loro primo progetto di presentazione: “The Prison”. L’EP è stato completato a fine 2019. E’ stato pubblicato al momento solo il lyric video del singolo “Unexpected Solution” sul canale YouTube. Questo EP conterrà un massimo di 4 brani più una breve intro strumentale e presto sarà disponibile in tutte le piattaforme digitali.

 

Buonasera “Waking The Sky”, grazie per il tempo che ci dedicherete. Senza indugi partiamo subito con le domande; una piccola presentazione per chi non vi conosce: da dove venite, come vi siete trovati e quando è nata la band? Avete trovato il batterista che cercavate per completare la vostra formazione?
MATTEO PASSARETTI (guitar and vocals): “Un saluto a tutti voi e a tutti gli amici di Metalforce! La band nasce nel 2018 per una mia fortissima passione per il metal e l’hard rock. Dopo tante esperienze nel mondo underground ho deciso di dare sfogo al sogno che avevo nel cassetto: creare una band tutta mia. Ho così reclutato i miei fedeli amici : Mirco Conti (chitarra solista) ed il bassista Tiziano Iacomussi, appassionati come me di musica e con i miei stessi sogni. Per quanto riguarda il batterista purtroppo non abbiamo trovato ancora nessuno, sia a causa del periodo storico che stiamo vivendo(pandemia covid-19), sia perché non è tanto facile trovare musicisti in gamba che si cimentino nel genere rock e metal, almeno dalle nostre parti. Sono sicuro che presto arriverà il momento in cui troveremo il batterista ideale per la nostra band.”

Cos’è cambiato dal giorno in cui avete deciso di formare il gruppo ad oggi?
MATTEO: Non molto ahimè! Avevamo iniziato a suonare e a farci conoscere in giro, ma purtroppo il covid ci ha costretti ad una battuta d’arresto. Fortunatamente alla fine del 2019 prima dello scoppio della pandemia, siamo riusciti a completare i lavori dell’EP in tempo e a pubblicizzarlo sul web.

Quali sono state le esperienze vissute finora più significative ed emozionanti? E quali quelle invece più difficoltose che vi hanno messo a dura prova?
MATTEO: Il momento più entusiasmante è stato partecipare ad un noto contest per band emergenti nel 2019 svolto a Roma, dove il nostro grande impegno ci ha condotti in finale suonando al famoso palco dell’ORION Ciampino, da lì qualcosa ci ha spinto ancora di più a dare il massimo. Un’altra grande emozione è stata completare il nostro primo EP “The Prison”, per noi è stata una soddisfazione immensa. Il momento più difficoltoso, invece, è quello che stiamo vivendo adesso ovvero non riuscire a trovare il batterista che ci serve e neppure di poterlo cercare come vorremmo a causa sempre di questa maledetta pandemia che stiamo affrontando.

Quali sono, nello specifico, i dischi che vi hanno segnato? Da dove è partita l’ispirazione per cominciare a suonare? Quali sono i gruppi storici che ancora oggi non riuscite a togliere dalle vostre playlists?
MATTEO: Siamo cresciuti con i “Metallica” e gli “Iron Maiden” e con i grandi classici Rock, per poi variare con mille altre band che ci hanno profondamente segnato ed influenzato con il loro sound, ma una di queste in particolare mi ha fatto decidere di costruire un gruppo tutto mio: i “Bullet For My Valentine”. Siamo profondamente ispirati dalle loro canzoni e dal loro stile, amiamo il loro sound, in particolar modo nei primi album “The Poison” e “Scream Aim Fire” ma anche nelle ultime produzioni. Siamo influenzati anche da tante altre band del genere come i Trivium, Killswitch Engage e tanti altri… elencarli tutti sarebbe impossibile, prendiamo spunto da tutti questi grandissimi del metal, vecchio e nuovo, e cerchiamo di mescolare il tutto per cercare di creare la musica dei” Waking The Sky”.”

Cosa pensate del web? E come utilizzate questo strumento a vostro favore? Pensate che ad oggi sia impossibile bypassare internet per le band underground e non?
MATTEO: Internet per noi è uno strumento molto importante, penso che ormai nessuna band può farne a meno, è il giusto supporto per noi band underground, per far conoscere e diffondere la nostra musica e creare interesse su di noi. E poi soprattutto di questi tempi.. sempre meglio suonare davanti uno schermo che non suonare per niente no??

Il 27 settembre 2020 è uscito il vostro EP di genere metalcore dal titolo “The Prison”. Cosa ci dite riguardo alla scelta del titolo, alle tracce e allo stile musicale del vostro lavoro?
MATTEO: Il titolo dell’EP, “La Prigione”, porta il nome di uno dei singoli, ed è un incitamento nei confronti di chi si sente prigioniero di se stesso, un incitamento a liberare quella forza interiore che si trova dentro ognuno di noi, a combattere ogni tipo di problema che a volte ci creiamo noi stessi,  e a lottare per sentirsi realizzati. Ho scritto e composto dei brani e insieme alla band li abbiamo perfezionati, per “The Prison” abbiamo voluto inserire diversi argomenti che non hanno precisamente un nesso tra loro, sono semplicemente testi di nostri pensieri e di sfogo generale di ciò che di difficile passiamo nelle nostre vite. Lo stile musicale è molto aggressivo con chitarre protagoniste molto distorte come si può sentire ad esempio su “The Prison” e su“Unexpected Solution”, mentre per i brani “You Will Remain” e “Dark Road” abbiamo scelto un approccio un po’ più delicato in stile ballad, mescolandolo comunque con cambi e riff aggressivi.

Quanto è importante per voi la musica in un periodo come questo? Come state affrontando questo momento difficile per tutti noi? Vi manca suonare dal vivo?
MATTEO: Per noi la musica è qualcosa che ti rimane sempre vicino anche in questi periodi di avversità ed è davvero importante. Stiamo affrontando questo periodo tosto a testa alta cercando di avere buon senso e cercando di ridurre il più possibile incontri e spostamenti inutili per evitare di esporci al contagio, infatti è da molto tempo che non ci incontriamo nelle sale prove né riusciamo purtroppo ad avere l’opportunità di suonare in qualche live a causa delle severe restrizioni. Tutto questo ci fà davvero male, è un dolore che stiamo condividendo insieme ad ogni altro musicista nel mondo.

I vostri progetti a breve e a lungo termine che vi piacerebbe realizzare?
MATTEO: Quando la situazione COVID19 inizierà a migliorare( si spera al più presto…) torneremo con molta voglia di ripartire! inizieremo le riprese del videoclip del singolo “The Prison”. Nel frattempo, mentre siamo chiusi in casa, stiamo lavorando su nuove canzoni per un futuro album che potrebbe vedere la luce a fine 2021. In futuro ci piacerebbe ottenere l’attenzione di qualche casa discografica in modo da poter intraprendere una carriera musicale vera e propria, ma ci vorrà molto tempo ed esperienza.

Grazie per il tempo che ci avete dedicato! Volete lasciare un messaggio ai lettori di “Metalforce”?
MATTEO: Un forte abbraccio e un buon Heavy Metal a voi di METALFORCE  e a tutti i lettori dell’intervista dai WAKING THE SKY!!