VALAR MORGHULIS – la nostra visione dell’heavy metal

Nati tra le foschie dell’inverno 2017, i Valar Morghulis escono dalle nebbiose terre che circondano Milano. NeI 2016 i chitarristi Luca Mapelli e Lorenzo Pagani uniscono per la prima volta le forze al bassista Roberto Banfi e al batterista Valerio Villa, il progetto ha vita breve a causa della partenza di Valerio verso le coste svedesi. Una volta tornato, Vale e la cantante Isobelle riesumano il progetto dalle ceneri: la formazione dei Valar Morghulis è completa.
Unendo le varie influenze di cinque musicisti con diverse esperienze nella scena heavy la band sviluppa velocemente un metal che unisce pesanti riff, oscure melodie, e testi che intrecciano epicità e oscurità, guidati dalla voce femminile principale contraltare di cori, screams, growls.

Line-up:

  • Isobelle – vocals
  • Rob Banfi – bass, clean and screamed vocals
  • Luca Mapelli – guitar, growl vocals
  • Lorenzo Pagani – guitar
  • Valerio Villa – drums

Buonasera Ragazzi grazie per dedicarci un po’ del vostro tempo! Senza indugiare partiamo subito con le domande.
Siete cinque musicisti che vengono da esperienze diverse e hanno scelto di unirsi per il progetto “Valar Morghulis”, come e quando vi siete trovati? Come secondo voi è evoluta la band in questi anni dalla nascita ad oggi?
V.M. – La band è nata tre anni or sono dalla volontà di Valerio e Isobelle di creare un nuovo progetto musicale. Io, Luca e Lorenzo siamo stati assoldati da una precedente fase embrionale della band, in cui ci siamo dilettati a suonare assieme alcuni brani che variavano dagli Amon Amarth a “Dark medieval times” dei Satyricon, passando per Burzum. Per motivi logistici il progetto rimasto in stand-by ha avuto finalmente luce nell’inverno 2017. Questi tre anni ci hanno portato dall’abbozzare qualche cover a comporre brani nostri, cercare un’identità stilistica e metterci in gioco con l’attività live. Tutto questo è culminato con l’uscita dell’album di debutto “Fields of Ashes”.

Cosa ci dite riguardo al vostro sound? C’è un genere preciso che avete adottato o amate spaziare tra più generi? Quali sono le vostre influenze musicali?
V.M. Spesso troviamo difficoltà a trovare un termine che identifichi immediatamente il nostro sound. Nonostante la voce femminile non possiamo definirci certamente una band symphonic metal vista l’assenza di tastiere, così come il termine melodic death può sembrare fuorviante nonostante abbiamo alcuni elementi che potrebbero ricondurre a questo genere. Alcuni di noi sono più fanatici di sonorità estreme rispetto ad altri ma e’ proprio questa differenza di ascolti che ci ha portato a inserire quello che ci piace, senza per forza voler fare il verso a una band piuttosto che ad un’altra.

“Fields of Ashes” è il vostro album uscito nel 2019, come lo descrivereste a chi non ha mai avuto modo di ascoltarlo? Quali sono i punti di forza del disco e quali le tematiche trattate? C’è qualche song dell’album alla quale siete, diciamo così, più “legati” o che preferite proporre dal vivo?
V.M. – “Fields of Ashes” è la nostra visione dell’heavy metal. Il tema costante dell’album è la battaglia e i due stati che ne definiscono le sorti: vita e morte. Non è un concept album ma troverete questo tema in modo ricorrente, che sia citando il mito di Ade e Persefone in “Queen of Hades” o i racconti di George R.R. Martin in “Dreadfort”, oppure romanzando le gesta di Erzebeth Bathory attraverso gli occhi della sua serva in “Darvulia”. Il punto di forza è la varietà, dai brani più epici ai più estremi, passando anche per suoni più soft come in “Devil’s Dream”. Ognuno di noi ha i suoi pezzi preferiti ma con un solo album all’attivo cerchiamo di portare quasi sempre tutto il materiale. Quello che fa sempre piacere è quando il pubblico partecipa per tutta la durata dell’esibizione e non solo per la singola canzone che conosce, cosa non sempre scontata visto la sindrome da distrazione digitale oramai dilagante.

Come nasce il processo creativo dei vostri brani? Come viene creato il contenuto e come viene adattato il sound? Decidete all’unanimità o c’è qualcuno dei componenti della band che si occupa della creazione dei testi e/o della musica?
V.M. – Non c’è una regola fissa o dei ruoli prestabiliti. Alcuni brani hanno avuto una composizione più “corale” mentre altri sono stati creati in singolo e poi arrangiati assieme. Per farti un esempio mentre “Dreadfort” e “Devil’s Dream” sono composizioni le cui idee principali sono rispettivamente di Luca e Isobelle, un pezzo come “A love and battle song” ha una scrittura a più mani. Insomma, nessuna regola è l’unica regola. Ognuno poi è libero di apportare il proprio contributo, che sia un assolo, una linea di basso o un vocalizzo.

Com’è stata finora la vostra attività live? C’è qualche evento o locale in particolare in cui vi piacerebbe suonare in futuro?
V.M. – Per noi la dimensione naturale della nostra musica è il live. Abbiamo subito cercato di puntare molto sull’affiatamento dal vivo e questo senz’ombra di dubbio si riflette poi anche in sede di composizione. Non essendoci potuti esibire per due anni di seguito al Malpaga Folk & Metal festival ci auguriamo di poterci rifare la prossima edizione. Colgo l’occasione per ringraziare i ragazzi dell’ormai defunto “The One” di Cassano d’Adda, i primi che ci hanno dato fiducia; per noi quel posto è divenuto una seconda casa, abbiamo stretto amicizia con molte delle band che sono transitate su quel palco, o al bancone del bar.

Quali sono secondo voi i punti di forza e quelli di debolezza dei locali e della scena musicale metal in Italia?
V.M. – Nel corso degli anni ho visto scomparire molti dei locali storici, e la maggior parte di questi non sono stati rimpiazzati. Questo periodo pandemico ha poi decretato la fine per chi teneva ancora duro nonostante le difficoltà. Non mi sento di poter fare la morale a chi ha un’attività del genere che propone serate di musica dal vivo, soprattutto se si parla di metal, visto i problemi a fine mese a far quadrare i conti. Vedo ancora molta passione, ma vedo sempre meno persone disposte a uscire di casa per frequentare un club di musica originale. Molti preferiscono ascoltare l’ennesima cover band, magari seduti a cena, e molte di queste persone spesso si lamentano che non ci sono più band come una volta.

Cosa pensate dei social media? Un valido canale per farsi conoscere o uno specchietto per le allodole? E del fenomeno dei live in streaming che si sta sempre più diffondendo causa pandemia “Covid-19”?
V.M. – Non essendo più l’epoca delle fanzine non vedo come una band possa promuoversi se non tramite i social media, visto che sicuramente state leggendo questa stessa intervista da un post su un social media. La realtà è comunque quella fuori dallo schermo quindi se siete interessati alla nostra musica seguiteci con un like, ma fatelo anche dal vivo. Il live streaming al momento invece lo vedo più come una necessità per far quadrare i conti (ed evitare altre perdite?!) per tutte quelle band la cui musica è fonte principale di reddito. Dai Behemoth con “In absentia dei” a Nick Cave di “Idiot prayer” dello scorso luglio all’ Alexandra Palace si parla di grandissime produzioni audio/video. Anche per loro poi si tratta di concerti singoli perchè non avrebbe senso riproporre un format del genere una volta finito l’effetto novità. Noi sinceramente cosa potremmo proporre? Una diretta streaming dalla sala prove? Sarebbe decisamente ridicolo.

Cosa bolle in pentola? Avete in ballo nuovi live o nuovi progetti da pubblicare a breve? State scrivendo nuovi brani?
V.M. – In attesa di nuove possibilità per poterci esibire dal vivo stiamo procedendo con la composizione di nuovo materiale che non vediamo l’ora di farvi sentire. In parallelo stiamo studiando la nuova estetica che caratterizzerà i Valar Morghulis nel 2021.

Grazie per il tempo che ci avete dedicato! Volete lasciare un messaggio ai lettori di Metalforce?
V.M. – Grazie a voi per lo spazio concesso. Se incuriositi dalla nostra proposta potete acquistare “Fields of Ashes” tramite la nostra pagina bandcamp (https://valarmorghulis.bandcamp.com). Vi aspettiamo ai prossimi concerti. Metal is on the streets!

 

Si ringrazia la Rock On Agency per la gentile collaborazione.

Valar Morghulis on Facebook: https://www.facebook.com/valarmorghulisepicmetal