Un nuovo inizio per i Dead Ends

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DEAD ENDS: INTERVISTA ESCLUSIVA A EDOARDO BORRELLO •

Chi è del settore lo sa: portare avanti una band e un progetto musicale richiede dedizione, costanza e spesso sacrifici. Per questo, quando una giovane band riesce a raggiungere il primo traguardo, è doveroso dedicarvi attenzione. I Dead Ends, dopo la pubblicazione dell’Ep “Petrichor” e un significativo cambio di line up con l’ingresso del nuovo cantante Edoardo Borrello, sono pronti a presentare il nuovo Ep “Embers” e il video del primo singolo ‘Cross’. Abbiamo scambiato qualche chiacchiera proprio con la nuova voce della band.

Ciao Edoardo, dunque, grande soddisfazione per il vostro nuovissimo video del singolo ‘Cross’, il brano è rappresentativo di quello che troveremo nell’Ep in uscita?
EDOARDO – Il video è stato diretto da Tommy Antonini (già chitarrista dei Tasters) in una villa in provincia di Brescia e siamo davvero soddisfatti dell’ottimo risultato ottenuto. ‘Cross’ è il pezzo che più si avvicina alle sonorità metalcore, con richiami alla Bring me the Horizon soprattutto nell’utilizzo delle tastiere, ma non è esattamente l’impronta predominante dello stile dei Dead Ends. Ciascuno dei cinque pezzi di “Embers” ha una personalità propria, con caratteristiche differenti.

Parlaci dei pezzi contenuti in “Embers”: i testi hanno un tema conduttore, avete dato peso ai contenuti oltre che alla musica?
EDOARDO – I testi sono stati scritti da me, Alex Ferrari (batterista) con la collaborazione del nostro produttore Andrea Moserle. Ci sono molte cose personali, ispirate a fatti che abbiamo vissuto, mentre l’ispirazione di base per le sonorità proviene da “Sempiternal” dei Bring me the Horizon. Il concetto di fondo della prima traccia, ‘We’re born to die’, è che noi siamo dei regali che la vita dà alla morte e staremo con la morte per sempre, la vita è solo un passaggio. Questo si ricollega anche al testo di ‘Cross’ se vogliamo, che parla delle “croci” che ognuno deve sopportare e trascinare con sé durante la sua esistenza. ‘Fire’ è la classica canzone di rabbia contro il sistema, parla di come la società sta rendendo schiavi gli uomini, molto diretta con gran uso di cori e synt, ritornelli orchestrali dove abbiamo inserito dei cori di indigeni e arricchita da una forte presenza di violini. ‘Walk with us’, è un brano di impronta più metal, con un intro molto lungo di ispirazione alla Slipknot. Il testo è opera del batterista, parla dell’alienazione dell’uomo nel lavoro. ‘Voices of underworld’ invece presenta qualche elemento che può avvicinarsi a “The pale emperor” di Marylin Manson, con uno stacco pulito con sonorità che ricordano gli Iron Maiden.

Insomma, un bel mix di contaminazioni e idee, ma voi come vi definite, vi sentite parte di un genere?
EDOARDO – In realtà vorremmo evitare di seguire una moda, non ci definiamo puramente una band metalcore, vorremmo differenziarci dagli altri avvicinandoci di più all’heavy metal, con voce al 99% pulita e una ricerca di sonorità tra Metallica, Disturbed e con aggiunta di tastiere, synt, fiati e violini.

Qualcosa sulla produzione di “Embers”: quanto avete impiegato a scriverlo, chi vi ha aiutati…
EDOARDO – Il processo di scrittura è durato circa un anno; chitarre, basso e batteria sono state registrate da Matteo Fiorenzato, voci, tastiere, mix e master da Andrea Moserle e Cristian Postal.  Abbiamo lavorato duramente e vogliamo continuare a farlo, stiamo cercando un’etichetta che accolga la nostra energia e appoggi il nostro progetto.

E noi vi auguriamo di trovare qualcuno che apprezzi il vostro entusiasmo e investa sulle vostre idee. Concerti in vista?
EDOARDO – Sì, segnaliamo in particolare la data del 16 giugno con i Betraying the Martyrs all’Officina degli Angeli Music Club a Verona. Colgo l’occasione per ringraziare chi ha collaborato alla realizzazione di “Embers”, in particolare Fiore e Mose, tutti coloro che ci sostengono già e a quelli che si avvicineranno alla nostra musica.

Grazie Edoardo e in bocca al lupo ai Dead Ends!

DEAD ENDS lineup:

  • Edoardo Borrello – Vocals
  • Alex Ferrari – Drums
  • Fabio Lonati – Bass
  • Alessandro Abrami – Guitars
  • Davide Tomasoni – Guitars