Troy Donockley: tra metal e biologia evoluzionistica

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NIGHTWISH: INTERVISTA ESCLUSIVA A TROY DONOCKLEY •

È una fredda domenica bolognese di fine novembre, quella che ha visto l’unica data italiana del tour dei Nightwish. Armato di cappotto, scaldacollo, cappello e guanti mi reco all’Unipol Arena per scambiare qualche parola con Troy Donockley, polistrumentista folk della band, membro ufficiale da due anni insieme alla nuova cantante Floor Jansen. Ecco la nostra chiacchierata, allietata dal piacevole ed amichevole modo di fare di Troy.

Ciao Troy! Grazie per il tempo che stai concedendo a METALROCK. Sono molto onorato di essere qui. Siamo veramente contenti di avere di nuovo te e gli altri ragazzi in Italia!
Ciao! Grazie a te!

Cosa pensi dell’Italia e dei fan italiani?
Sono un appassionato dell’Italia! Cerco di venire qui quando posso, in vacanza. Amo tutto dell’Italia: il cibo, le persone, i paesaggi… tutto.

Come possiamo vedere dalla tua collaborazione con i Nightwish, suoni molti strumenti diversi – uillean pipes, tin whistle, low whistle, bouzouki e bodhrán solo per citarne alcuni. Qual è il primo strumento che hai toccato? Come sei finito nel mondo della musica e nel diventare un musicista?
Il primo strumento che ho mai toccato è stata la chitarra. Mio papà era un chitarrista e aveva una band quando ero un bambino. È stato grazie a lui che ho scoperto la sua collezione di dischi, con molto rock classico, molto country, molta musica classica, di tutto… aveva una grande varietà nella sua collezione. Ho iniziato a suonare la chitarra quando avevo circa 12 anni, poi ho avuto il mio primo flauto a 16 anni, e poi ho iniziato a suonare la cornamusa a 18 anni. È il mio strumento principale ora, ma ho iniziato con la chitarra, e tutt’ora suono la chitarra con i Nightwish.

Hai iniziato a suonare con i Nightwish nel 2007, come ospite nell’album “Dark Passion Play”. Com’è nata questa collaborazione?
Tutto è incominciato grazie al mio amico Pip Williams, l’arrangiatore orchestrale dei Nightwish. Mi ha fatto ascoltare l’album “Once” e l’ho adorato… non avevo mai sentito parlare dei Nightwish prima. Ho pensato che fosse qualcosa di davvero interessante e diverso dal resto. Un paio d’anni dopo sono stato chiamato per andare ad Abbey Road a Londra e fare una sessione di registrazione, non di più. Poi però siamo entrati in connessione molto velocemente, siamo andati subito profondamente d’accordo, e siamo diventati buoni amici. Mi è stato quindi chiesto di partecipare come ospite ad alcuni spettacoli in diverse parti del mondo. L’ho trovata una gran cosa, e da lì tutto ha preso il via. Con “Imaginaerum” sono stato coinvolto ancora di più, e alla fine del tour di “Imaginaerum” la band mi ha chiesto formalmente di diventare un membro ufficiale della band. Ecco com’è andata! (ride)

Fra gli album dei Nightwish in cui hai suonato, qual è il tuo preferito?
Oh, l’ultimo (“Endless Forms Most Beautiful”, n.d.r.). Assolutamente! The Greatest Show On Earth è il mio brano preferito in assoluto. È grandioso. La cosa bella è che in questo tour europeo, come scoprirai stasera, lo suoniamo per intero (il brano dura 24 minuti, n.d.r.). È una sfida, ma è veramente emozionante. La produzione è veramente qualcosa di ammirevole.

Perciò credo che questa sia la risposta alla mia domanda successiva: qual è la tua canzone preferita da suonare dal vivo?
Sì, lo è, è così emozionante… il viaggio in cui il brano ti porta contiene ogni possibile emozione… è tutto lì, in 24 minuti. Non riesco davvero a paragonarlo a nient’altro.

Qual è il tuo ruolo nella composizione? Tuomas (Holopainen, tastierista e compositore, n.d.r.) ti dà già le melodie composte, o anche tu ci metti la tua ispirazione e creatività?
Sì, per la maggior parte sono melodie scritte da Tuomas, ma poi le aggiusto e le adatto alla cornamusa. Ogni tanto però anche io contribuisco con melodie. Si tratta di un processo naturale… L’edificio della musica dei Nightwish è affascinante. Se si usa l’analogia della casa, le fondamenta e i mattoni sono Tuomas, e tutto il resto, le finestre, le scale, sono opera di tutti gli altri. (ride) Lui costruisce la casa e gli altri la arredano.

Ed è la stessa cosa con le backing vocals?
Sì! Questa è una nuova entusiasmante direzione per la band. Penso che faremo un grande uso in futuro di parti a tre voci. È una bella novità musicale che piace a tutti noi.

Nel making of di “Endless Forms Most Beautiful” dici che sei stato tu a consigliare a Tuomas di leggere opere come i libri di Richard Dawkins, e che hai contribuito molto al concept dell’album. Com’è nato il tuo interesse verso la biologia evoluzionistica?
È nato da me! A scuola mi piaceva molto la biologia, e ho iniziato ad interessarmi alle scienze, avevo circa 14 anni… ma successivamente il mio interesse si è acceso grazie ad una serie TV, “Cosmos”, con Carl Sagan. Mi ha veramente scosso, è stato un risveglio religioso per me… senza la religione. Ha avuto un profondo effetto su di me… Da lì ho iniziato a leggere molto riguardo all’astronomia e alla scienza evoluzionistica, che ho trovato magiche. Ho scoperto che c’è più mistero ed incanto in queste scienze che in qualsiasi religione. A confronto, la religione sembra noiosa. (ride) le storie della religione sembrano stupide a confronto. Invece queste cose sono reali, questo è il mondo reale, ed è ha molta più potenza di qualsiasi leggenda popolare. La realtà è molto più bella, più colorata, più potente… ha un così grande effetto su di te. Sono stato molto influenzato da questi argomenti, poi ho scoperto Richard Dawkins, il libro “Il gene egoista”. L’ho letto per la prima volta circa 20 anni fa, ed è affascinante come funzionano i geni… è qualcosa di misterioso e magico, ma allo stesso tempo potente.

Come siete finiti, tu e Tuomas, a parlare di queste tematiche? E quando avete realizzato che sarebbe stato un buon concept per un album dei Nightwish?
Gran bella domanda! Stavamo facendo una bella festa con dei buoni whiskey single malt a casa sua, e siamo finiti a parlare di questi argomenti. Alora ho consigliato a Tuomas alcuni fra i miei libri preferiti, e quando li ha letti è stato veramente entusiasta, perché ha provato quello che ho provato io. Entrambi ci siamo entusiasmati molto riguardo alla materia, ne abbiamo parlato ininterrottamente, ci siamo scambiati numerose idee… e il concept si è cristallizzato da sé. In Nuova Zelanda, durante il tour di Imaginaerum, io, Tuomas e Jukka (Nevalainen, batterista, n.d.r.) eravamo nel nostro albergo e avevamo bevuto molto vino… ne stavamo parlando, e ci siamo messi a vedere molti filmati di Richard Dawkins. Allora, stupidamente, ho deciso di promettere che lo avremmo avuto come ospite nel nostro prossimo album. Tuomas e Jukka mi dissero che non ci sarei riuscito in alcun modo, ma io risposi che ce l’avrei fatta… era una scommessa. Quando mi sono svegliato il giorno dopo mi sono detto “mio Dio, cosa ho fatto!”… Allora, quando sono tornato in Regno Unito, ho messo i miei tentacoli su tutta l’Inghilterra per mettermi in contatto con lui. Alla fine sono riuscito ad ottenere il suo indirizzo da un mio amico che gli aveva spedito dei mobili! Dunque abbiamo letteralmente composto una lettera, scritta a mano in modo splendido, che gli abbiamo poi spedito, chiedendogli fondamentalmente se fosse disponibile per una comparsa in un album dei Nightwish. Ovviamente non ne aveva mai sentito parlare… ma il suo assistente personale era un nostro fan! Sì! Ha detto di adorarli! Dawkins non ci aveva mai ascoltati ovviamente, e l’assistente è stato un aiuto, ma la lettera scritta a mano certamente ha indirizzato le cose sulla strada giusta. Infatti poi abbiamo ricevuto una sua mail in cui diceva che sarebbe stato lietissimo di comparire nel disco. Incredibile, vero? Allora io, Tuomas, Jukka ed Emppu (Vuorinen, chitarrista, n.d.r.) siamo andati ad Oxford per registrarlo in uno studio appena fuori città, e registrare quella voce è stato meraviglioso… dopodiché lui stesso ci ha portati in un ristorante ad Oxford! (ride) è stato divertente, cinque uomini capelloni ammassati nella sua macchina! È veramente una splendida persona. Ecco com’è andata.

Incredibile! Hai menzionato Dawkins, e la prossima domanda riguarda proprio lui. Il vostro concerto a Wembley il prossimo 19 dicembre è sold out. Sarà un evento speciale, immagino con molte sorprese. In una recente intervista Marco (Hietala, bassista e voce maschile, n.d.r.) ha parlato della possibilità di avere Richard Dawkins in persona come ospite del concerto. La sua presenza è confermata?
Ci stiamo ancora lavorando. Sembra fattibile, ma è difficile dirlo con certezza adesso. Ma vedremo!Sarà interessante vedere Richard Dawkins salire sul palco a cantare “Nemo”. No, sto scherzando! (ride) L’idea è quella di farlo salire sul palco per citare “L’origine della specie” di Darwin, in particolare il famoso passaggio finale, “there is grandeur in this view of life…” dal vivo. Dev’essere qualcosa di straordinario, con il background musicale…

…che sarà riprodotto digitalmente, giusto?
Sì, sì, non abbiamo un’orchestra per quello spettacolo purtroppo. In futuro, forse…

Ci saranno altri ospiti?
No, non avremo altri ospiti.

In un’intervista, Tuomas ha detto che avete pianificato il vostro tempo fino al 2021/2022. Avete un programma pieno ed impegnativo, o avete pianificato anche del tempo libero per altri progetti o per riposarvi?
Sì sì, avremo del tempo libero. Tutti noi abbiamo altri progetti e lavoriamo anche al di fuori dei Nightwish. Penso che riappariremo nel 2017 o 2018 per un nuovo album e un nuovo tour, ma per ora è difficile vedere così lontano nel futuro. Sì, nel 2017 o 2018 saremo di nuovo in azione. Ci prendiamo all’incirca un anno di riposo.

Passiamo invece a parlare del futuro più prossimo. Il tour di “Endless Forms Most Beautiful” è pianificato fino a maggio 2016. Avete altri piani per il prossimo anno, al di là del tour?
Per quanto riguarda il prossimo anno, in realtà siamo impegnati almeno fino a settembre, faremo molti festival l’estate prossima. Ma dopo ci riposiamo, due anni di tour sono stancanti. Sì, un po’ di riposo è proprio quello che ci servirà.

Ok, l’intervista è giunta al termine! Grazie mille per il tuo tempo, è stato un piacere ed un onore. C’è qualcosa che vuoi dire ai fan italiani e ai lettori di METALROCK?
Assolutamente sì! Ringrazio tutti i fan italiani, c’è una fanbase veramente solida e calorosa in Italia, è una cosa veramente sorprendente! Grazie a te, e goditi lo spettacolo!

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