The Wild Lies: “anche noi siamo animali”

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THE WILD LIES: INTERVISTA ESCLUSIVA A DYLAN SMITH •

Metalforce, nel corso del Sonisphere 2016 al Postepay Rock In Roma, parla con il bassista dei Wild Lies, Dylan Smith, figlio di Adrian Smith degli Iron Maiden.
Dylan racconta tutti i retroscena dell’album “The Animal”, un Ep di tre canzoni pubblicato nel corso del mese di giugno e disponibile esclusivamente per il mercato digitale. Il loro è un sound molto interessante, tra il moderno rock da arena e l’hard rock anni ’80 vecchia scuola. Si sono formati nel 2009, quando Dylan e Matt suonavano per i pub londinesi, poi lungo la strada hanno incontrato anche Zack e Andre alle chitarre, e infine il batterista Luke. Pubblicano un primo Ep nel 2013 e ora sono tornati con un nuovo lavoro, prodotto da Matt Hyde (Bullet For My Valentine, Trivium).

Avete pubblicato nel corso del mese di giugno 2016 un secondo lavoro in studio, un EP dal titolo The Animal. Ci potete raccontare i dettagli sulla sua composizione?
DYLAN – Questo lavoro, alla fine, tra fase di missaggio, registrazione e composizione ci ha reso molto orgogliosi. Abbiamo pubblicato il video dell’omonima canzone, di cui abbiamo notato da parte dei nostri fan una grande attenzione. I frutti della sua realizzazione li vediamo materialmente qui, oggi, proprio attorno a noi.

Un produttore come Matt Hyde, come ha influenzato il vostro sound d’insieme?
DYLAN – Matt Hyde ha introdotto degli elementi decisamente più heavy. E’ un personaggio che ammiro moltissimo, un grande che ha prodotto band del calibro di Bullet For My Valentine e Trivium.

Rispetto al vostro primo lavoro in studio, com’è cambiato il sound e il modo di interpretare i brani dal vivo?
DYLAN – Abbiamo sviluppato un sound diverso rispetto al nostro debutto, da “Asteroid Central”. La band si è costruita strada facendo, ma l’abbiamo fondata io e Matt. Adesso ci sono anche Zack e Andre alla chitarra e Luke alla batteria. Questo Ep è più heavy e deciso rispetto al primo. In generale, ci siamo sempre ispirati a band come i Guns n’ Roses, rimanendo aggressivi e melodici allo stesso tempo.

Avete dichiarato sul vostro sito ufficiale che la track “The Animal” è ispirata a un concetto molto particolare. Perché?
DYLAN – “The Animal” è basata su un concetto astratto, che riguarda una nostra personale interpretazione della paralisi del sonno di Muller. Intendo dire, che, noi umani, in questo ecosistema apparentemente non siamo cacciati da nessuno e siamo abituati a chiamare tutti gli altri esseri viventi ‘animali’. Non abbiamo preso in considerazione l’ipotesi che potremmo a nostra volta essere ”prede”. Potrebbero esistere delle entità ultraterrene che si cibano della nostra anima e della nostra energia vitale. In quel reame, per noi ancora incompreso, saremmo degli ”animali”.

Invece, per i testi delle altre due canzoni?
DYLAN – Per gli altri testi, abbiamo attinto direttamente da esperienze quotidiane di vita, in cui ognuno vi si può rispecchiare.

In UK avete fatto da spalla, in un passato recente, anche ad una band in cui milita Marco Mendoza (ex Thin Lizzy, Whitesnake), i Dead Daisies. Che cosa vi ha lasciato musicalmente quella esperienza?
DYLAN – Fare un tour in U.K. insieme a Marco Mendoza e ai Dead Daisies è stato fantastico. Musicalmente da loro abbiamo imparato tanto. I Dead Daisies sono mostri sacri, e andare in tour con loro per noi è stato un passo importante. E’ stata una bellissima esperienza, che abbiamo traslato anche in musica. Come band quel tour ci ha ampliato il modo di intendere e fare musica. Ci hanno aiutato a progredire anche le esperienze live, dei concerti, come quella di adesso, qui a Roma al Sonisphere.

Parlando del Sonisphere, quali emozioni hai provato a suonare davanti a così tanta gente, qui in Italia a Roma?
DYLAN – Un’emozione fortissima, è stata un’esperienza molto interessante e costruttiva. E poi, ci siamo divertiti anche molto, ridendo, bevendo e scherzando tra di noi. Oggi, quando eravamo sul palco, abbiamo sentito tutta l’energia del pubblico. Sono esperienze che a livello di band ti rafforzano. Questa del Sonishpere è anche l’ultima data del nostro tour in giro per l’Europa. E’ il ”gran finale”, proprio come si dice in italiano!

Come state vivendo a Londra il mutamento sul modo di fare musica degli ultimi anni?
DYLAN -Il modo di fare musica è cambiato, è vero, per tanti motivi. Come Wild Lies, cerchiamo assolutamente di trasmettere energia, proponendo della buona musica.

Quanto c’è di Iron Maiden nel vostro sound?
DYLAN – Tantissimo per la parte dei live, dell’approccio con il pubblico.

Questo EP sarà il preludio per la pubblicazione di un full lenght?
DYLAN – Attualmente stiamo scrivendo nuovi brani che registreremo presto in studio. Ciò che c’è di imminente e certo, è che stiamo progettando il video della terza track di “The Animal”, “Can’t Carry On”.

Quando riprenderete il tour?
DYLAN – Potenzialmente, riprenderemo in UK più avanti, ma ancora non ci sono date certe.

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