THE NIGHT FLIGHT ORCHESTRA – Destinazione anni ’80

 

 

THE NIGHT FLIGHT ORCHESTRA – INTERVISTA ESCLUSIVA A DAVID ANDERSSON • (English version below)

Gli anni ’80 non sono mai stati così vivi nell’epoca moderna! Autori intramontabili di un’eleganza senza tempo, gli svedesi The Night Flight Orchestra tornano sulle scene in questo 2020 con una nuova ondata di AOR/hard rock che, come menzionato pocanzi, nutre l’intento di far rivivere un periodo storico molto amato ancora oggi a distanza di così tanti anni. In occasione dell’imminente uscita del loro nuovo album, “Aeromantics”, abbiamo colto l’occasione di parlare di quest’ultimo capitolo discografico della band con il chitarrista David Andersson.

Ciao David e bentornato sulle pagine di Metalforce. Come sempre, è un grande piacere ospitarti. Il 2020 segna il ritorno dei The Night Flight Orchestra: infatti, la band presenterà il suo nuovo album, “Aeromantic”, il prossimo 28 febbraio. Come ti senti a riguardo?
DAVID – È sempre molto eccitante! È come partorire, in qualche modo, ehehee.

È un parto musicale!
DAVID – Sì, un parto musicale! È sempre eccitante e spaventoso, perché convivi con quei brani a lungo e attraversi sempre periodi dove non sai se possa essere una cosa buona o meno, ma speriamo che la gente possa apprezzare. Voglio dire, siamo contenti, in ogni disco che abbiamo fatto siamo riusciti ad evolverci e creare qualcosa di nuovo, esplorare nuove direzioni differenti e credo di aver fatto la stessa cosa anche questa volta. Spero che la gente possa apprezzare tanto quanto abbiamo apprezzato noi nel comporre musica.

Sono passati circa due anni dall’ultimo disco della band, “Sometimes The World Ain’t Enough” e infatti, per l’occasione, avevo fatto una piacevole chiacchierata con Bjorn in merito alla nascita dell’album. Come mai siete già in procinto di pubblicarne uno nuovo? Avevate per le mani del materiale inedito che volevate utilizzare o, semplicemente, vi siete lasciati prendere la mano durante il processo del precedente album e le canzoni sono venute da sé?
DAVID – Beh, io sono il compositore principale dei The Night Flight Orchestra, credo di scrivere circa l’80% dei brani, sia a livello di musica, che di testi e tutto quanto… Scrivo costantemente nuove canzoni, perché è una delle mie cose preferite da fare. Anche Sebastian solitamente scrive un paio di brani per ogni album, ma rispetto ai piani, beh, ecco, diciamo che molte band pianificano di pubblicare un disco ed entrano in studio per un mese o due o arrivano a sei se si chiamano Metallica, ehehe. Solitamente noi manteniamo questo processo continuo dove prenotiamo delle sessioni breve della durata di una settimana o due, dove registriamo e ci divertiamo, poi all’improvviso ci rendiamo conto di avere abbastanza materiale da poter pubblicare un nuovo album, quindi produciamo sempre nuove cose, ma produciamo sempre e registriamo noi stessi! Non ci sono produttori esterni, noi entriamo in studio e iniziamo le registrazioni. abbiamo già abbastanza materiale per un altro disco, quindi si tratta di un processo costante. Ci piace suonare musica e ci divertiamo molto in studio e, come dicevo, non tendo a fermarmi nella scrittura dei brani. Una volta che si ha il piano e un argomento, un concetto, la cosa più importante diventa la programmazione della pubblicazione del disco.

Effettivamente, negli ultimi anni i The Night Flight Orchestra hanno pubblicato quasi sempre un disco ogni due anni. Possiamo dire che siete una band piuttosto ispirata e che ama molto darsi da fare, mantenersi attiva, per così dire. Parliamo ora del nuovo lavoro: “Aeromantic”, è un titolo molto curioso. Ti andrebbe di spiegarcelo?
DAVID – Bjorn ha inventato il titolo, è una specie di gioco di parole, perché amiamo il concetto del volo e dell’aria. Ci piacciono gli aeroplani e le parole “senza speranza”, “romantico”. Abbiamo fatto questa piccola nota romantica che riguardasse il volo e la fuga dalla realtà, quindi combina il nome del tema primario della nostra musica e il lato romantico, malinconico, il lato depresso svedese eheheh. Combina il tutto in modo che la nostra musica possa raggiungere le persone e farle scappare dalla realtà. Il volo è la perfetta metafora per fuggire dalla realtà ed entrare in un universo parallelo, una dimensione dove tutti i tuoi sogni possono diventare realtà, dove tutto è possibile! È piuttosto pretenzioso!

Se non sbaglio, mi è parso di capire che vi è una parola in particolare sulla quale ruota più o meno tutto il disco: dramma. Conflitti interni, conflitti esterni, voci ed esagerazioni sono, infatti, alcuni degli argomenti che caratterizzano “Aeromantic”. A tal proposito, avete dichiarato: “Aeromantic è un’opera di strada basata su sogni infranti, illusioni spezzate e il fatto che siamo tutti qualcosa di molto meno della persona che dovremmo essere. Ma nell’oscurità c’è sempre un barlume di speranza. E da quel barlume di speranza, con la giusta mentalità, si può creare molto melodramma di rock classico svedese”. Sembra anche una sorta di messaggio positivo che si vuol dare a chi, magari, pensa di non potercela fare. Cosa puoi dirci in merito? Hai vissuto tu in prima persona qualcosa di analogo e hai voluto esternarlo con la musica?
DAVID – Prima di tutto, ti ringrazio per aver letto il mio comunicato stampa, ehehee. Sono sempre io quello che scrive questo genere di cose, a volte ho l’impressione che la gente non legga questi comunicati anche se, a dire il vero, tu ci hai pensato ed è molto lusinghiero! Grazie, grazie! A parte la musica e i libri, è ciò di cui vivo, leggo sempre, leggo qualcosa come cinque libri a settimana e mi piace leggere durante il mio tempo libero, quando non suono musica o lavoro come medico! Riguardo la tua domanda, credo che si tratti del tipico ‘trade’ svedese, la mentalità svedese è malinconica o è piuttosto depressa, anche se tendiamo a rimanere una nazione di sognatori. Credo che molti svedesi abbiano tantissime emozioni represse e tantissime cose dentro le loro teste che davvero non vogliono uscire. Credo che questa si rifletta anche nelle nostre canzoni, c’è sempre quella venatura malinconica che canterà in merito al divertimento, a bere champagne e a volare sugli aerei. Avremo sempre queste canzoni lente che parleranno di qualcosa di più profondo, più vero e genuino, ma alla fine, ovviamente, vorremmo che le persone, dopo aver ascoltato la nostra musica, cercassero la speranza. C’è ancora magia là fuori e puoi renderti conto se vuoi portarla o sperimentarla se sai dove andare a cercare, se mantiene la mente aperta! Ha senso?

Sì, ce l’ha! Ora vorrei parlare della copertina: ha toni molto neon e sembra quasi rappresentare una statuetta, tipo quella degli Oscar. Per caso si ispira al fatto che nelle foto promozionali, così come in sede live, siete accompagnati da due signorine vestite da hostess di volo?
DAVID – Sì, assolutamente! Rappresenta una hostess di volo, non so se hai avuto modo di vedere il nostro cortometraggio uscito in autunno, intitolato “Cabin Pressure Drops”. Lo hai visto? È quel video dove si vede la hostess di volo con la narrazione fuori campo…

Sì! Ricordo che fosse uscito qualche mese fa, giusto?
DAVID – Sì, è stato pubblicato ad ottobre, quindi è per questa ragione che abbiamo pubblicato il cortometraggio piuttosto che rilasciare un teaser del disco o qualcosa del genere. Il cortometraggio, beh il monologo dell’hostess, è più o meno il tema principale dell’album, come puoi essere, come la gente si senta intrappolata in una vita che non hanno mai voluto avere al primo posto, cercando di tenere duro e fare del proprio meglio, portandosi avanti questo rancore. Credo che ciò che vogliamo fare con la nostra musica sia far risvegliare le persone e far capire loro che non hanno bisogno di fare meglio, perché c’è sempre qualcosa che puoi cambiare nella tua vita. Come dicevo, c’è ancora magia da sperimentare se mantieni aperti i tuoi sensi abbastanza da permettere di darti la caccia. La hostess di volo raffigurata nella copertina è un simbolo di questa cosa, il proseguo dell’argomento trattato nel cortometraggio che abbiamo pubblicato, “Cabine Pressure Drops”. È molto aeromantico, eheheh! Come puoi vedere, tutto si adatta insieme!

Il primo singolo, “Divynals”, è uscito agli inizi dell’anno, giusto per celebrare in grande stile questo 2020. Permettimi di dire che il singolo suona così maledettamente anni ‘80 che, secondo me, la stessa epoca d’oro ne sarebbe invidiosa. Sento anche molto un’atmosfera alla ABBA, specialmente nel ritornello. Cosa mi puoi dirci del brano e, ovviamente, del video?
DAVID – È piuttosto noioso, a dire il vero! La nostra etichetta ha deciso che quello sarebbe stato il primo singolo, ehehehe, ma è un buon brano! È una canzone scritta da Bjorn, lui è molto bravo nel creare questi ritornelli molto orecchiabili, lui scrive un po’, anche se sono io  a scrivere la maggior parte del tempo. È per questa ragione che ci sono molti più brani miei nell’album rispetto ai suoi, ma quando Bjorn scrive, esce sempre fuori qualcosa di fantastico! “Divynals” è un grande esempio del suo modo di scrivere, anche in termini di melodia. Quando abbiamo presentato per la prima volta il disco alla casa discografica, Nuclear Blast, i ragazzi hanno detto con il loro accento tedesco: “Questo dovrà essere il singolo!”, eheheh.

Da questo album presenterete a breve anche un nuovo singolo, “Transmissions”. Ho visto che Nuclear Blast ne ha rilasciato un teaser giusto ieri. Quando uscirà il video? (NB: L’intervista è stata condotta lo scorso 5 febbraio, ndr)
DAVID – Ti ringrazio! È un mio brano! Il video sarà pubblicato questo venerdì, il 7, per cui dovrai aspettare ancora due giorni!

“Aeromantic” è stato registrato ai Nordic Sound Labs, utilizzando lo stesso drum kit di cui si sono serviti gli ABBA nel 1980 per il mega album “Super Trouper”. Quali sono state le vostre sensazioni nell’usare la stessa strumentazione di una delle band più importanti del panorama musicale svedese? Da cosa è scaturita, poi, questa scelta?
DAVID – 
Si è trattata perlopiù di una coincidenza! Abbiamo registrato tutti i nostri dischi presso i Nordic Sound Labs e lo studio è situato in un piccolo paese chiamato Skara, paesino molto vicino a quello dove sono nato io e dove abita anche il nostro batterista. Il proprietario dello studio è il cugino del nostro batterista, è stato famoso negli anni ’80 per aver preso parte e suonato ad alcune grosse produzioni svedesi e conosceva Per Lindvall, il batterista che ha suonato nell’album degli ABBA “Super Trouper”. Ha comprato o addirittura preso in prestito quel drumkit da Per Lindvall e lo ha tenuto in studio per anni e anni. Noi non ne eravamo a conoscenza, ci ha detto: “Ho questo drumkit che Per Lindvall ha utilizzato per registrare “Super Trouper” insieme agli Abba”, per cui ci siamo seduti e lo abbiamo sfruttato, ehehehe. È stata una coincidenza felice, abbiamo avuto l’occasione di metterci seduti a suonare questa batteria e il risultato è stato grandioso!

So che in passato, i The Night Flight Orchestra si sono sentiti spesso dire “Non potete farcela”. Mi riferisco in particolar modo a quando è saltata fuori l’idea di voler portare alla luce il progetto. Molti dicevano sia a te, che a Bjorn che non potevate portare in vita questa band. A distanza di qualche anno, c’è da dire però che siete riusciti nell’impresa e avete avuto anche un ottimo successo. Potrà sembrarti una domanda banale, ma perché spesso si tende a non dare fiducia al prossimo e ad affossarlo? Non parlo solo in ambito musicale, ma in generale. Nel nostro caso, ad esempio, vi è stato detto che non potevate farcela con questa band, ma spesso lo stesso concetto viene applicato anche in sede quotidiana o altri contesti. Secondo te perché sembra esserci così tanto egoismo o snobismo o voglia semplicemente di mettere in cattiva luce qualcuno?
DAVID – Credo che la maggior parte derivi dalla gelosia o dall’avere un’autostima molto bassa. Lo vedo molto, ho un lavoro principale, lavoro come medico in un ospedale, quindi ho un lavoro vero al di fuori della sfera musicale e vedo molto questa cosa anche sul luogo di lavoro tutto il tempo. Credo che se si è felici di se stessi, se si conoscono le proprie forze e debolezze, i propri limiti e si ha qualcosa di cui essere orgogliosi, qualcosa in cui essere bravi, non si debba avere il bisogno di denigrare nessuno. Voglio dire, personalmente non sono il tipico svedese, perché so essere abbastanza contento di me stesso, ehehehe. Sono un bravo chitarrista, sono bravo a scrivere canzoni, sono un bravo medico e ho qualche talento. Non ho alcun problema nel dire che sono contento di ciò che ho, ma allo stesso tempo non nego di avere una brutta voce, di non sapere suonare la batteria… Sai, ci sono molte cose per le quali sono negato, ma se una persona ha una bassa autostima e vuole sempre avere qualcosa di altre persone, farà in modo di far sentire quelle persone più piccole e insignificanti. Se conosci te stesso, i tuoi punti di forza e le tue debolezze, non c’è il bisogno di far sentire nessuno miserabile. Sai, quando ero giovane, un teenager, stavo imparando insieme ad altri ragazzi come suonare la chitarra e c’era sempre questo modo di competere fra noi fra chi fosse il più veloce o il più tecnico o chi sapesse suonare l’ultimo assolo di Yngwie Malmsteen. Voglio dire, ci si divertiva ed era una gara, ma oggi sono più vecchio, sono sicuro, so cosa posso o non posso fare. Se vedo o sento un giovane chitarrista, gli dico: “Wow, è fantastico!”. Non ho bisogno di sottolineare gli errori o le debolezze. Credo che la gente sia pessima nel fare complimenti, ma ho imparato, soprattutto nel mio lavoro in quanto medico, che non occorre niente di travolgente. Se qualcuno fa qualcosa di buono, puoi dire: “Hai fatto un buon lavoro”, non deve essere chissà quale cosa! Se, però, qualcuno ti fa un complimento sai che potrebbe rendere migliore la giornata o la settimana di quella persona, perché spesso questo è un punto debole, dove qualcuno sta sbagliando, ma se ti focalizzi su ciò che è giusto, la vita diventa più facile. Tutti noi commettiamo sbagli e ne siamo consapevoli e spesso non ottieni complimenti in merito alle cose giuste che fai. Ti aspetti solamente di fare qualcosa di buono e non ne parli.

Beh, permettimi di dire che io sono più che contenta di vedere il successo dei The Night Flight Orchestra, alla faccia di tutti coloro che dicevano “Non potete farcela”; infatti, il prossimo 15 marzo avremo nuovamente il piacere di rivedervi al Legend Club di Milano insieme ai One Desire. Cosa bisognerà aspettarsi in questa nuova sede live?
DAVID – Dovresti aspettarti l’impossibile! Ehehehe, credo che alla fine della giornata cercheremo di mettere in piedi uno show adeguato, il nostro obiettivo è far sì che le persone si sentano come se fossero entrate in un universo parallelo, la più grande festa a cui siano mai andati, dove possano dimenticare tutto ciò che riguarda la loro noiosa realtà, la loro quotidianità e viversi la musica. È una piccola bolla dove sei tagliato fuori dal mondo esterno e dove sei in grado di essere te stesso, di perderti nella musica e fare mosse disco folli, bere troppo champagne… qualsiasi sia il tuo desiderio più profondo o oscuro, bisognerebbe essere in grado di sentirlo durante uno spettacolo targato The Night Flight Orchestra.

Grazie mille, David, per questa bellissima chiacchierata e per essere stato in nostra compagnia. Come da tradizione, invito l’intervistato a concludere l’intervista come meglio crede, quindi a te la parola!
DAVID –

Questa è sempre la parte difficile, ehehehe. Molte persone hanno già il discorso pronto, ma io parlerò con il cuore e vi dirò che l’Italia è certamente uno dei miei paesi preferiti d’Europa. Sono stato spesso lì in vacanza un paio di volte, specialmente a causa del cibo e del vivo. Amo il carattere italiano e la compagna di Bjorn, il nostro cantante, è italiana, è di Verona!  In occasione degli ultimi dischi che abbiamo realizzato, abbiamo sempre cucinato italiano e ci siamo concessi una serata italiana, dove abbiamo ascoltato Gianna Nannini, Eros Ramazzotti, quindi abbiamo un legame speciale con il vostro paese. È la verità! L’Italia sarà sempre speciale, così come lo è sempre ogni volta che veniamo a suonare lì, non vedo l’ora!


(English version)

The eighties never been so alive in the current time period! Enduring makers of a timeless refinement, Swedish act The Night Flight Orchestra gets back on track in this 2020 with a new wave of AOR/Hard rock music that, as mentioned earlier, has the goal of recollecting an historical period which is still very appreciated nowadays after so long. On the occasion of the release of this brand new album, “Aeromantics”, we seized the day to talk to the guitar player David Andersson in order to discover something more about this latest effort.

Hi David and welcome to Metalforce. This year marks the return of The Night Flight Orchestra: in fact, the band will release its brand new album, “Aeromantic”, on Feb 28th. How do you feel about releasing a new record?
DAVID – It’s always very exciting! It’s like giving birth in a way, ehehe.

A musical birth!
DAVID – Yeah, a musical birth! It’s always both exciting and terryfing, ‘cause you are living with those songs for quite some time, and you sort of lose, you know, it’s hard to… you’re always going through periods where you’re sure whether it’s good or not, but we hope that people will appreciate it. I mean, we’re happy, with every album we managed to evolve and create something new, explore new different directions and I think we’ve managed to do it this time around as well. I just hope that people will like it as much as we’ve enjoyed making music.

It’s been two years, more or less, since you’ve released, “Sometimes The World Ain’t Enough” and in fact, on the occasion of the release of the album, you had a nice chat about the birth of that record. How come did you decide to unleash a new album now? Did you have some more material to include in a new album or, simply, you started writing after the release of “Sometimes The World Ain’t Enough” and the songs came up theirselves?
DAVID – Well, I mean, I’m the main songwriter in The Night Flight Orchestra, I guess I write like 80% of the songs, both the music and the lyrics and everything… I constantly write new songs, ‘cuz that’s like one of my favourite things to do, so I’m always like… well, Sebastian usually writes a couple of songs for each album too. Compared to most plans, I mean, most bands plan to release an album and then they enter a studio for a month, or two months, or up to six months if you’re Metallica, ehehe. We usually have this continuous process where we book short sessions, about one or two weeks, to record stuff and have good time together and all of a sudden we realized we had enough material to release a new album, so we’re always like producing new things, but also we always produce and record everything ourselves! So there are no outside producers and I think we just enter the studio and start recording. I mean, we already have enough material for another album, so it’s a continuos process. We all love playing music with each other and we always have a good time on studio, like I said, I tend stop myself from writing songs, so once you feel you have a plan and a theme, a concept, that’s the important thing you start planning a release.

Indeed, over the latest years, The Night Flight Orchestra has released a new album almost every year, or even every two years. We could say that The Night Flight Orchestra is a very inspired band who loves to get busy and keeps itself very active, so to speak… but let’s talk about this new one. “Aeromantic”, it’s indeed a very peculiar album title. Would you mind explaining it better?
DAVID – Bjorn came up with that title, it’s a wordplay, ‘cuz we love the concept of flying and air. I mean, like aeroplanes and the words hopeless romantic. We had this romantic note of flying and escape from reality, so it combines the name theme of our music with the romantic side, the melancholic side, the depressed Swede side ehehe and the way that we feel that we want our music to reach people and escape from reality. Flying is a perfect metaphor for escaping from reality and entering a parallel universe or dimension where all of your dreams come true and everything is possible! Quite pretentious!

I’ve been under the impression that there’s a word that is very important to this album: drama. Internal conflicts, external conflicts, rumours and exaggerations are, indeed, some of the themes that features this new album. “Aeromantic” is a street opera based upon shattered dreams, broken illusions, and the fact that we are all something much less than the person we were supposed to be. But in the darkness, there’s a always a glimmer of hope. And from that glimmer of hope, with the right mindset, you can sculpt and create a whole lot of Swedish classic rock melodrama. It sounds like a sort of positive message that you would love to give to those people who, perhaps, think that they can’t do it. What can you tell me about this? Did you experience something in first person and did you want to manifest this with music?
DAVID – First of all, thank you for actually reading my press release, ehehe. I’m always the one who writes those releases, sometimes I feel like people don’t really read them, but you read it and you actually thought about it, that’s very flattering! So, thank you, thank you! I mean, apart from music and books, it’s what I live for, I always read stuff, I read like five books a week and all my free time when I don’t play music or work as a doctor, I read! But yes, about your question, I think it’s a typical Swedish trade, the Swedish mentality is melancholic or it’s likely depressed foundation, but we still tend to be a nation of dreamers. I think a lot of Swedes have a lot of repressed emotions and lot of things happening inside their minds that don’t really are left out. I think that it’s also reflected in our lyrics, there’s always melancholic undertone who is singing about having fun and drinking champaign and flying aeroplanes. We’ll always have these slowy songs for something deeper, something more real and genuine but in the end, of course, after listening to us we want people to seek for hope. There’s still magic out there somewhere and you can realize you bring or at least experience magic if you just know where to look for it, if you keep your mind open to it! Does it make sense?

Yes, indeed it does! Now I’d love to talk about the album cover, it has some neon nuances and it seems to depict the Oscar statue. Is indeed inspired by the fact that some of your promotional pictures and so your live shows feature two nice girls dressed up like two flight attendants?
DAVID – Yes, absolutely! That’s a flight attendant on the cover, but I don’t know if you saw we released a short film this fall called “Cabin Pressure Drops”. Did you see that? With the flight attendant and the voice over, I think. Did you see that?

Yes. I recalled it was kinda released back a few months ago, right?
DAVID – Yes, it was released back in October, so that’s what we did instead of releasing a teaser for the album or something like that. We did a short film instead and that film in her monologue is pretty much the basic theme for the album, how you can be, how many people are trapped in lives they never really wanted in the first place. They just keep long and do their best, they carry around this bitterness and I think what we want to do with our music is just to make people wake up and realize that they don’t need to do better ‘cuz there’s always something you can do to change your life. Like I said, there’s still magic to the experience if you open up your senses enough and allow to haunting you. And that’s like the stewardess or the flight attendant is a symbol for that, a continuation of the theme from the “Cabine Pressure Drops” video/short film we’ve released. It’s very aeromantic, ehehe! As you can see, it all fits together!

The first single, “Divynals”, has been released at the beginning of the year, just in order to celebrate this 2020 in a great style. Allow me to say that the single sounds so eighties and to me the same golden age of those years would be quite envious. I also sense a great ABBA vibe here, especially in the chorus. What can you tell me about the song and, of course, the video?
DAVID – It’s quite boring, actually! Our record company decided that it should be the first single, ehehe, but it’s a great track! It’s Bjorn’s song, Bjorn is really good at creating this kind of catchy choiruses, he writes a little, I mean, I write songs all the time, that’s why I am having more songs on the album than him, but once he writes stuff, it always comes out fantastic! “Divynals” is a great example of Bjorn’s songwriting, in sense of melody, so when we played the album to the record label, Nuclear Blast, for the first time, they said with their German accent: “This should be the single!”, eheheh.

You’re also gonna release a brand new song, “Transmissions”, which actually is my fav song of the album. I’ve seen that Nuclear Blast has already released a teaser just yesterday. When will the video be out?
DAVID – Thank you! That’s my song! The video will be released this Friday, the seventh, so you’ll have to wait two more days!

“Aeromantic” has been recorded to Nordic Sound Labs, using the same drumkit that ABBA used in 1980 for “Super Trouper”. What have been your own feelings in using the same gear of one of the biggest Swedish bands? Why did you opt for this choice?
DAVID – It was more of a coincidence! We’ve recorded all our albums at Nordic Sound Labs and the studio is in a small country called Skara, which is close where I was born, and our drummer is also from there. The studio owner is our drummer’s cousin, he was quite famous as a session musician in the ‘80s, he played a lot of Swedish productions back then and he knew Per Lindvall, who played drums in ABBA’s “Super Trouper” album; so he bought or borrowed the drumkit from Per Lindvall and he’s been having it in the studio for years and years. We didn’t know about it but he told us: “Oh, I have this kit that Per Lindvall was using to record “Super Trouper” with Abba”, so we just sit and used it, ehehe. So it was a sort of a happy coincidence, we got the chance to sit and sounded great!

I know that in the past The Night Flight Orchestra has often heard a sentence like “You can’t do it”. Usually people tend to use this statement in order to discredit somebody else or to make him/her feel worse, maybe it will sound like a trivial question to you but why do people tend to not give any trust to other people and seem to be quite happy to see other people failing? I am not referring to music business only, but in general to everything. In our case, for example, a lot of people said to you and Bjorn that you cannot do that, but the same concept is also applied to our daily tasks and other contexts. In your opinion, why is there so much self-absorption or why do people love to give somebody a bad name?
DAVID – I think it’s mostly because of jealousy and having low-self esteem. I see it a lot, I have a day job, I work as a doctor in hospital, so I have a real job outside music as well… and I see that at my workplace all the time as well. I think that if you’re happy with yourself, if you know your strengths and your weaknesses, and you know your limitations but if you have something to be proud of and something that yo’’re good at, you don’t feel the need to put other people down. I mean, personally I’m not a typical Swede because I can be quite happy with myself, ehehe. I mean, I know I’m a good guitarist, I’m good at writing songs, I’m a good doctor and I have quite a few talents. I don’t have a problem in saying that I’m happy with that I have, but at the same time I have a crap singing voice, I can’t play drums… you know, there’s a lot of things that I’m bad at, but if you have a low self-esteem and you always want something else than what you have, you feel the need to make people feel smaller and insignificant. If you know yourself and your strenghs and weaknesses, personally I don’t feel like making anyone feel miserable. When I was young, when we were teenagers, we were learning to play guitar and it was always like competing about who was the fastest guitarist or who was the most technical or who was the one playing the latest Yngwie Malmsteen’s solo. I mean, it was fun and there was competition, but these days I’m older, I’m secure, I know what I can do or can’t do, so if I see or hear a great young guitarist, I say: “Woah, that’s great!”. I don’t need to point out any mistakes or weaknesses. I think people in general are too bad at giving compliments, but I’ve learned especially from my work as a doctor, it doesn’t have to be anything like overwhelming. If someone does something good, you can say: “You did a good work”, it doesn’t have to be a big thing, but just give somebody a compliment could lead to make that person’s day or week better, because it’s often a very weak point, where someone is doing mistake, but if you focus on what’s good, I think life would be much easier, because we all do mistakes, but we all know that we make mistakes, but you don’t often get compliments from doing something good. You just expect to do good stuff and not saying anything about it.

Well, let me say that I’m more than happy to see the success with The Night Flight Orchestra. You’re going back to Italy next March 15th to Legend Club in Milan with One Desire. What shall we expect from this new upcoming tour?
DAVID – You should expect the impossible! Ehehehe. I guess that at the end of the day we just try to put a proper show and our goal is to make people feel like they entered a parallel universe, the greatest party they’ve ever been to and they can forget everything about the boring reality, their daily lives and just live theirselves with the music. It’s a tiny bubble where you’re cut from the outside world and just able to be yourself, lose yourself in music and do your crazy disco dance moves, drink too much champaign. Whatever your deepest, darkest desire is, you shall be able to feel it at the Night flight orchestra’s show.

Well, thanks so much David for this amazing chat and for being with us today. As our tradition wants, I call the interviewee to share the final words, so I call you to speak!
DAVID – This is always the difficult part, ehehe. Most people have some prepared speech but I’m gonna speak from my heart and I’ll say that Italy is definitely one of my favourite countries in Europe. I’ve been there in vacation quite a few times, mostly because of the food and the wine. I love the Italian temperament, Bjorn, our singer, well, his girlfriend is Italian, she’s from Verona. For the past couple of albums in our home studio we always have cooked Italian dinner and we had an Italian evening, just listening to Italian pop music like Gianna Nannini, Eros Ramazzotti, so we do have a special bond with Italy and that’s the truth! Italy will always be special, it’s always special to come to Italy and I’m really looking forward to it.