THE LEGION GHOST: Il coraggio di essere se stessi

THE LEGION GHOST: INTERVISTA ESCLUSIVA A MARKUS GANZMANN E KEVIN KEARNS •

In un panorama musicale perennemente in crescita è difficile, oggi giorno, riuscire a spiccare con musica originale in mezzo a tante cover band senza essere sottoposti ad un vigile ed attento esame da parte del pubblico. Anche i “novizi” The Legion Ghost hanno, in parte, dovuto affrontare questo step all’interno di un tour che ha visto la formazione tedesca condividere i maggiori palchi d’Europa insieme a band di altissimo spessore quali Dark Tranquillity ed Ensiferum e, con grande sorpresa, il quintetto di Aachen è riuscito comunque a farsi apprezzare per la propria semplicità e per il naturale coraggio di essere sé stesso. In occasione della seconda tappa italiana del “Moment European Tour 2022”, abbiamo incontrato questi ragazzi che, con la spontaneità innata che li contraddistingue, si sono aperti ai nostri microfoni raccontandoci la propria storia musicale ed anticipandoci le novità che, a breve, verranno persino confermate!

Ciao ragazzi e benvenuti su Metalforce.it per questa nostra prima intervista ma, soprattutto, benvenuti in Italia!
MARKUS & KEVIN – Grazie mille!

Oggi possiamo godere di un bel sole, al contrario dei giorni precedenti in cui è prevalsa la pioggia! Spero vi stiate divertendo!
MARKUS – Oh sì, ce la stiamo spassando!

Ieri avete tenuto il vostro “battesimo” sul palco per la vostra prima tappa qui in Italia, ai Magazzini Generali di Milano. Che cosa vi sentite di condividere in merito a questa prima esperienza?
MARKUS – Beh, all’inizio abbiamo pensato che fossimo la combinazione ideale per questo tour, assieme alle altre band, ma i concerti precedenti ci hanno dato modo di capire che funzioniamo molto bene e questa cosa è accaduta anche a Milano. Dal secondo brano in scaletta, il pubblico si è riscaldato, si muoveva, è stato fico!
KEVIN – Sì, assolutamente! Non potevamo sognare un inizio migliore, perché eravamo già pronti ancor prima di suonare in Italia e volevamo davvero suonare nel vostro paese. Avevamo questo forte desiderio di suonare qui, perché Markus conosce delle persone e ci piace molto il posto, le persone. Milano ha rappresentato un bell’inizio, la gente è stata straordinaria, abbiamo ricevuto un caldo benvenuto. Siamo piaciuti al pubblico, lo show è stato incredibile, abbiamo ricevuto un’ottima energia dal pubblico, è stata una vera benedizione! Non vediamo l’ora di suonare qui stasera e domani a Roma!

Sostanzialmente i The Legion Ghost sono una band ancora, ahimé, sconosciuta agli italiani. Vi andrebbe brevemente di presentarvi?
KEVIN – The Legion Ghost, in linea generale, è una band modern metal proveniente dalla Germania. Siamo in giro dal 2015, sotto questo monicker, sebbene abbiamo avuto alcuni cambiamenti all’interno della formazione. Ci siamo evoluti verso un sound molto più moderno, credo che abbiamo iniziato proponendo un mix che traeva influenze da band come Arch Enemy, Soilwork, Caliban… Ora stiamo cercando di sviluppare il nostro stile verso un qualcosa di più moderno, cercando anche di inserire più parti elettroniche nel sound, un processo di scrittura dei brani meno complesso per permettere anche al pubblico di capire. Se tu, band, hai un modo di comporre i pezzi che risulta, poi, troppo complesso, è difficile per un pubblico che non ti conosce capire che genere di musica proponi e di immergersi a pieno in essa. Stiamo cercando di sviluppare il nostro sound verso una direzione più moderna, siamo decisamente una death heavy metal band, non siamo di certo un gruppo pop e nemmeno vogliamo esserlo…
MARKUS – Nemmeno ne abbiamo le sembianze! (ride, ndr)
KEVIN – Tutti quanti abbiamo i capelli corti, ma rimaniamo sempre dei metalheads! (ride, ndr).
MARKUS – Beh, alla fine per presentarci a tutti quei fan italiani che stanno là fuori, forse sarà chiaro che siamo dei ragazzi divertenti che amano scherzare, per cui non prendeteci sul serio! Ci piace ridere e fare battute, persino sul palco, come avrete modo di vedere questa sera. Ridiamo sempre di gusto!
KEVIN – Anche se suoniamo musica pesante, vogliamo diffondere amore e positività, assolutamente!
MARKUS – Credo che questa sia una grossa parte dei The Legion Ghost, non siamo affatto dei ragazzi scontrosi.
KEVIN – E’ sempre bello suonare di fronte a delle persone che non ci conosce, è come se dovessimo affrontare un esame o qualcosa del genere, perché la gente sta sempre a braccia conserte e ci guarda in modo irritabile, come per dire: “Ok ragazzi, vediamo che cosa sapete fare”. Il più delle volte funziona se sorridi o cerchi di trasmettere positività! Questa è solo una parte dei “con”, nei nostri testi cerchiamo sempre di trattare argomenti più seri. I nostri brani parlano di emozioni personali, anche se, ovviamente, tutte le band fanno una cosa del genere, parliamo anche di cose correlate alla società e del disgusto che provoca.

Siete ovviamente in ottima compagnia per questo tour, dal momento che condividete il palco con Dark Tranquillity, Ensiferum e Pyogenesis. Che cosa ne pensate e che valutazione vi sentite di fare della prima tranche del tour? Come è andata?
MARKUS – Credo che la prima parte del tour sia stata un po’ diversa, poiché si è svolta interamente nella nostra regione, quindi si trattava di posti che conosciamo molto bene. Anche la seconda parte è stata diversa, perché per noi si trattava di una leg piuttosto lontana da casa e abbiamo, quindi, dovuto viaggiare un sacco. Ci sono un sacco di mentalità diverse, diverse lingue, ovviamente, ma alla fine, entrambe le parti sono state super divertenti, perché portare le persone a diffondere gioia e godere della nostra musica, divertirsi ai nostri concerti è la miglior cosa! La musica è il linguaggio universale, assolutamente e diffondere l’amore e il divertimento in giro per il pianeta per noi è una cosa positiva!

Prima menzionavo al fatto che siete ancora, purtroppo, sconosciuti qui nel nostro paese. Ieri sera c’è stato il vostro battesimo, per così dire, a Milano, mentre oggi siete qui all’Hall di Padova. Quali sono le vostre sensazioni o, meglio, le vostre aspettative per questa sera?
MARKUS – Ti aspetti qualcosa?
KEVIN – No, solitamente non ci facciamo aspettative, facciamo i conti in base alla situazione nella quale ci troviamo e non so sinceramente che cosa aspettarmi.
MARKUS – Mi piacerebbe divertirmi e probabilmente potrei “infettare” qualcuno con il mio divertimento, con la mia felicità in modo tale da sentirmi nuovamente felice! (ride, ndr)
KEVIN – Speriamo anche che la gente presente questa sera possa acquistarci una maglietta o un CD… A parte questo, non ho molte aspettative, spero che nessuno si faccia male. Va tutto bene.

Parliamo dei The Legion Ghost: avete all’attivo due dischi, “With Courage Of Despair”, il primo album, è uscito nel 2018, mentre il secondo, “Two For Eternity” è del 2016. Poco meno di un mese fa, avete pubblicato il singolo “The Price”, deduco che il brano anticiperà un nuovo disco in uscita o in fase di lavorazione. Non ho trovato molte informazioni a riguardo. Potete svelarci in anteprima qualcosa o è ancora tutto top secret?
MARKUS – Credo che questo sia un punto di inizio per una nuova era della band, Kevin e io stavamo discutendo di un nuovo modo di comporre musica e “The Price” racchiude, più o meno, questo punto di quel che avverrà in futuro. Il sound sarà quindi più moderno, non vorrei definirlo “Poppy” o cose simili ma sarà più facile da ascoltare. Questo porta “The Price” ad un buon punto.
KEVIN – Infatti, non devi suonare i riff più complicati o le melodie vocali più assurde.
MARKUS – Non siamo una band prog!
KEVIN – No, assolutamente non lo siamo! Il nostro modo di eseguire i riff è meno tecnico, a volte è stata ardua per il nostro chitarrista muoversi sul palco perché doveva concentrarsi sull’esecuzione dei riff.
MARKUS – Vale la stessa cosa anche per il bassista!
KEVIN – Sì, come diceva Markus, “The Price” è un punto di inizio di una nuova era e rappresenta solo la punta di ciò che vorremmo proporre in futuro. Rilasceremo un secondo singolo, anche se non abbiamo ancora una data precisa, ma probabilmente uscirà entro quest’anno.
MARKUS – In merito a “The Price”, possiamo anche svelare un piccolo spoiler? Avremo dei guests!
KEVIN – Sì, a dire il vero saranno due guests, di cui uno è proprio italiano, per cui tenete occhi e orecchi aperti!

Che genere di riscontri avete avuto riguardo a questo primo assaggio di nuova musica?
MARKUS – Credo che la gente l’abbia accolta molto bene, perché era tempo di cambiamenti per quel che riguarda la struttura della band e, in particolar modo, il sound, il modo di comporre i brani… c’era proprio bisogno di un cambiamento! La gente ha recepito molto bene, per cui alla fine i riscontri per “The Price” sono stati molto positivi!
KEVIN – A causa, inoltre, della pandemia da coronavirus, abbiamo perso praticamente due anni. Ci sono state band che hanno cercato di sopravvivere a questa pandemia proponendo concerti in streaming e presentando nuova musica. Noi non apparteniamo a questa categoria, abbiamo fatto alcune sessioni di songwriting, ma non abbiamo fatto nulla “in superficie”. Questo ci ha presentati al pubblico come una nuova band, quando abbiamo pubblicato “The Price”, alcuni dei nostri vecchi fan hanno reagito in maniera molto positiva e all’interno del nostro ambiente, abbiamo raccolto anche nuove persone che ci hanno detto che il nuovo singolo era grandioso! Ovviamente si tratta di persone che non ci conoscevano e che non ci avevano mai dato un feedback in precedenza, proprio perché non avevano una connessione con la nostra musica. Credo che questo singolo abbia aperto una porta logica alle persone.

In merito al brano, c’è una frase che mi ha colpita molto: “Our world is not yet condemned to die”. Se non erro, mi sembra di capire che il singolo abbia una stretta correlazione con il cambiamento climatico e le risorse naturali. Nel brano, infatti, c’è una sorta di denuncia dei crimini e degli atti fatti dall’umanità, tant’è che voi stessi dite: “Siamo di fronte a un disastro creato dall’uomo su scala globale, ma si scopre che ancora non ci interessa abbastanza”. Visti i tempi che corrono, io credo che non bisognerebbe stupirsi se il pianeta, in qualche modo -o meglio, a modo suo – si stia ribellando a tutta la crudeltà subita dall’intervento dell’uomo. Una volta ho intervistato Lena degli Infected Rain e lei sosteneva che se tutti noi facessimo la nostra piccola parte, le cose potrebbero cambiare. Cosa ne pensate della situazione attuale del pianeta?
KEVIN – Questa è un’ottima domanda! Noi non siamo scienziati, non approfondiamo troppo questo genere di tematiche senza troppe ricerche. Siamo musicisti e trattiamo di argomenti che vengono discussi nel nostro ambiente, nella nostra società, nel nostro mondo, non vogliamo parlare ne essere etichettati come una band che parla di politica, certo, vogliamo parlare di certe tematiche, vogliamo riflettere questo genere di argomenti per noi stessi. Con “The Price” non vogliamo dire alle persone: “Il mondo sta andando a pezzi, è colpa vostra, cambiate la vostra mentalità!”, perché sembreremmo degli ipocriti nel dire una cosa del genere! Viaggiamo con un tourbus, vendiamo i nostri CD, che tra l’altro sono fatti di plastica, facciamo parte tutti quanti di questo sistema, siamo parte del problema; questo, però, significa anche che se non si è pienamente liberi dai pensieri, il che non ci permette di dire nulla, puoi auto criticarti ed è quello che facciamo!
MARKUS – Questo può anche ispirare le persone a vivere una vita migliore!
KEVIN – Noi possiamo far di meglio, tutti quanti possono farlo, ma credo che si tratti di un processo nel quale viviamo e penso che la forza più grande di questo pianeta sia ancora il denaro ed il commercio. Quando parliamo di cose inerenti all’essere vegetariani o vegani, il processo è comune, nel senso che se penso a quando avevo dieci anni, non potevo andare al supermercato, non potevo acquistare salsicce vegane o cose simili. Ora si può fare e l’assortimento delle confezioni non hanno impatti sull’ambiente e questo rientra sempre nel processo di cui parlavamo prima. Ora non iniziamo a dire: “Smettetela di uccidere gli animali” o cose simili, non ci piace nemmeno che gli animali vengano uccisi, però siamo intelligenti abbastanza da non fare barbeques. Ora però facciamo parte di questo processo e tutti quanti noi possiamo fare di meglio, credo che sia importante trovarsi nel bel mezzo della discussione. Va bene non essere perfetti e anche se non lo siamo, abbiamo il diritto di dire ciò che pensi e criticare il sistema e, allo stesso tempo, te stesso. È questo lo scopo di “The Price”, perché sicuramente noterai dei cambi e delle prospettive, a volte si riferisce alla frase “All hope is lost”, altre a “Our World Is Not Yet Condemned to Die”. Non segue una sola direzione, riflette solamente la discussione, esattamente come è ora!
MARKUS – Anche noi, in quanto band, facciamo la nostra piccola parte. Un esempio? Vendiamo merchandise dal commercio equo e solidale, senza l’aggiunta di materiale chimico o roba simile, è interamente realizzato da materiale riciclato da bottiglie di plastica. Nel nostro piccolo cerchiamo di far parte di questo processo.
KEVIN – Ne terremo atto anche in futuro, quando faremo i prossimi passi, vogliamo crescere e se dovessimo fare delle partnership con qualche organizzazione, faremo la nostra parte comunque. Possiamo fare tutto dal canto nostro, ma dall’altra parte vogliamo davvero fare qualcosa. Ci stiamo pensando.
MARKUS – Credo che Lena si riferisse a questo, quando menzionava che ognuno di noi potrebbe avere una piccola parte in tutto questo, ovvero prendere la propria responsabilità nei confronti del pianeta.

Credete che questo singolo possa dare nella sua interezza un quadro generale di ciò che rappresentano i The Legion Ghost a tutti gli effetti o, personalmente, scegliereste altri brani, magari tratti dalle due releases precedenti?
KEVIN – Credo che un solo brano non basti a presentare la band, perché abbiamo questo lato molto personale basato sui sentimenti, argomenti emotivi che trattiamo a livello introspettivo e individualmente. Anche in “The Price” c’è questo argomento globale, nel quale rispecchiamo la situazione attuale.
MARKUS- A livello musicale, questo potrebbe essere un nuovo inizio, per cui credo che “The Price” non rappresenti molto lo stato attuale della band o ciò che siamo! Forse potrebbe essere un mix tra quest’ultimo singolo e uno dei vecchi lavori, mescoli il tutto e potrebbe venir fuori una bella combinazione di ciò che siamo adesso! Svilupperemo ulteriormente questo lato una volta che verrà pubblicata nuova musica.
KEVIN – Pubblicheremo certamente canzoni che saranno più leggere, rispetto a “The Price”, ma anche brani decisamente più pesanti, probabilmente sarà il materiale più pesante che abbiamo mai composto!

Secondo voi quale potrebbe essere un punto o più punti di forza della band?
MARKUS – Credo che un punto enorme a favore di questa band sia che ci consideriamo una famiglia, ci vediamo come tale, ci piace definirci un po’ come un branco di lupi. Siamo come una famiglia che è cresciuta insieme, ancora ci prendiamo cura l’uno dell’altra. Abbiamo questo forte sentimento di amicizia e questo è diverso rispetto ad altre band, viviamo molto vicini l’uno all’altra, passiamo molto tempo insieme nel nostro quartier generale, facciamo cose creative.
KEVIN – Credo che i The Legion Ghost non siano solo i cinque membri della band, abbiamo anche una forte community intorno a noi. Abbiamo affrontato diversi cambi di formazione, abbiamo sempre avuto con noi persone che fanno parte della famiglia: ad esempio, David (Sehrling, il nuovo chitarrista) ha suonato insieme a noi ad alcuni concerti passati come sostituto un paio di anni fa; d’altro canto abbiamo anche persone che davvero fanno parte della famiglia, persone che, ad esempio, realizzano dei video per noi, qualsiasi cosa e, inoltre, ci piace costruire nuove amicizie quando viaggiamo. Siamo sempre presenti al nostro banchetto del merchandise, vendiamo le nostre cose senza l’ausilio di un addetto alla vendita, vogliamo stare a contatto con le persone e abbiamo l’abitudine di segnare il numero delle persone che vengono a parlare con noi per più di un tot di tempo. Vogliamo conoscere le persone, farci nuovi amici in giro per il mondo, chiacchierare con loro e questa è una cosa che ci contraddistingue davvero tanto!

A dicembre, avete annunciato la dipartita di Julian e Uli, la cui decisione di farsi da parte è dovuta ad alcune questioni familiari – così mi è parso di capire. Al loro posto sono subentrati Malte Jöris e David Sehling. Ancor prima, anche il batterista Ben si era dimesso. Forse è un po’ presto per dirlo, ma al momento credete di aver trovato stabilità all’interno della formazione?
KEVIN – E’ ciò che dicevo prima, ovvero ci conosciamo tutti quanti da molto tempo! Il batterista, ad esempio, ha suonato con me molti anni fa in un’altra band, sono cresciuto insieme a David e dal primo momento in cui abbiamo suonato insieme, abbiamo pensato che fosse un’ottima combinazione.

Che cosa ricorderete di questo tour e questa esperienza, una volta tornati a casa?
MARKUS – Ricorderemo un sacco di amici, tante emozioni, troppi lividi su tutto il mio corpo (ride, ndr).
KEVIN – Io ricorderò la doccia a Milano! La parte superiore della doccia si è rotta, l’acqua schizzava in ogni direzione, non c’era nemmeno una tenda e l’acqua era ghiacciata. Markus era lì ad osservare, esclamando: “Okay, questa sarà un’avventura”. Quando stavo per prendere i miei vestiti, ho sentito Markus ridere perché si stava divertendo!
MARKUS – E’ stato uno dei momenti migliori ad oggi!

Al momento quali sono i vostri piani futuri?
KEVIN – Porteremo a termine il tour, poi torneremo a lavorare in studio, stiamo registrando alcune cose, dal momento in cui abbiamo finito la prima sessione di composizione e stiamo cercando di raggiungere il prossimo livello!
MARKUS – Possiamo dire anche che al momento abbiamo parlato con un’etichetta, abbiamo ricevuto un’ottima proposta e sarebbe bello se riuscissimo a firmare questo contratto! Sarebbe il passo successivo per noi. Abbiamo in programma alcuni festival, un altro paio di video da filmare quest’anno, nuovi brani… insomma, non ci si annoierà ehehe…