THE HUMAN TORNADO: il metal non è mai fuori moda!

THE HUMAN TORNADO: INTERVISTA ESCLUSIVA ALLA BAND •

Il metal non è affatto morto, né passato di moda. Da Bologna con furore, arrivano The Human Tornado ad avvalorare questa forte affermazione! A distanza di sei anni dal primo lavoro in studio, “Storm In A Ketchup”, il gruppo bolognese torna più vitale ed energico che mai e si prepara a sprigionare adrenalina pura nel nuovo, secondo capitolo discografico, “Love Is Demodé”, primo album pubblicato dalla nostrana Rockshots Records. Per l’occasione, abbiamo volutamente colto la palla al balzo per presentare al pubblico di Metalforce questa incredibile band, il cui valore artistico e musicale si sta facendo conoscere poco per volta anche al di fuori delle mura domestiche. A voi la nostra intervista esclusiva!

Ciao ragazzi e benvenuti su Metalforce.it per questa nostra prima intervista. Come state?
THE HUMAN TORNADO – Ciao Andrea! Noi stiamo molto bene grazie! E’un vero piacere essere qui su Metalforce.it!

Vorrei iniziare a parlare di voi, The Human Tornado, prima di addentrarci nell’intervista vera e propria. Vi andrebbe di accennarci brevemente la vostra biografia e introdurre i membri della band?
THE HUMAN TORNADO – Il progetto The Human Tornado nasce nel 2014 e fin dall’inizio l’intenzione è stata quella di fondere tutta l’esperienza ed i gusti musicali dei singoli componenti della band al fine di creare un genere il più possibile originale: questa strada ci ha portato verso un heavy-rock groovoso e potente. Dopo due anni di duro lavoro abbiamo pubblicato il nostro primo album “Storm In A Ketchup”, il quale ci ha dato la possibilità di farci conoscere e toglierci qualche soddisfazione importante. Per questi motivi ed anche grazie all’ottimo riscontro ottenuto, abbiamo deciso di continuare a comporre nuova musica andando, però, ad accentuare ulteriormente gli aspetti fondamentali del nostro heavy-rock: groove e melodia. È con queste premesse che nasce il nuovo album “Love Is Démodé”. La formazione attuale è Roberto “Rob” Montanari alla voce, Simone “Goro” Gorini e Gianmarco “Jam” Bognanni  alle chitarre, Arash “Ash” Saboori al basso e Lorenzo “Law” Trentin alla batteria.

The Human Tornado hanno esordito nel 2016 con “Storm In A Ketchup”, raccogliendo più o meno molti consensi positivi dalla critica musicale. A distanza di sei anni, avete dato alle stampe il vostro secondo disco, “Love Is Demodé”. Se non erro, questi sei anni sono stati abbastanza “travagliati”, per così dire: infatti, la band ha subito cambi radicali all’interno della formazione, con l’uscita prima di Daniele Mortarino e di Fabio Battistini e Davide Minelli in seguito, poi ovviamente mentre eravate nel pieno dei lavori è arrivata la pandemia che ha un po’ rallentato tutto il processo. Cosa potete condividere del “dietro le quinte” di questo travagliatissimo secondo disco?
THE HUMAN TORNADO – Sono stati anni davvero complicati! Oltre alla situazione drammatica della pandemia abbiamo dovuto affrontare alcuni cambi di line-up e le conseguenti difficoltà nel trovare persone con cui andare avanti e garantire un livello tecnico e scenico sempre alto. Alla fine, guardando il bicchiere mezzo pieno, possiamo dire che la pandemia ci ha dato un piccolo aiuto; infatti siamo riusciti a svolgere tutte le attività che anticipano l’uscita di un album con più calma: il lavoro di mastering, la preparazione dell’artwork, la ricerca della label; inoltre, abbiamo affrontato con più tranquillità i cambi di line-up sopra citati, non avendo di fatto la possibilità di suonare dal vivo, prendendoci il tempo necessario per aumentare l’intesa con la nuova formazione. Infine abbiamo iniziato a lavorare sul terzo album, il quale è quasi completo nelle strutture dei singoli brani.

“Love Is Demodé” ha un titolo molto peculiare: “l’amore è fuori moda”. Quale è il vostro concetto di amore e perché avete proprio scelto un titolo così diretto? Avete avuto qualche brutta esperienza a livello personale o, al contrario, dietro c’è proprio una analisi ben concepita?
THE HUMAN TORNADO – Partiamo dal presupposto che il sentimento più forte e profondo dell’essere umano è sicuramente l’amore. Esso ha diverse sfaccettature e può essere rivolto ad una persona, ad un animale o ad una passione. Naturalmente è tutto soggettivo e la cosa che conta davvero è che questo sentimento sia puro. Purtroppo da qualche tempo questo sentimento sta decadendo, sta appunto passando di moda. Nella società in cui viviamo è sempre più difficile trovare persone che mettono amore in quello che fanno e spesso è più importante l’immagine, il potere, il successo e capita sempre più spesso che gli obiettivi che ognuno di noi si pone nel proprio cammino vengano raggiunti con sentimenti negativi ed azioni discutibili. In questo album abbiamo voluto esprimere il nostro concetto di amore, in particolare verso la musica, sottolineando, nei singoli brani, anche i lati oscuri sopra citati che a volte prendono vita proprio dall’amore stesso.

Questo è il primo disco con i vostri nuovi membri ufficiali: il batterista Lorenzo Trentin, il bassista Ash Saboori e, correggetemi se sbaglio, il chitarrista Massimiliano Giglio, che ha però da poco lasciato la band, lasciando spazio all’ultima “new entry” Gianmarco “Jam” Bognanni. Quale è stato il prezioso contributo dato dai nuovi innesti, viste anche le loro esperienze in altre band? Che cosa hanno portato di nuovo e fresco all’interno del sound dei The Human Tornado?
THE HUMAN TORNADO – Innanzitutto hanno portato serenità e divertimento. Siamo prima di tutto amici e poi musicisti. In termini musicali grazie a Law ed Ash abbiamo una sezione ritmica più versatile e potente. Jam, invece, ha riportato l’equilibrio a livello chitarristico sia dal vivo che in fase di composizione. Riteniamo che quella attuale sia la formazione perfetta. Va detto poi che ogni musicista è in grado di darti qualcosa sia a livello personale che a livello musicale. In alcuni casi la vita ti porta a fare delle scelte e non sempre queste ultime sono a favore della musica.

Come piccole anticipazioni del disco, avete offerto due succosi antipasti: “Dreamland” e  “What I’m Waiting For”. Come sono stati accolti? Pensate che possano essere anche un ottimo biglietto da visita per quelle persone che, magari, vorrebbero entrare a contatto con la vostra musica o tentare un primo approccio con il genere musicale da voi proposto?
(l’intervista è stata inviata via email un po’ prima dell’uscita degli ultimi singoli menzionati, ndr)
THE HUMAN TORNADO – Assolutamente sì! I singoli che abbiamo scelto di pubblicare prima dell’uscita ufficiale dell’album contengono tutte le nostre influenze musicali e le sfumature che cerchiamo di definire ogni volta che scriviamo una nuova canzone. Ricordiamo che oltre a “Dreamland” e “What I’m Waiting For”abbiamo pubblicato altri due singoli: “Last Embrace” e “It’s Never Too Late”. Invitiamo i lettori ad ascoltarli tutti sulle principali piattaforme di streaming

Nel disco, come accade solitamente in tutti gli album, non è esente la presenza della cosidetta “ballad”: in questo caso, mi riferisco a “Free”. Cosa potete condividere di questo brano?
THE HUMAN TORNADO – Immaginate di essere costretti su una sedia a rotelle, intrappolati in un mondo che non vi vuole e non vi sostiene. L’unico vostro desiderio sarà quello di spiccare il volo e fuggire lontano alla ricerca della libertà, negata dalla vostra condizione fisica. Il brano, nella sua intensità crescente, rappresenta la disperata ricerca di una soluzione, anche quando essa sembra irraggiungibile. “Free” è senza dubbio la canzone più particolare presente nel nuovo album; per noi non è una vera e propria ballad… ci piace infatti definirla “semi-ballad”, in quanto, dopo un inizio melodico, ha una sua evoluzione naturale ed incalzante, al termine della quale si ottiene una vera e propria esplosione di emozioni. Speriamo naturalmente che tutto questo venga colto anche dagli ascoltatori.

“Love Is Demodé” è il primo disco pubblicato sotto l’egida di Rockshots Records. Cosa potete dirci della vostra partnership e del vostro sodalizio professionale?
THE HUMAN TORNADO – Siamo estremamente soddisfatti del cammino intrapreso con Rockshots Records: Valerio, Alessio e Roberto sono persone davvero speciali in quanto riescono a trasmettere l’amore e la passione per la musica con la massima professionalità e serietà… Caratteristiche estremamente rare al giorno. Naturalmente speriamo di continuare questa splendida collaborazione anche in futuro nella con l’obbiettivo di crescere insieme.

Ricollegandomi alla domanda precedente, quanto è importante per voi al giorno d’oggi avere all’attivo un’agenzia e/o un’etichetta pronta ad aiutare una band valida nel farsi conoscere maggiormente e a far raggiungere ovunque la propria musica?
THE HUMAN TORNADO – In certi momenti, prima di firmare per Rockshots Records, avevamo valutato di intraprendere la strada del cosiddetto “do it yourself”; come tutti sanno al giorno d’oggi pubblicare un disco digitale è un tipo di attività che chiunque può fare ma tutt’altra storia è la conoscenza del panorama underground e di tutte le regole del gioco per definire il planning ed imbastire una promozione efficace, in modo ottenere più feedback possibili in seguito alla pubblicazione del disco. Guardando al lavoro svolto fino ad ora, non possiamo che confermare l’importanza per una band di avere una label che la sostiene e la promuove.

Si potrebbe dire che la band è più o meno abbastanza conosciuta nel panorama underground bolognese: se non erro, infatti, vi siete esibiti in qualche locale della città ma è ad Alchemica Music Club dove avete ottenuto maggior attenzione da parte del pubblico, per così dire. So, infatti, che avete un legame speciale con il locale. Potete confermare? Avete un ricordo particolare legato ad un concerto che avete tenuto lì o, comunque, un ricordo a cui siete più affezionati?
THE HUMAN TORNADO – Alchemica music Club è come una seconda casa per noi! Tutto lo staff è composto da persone meravigliose e competenti che hanno sempre fatto di tutto per sostenere il panorama underground italiano e straniero. Siamo davvero felici che siano riusciti a superare questi ultimi due anni… Bologna senza l’Alchemica non sarebbe più la stessa! Noi The Human Tornado abbiamo avuto il piacere di salire su questo palco varie volte ed ogni volta è stata indimenticabile. Il sogno di qualsiasi musicista che compone musica propria/originale è quello di vedere i fan che cantano le tue canzoni; durante uno dei live all’Alchemica abbiamo avuto l’onore di scoprire che una nostra fan aveva deciso di tatuarsi una frase contenuta in “Deadman Walking Beside You”, una canzone del primo album. Beh che dire? Questi sono eventi che ti rimangono impressi nella mente e nel cuore, ti danno la forza per andare avanti e continuare a scrivere nuovi riffs e nuovi testi. Del resto sono i fan a nutrire la voglia di continuare a fare musica

Ho letto che durante questi anni avete avuto modo di condividere il palco con i Twelve Foot Ninja ed i Crazy Town. Che ricordo avete di queste due esperienze live?
THE HUMAN TORNADO – I live di opening a Crazy Town e Twelve Foot Ninja sono stati entrambi delle vere e proprie bombe che difficilmente dimenticheremo. Ma ci teniamo a dire che soprattutto con Kin Etik, all’epoca il cantante dei TFN, abbiamo instaurato un bellissimo rapporto e siamo rimasti in contatto con lui anche in seguito a quella serata. In generale queste tipologie di live sono fondamentali per crescere ed imparare dalle band che hanno più esperienza cose apparentemente semplici come ad esempio la gestione di un live o delle pause tra un pezzo e l’altro!

Se posso permettermi un appunto, vorrei dirvi che dando una sbirciata ai vostri canali social, ho visto tantissime belle foto dei live che avete tenuto tra il 2016 e il 2018 e, non so se avete anche voi la mia stessa sensazione, ma dagli scatti che ho visto ho percepito tantissima energia, specialmente nelle immagini che ritraggono il singer Robby. Sarebbe sbagliato dire che, in qualche modo, anche la fotografia, un’altra bellissima Arte che in molti oggi sottovalutano, riesca a rispecchiare in toto la vitalità e l’audacia della band? Quel che voglio dire è che guardando delle poche, “semplici” immagini io ho percepito l’energia e la grinta che si sente sul disco!
THE HUMAN TORNADO – La fotografia è un aspetto fondamentale per una band; è infatti un’opportunità per promuoversi in quanto è in grado di raccontare i momenti più intensi del live al fine di renderli pubblici tramite i social in modo da incuriosire e catturare sempre più follower. Per questi motivi cerchiamo sempre di farci supportare dalla fotografia nei nostri show. Anche in questo caso possiamo dire di aver avuto il piacere di conoscere tanti fotografi e fotografe competenti, in grado di valorizzare al meglio la carica ed il sudore sprigionato durante il live.

In merito all’argomento live, so che dopo due anni belli tosti, siete tornati sul palcoscenico di Alchemica proprio in occasione del release party di “Love Is Demodé. Cosa potete condividere ‘a freddo’ di quest’ultimo concerto?
THE HUMAN TORNADO – È stata una serata pazzesca! Tutto assolutamente fantastico! Il calore incessante del pubblico, un locale meraviglioso ed organizzato. Grazie a tutto questo siamo riusciti ad esprimere al meglio la nostra voglia di tornare a suonare dopo così tanto tempo. Sappiamo, però, di poter dare ancora di più e stiamo continuando a lavorare a testa bassa per raggiungere il nostro massimo potenziale possibile. Per noi ogni live è importante!

Per l’occasione, siete stati supportati da altre due realtà underground: Qvintessence e Wormind. Che cosa ne pensate di queste band e quanto è importante supportare le altre realtà della scena underground? Come sapete, spesso tra band c’è questa cosa di “farsi la guerra” o semplicemente snobbarsi quando io, ad esempio, credo molto nel supporto reciproco, cosa che dovrebbe sempre esserci, dalla band “piccina” a quella più blasonata. Quale è il vostro pensiero?
THE HUMAN TORNADO – Vogliamo ancora una volta dire grazie a Qvintessence e Wormind per averci supportato nel nostro release. Sono due band eccezionali sia musicalmente che umanamente. A nostro avviso, nel panorama underground, il supporto tra band è fondamentale in quanto dà a tutti la possibilità di farsi conoscere e quindi di aumentare la propria visibilità. In questi anni abbiamo avuto il piacere e l’onore di suonare con tantissime band di grande livello che in alcuni casi hanno avuto un seguito importante. È stato in parte così anche per noi…e sarà ancora così. Del resto “farsi la guerra” non porta a nulla ed al contrario tende a creare il vuoto intorno alle band che optano per questa via.

Al momento quali saranno i progetti che vi vedranno coinvolti  ed impegnati? Avete in ballo altre date sul territorio? Come promuoverete al meglio il disco?
THE HUMAN TORNADO – Come già detto il miglior modo per promuoversi è quello di suonare dal vivo; grazie anche al supporto di Cerberus Booking stiamo lavorando in questa direzione, cercando di pianificare più live posssibili. Chiunque volesse seguirci nei prossimi show, può trovare tutte le info sui nostri canali social. Per quanto riguarda i progetti futuri, oltre a lavorare sul terzo album, possiamo anticipare la produzione di un b-side relativo a “Love is Démodé”, all’interno del quale ci saranno nuovi brani e qualche rivisitazione in chiave differente che speriamo possa essere apprezzata.

Ragazzi, io vi ringrazio per averci concesso il tempo e lo spazio per parlare di una realtà che, personalmente, consiglierei anche ai miei amici e colleghi di seguire con molta attenzione, perché avete molto potenziale e spero davvero tanto che possiate ottenere un maggior seguito da parte di tutti. Come da tradizione, a voi la possibilità di concludere questa intervista come meglio credete e speriamo di vederci sotto palco molto presto!
THE HUMAN TORNADO – Noi ringraziamo te e Metalforce.it per l’intervista ed il supporto. Siamo inoltre molto felici che il nostro nuovo album vi sia piaciuto e speriamo ci sia la possibilità di conoscersi, magari a qualche live, e di collaborare nuovamente insieme.