THE 69 EYES – Intervista col vampiro

THE 69 EYES: INTERVISTA ESCLUSIVA A JYRKI 69 • (English version below)

Durante la tappa italiana del tour promozionale per l’ultimo album “West End” dei 69 Eyes, noi di Metalforce abbiamo colto l’occasione per parlare con il frontman Jyrki della band, del disco e di ben tre decadi di carriera . Buona Lettura!

Si ringrazia Arianna Govoni per la gentile collaborazione nella stesura delle domande.

Ciao e bentornato su Metalforce! Appena un paio di mesi fa la nostra ultima intervista, quando l’album era appena uscito, cosa puoi dirci adesso riguardo ai feedback ricevuti su di esso durante questi ultimi due mesi?
JYRKI 69
– Sta andando alla grande, specialmente ora che siamo in tour. Suoniamo cinque canzoni dal nuovo album durante i concerti e il pubblico sembra apprezzare davvero, conoscono e cantano già i pezzi. Come detto precedentemente, la mia impressione è che questo sia davvero uno dei nostri album migliori.

E adesso che siete a metà di questo tour, come sta andando? Vi piace suonare live le nuove canzoni e qual è la reazione dei fans?
JYRKI 69
 – Si, ci stiamo godendo ogni momento, ogni show è fantastico e questo tour è davvero uno dei migliori, ci stiamo molto divertendo. E ci sentiamo anche molto amati dato che molte date sono sold out, il pubblico è sempre entusiasta ed è tutto così speciale. Dopo 30 anni sulle scene so di cosa sto parlando e posso affermare che sta accadendo qualcosa di speciale ed è davvero grandioso.

La data di Parma è l’unica tappa italiana di questo tour. Come descriveresti il legame che si è creato negli anni con il pubblico italiano?
JYRKI 69
 – Bhè, noi amiamo l’Italia, lo dico spesso e a volte penso che ciò potrebbe essere ingiusto verso altri paesi, ma in Italia abbiamo avuto uno dei nostri primi concerti internazionali verso metà anni 90, quando eravamo una giovane glam-punk band da Helsinki, siamo arrivati qui e abbiamo suonato in giro, ci siamo fatti subito un sacco di amici e bei ricordi. Adesso, dopo tutto questo tempo, fa strano che non abbiamo più suonato qui molto spesso. Non siamo mai riusciti a suonare in grandi città, solo posti piccoli e va benissimo così ma ci piacerebbe suonare in Italia più spesso, semplicemente. Avevamo quasi perso la speranza di suonare qui ma ecco questa data a Parma, ed è fantastico, non ci siamo mai stati prima d’ora e siamo arrivati un giorno prima ed eravamo super gasati, io sono anche andato in giro per musei e chiese e ho adorato l’atmosfera medievale. Amiamo davvero l’Italia e speriamo davvero di avere più date qui in futuro. Dai social e Spotify posso vedere che abbiamo parecchi fan in Italia ed è strano che non riusciamo a suonarci abbastanza ma spero vivamente che questa intervista aiuti.

E’ chiaro quindi che ai 69 Eyes piace molto andare in tour. Questi ultimi anni di tour in giro per il mondo sono stati anche un’ispirazione per comporre le canzoni di quest’ultimo album?
JYRKI 69 – Sono spesso a Los Angeles che è davvero un posto incasinato, così pieno di storie, di sogni ma anche di incubi ed è una grande inspirazione ovviamente ma posso trovare storie in ogni luogo come per esempio ieri in Parma, è stato molto interessante perché la città è ricca di elementi mistici, oscuri e medievali che amo come il museo dei burattini che è stato veramente magico.

Quest’anno segna 30 anni di attività per la band. Un grande risultato al giorno d’oggi. Qual è la tua opinione o un consiglio per la nuova generazione di musicisti che muovono i primi passi in questo settore?
JYRKI 69
 – Bisogna davvero essere fedeli a se stessi e cercare di capire in cosa si è unici e cosa si fa meglio. Ovviamente all’inizio bisogna provare diversi stili e sperimentare cose differenti per capire che tipo di artista si vuole essere. In questa data italiana abbiamo notato la band locale di supporto (Speed Stroke, che sostituiscono l’opening band del tour Lacrimas Profundere per la data italiana) e siamo rimasti molto colpiti durante il soundcheck perché questi ragazzi hanno un sound fantastico.

Durante queste tre decadi di attività, partendo dall’Europa negli anni 90 fino ad oggi a livello mondiale,come descriveresti il vostro percorso musicale come band attraverso gli anni?
JYRKI 69 – I primi dieci anni eravamo solo una piccola band punk glam dell’underground finalndese, volevamo un sound che unisse tutti i generi che ci piacevano come il punk, street rock, glam e goth e ci sono voluti dieci anni e poi abbiamo trovato il nostro produttore Johnny Michaels che ha aggiunto elementi al nostro sound come le tastiere e tutto ha iniziato a prendere forma. Ergo nella prima decade noi abbiamo sperimentato per arrivare al nostro sound odierno. Poi è arrivato il contratto discografico internazionale per la Bloodrunner Records, stessa etichetta dei Type 0 Negative all’epoca e altre band leggendarie come gli Slipknot. Da quel momento c’è stata tanta altra musica proveniente dalla Finlandia come HIM o Nightwish e questo ha attirato molto l’attenzione anche su di noi e ne abbiamo giovato ovviamente. Nella decade successiva siamo stati molto attivi in tutto il mondo partendo dall’Europa fino agli Stati Uniti e America Latina. In seguito le cose sono cambiate e tutto è divenuto più piatto, il business musicale è cambiato un sacco ma noi abbiamo continuato a suonare la nostra musica, principalmente in Finlandia. Siamo sempre stati davvero attivi ma è adesso che siamo nella nostra forma migliore , l’ultimo disco è ottimo,dal vivo diamo il massimo ed è davvero uno dei migliori momenti per i 69 Eyes. In questa ultima decade abbiamo fatto esattamente ciò che volevamo fare e lo abbiamo fatto nel migliore dei modi ma è come se a volte il mondo ci voltasse le spalle, mentre altre volte sembra fermarsi e accorgersi di noi e ci apprezza. L’industria musicale è in continuo cambiamento.

Ultima domanda di questa intervista: qual è il segreto che ha tenuto sempre vivi i 69 Eyes nonostante gli anni, i paesi, il business?
JYRKI 69
– Siamo vampiri!


(English version)

On the occasion of the unique Italian date of the promotional tour for the newest album, “West End”, Metalforce had the chance to talk to The 69 Eyes’ frontman, Jyrki 69, in order to give you a more detailer perspective of the Finnish band, the latest release by Nuclear Blast and also about the three decades of the band’s career. Enjoy!

Hi and welcome back on Metalforce.it! Just a couple of months ago we had a previous interview when the latest album was just released, so what can you tell us now about the feedback itis receiving in these last two months?
JYRKI 69 – It has been very cool, especially has we are here now touring. We are playing five songs from the record on the shows and people seem to really like and already know the songs ,they sing along. My personal feeling about the record, as I said previously, is just that I really like it, is one of our best records.

And now that you guys are half way through this leg of the tour, how is it going until now? First of all, if you are enjoying playing the new songs and what is the feedback from the fans?
JYRKI 69 – Yes, is really one of our best works and we really enjoy every moment, every show is fantastic and we are having really good times on this tour, we are really really enjoying it. And we feel pretty much loved too, because most of the shows have been sold out and people are very enthusiastic and it’s so special. We’ve been doing this for 30 years , so I really know what I’m talking about and I can tell something special is really happening and it’s very very cool.

Tonight is the only italian date of this tour. How would you describe the connection, the bond that you got with the Italian audience through the years?
JYRKI 69 – Well, we love Italy and I said it so often that sometimes I think  I might be unfair to some other countries but Italy was were we played one of our first international show in the mid 90s when we were just a tiny glam-punky band from Helsinki, we came here and played all over and we made lots of friends and fantastic memories. Now, after many years, is strange we haven’t played there that often . We never played in big cities, we always played in small places and that’s not even matter but we just want to play here more often and we almost start to lost hope to play in Italy again . Now it’s fantastic we have this show in Parma,we never have been there before, we already came here yesterday and we are so excited, I’ve been also in some museums and churches and I enjoyed a lot the medieval atmosphere. So, we really love Italy and we really want to have more dates here in the future. I can see from socials or Spotify that we have a lot of fans in Italy too, so strange we don’t play more often but hopefully this interview will help.

It’s pretty obvious that The 69 Eyes really loves to be on tour. This latest years of touring the world have been also some kind of inspiration to create the songs of the latest record?
JYRKI 69 – Well, I’ve been also hanging a lot in L.A. and it’s a crazy fucked up place , it’s so full of stories and dreams and nightmares as well, that’s inspiring of course but I can collect stories in every place ,also yesterday in Parma for example, has been interesting because this city has a lot of mystic, dark , occult mediaval places that I like, like the puppet museum that was very magical.

This year marks 30 years of activity for the band. A huge achievement these days, so what is your advice or your opinion for the new generation of musicians that makes their first steps into this business?
JYRKI 69 – You really need to trust yourself and try to figure out in what you are the best and unique ,obviously in the beginning you can try several styles and practice a lot of things to know what kind of artist you can be. Also for this italian date, we have this local support band (Speed Stroke) opening for us and we saw them during the soundcheck and we thought they sound fantastic.

During these decades of activity, starting from Europe in the 90s and later  growing up worldwide, how would you describe the music path that you guys went through?
JYRKI 69 – The first 10 years we were just underground punk-glam little band from Finland, we tried to make it happen in our sound since we love street rock, punk, goth, and glam, how to make it happen in one band and it took ten years and then we met the producer Johnny Michaels who added things to our sound like keyboards and all started to make sense .So in the first decade we were trying to make the sound we know it today .Then we had international record deal , Bloodrunner Records, same one for Type 0 Negative at that time and other legendary bands like Slipknot. Then a lot  of other music started to come from Finland like HIM, Nightwish and there was a lot of attention about that and obviously that helped the 69 Eyes as well . Then the following decade we were very active alla around the world, from Europe to America and South America . But then lately things changed and it all went a bit quiet, music business changed a lot, but we’ve always been playing our stuff, very often in Finland. We’ve always been really active but right now we are at our very best, last record is amazing and we do our best at the shows, the best 69 Eyes you can see so far . So it’s like, in this last decade we are doing exactly what we want to do and we are doing it great but sometimes it feels like the world is turning its back from us and other times seems like it stops and notice us and loves us. Music business changes a lot all the time.

Very last question: so after 30 years what’s the secret that kept the 69 Eyes machine always going, through the years, the countries, the business?
JYRKI 69 – We are vampires.