THE 69 EYES – 3 decadi di goth’n’roll

(c) Vilhelm Sjostrom

THE 69 EYES – INTERVISTA ESCLUSIVA A JYRKI 69 • (English version below)

Siamo la band che il tempo ha dimenticato. Siamo la band che si rifiuta di morire. Siamo i Vampiri di Helsinki“. Si definiscono così i The 69 Eyes, band dall’immortale magnetismo e dall’incredibile carisma che da trent’anni contagiano e allietano i caldi spiriti del goth n roll mondiale. Giunti al trentesimo anno di attività, i vampiri finlandesi tornano a distanza di tre anni dal precedente “Universal Monsters” con un nuovo disco, il dodicesimo della loro vasta discografia, e si apprestano a presentare al grande pubblico “West End”. Un disco, questo, sì variegato ma che possiede ancora i tipici elementi che hanno reso grande il trademark di casa 60 Eyes. Metalforce ha avuto il grandissimo piacere di scambiare due chiacchiere con il frontman della band, Jyrki 69, che fieramente ci presenta così quest’ultima release discografica, in uscita il prossimo 13 settembre per Nuclear Blast.

Ciao Jyrki e benvenuto sulle pagine di Metalforce.it! È un vero piacere ospitarti ed un onore per me poter parlare con te! 
JYRKI – Bene, buonasera, come stai? (in italiano, ndr)

Ciao, tutto bene. Tu?
JYRKI – Tutto bene, tutto bene, molto bene! Grazie, grazie, grazie!

Oggi sei qui in mia compagnia per parlare del nuovo album dei The 69 Eyes, “West End”. Vorrei fare una piccola premessa, dicendoti che il titolo da subito mi ha colpito, dal momento in cui, come saprai, stanno effettivamente succedendo alcune cose grosse nel mondo e sembra davvero di rasentare una sorta di apocalisse. Il titolo, in effetti, ha un sapore apocalittico. Vi è un qualche collegamento con la mia interpretazione o son fuori binario? Cosa si cela dietro la scelta di questo titolo?
JYRKI – La gente ama molto parlare della fine dei giorni e quest’ultimi sono sempre più vicini, la cosa sta diventando noiosa, davvero! In particolar modo la nuova generazione sembra essere, a parer mio, fin troppo preoccupata di ciò che sta accadendo, perché io arrivo dagli anni ’80 e all’epoca vi erano costantemente delle guerre nucleari, che, ai tempi, venivano chiamate “guerra fredda”. Tutto il tempo ci veniva detto che sarebbe potuta iniziare una guerra in qualsiasi momento, anche per questa ragione la gente ha iniziato a vestirsi di nero agli inizi di quegli anni e anche la musica, come il gothic e il rock, si sono originati da questo genere di atmosfere; credo che questa sia la ragione per la quale io abbia scelto un titolo come quello, ma d’altro canto è un titolo interessante. Ci sono due fattori, il mondo occidentale e la fine, sempre vicina, per cui è un titolo che suscita interesse, potrebbe essere un titolo adatto ad un film o a un libro! D’altronde, nel caso mi venisse chiesto, credo che ciò che è accaduto in quegli anni, come quelle atmosfere oscure si siano tramutate in moda e musica, quindi penso che laddove vi fossero tempi bui o caotici, la gente potrà trarne ispirazione o, come nel nostro caso, tramutarle nel titolo di un disco. Dipende dalla tua visione delle cose: ad esempio, quando noi ci avviciniamo all’inverno o a mesi come novembre, quando nel mondo piove e fuori è buio, guardiamo fuori dalla finestra e pensi a quanto sia miserabile il tempo, non ti va di uscire, ma se vedi la questione da un altro punto di vista, dici: “Oh è il clima gotico perfetto, è cupo e piovoso” e cose così… è una cosa possibile che si può godere! Dipende solo dalla tua visione delle cose e io sto usando questo genere di cose come fonte di ispirazione di quest’album in particolar modo in alcune tracce, soprattutto nel titolo stesso!

Vorrei chiederti qualcosa in merito alla copertina. So che quello che starò per dirti sicuramente ti farà sorridere, ma a me è venuto in mente subito Pennywise, il pagliaccio nato dalla penna di Stephen King, solo che i palloncini qui assumono più un colore noir, decantano un’atmosfera molto oscura. Cosa puoi dirmi in merito? È una copertina semplice ma d’effetto, richiama volendo anche qualche elemento punk rock, goth, e credo di aver interpretato, forse erratamente, il suo significato!
JYRKI – Ti ringrazio! Sono lieto che tu sia stata ispirata dalla copertina, testimonia che la cosa funziona! Accidentalmente non ne avevo idea, mi piace la nuova versione di IT, ma non sapevo dell’uscita del nuovo film, dato che anche il nostro disco uscirà nello stesso periodo, quindi è una bella coincidenza… forse nel terzo episodio Pennywise avrà con sé dei palloncini neri! In generale, mi sono incontrato di recente con un mio amico, un caro amico da ormai qualche decade, Jiry Geller, ed un anno fa gli ho chiesto: “Perché non realizzi un’opera per la copertina del nostro nuovo album?” e dopo aver sentito il nome del disco, ha dato vita a ciò che aveva in mente, quindi si è inventato questo concept dei palloncini e la struttura che ha realizzato sembra davvero un insieme di palloncini veri. Si tratta di oggetti molto pesanti, quindi la cosa che vedete nell’artwork di copertina è una sua opera. Le dimensioni sono giuste, l’opera è più alta di me ed è una cosa imponente fatta di alluminio e altri materiali, per questa ragione è molto pesante, non è affatto leggera! Lui l’ha creata e penso che questi cinque palloncini rappresentino i membri della band, anche se in generale sono più dei palloncini da funerale. A New Orleans questo tipo di oggetto trasmette un messaggio, credo sia molto interessante e volevo mantenere la sua semplicità, sebbene la sua scultura sia molto dettagliata! A dirti la verità, sono stati coinvolti tre artisti per la realizzazione di questa copertina: il primo ragazzo è Jyri Geller, il quale ha assemblato la struttura, poi c’era un fotografo specializzato in scultura ed arte ed un grafico che si è inventato il concept del colore presente nel logo, nella copertina e via discorrendo. In realtà tutti e tre i ragazzi sono molto famosi in Finlandia, è stato bello poterli avere per un lavoro di squadra per la progettazione dell’artwork, molto godibile, sono vecchi amici che conosciamo da anni. Sembra che tutti quanti appartengano alla famiglia dei The 69 Eyes, la copertina rappresenta la famiglia.

Devo dire che appena ho pigiato il tasto play per ascoltare il disco sono rimasta colpita. Non sapevo cosa avrei potuto ritrovare ed, essendo io una sua grande fan, sono rimasta piacevolmente colpita nell’ascoltare la voce distinguibile di Dani Filth. Cosa puoi dirmi della scelta di aprire il disco con “Two Horns Up”, in particolare? Devo dire che la prestazione di Dani si sposa bene con il contesto!
JYRKI – Grazie! Credo che sia divertente sorprendere la gente, come dicevo questo è il nostro trentesimo anniversario, è il dodicesimo disco e volevamo dare un calcio nel sedere con un brano come quello, non è stancante, è una massima potenza e Dani Filth era lì. È stata un’idea del nostro produttore, John Lee Michaels, il quale ci ha suggerito di avere Dani come ospite in questa traccia, era già presente in un’altra e il produttore ha detto: “Sarebbe fico aprire così il disco”, perché quando abbiamo composto quel brano era ovvio che sarebbe stato il pezzo d’apertura dell’album, è una buona partenza! Credo che daremo il via ai nostri show con quella canzone in futuro, forse a volte ci avvaleremo della partecipazione di Dani Filth sul palco quando le nostre strade si incontreranno di nuovo. Credo che sia stato divertente farlo entrare in scena durante la prima canzone.

Ammetto candidamente di avere già i miei brani preferiti del disco, come “Cheyenna”, “Black Orchid” e “Burn Witch Burn”. Forse starò per dire una stupidaggine, ma ascoltando in particolar modo questi brani ho rivelato alcuni richiami ad album per me immortali quali “Blessed Be” e “Paris Kills”, anche se ho sentito un imprinting più alla Type O Negative o Sister Of Mercy, altre due band che adoro. Possiamo dire che da un lato la band è andata avanti, pur rimanendo fedele alle proprie radici. Sarebbe inappropriato affermare che questo disco potrebbe essere facilmente collocato tra “Blessed Be” e “Devils”, per esempio, in ordine cronologico? È sì un album moderno, ma sembra essere un naturale proseguo di quei dischi che io tanto amo!
JYRKI – Credo che questo sia il nostro miglior disco, rappresenta veramente ciò che abbiamo fatto in questi 30 anni. C’è qualche chitarra glam, rock e c’è anche una canzone che hai appena menzionato, quella che vede la partecipazione di Dani Filth. È come se a noi piacesse avere qualche strano ospite, come nell’ultimo brano, “Hell Has No Mercy” ha questo spirito bruciante, è una traccia maligna. Credo che ‘West End’ rappresenti bene le nostre tre decadi. È difficile dire ad altre persone come il disco suonerà, per me suona fresco, è come se nessuno avesse il nostro stesso sound e anche gli altri nostri dischi, come apparentemente anche tu hai colto, hanno un diverso genere di musica che è sempre stata all’interno dei The 69 Eyes: come menzionavo, c’è una traccia più pesante e ci sono queste chitarre glam, ci sono brani gothic/rock e anche qualche strano pezzo rock. Trattasi del solito concept utilizzato dai The 69 Eyes, come sempre, ma seriamente io credo che questo sia il nostro lavoro migliore, tutti quanti noi siamo riusciti a tirar fuori il nostro meglio e credo che, al momento, la nostra band sia nella sua forma migliore, soprattutto in sede live. Se venite a vederci dal vivo, vedrete che la band ha la stessa energia, sono da poco rientrato dalle prove, dove abbiamo appunto testato i nuovi brani, alcuni li avevi citati tu poco fa… è un buon periodo e sono felice! Spero che possiate apprezzare il disco e spero che i fan possano avere il tempo di dare un ascolto! Sai, ai giorni nostri abbiamo una grande quantità di fan in tutto il mondo e loro vengono ai nostri concerti, ci hanno ascoltato per dieci anni o venti o, come dicevi tu, da quando erano ragazzi… Ora il problema è far sì che tutti quanti sappiano che noi abbiamo della nuova musica, quindi potranno darci una possibilità per ascoltare il materiale. Stanno arrivando così tante informazioni da ogni negozio quindi è una sorta di sfida riuscire a dire alle persone che abbiamo della nuova musica da proporre. Credo che potrei ritenermi soddisfatto laddove la gente ci desse un ascolto, proprio perché sapranno che abbiamo un nuovo disco in arrivo, è una cosa buona. Finora abbiamo pubblicato tre singoli, il primo è stato “27 & Done”, lo abbiamo già proposto quattro volte live durante gli show che terremo durante la stagione dei festival qui in Finlandia ed è stato fantastico. Dal primo momento in cui l’abbiamo suonata, la gente conosceva già il brano, è incredibile. Cantavano insieme a noi, in quel pezzo c’è una parte in cui tu puoi urlare insieme a noi: “Hey, hey, hey”, la gente già conosceva la canzone ed è grandioso! È stato un momento fantastico, è molto fico! È tutto ciò che voglio, noi scriviamo musica quando siamo ispirati, è bello ruscire a creare nuove cose, ci piace stare on the road, suonare per i nostri fan e ora che abbiamo della nuova musica in arrivo, sarà fantastico sapere che i nostri fan sapranno di avere un’occasione per poter darci un ascolto!

A novembre tornerete nella vostra amata Italia per un unico appuntamento dal vivo. Credo non sia ancora stato annunciato, ma si sa chi avrà l’onore di accompagnarvi nella prossima tranche europea?
JYRKI – Si tratta di una band tedesca chiamata Lacrimas Profundere, sarà l’unica band di supporto e anche questo gruppo ha un nuovo album in uscita.

I The 69 Eyes sono in giro da quasi 30 anni. avete vissuto in prima persona i cambiamenti dell’industria musicale, cosa ne pensi della situazione attuale? È davvero tutto cambiato o, come dice qualcuno, sta davvero morendo tutto?
JYRKI – Sono felice, mi sento fottutamente bene! Ho 50 anni e ho suonato goth n roll nella stessa band per 30 anni, quindi è molto interessante, è bello essere un rocker! È fico avere questa band e avere i nostri fans, amo moltissimo la strada, fattore importantissimo al giorno d’oggi! Dopo un viaggio, mi sono reso conto che ciò che più amo nella mia vita, veramente, è stare on the road! Viaggiare on the road comporta avere una vita davvero privilegiata ed è questo l’intero mistero della vita stessa, avere la possibilità di viaggiare intorno al mondo ed esibirti… e lo amo davvero! Io appartengo alla strada! Per quel che riguarda l’industria musicale, i The 69 Eyes non ne hanno mai fatto veramente parte in quel senso, questo non è il nostro lavoro, abbiamo fondato la band perché sentivamo di appartenere a qualcosa. I The 69 Eyes rappresentavano la nostra gang composta da cinque ragazzi che volevano appartenere a qualcosa, è capitato che poi diventassimo una band conosciuta qui ed è raro. Far parte di questa band rappresenta una ragione diversa, poi abbiamo iniziato a suonare in una band heavy metal professionale, a pubblicare dischi, a fare tour, ad avere le nostre vacanze e abbiamo ripetuto il circolo ancora e ancora. Noi facciamo questo per altre ragioni, facciamo questo perché suonare in una band rock n roll è la cosa più bella della vita!

Come ben sai, ormai c’è una sorta di ‘rincorsa’ a chi fa il disco migliore, a chi vende più copie. Secondo te nel panorama attuale, c’è ancora qualche band che fa musica per passione e non per soddisfare i requisiti di un contratto?
JYRKI – Ovviamente, ci sono persone più giovani di me, come Jack White, che ha appena pubblicato un nuovo disco molto fico, o Jesse Hughes degli Eagles Of Death Metal, il suo ultimo disco è fenomenale, c’è anche Josh Home dei Queens Of The Stone Age, tutto ciò che fa è interessante. Sono dei rockers fighi, veri rockers e sono persone giovani che producono musica fantastica, una grande missione! Ci sono alcuni ragazzi metal che sono fighi e fanno buona musica. Tutti quanti fanno questo da una decade o addirittura da due, ovviamente sono dei rockers grandiosi!

Voi stessi avete asserito quanto segue: “We’re the band that time forgot. We’re the band that refuses to die. We’re the Helsinki Vampires”. Volete vivere per sempre, proprio come viene cantato in “27 and done”?
JYRKI – Già, è divertente vedere come questa definizione, “I vampiri di Helsinki”, sia diventata una cosa reale insieme a noi, visto che suoniamo da una vita! Sai, io vivrò sempre nella pioggia e nelle ombre e nei sussurri della notte, per cui non mi meraviglio se qualcuno ci ascolterà anche dopo centinaia di anni!

Personalmente non vedo l’ora di rivedervi dal vivo a Parma!
JYRKI – Grazie! È fantastico tornare a suonare in Italia, stiamo cercando di ottenere più concerti per il futuro, soprattutto per quel che riguarda la stagione dei festival, dato che è una cosa che non abbiamo mai fatto. Ritorneremo appena possibile, ma questo è già un buon inizio, quindi sarà fantastico suonare a Parma!

Ti ringrazio, Jyrki, per averci concesso questo spazio. Come da tradizione, spetta all’intervistato concludere l’intervista con le parole finali!
JYRKI – Grazie mille, prego! Voglio solamente ringraziare i nostri fan italiani, i quali sono sempre rimasti con noi durante questi trent’anni, devono sapere che i The 69 Eyes hanno un rapporto molto stretto con l’Italia e un grosso supporto da parte della nostra famiglia italiana di vampiri. Spero che possano essere contenti in merito al nuovo disco e possano avere la possibilità di festeggiare con noi quando arriveremo a Parma per mostrar loro come è fatto il rock n roll!


(English version)

“We’re the band that time forgot. We’re the band that refuses to die. We’re the Helsinki Vampires”. This is the way The 69 Eyes introduces itself to the world, a band with such an immortal magnetism and an incredible charisma that gladden the hot spirits of the worldwide goth n roll. Reaching its 30rd year anniversary, the Finnish vampires come back three years after the release of “Universal Monsters” with a brand new record, the twelve of its discography, and they introduce “West End” to the world. A record which is indeed various but that also has the typical elements that make the band’s trademark bigger than ever. Metalforce had the greatest pleasure of exchanging a few words with the frontman of the band, Jyrki 69, who introduces us this brand new release that will be out on September 13th via Nuclear Blast.

Hi Jyrki and welcome to Metalforce.it! It’s a great pleasure hosting this chat with you today, a huge pleasure for me?
JYRKI –  Allright, buonasera, come stai? (in Italian, ed)

Ciao, tutto bene. Tu? (In italian, ed)
JYRKI – Tutto bene, tutto bene, molto bene! Thank you, grazie, grazie!

Today we’re here in order to talk about the upcoming new THE 69 EYES album, ‘West End’. I’d love to tell you that the album title really caught my attention, since, as you perfectly know, there are many things happening in the world in this latest period and it seems that a sort of apocalypse is approaching faster than ever. The album title, indeed, has an apocalyptic taste. Is there any link/connection with this interpretation of mine or am I totally wrong? What lies beneath this choice?
JYRKI – People really love to talk about the end of days, and they are closer than ever and it’s getting boring, really! Also, especially the younger generation seem to be, from my point of view, even too concerned of what’s going on, because I come from the eighties and in the eighties were constant nuclear wars over us back then, so, you know, there’s the time called ‘cold war’, you know. All the time we were told that at any moment any nuclear war could start, so that is the reason why people started to dress up in black in the early eighties and then, you know, music styles like gothic and rock really started from those kind of vibes, so what’s going on right now, I think, that’s a reason why I put a title for an album like that, but on the other hand it’s just a cool title. There’s two things, the west, of course, and then the end that is always near, so it is interesting as a title for the album, it could be an interesting title for a movie or a book! On the other hand, I like to, if I’m asked, I think what happened in the early eighties those dark vibes turned into our fashion and music, so I think whenever it’s chaotic or dark times, people could also take that as an inspiration or these things in this case as a title for our album. It depends on how you look at things, for example when we are approaching the winter like November, when the world is raining and dark outside, when you look at the window you can think of all the weather that is such miserable and you don’t want to go out; but if you look at that in the way like: “Oh it’s the perfect gothic weather, it’s dark and rainy, you know and so on”… and that’s a chance to enjoy! It just depends on how you look at things and I’m using this kind of things as inspiration through the album for a couple of songs, especially on the title.

I’d like to ask you something concerning the album cover. I know that what I’m going to tell may sound trivial to you, but as soon as I saw it, I reminded something about Pennywise, Stephen King’s clown, with the only exception that the balloons we see here have a more noir vibe. What can you tell about it? It’s a very simple but effective artwork that seems to remind some punk rock and goth element in it, I think also of having interpreted maybe in a wrong way the meaning itself!
JYRKI – Thank you! I’m glad you got inspired by the artwork, it just proves it works! Coincidentally, I had no idea, I like the new version of IT, but I didn’t know the movie comes out like right now as our album comes out as well, so it’s a nice coincidence… maybe in the third episode, Pennywise will carry on with black balloons! In general, a friend of mine, a cool friend of mine of way, way back for a couple of decades called Jiry Geller, I ran to him recently and a year ago I told him: “Why don’t you do some artwork for the new album cover?” and after hearing the name of the album, he created what he had in mind, so he came up with the concept of the balloons and they look like real balloons, they’re very heavy objects, so the thing which is on the cover of the album is his artwork. It’s like right size, it’s taller than me and already it’s a big thing, it’s made from aluminum and other materials, so it’s actually heavy, it’s not like light at all! He made it and I think these five balloons symbolize our guys in the band, it’s five of us in the band, but in general it’s like funeral balloons. In new Orleans it spreads a message, so these five balloons spread a message. I think it’s really cool and I wanted to keep it extremely simple, very simple, just his sculpture very detailed. Actually there are three artists involved on the album cover, first guy is Jiry Geller, who made the sculpture himself, then there’s a photographer who’s specialized in taking photographs of sculptures and art, so he has to be specialized in art and so on, and then there’s a graphic designer who came up with the concept of color in our logo and cover and so on. Actually all these three guys are very famous here in Finland, it was cool to have them together to work on the album cover and it’s very enjoyable, very old friends of ours that we’ve known for years. It seems that everyone belongs to the 69 eyes family, it symbolized the family in the album.

I have to say that as soon as I’ve pushed the play button I’ve been literally surprised. I had no clue about what I was going to hear and, being myself a huge fan of this singer, I’ve been positively surprised in discovering that Dani Filth took part in the song “Two Horns Up”. What can you tell me about the choice of opening this album with this particular track? I have to say that Dani’s performance really suits the context!
JYRKI – Thank you! I think it’s funny to surprise people, like I said it’s our thirty anniversary album, the twelve record and we kicked it up with a track like that, it’s not tired, it’s really a full force and Dani Filth was there. It was our producer’s idea, John Lee Michaels, to have Dani Filth in that track, he’s already on the other track and our producer said: “It would be cool opening the album”, because when we wrote that song it was obvious to be the opening track of the album, so it’s a great starter for the record! I think we will start our shows with that song in the future, maybe sometimes we will have Dani Filth on stage featuring with us when our paths will cross again. I think it’s fun to throw him into the scene during the first song.

I already found my fav songs of the record, like, for example, “Cheyenna”, “Black Orchid” and “Burn Witch Burn”. Maybe I’m going to say something silly but listening in particular to these three track, I’ve noticed some reconnection to a couple of The 69 eyes old records that I really love the most, like “Blessed Be” and “Paris Kills”, even if I’ve heard some Type O’ Negative and Sister Of Mercy’s influences here and there. We could say that the band indeed has evolved over the years, but there’s still the trademark of the band, you’ve been loyal to your roots. Would it be improper to say that this record could be placed between “Blessed Be” and “Devils”, in a chronological period of time? West End is indeed a modern record but it seems to be a natural follow up of these two previous records.
JYRKI –I think it’s our best record, it really represents what we have done over these 30 years. There’s some glammy guitar, rock, and there’s a song you just mentioned, something new as well, having Dani Filth on the track, and there’s also like we always make some weird guest as well, like the last track, “Hell Has No Mercy” has this soul burning, evil rock track. I think it’s just like, it could represent all our three decades pretty nicely. It’s hard to tell how it sounds to other people, for me it sounds fresh, it sounds like nobody else sounds like us and also in all our records, like you seemly seem to have heard, has different kind of music, so it’s not like every song is like same. Every song is musically pretty diverse, which has always been with the 69 eyes: like I mentioned, there’s like an heavier track and there’s glammy guitar and then some gothic/rock song and there’s also weird rock piece of music. It’s the usual concept of The 69 Eyes, like always, but I seriously think it’s our best and I think we’ve managed to get really our best, but in general I think our band is at its best at the moment, especially live. If you come to see us live, I think our band is at its best, we all have the same vibe and, like I said, I just came back from the rehearsals, where we actually were rehearsing the new songs, some you’ve mentioned for our live set, so… it’s a good time and I’m happy! I hope you will like the record and I hope that the fans will have the time to check it out as well! You know, these days the thing is we have a certain amount of fans around the world and they see to come our shows, they’ve been listening to us like ten years or twenty years or, like you said, when they were kids… Now the problem is to make sure that all of them know we have made new music, so they will have the chance to check that out. There’s so much information coming up from every store, so it’s kinda like the challenges to tell people to know we have new music coming out. It’s not for the reason they would buy physically the record, I guess. I think it’s just that I would be satisfied if they just check out so they’ll know we have a new record out, that’s even good. We have released three singles by now, the first one was “27 & Done”, that’s what we’ll be playing at our shows and at summer festivals here in Finland about four times so far and it has been amazing, because it seems people, ever since we’ve played it for the first time, they already knew the song, it’s incredible. They sing along, on that song there’s a part you can shout: “Hey, hey, hey” with us, so people already know that and that is amazing! It was a fantastic moment when we played it the first time and people raised their hands in the air in the right moment, so that’s really cool! That’s all I want, we write music when we are inspired, it’s great to create new stuff, we love to be on the road, we love to play for our fans and now we have new music, so it will be nice that our fans will know they will have a chance to check it out!

In November you’ll embark on a new European tour and you’ll play in Italy for one show only. I think it hasn’t been announced yet, but who’s going to support you in this new tour ?
JYRKI – It’s a German band called Lacrimas Profundere, who’s going to be the support band. They have a new album out as well.

The 69 eyes have been active for 30 years now. You’ve lived the changes of the music industry, what do you think of the current situation? Has everything really changed or, as someone said, is everything dying?
JYRKI – I’m happy, I feel fucking good! I’m 50 years old and I’ve been playing goth n roll for 30 years in the same band, so that’s pretty cool, it’s a cool thing to be a rocker. It’s cool to have this band and to have our fans, I really love the road that’s the main thing these days! After a journey I realized what I really love the most in my life, really, and that is the road! That’s a really privileged life to be on the road and that’s the whole mystery of life itself, to have the chance to travel around the world and then perform… and I really love that! I belong to the road! When it comes the music industry, the 69 eyes has never really been a part of that in the usual sense. This is not our job, we’ve started the band because we wanted to belong to something, and the 69 eyes were our whole gang with 5 guys who wanted to belong to something, we’ve got to become known as a band here and it’s a rare, different reason to be in this band, then playing in such a professional heavy metal band who releases records, does tours and then they have their holidays, and they repeat the same circle all over again. We were doing this for other reasons, we are doing this because this is the coolest thing in life, playing in a rock n roll band!

As you know, people now like to chase after those bands who create the best record so far or those bands who sell the most. In your opinion, in the current music biz is there still any band who makes music for the love of passion and not in order to satisfy the requests made by the labels nowadays?
JYRKI – Of course, there are younger guys than me, like Jack White, who just released a new record which is fucking cool or Jesse Hughes from Eagles Of Death Metal, his new record is amazing, also Josh Homme from Queens Of The Stone Age, everything he tunes in is cool. They are very cool rockers, real rockers and young guys, who have cool things going on, a great mission! There’s a bunch of metal guys who are really cool and do good stuff, but I mean there’s probably… well, everybody has been doing this for a decade or even two, so of course there’s always great and cool rockers.

You mentioned this: “We’re the band that time forgot. We’re the band that refuses to die. We’re the Helsinki Vampires”. You want to live forever, as you perfectly stated in “27 and done”?
JYRKI – Yeah, it’s funny that this ‘Helsinki Vampires’ definition really turned into life with us since we’ve been playing forever! You know, I’m gonna live in the rain and in the shadows and in the whispers of the night, so no wonder that somebody will listen to The 69 Eyes after hundred years!

I’m personally so looking forward to the Italian show, can’t wait to see you on stage!
JYRKI – Thank you! It’s fantastic to come back and play in Italy, we’re trying to get more shows in the future, especially the festival shows, which we’ve never done. We’ll try to return as soon as possible, but it’s a good start for something, so Parma will be great!

Thanks so much, Jyrki, for giving us your time and for this chat! As our tradition wants, I call the interviewee to share the final words! See you in Parma!
JYRKI – Grazie mille (In Italian, ed), prego! I just want to thank our Italian fans who have been with us like all these three decades, like they know and discovering acknowledge that the 69 eyes has a really close relationship with Italy and a strong support from the Italian vampire family out there and I hope they will be happy with the new album and to have a chance to party with you guys when we’ll come to Parma to show how rock n roll is done!!