TEMPERANCE – NUOVE VIE TRA LE LUNE DI GIOVE

TEMPERANCE: INTERVISTA ESCLUSIVA A MARCO PASTORINO, LUCA NEGRO, ALFONSO MOCERINO E ALESSIA SCOLLETTI

In occasione dell’ultima data del tour da headliner in Italia, nella splendida località di Castel del Rio, gemma di smeraldo incastonata tra verdeggianti colline, i Temperance ci hanno concesso un’intervista, sulle rive del fiume Saterno, per parlare del loro recente cambio di line-up e del loro ultimo lavoro “Of Jupiter and Moons”, disco che sancisce l’inizio di un nuovo percorso della band italiana.

Ciao ragazzi! Qui è Metalforce. Come state?
MARCO – Stiamo molto bene. Ieri abbiamo suonato a Roma, c’era un caldo disarmante, ma c’era anche parecchia gente. 

Come mai avete scelto, per la nuova line-up, Alessia e Michele e perché due cantanti invece che uno?
MARCO – Quando io, Alfonso e Luca ci siamo ritrovati a dover scegliere un nuovo cantante, volevamo trovare qualcosa che ci differenziasse dalle altre band metal, soprattutto perché noi abbiamo sempre avuto parecchi cori e armonizzazioni. Volevamo quindi trovare un modo per ripetere la scena totalmente dal vivo, prima non era possibile essendo solo io e Chiara a cantare, quindi avevamo spesso delle backing vocals nelle basi live. Abbiamo cercato di diminuire le basi puntando su qualcosa di più “vero”, quindi la scelta era di trovare due cantanti per non avere più basi, eccetto quelle di orchestrazione e tastiere, non avendo noi un tastierista. Da subito abbiamo pensato ad Alessia e Michele, perché ci conosciamo da tanti anni, sono entrambi ottimi cantanti e avevamo avuto modo di testarli nel dvd “Maschere” perché erano stati due dei coristi. Anche se, ad Ottobre, quando abbiamo annunciato il cambiamento di line-up, abbiamo ricevuto proposte da mezz’Europa, abbiamo ascoltato tutti i demo, ma eravamo già convinti della nostra scelta. 

Questa è una domanda un po’ indiscreta, lascio a voi la libertà di rispondere qualora toccasse corde dolenti. Cosa ha portato Giulio e poi Chiara a lasciare la band?
LUCA – Con entrambi continuiamo ad essere molto amici, il rapporto di amicizia che ci stringe sussiste. Non ci sono stati litigi che abbiano minato il nostro legame. Con Giulio ci sono state delle vicende che lo hanno portato ad essere meno presente per questioni lavorative. A inizio 2017 abbiamo fatto un tour in cui Alfonso lo ha sostituito, gli impegni sono cresciuti e Giulio ha deciso di lasciare il suo posto e Alfonso si è inserito naturalmente dopo aver fatto tante date assieme. Per quanto riguarda Chiara è stato come in un rapporto affettivo: quando si hanno visioni diverse di ciò che si vuole fare è normale che si intraprendano strade differenti, lei non si è più riconosciuta nella via che i Temperance stavano prendendo e ha deciso di andarsene.
MARCO – In questo caso, come diceva Luca, sono cambiate le prospettive che avevamo: da una parte c’eravamo noi tre che volevamo continuare suonando tanto live, nonché vedevamo una strada diversa per quanto riguarda la musica, volevamo fare parti più progressive, anche più marcatamente metal. Mentre lei voleva qualcosa più lirico, con un livello canoro differente. Noi eravamo però convinti di questa scelta, anche nel rispetto di coloro che ci seguono, sarebbe stato brutto continuare insieme senza crederci. Abbiamo deciso di continuare a fare le cose nel modo migliore per farci stare bene.

C’era chi avrebbe potuto pensare che voi foste finiti dopo che due dei tre principali membri compositori della band, Giulio per la musica e Chiara per i testi, se ne erano andati. Invece siete andati avanti, seguendo il vostro sentiero e scegliendo nuove righe per questo racconto; qui ho citato “Last Hope in a World of Hopes”, veramente iconica da questo punto di vista. Cosa vi ha dato la spinta a proseguire in questo percorso? Tenendo conto che avete due nuove presenze parecchio positive, come Alessia e Michele. E come questo cambiamento ha influenzato il nuovo album?
MARCO – È un discorso un po’ ampio, quindi ognuno ti risponderà a modo suo. Per quanto riguarda la composizione dell’album: abbiamo iniziato a scriverlo prima di questo spit, io ho scritto le canzoni la scorsa estate e noi tre ci siamo trovati per provarlo. Con il 90% del lavoro fatto Alessia e Michele si sono uniti a noi, loro due hanno scritto tutti i brani, a parte uno di Luca, ma ognuno ha messo un po’ delle proprie influenze nell’album, ognuno ha fatto la sua parte.
ALESSIA – Io e Michele ci siamo trovati nei Temperance dopo che li avevamo seguiti dagli esordi come amici. Il passaggio dal fuori al dentro non è stato assolutamente strano, anzi: ci siamo trovati subito in una famiglia, siamo stati accolti bene e ci siamo presi i nostri spazi, scrivendo appunto le lyrics.
ALFONSO – Anche per me è stato naturale l’inserimento, batteristicamente l’ultimo album è molto diverso dai precedenti, è stato inevitabile che io influenzassi la band con il mio stile, che è molto diverso da quello di Giulio. Quindi mi sono ritrovato a mettere il mio timbro dal punto di vista musicale in tutta libertà.
MARCO – Per il discorso che facevi prima: quando c’è un cambiamento di questo tipo, da fuori si può sempre pensare con un po’ di preoccupazione: “Adesso cosa succederà?”. Però ti posso dire che non abbiamo mai avuto un album che sia andato così bene, per esempio: “Of Jupiter and Moons” è stata diventata, nel giro di 3-4 mesi, la nostra canzone più sentita su Youtube di sempre e la seconda più ascoltata nei servizi di streaming come Amazon e Spotify; quindi ci siamo!
LUCA – Per noi è stata una sfida. Non abbiamo mai voluto mollare, quando si è posti davanti a situazioni difficili si è anche stimolati a dare il meglio e i risultati si sono visti. Abbiamo lavorato duramente, facendo orari di registrazione folli, ma nel giro di qualche mese abbiamo avuto il lavoro pronto ed eravamo soddisfatti.

Avete condiviso il palco con gruppi di spessore e oggi siete a fare un tour da headliner, contando che stasera ci sono gli Epica non troppo lontano da qui e alcune persone hanno deciso di venire a vedere voi e non loro, penso sia un dato importante. Come è stato finora il responso per questo tour, per l’album e per la nuova line-up?
ALFONSO – Noi abbiamo fatto due date prima del release party con la nuova line-up, a Vercelli e poi in Svezia e i feedback sono stati abbastanza positivi. Abbiamo preparato uno spettacolo diverso dai concerti fatti in precedenza. Siamo stati in posti veramente belli e il pubblico è sempre stato entusiasta. Poi a noi basta salire sul palco e divertirci, noi vogliamo divertirci e cercare di trasmettere qualcosa di positivo al pubblico, se ci riusciamo siamo già soddisfatti. 

Parliamo dell’ultimo album: da cosa nasce il titolo? Mi sembra che non ci sia un concept di fondo e, come nel vostro stile, ci sono canzoni che raccontano storie, mentre altre un po’ più generali.
ALESSIA – Abbiamo voluto condensare nel titolo una passione, un interesse che ci accomuna che è quello per l’ignoto, per i pianeti e il loro influsso. Non a caso ieri c’era l’eclissi lunare e qualcuno di noi l’ha vista molto volentieri. Abbiamo voluto inserire un’immagine di Giove che fosse come una sorta di guida per l’essere umano, come era nella tradizione greco-romana; ci piaceva l’idea dell’uomo che ha una guida che lo spinga ad avere una ragione per conoscere, incuriosirsi o essere devoto, non c’entra nulla la religione sia chiaro. È proprio un discorso di legame con la tradizione, l’ignoto e il cosmo. Era già capitato ad esempio nell’album “The Earth Embraces Us All” che ci fosse questo richiamo di una terra che abbraccia l’uomo o nella canzone “At the Edge of the Space” dove si parla di galassie e pianeti. È un argomento che ci interessa. In “Of Jupiter and Moons” abbiamo inserito anche i satelliti di Giove, abbiamo immaginato ogni canzone come se fosse una luna di Giove, quindi abbiamo voluto mettere delle storie, inventate o meno, cose in cui ci si potesse anche immedesimare. Come dici tu ci sono storie inventate come in “Of Jupiter and Moons”, oppure fatti realmente accaduti ma romanzati come in “Art of Believing” o “Broken Promises” che è una storia nelle cui immagini ci si può facilmente immedesimare. O ancora “Way Back Home” che è una storia che ha appassionato Marco.
MARCO – Sì, non c’è un concept ma tutto l’album è pervaso da un senso di positività. Volevamo tirare fuori solo cose positive visto che di negatività in questo mondo c’è n’è già troppa. Volevamo un messaggio di speranza. Dall’opener fino a “Daruma’s Eyes” che parla di questa bambolina giapponese a cui si disegna il primo occhio chiedendo un desiderio in cambio e quando questo si avvera puoi disegnarle l’altro occhio per farle vedere il mondo. Noi proviamo a trasmettere nel nostro show tanta energia e felicità. Ieri a Roma abbiamo visto le persone andare a casa col sorriso a fine serata, non c’è cosa più bella di questa. 

Vero, mi hai rubato un paio di domande che volevo farti. Potete dirci qualcosa in più di “Daruma’s Eyes”?
ALESSIA – Nella canzone abbiamo voluto giocare anche con i colori di questa bambolina. Il colore tradizionale della bambola è rosso ma ce ne sono molteplici. Abbiamo voluto sottolineare il fatto che per esprimere desideri di tipo affettivo c’è quella di colore rosso, invece chi compra quella gialla o quella verde lo fa per esprimere desideri differenti.
MARCO – C’è comunque una storia di base. Ma questo è un incipit, in futuro scriveremo la parte due e cercheremo di far vedere più orizzonti di questa. Si parte da un discorso culturale giapponese per arrivare a un discorso magari più fantasy e più psicologico. 

Chi ha pensato e fatto l’artwork della copertina?
LUCA – Il concept riguarda il titolo dell’album: c’è questa figura umanoide, androgina che guarda, da una delle lune, Giove verso cui ha proiettato lo sguardo.
MARCO – La copertina è stata disegnata da Yann Souetre, che è un ragazzo francese veramente talentuoso e incredibile che aveva lavorato alle copertine degli Ayreon di Lucassen. Da subito abbiamo pensato a lui, eravamo veramente affascinati dai suoi lavori. Siamo rimasti entusiasti dalla piccola perla che ha tirato fuori, molto diversa dalle attuali copertine metal, è la giusta porta per entrare nell’universo dell’album, racchiude moltissime sfumature, come l’album stesso. C’è questa sorta di sfida della donna, nei confronti di Giove. Non è che noi vogliamo sfidare il mondo, però, cerchiamo di dare il nostro contributo alla causa dell’arte. Ai nostri precedenti album aveva lavorato Gustavo, un ragazzo brasiliano, anche lui molto bravo, ma volevamo qualcosa di più odierno, con sfumature più spaziali. 

Adesso avete uno spazio per dire ciò che volete.
ALESSIA – Innanzitutto grazie a te e grazie a Metalforce. Oggi noi finiamo con questo ciclo di date estive in Italia. Ci ritroveremo on the road dal 31 di Agosto fino all’8 di Settembre con i Serenity tra Francia, Inghilterra e Belgio. Il 9 Settembre saremo di nuovo in Italia ma annunceremo le date a breve. A fine Ottobre saremo di nuovo coni nostri amici Serenity, e i Vision of Atlantis che ci porteranno nuovamente in Europa, Germania, Austria, Inghilterra. Abbiamo di fronte a noi una trentina di date. Grazie mille a te e a Metalforce ancora.
ALFONSO – Seguiteci sulla nostra pagina Facebook, su Instagram, sul sito “temperanceband.com”. Vi aspettiamo ai nostri concerti.


   elaborazione video:   Federica Borroni