TEMPERANCE – Fuoco tutto italiano!

TEMPERANCE: INTERVISTA ESCLUSIVA A MARCO PASTORINO •

Sebbene il 2020 sia iniziato da pochissimo, sembra essere un anno molto importante per ciò che riguardano le uscite discografiche metal: tra le tante releases importanti di questo periodo, trovano spazio gli italiani Temperance, freschi di pubblicazione del loro ultimo lavoro in studio, “Viridian”, un disco che evidenzia maggiormente il talento compositivo e la maturità artistica di una delle band più in vista del momento. In esclusiva sulle pagine di Metalforce, vi presentiamo un’esaustiva intervista condotta con il chitarrista e mastermind Marco Pastorino.

Ciao Marco, Benvenuto su Metalforce, come stai? Finalmente è uscito l’attesissimo “Viridian”, puoi spiegarci qualche
dettaglio sull’album, in particolare sui testi e le musiche?
MARCO –
Siamo super contenti di aver finalmente pubblicato il nuovo album. Ci abbiamo lavorato duramente nel 2019 ed averlo finalmente nelle nostre mani non ha prezzo. Per Viridian abbiamo voluto ancora una volta cambiare le carte in tavola; esattamente a gennaio 2019, un anno fa, ci siamo ritrovati per una settimana in un rifugio in montagna in mezzo al nulla io e Michele per lavorare su brani che avevamo scritto per l’album. Alla fine di quella settimana, abbiamo definito i brani che sarebbero finiti sul disco vero e proprio, la bonus track di Natale e la bonus track per il mercato asiatico. A livello musicale credo che ogni album e nuovo lavoro sia una strada da percorrere nel nostro viaggio, che siano nuove influenze, o un modo diffferente di registrarle ecc. Degli 12 brani di Viridian, se contiamo anche la citata Lost In The Christmas Dream, mi sono occupato di 9 brani a livello di scrittura musicale, due brani per la prima volta portano la firma di Michele ed il brano finale Catch The Dream è stato scritto a 4 mani proprio durante quella settimana in montagna. Per quel che concerne i testi invece, al 90% è stato un lavoro seguito da Alessia e Michele, a parte due liriche scritte da me ed uno da Alfonso.

Rispetto al precedente e ottimo lavoro di ” Of Jupiter and Moons” dove era praticamente tutto scritto prima dell’entrata dei nuovi membri alla voce, questa volta è stata una piena collaborazione tra tutti immagino… Dove vi considerate cresciuti e quali sono i punti forti della vostra intesa?
MARCO –
Come ti dicevo poco fa, abbiamo voluto cambiare ancora una volta modo di lavorare sul disco. Dopo la settimana passata in mezzo al nulla e senza distrazioni per me e Michele, ci siamo ritrovati per qualche giorno tutti e cinque in salaprove per provare e riprovare il nuovo materiale in ogni singolo dettaglio per le registrazioni, una cosa che forse oggi va “meno di moda” rispetto al passato e con l’aiuto della tecnologia è diventata una cosa quasi retrò, ma noi crediamo molto nell’amalgama collettivo e nella botta sonora che ogni brano può ricevere se suonato e provato insieme in sala. Con questa lineup abbiamo suonato quasi 100 concerti ormai e le esperienze in tour ci hanno fatto fare un grosso salto di qualità, soprattutto nel modo d’interagire tra di noi a livello musicale. Inoltre, dal punto di vista meramente strumentale, con Alfonso e Luca ormai dopo qualche anno insieme, ci conosciamo perfettamente e potremmo suonare ad ogni chiusi avendo la certezza e la sicurezza di quello che l’altro farà…

Viridian, insieme a Of Jupiter and Moons è senza ombra di dubbio un frutto maturo che mostra al suo interno vari elementi che si distanziano da quegli degli esordi della band. Pensate che l’ultimo album sia come un modo per dire addio al passato?
MARCO –
Grazie mille per le belle parole. Nessun addio; siamo orgogliosi di tutti gli album che abbiamo pubblicato negli anni. Naturalmente ogni album o canzone nasce in un determinato momento storico personale e di band, quindi negli anni si cambia, anche grazie alle esperienze che la vita ti porta a fare. Siamo contenti di come Viridian è arrivato a noi e non vediamo l’ora di continuare questo percorso.

Ora che Viridian è venuto alla luce (grazie anche ad una buona promozione di esso sotto l’etichetta Napalm Records) avete intenzione di godervi un meritato riposo o siete già al lavoro per del nuovo materiale?
MARCO –
Penso che quando fai qualcosa che ami davvero, non potrà mai essere considerato un “duro lavoro”, anzi. Finchè ci divertiremo a suonare in giro per il mondo e scrivere nuovi album, trasmettendo tutta la nostra energia, stai sicuro che non ci fermeremo. Se parli invece di materiale nuovo, non è un segreto che i Temperance sono da sempre una macchina in continuo movimento, non decidiamo noi quando metterci a scrivere canzoni nuove o parlare di un nuovo album, le canzoni sono lì che ci aspettano e continuamente ci mettiamo lì a scriverne di nuove.

Viridian, dal punto di vista concettuale, tratta argomenti che sono legati al precedente album oppure è una cosa totalmente a parte?
MARCO –
Alcuni brani hanno un denominatore comune – da Gaia, a Viridian, Scent Of Dye, ecc. che è l’amore per la nostra terra e tutti i pensieri di consapevolezze che negli ultimi anni ancor più che in passato sono venuti alla ribalta. Si parla di un mondo che stiamo lasciando alle prossime generazioni, alla completa deriva. E nei brani citati, arriviamo a chiederci se le persone di un futuro prossimo non potranno comprendere il motivo per cui tutto questo è stato fatto. Ma allo stesso tempo il disco non è un concept; siamo tornati a parlare di qualche saga cinematografica, come per Mission Impossible, ma c’è anche quella classica energia positiva che da sempre è una costante nelle nostre liriche: parlo di Start Another Round, ma anche quella bellissima “favola” scritta da Alessia denominata Nanook.

Nel futuro avete intenzione di mantenere il vostro tipico sound o di spiazzare totalmente i vostri fan cambiando totalmente veste sonora?
MARCO –
Non so dirti ad oggi, 20 febbraio 2020, cosa faremo e cosa manterremo in futuro. Abbiamo voluto sempre essere sinceri con la nostra musica e con la stessa sincerità non so dirti se i prossimi album saranno più metal, più sperimentali, più leggeri o altro. Ad oggi l’unica certezza che ho è che abbiamo tanti sogni da realizzare e cercheremo di portarli tutti a termine.

Ora che siete sotto la Napalm Records come vi state trovando, avete dei vantaggi rispetto alla precedente label, se si quali?
MARCO – 
Essere compagni di label con band come Kamelot, Alter Bridge, Powerwolf , è un onore e ti fa sentire veramente piccolo, un granello di sabbia nel deserto, ma allo stesso tempo hai questa voglia di crescere e di assorbire tutto quello che puoi da questi mostri sacri. Il team di Napalm ci ha fatto sentire a casa fin da subito, aiutandoci, supportandoci totalmente e fornendoci tutto quello di cui potevamo avere bisogno. Non potevamo essere più fortunati.

Una curiosità che mi è sempre piaciuto chiederti è come vi siete incontrati tu, Michele e Alessia e come è nata l’idea della collaborazione?
MARCO –
Ai tempi del cambio di cantante, abbiamo ricevuto un sacco di candidature da mezzo mondo, non solo Italia ed Europa, ma Russia, America e così via. Abbiamo passato molti giorni ad ascoltare il materiale che tutti ci avevano inviato, ma volevamo realizzare qualcosa di più; i Temperance sono la cosa che ci sta più a cuore, ormai sono una parte indelebile di tutti noi, un qualcosa con cui riusciamo ad esprimere quello che proviamo dentro, sia nella musica che scriviamo o nello stare su un palco ecc. Ci sentivamo appunto di dover dare qualcosa in più alla causa ed abbiamo pensato che aggiungere due voci, sarebbe stato come aggiungere più frecce al nostro arco. Siamo stati anche qui fortunati, perchè abbiamo trovato due persone super talentuose, disposte a metterci totalmente in gioco e pronte ad affrontare questo bellissimo viaggio insieme a noi.

Al Legend Club avete promosso ” Viridian” attraverso il release party, quali riscontri avete avuto dal pubblico sui nuovi brani in anteprima?
MARCO – 
La data di Milano è stata la più particolare, grazie ad un mix di agitazione per essere la prima volta in assoluto di Viridian ma anche il fatto che nessuno dei presenti aveva praticamente mai sentito metà della nostra setlist – il disco è uscito ufficialmente il giorno dopo.

Ma il responso è stato super. Non dimenticheremo facilmente l’amore che chi ci supporta ha da subito donato ad un brano come Nanook, il più apprezzato dei nuovi brani! Tra i brani piú particolari ho trovato ” Nanook” e ” Catch The Dream”… Puoi parlarci in particolare di questi due testi?
MARCO –
Nanook è un brano veramente particolare, il più lungo a livello di durata ed il più complicato da arrangiare e registrare, non tanto per le parti, quanto per la mole di lavoro e strati di musica compressi in esso. Dall’arpa, alla cornamusa, fino alle chitarre acustiche, il coro di bambini, le parti più power, i mille cori, il botta e risposta di chitarra ed archi ecc. L’idea del brano è nata ispirandomi ad un’artista svedese di nome Jonna Jinton, un talento artistico diviso tra fotografia, pittura, musica, il tutto condensato in un amore letterale per la natura. Ma, come ti dicevo pocanzi, Alessia si è interamente occupata del testo, in toni quasi fiabeschi. Una bella storia che trasmette una bella e calda energia positiva, fiducia in se stessi , come fosse una favola. Parlando invece di Catch The Dream, è diventato una specie di mantra per noi, come a voler significare quel sentimento di unione che da sempre come Temperance vogliamo trasmettere. E’ il brano che chiude il disco con quel senso di pace, ed inoltre chiuderà tutti i nostri concerti, quasi come a voler suggellare insieme l’avere passato una bella serata in compagnia delle persone a cui vogliamo bene…

Avete pianificato dei tour all’estero?
MARCO –
Assolutamente si, partiremo tra poche settimane insieme a Tarja Turunen in giro per l’Europa, siamo super eccitati della cosa. Ed inoltre stiamo lavorando ad alcuni festival per l’estate e molte altre cose in autunno. Non vediamo veramente l’ora di portare Viridian ovunque.

Ho notato che nella vostra line up è molto amato dai fan il vostro giovane batterista Alfonso Mocerino. Come lo avevate introdotto nella band e ci puoi dire qualcosa sulla sua tecnica?
MARCO –
Alfonso è una persona d’oro, partiamo da questo. Credo sia la motivazione principale per cui tutti gli vogliono bene. Ed inoltre, a suggellare questa cosa, rimane il suo talento veramente senza fine, dietro le pelli. Siamo veramente sicuri delle sue qualità e crediamo che abbia dato ai nostri ultimi due album quella ciliegina sulla torta che senza di lui sarebbe stata meno “saporita”.

Pensate di fare ancora un Live sotto gli Archi di Acqui Terme come nel 2018?
MARCO –
Essendo io originario di Acqui Terme, ci piacerebbe molto nei prossimi anni organizzare nuovamente un qualcosa di quel tipo. Abbiamo un ricordo veramente bellissimo di quella nottata, con gente ed amici arrivati da mezza Italia per festeggiare il nostro show in un contesto così pieno di pathos.