STRATOVARIUS – enigmi e soluzioni

STRATOVARIUS: INTERVISTA ESCLUSIVA A TIMO KOTIPELTO E JENS JOHANSSON •

In occasione della data romana degli Stratovarius insieme a Tarja del 16 Ottobre (qui il report), abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con il cantante e il tastierista della band finlandese, rispettivamente Timo Kotipelto e Jens Johansson. I ragazzi ci hanno invitato nel loro tour bus dove gli abbiamo sottoposto numerose domande su argomenti molto diversi tra loro… buona lettura!

Ciao ragazzi e benvenuti su Metalforce! Prima di tutto volevo chiedervi come sta andando il tour e come vi state trovando con Tarja Turunen. Immagino che la conosciate già dai tempi dei Nightwish…
TIMO
– Sì, addirittura mi ha raccontato che il suo primo concerto Metal fu proprio un concerto degli Stratovarius più di vent’anni fa quando lei ancora non faceva parte dei Nightwish! Lei si ricorda di avermi incontrato anche se io sinceramente non ricordo… Comunque è una persona molto carina. Per ora questo tour è stato tra i più facili tra tutti quelli che abbiamo fatto in quanto tutto sta andando senza intoppi e in maniera molto rilassata. E poi i ragazzi della band di Tarja sono simpatici quindi ci troviamo bene anche con loro.

Avete appena rilasciato sul mercato una sorta di compilation/ album, “Enigma: Intermission II” (l’album contiene tre inediti, tre tracce riadattate in chiave orchestrale e il resto dei pezzi sono una raccolta di b-side del periodo post- Tolkki), a diciassette anni dalla release della prima parte. Come mai la scelta di farlo uscire ora?
JENS
– Per ragioni dettate unicamente dalla casa discografica. Noi a livello di album in studio siamo fermi dal 2015, quindi abbiamo pensato per mantenere vivo l’interesse del pubblico a una cosa del genere… è una cosa di cui parlavo da molto tempo, ma solitamente in pochi sono interessati a una sorta di bonus track album del genere, tuttavia stavolta abbiamo deciso di farlo e di aggiungere dei pezzi inediti per far vedere alle persone della label che siamo ancora vivi! Perché anche loro sti stavano chiedendo che fine avessimo fatto! Alla fine però debbo dire che il risultato è interessante anche perché da questi pezzi si ha una sorta di disegno di come la band si è evoluta negli ultimi dieci anni in questa “Matias era”. E alcune delle bonus tracks sono piuttosto belle!

Infatti è quello che vi volevo chiedere… perché alcune di queste trovo che siano ben riuscite! Pensate che alcune avrebbero meritato di far parte degli album originali?
JENS
– Mah, credo il processo sia abbastanza random. Diciamo che il mercato richiede questo tipo di pezzi specie per alcuni territori. Meriterebbero di fare parte dei dischi originali? Mah, sinceramente non lo so… ognuno ha la sua opinione a riguardo…

Perché per me un pezzo come “Fireborn” (b-side dell’album Nemesis nda) avrebbe meritato di apparire sul disco magari al posto un’altra song. Secondo me merita molto quel pezzo!
JENS
– Sì, è quello che voglio dire… ognuno ha la sua opinione! Mi ricordo che ai tempi quando ascoltammo “Elysium” (album degli Stratovarius del 2011 nda) con dei giornalisti, ci stava un pezzo di Lauri (Porra, bassita degli Stratovarius dal 2005, nda) che avevamo escluso dall’album per inserirla come b-side… non ricordo il titolo della song però…

“The Castaway” forse?
JENS
– Sì Forse! Ad ogni modo iniziò a lamentarsi dicendo: “Come, questo pezzo non sta sul disco? Non capisco! Ma voi siete pazzi! Vi dovrei uccidere!” (ride). Era molto arrabbiato (ride ancora). Insomma per dire che alcune volte ci sono delle ardue decisioni da prendere…

TIMO – Ognuno di noi ha le proprie opinioni, qualche volta ci capita di inventare qualche strano metodo di votazione per scegliere i pezzi, poi magari chiediamo l’opinione a un outsider, poi la label mette il suo input nel dire “ci piace questo o quest’altro”… e noi… “ehmmm ok!”. Insomma è un casino!
JENS – sì magari con la label che ti dice “no no questi pezzi non vanno bene! Dovete fare un album Reggae! Il Reggae sta diventando molto popolare oggi!” (ride). No ovviamente non hanno mai detto una cosa del genere…

Sì, immagino che tu stia scherzando … ma a grandi linee va cosi! Invece sui pezzi riarrangiati in chiave orchestrale che sono presenti in “Intermission II” cosa mi puoi dire (i brani sono “Fantasy”, “Shine In The Dark” “Unbreakable” e “Winter Skies”, nda)? Come avete scelto i pezzi da riarrangiare?
JENS
– Sicuramente i pezzi che abbiamo trovato più adatti a questo genere di operazione…

Io trovo che “Winter Skies” sia stata una scelta molto appropriata!
JENS
– Sì certo, perché è un pezzo più melodico… se penso a un brano come “My Eternal Dream” beh… quello sarebbe stato complicato da riarrangiare in forma orchestrale

Beh sì, immagino che con i pezzi tipicamente Power Metal sarebbe stata dura!
TIMO
– Comunque mi pare di ricordare che Lauri (Porra, bassista della band, nda) era responsabile di questo progetto e ha scelto lui i pezzi insieme a un paio di altre persone

Pensate che in futuro farete mai un live con una vera e propria orchestra? Ultimamente è una cosa che va abbastanza “di moda” tra i gruppi con una forte componente sinfonica come potreste essere voi…
TIMO
– Forse! Comunque sì, specialmente nel caso della nostra band e della nostra musica è una cosa certamente possibile da fare. Comunque io queste tracce orchestrali che abbiamo registrato per quest’ultimo album le vedo proprio come una sorta di “test” per eventualmente prendere in considerazione di fare un’operazione del genere.

Abbiamo già parlato della scelta delle b-side… invece mi volete dire come scegliete i pezzi da suonare live in tour? parte per caso qualche sorta di riunione di gruppo per decidere?
TIMO
– Molto spesso alla fine sono io quello che finisce per decidere…
JENS – O che dovrebbe decidere!
TIMO – Sì, o che dovrebbe! Spesso succede che io suggerisco dei pezzi poi altri vengono suggeriti da altre persone.. Per questo tour suoniamo 75 minuti e credo che saranno 75 minuti anche stasera, almeno spero… Quindi ovviamente non si può suonare tutto dato che abbiamo così tanti album! Però credo che nella setlist non possano mancare “Hunting High And Low” e “Black Diamond”… poi in questo tour suoneremo un pezzo mai suonato con questa line-up (si riferisce a “4000 Rainy Nights”, nda), e inoltre un inedito dal nuovo album! Quindi stasera sentirete due pezzi molto speciali! Poi per noi è importante suonare non solo vecchie canzoni … credo che attualmente il nostro pezzo più ascoltato sulle piattaforme di streaming sia “Unbreakable”, il che è un buon segno perché vuol dire che anche i nuovi pezzi vengono apprezzati molto. Quindi questo è un segnale che c’è un futuro per questa band. Al contrario se la gente ascoltasse solo “Hunting High And Low “ e “Black Diamond” allora sarebbe preoccupante per noi!

Comunque stavo pensando che nella decisione nello stilare una setlist credo che sia normale che il cantante abbia un ruolo prioritario nel decidere …. Non puoi avere dieci “speed songs” una dopo l’altra tipo “Father Time”, Will The Sun Rise”, “Legions”, sia per il fatto di preservare la voce e poi anche per una questione di dinamica dello show.
TIMO
– Quando stiliamo una setlist pensiamo più al fatto che hai accennato ossia della dinamica dello show. A loro non gliene frega un cazzo della mia voce se me lo chiedi! (ride).
JENS – Per quello che penso credo che Timo debba decidere la setlist, ma alla fine ognuno di non riesce a resistere nel dare il proprio input.
TIMO – Comunque credo che la setlist che abbiamo stilato per questo tour sia molto buona. Certo quando suoniamo di più possiamo scegliere più pezzi, ma ora che il nuovo album è uscito dobbiamo suonare almeno un pezzo da esso. Ma sta funzionando piuttosto bene! Oggi siamo esattamente a metà del tour.

La Finlandia sta diventando un paese chiave nel mondo del Metal. E band molto acclamate come Sonata Arctica e Nightwish hanno più volte detto di essere stati fortemente influenzati da voi a inizio carriera. Come vi fa sentire questa cosa?
JENS
– E una bella sensazione!
TIMO – i ragazzi delle band che hai citato sono nostri amici prima di tutto, quindi ci fa piacere!

Mi potete fare un paragone tra la scena Metal Europea, quella Giapponese e quella Sud Americana?
JENS
– Il Giappone è il Giappone, è diverso da qualsiasi altro posto! Per andare a suonare lì è assolutamente necessario avere un disco in uscita perché il mercato discografico e quello della musica live sono a stretto contatto e cooperano tra loro molto fortemente. Infatti la ragione principale per cui manchiamo da un po’ di tempo in terra nipponica è il fatto che è un po’ che non abbiamo un vero e proprio album nuovo! L’ultimo è “Eternal” del 2015. In Sud America credo che potremmo andare se volessimo… Comunque ormai i soldi si fanno più con i tour che con i dischi per il fattore dello streaming che sta diventando predominante. Il risultato è che ci sta molta più competizione “on the road” e ci stanno tante band in tour nello stesso periodo. Ora il nostro tour sta avendo un buon successo ma ci stanno comunque tanti gruppi con sonorità simili al nostro che suonano nelle stesse zone dove suoniamo noi magari a poche settimane di distanza! Quindi è importante quando si pianifica un tour di farlo in maniera intelligente e magari avere un pacchetto interessante come il nostro che presenta tre band simili ma allo stesso tempo con sonorità non identiche che potranno piacere ad ascoltatori molto diversi.

Una curiosità… ci sono delle differenze principali dal punto di vista del songwriting tra il periodo Tolkki e quello post- Tolkki? (Parliamo di Timo Tolkki, storico chitarrista degli Stratovarius dall’1985 al 2008 nda). Ovviamente le tecnologie sono cambiate perché stiamo parlando di due periodi diversi, quindi quello lo do per scontato…
TIMO
– Beh, credo che la differenza principale sia che nel periodo di Tolkki lui scriveva la musica nella sua totalità mentre ora ognuno di noi contribuisce nel comporrei i pezzi.

Quindi ora è più un vero e proprio lavoro di squadra!
TIMO
– Esatto! Matias (Kupiainen, chitarrista della band nell’ultima decade, nda) ha una grossa responsabilità, ma anche noi mettiamo il nostro input.

Ho notato che nei vostri ultimi album il sound della band sta diventando leggermente più Progressive e meno Power Metal. Sto pensando a pezzi come “Elysium” per esempio… Siete molto influenzati dalla musica Prog?
TIMO
– Sì, quello è per via di Matias!
JENS – Credo che la band avesse una componente progressive anche in album come “Fourth Dimension”, con una forte influenza dettata da band come Queensrÿche per esempio. Comunque credo che questa sia la naturale conseguenza di far contribuire tutti i membri del gruppo nella scrittura dei pezzi. Ognuno tende ad arricchire il sound col genere che preferisce.

Mi raccontate rispettivamente come avete iniziato a cantare (Timo) e a suonare la tastiera (Jens) e da quali cantanti/artisti/gruppi siete stati influenzati in giovane età?
JENS
– Quando ero piccolino ero un grande fan di Deep Purple, Rainbow e quel tipo di gruppi. È per via di questi gruppi che tutto è iniziato. Ma all’inizio era solo un hobby!
TIMO – Stessa cosa per quanto mi riguarda perché il mio primo vinile fu questa compilation dei Deep Purple chiamata “The Deepest Purple” e da allora iniziai a suonare la batteria e volevo essere Ian Paice! Ma ovviamente senza i risultati sperati! Poi quasi per caso iniziai a cantare e a quel punto ero un grande fan di band come Dio, o Whitesnake… credo che sia stato bravo e fortunato a non voler imitare questi artisti, ma a provare a creare un mio stile personale.

Cambiando argomento. Ho notato che tante band finlandesi, o più in generale scandinave, hanno questa forte connessione con la natura e spesso questa componete viene fuori nei loro testi. Voi siete una di queste band dato che uno dei temi predominanti dei vostri testi nel corso degli anni è proprio madre natura… ci potete spiegare questa cosa?
JENS
– E’ per via della geografia! Tipo qui in Italia guardi fuori dalla finestra e ci sono case ovunque, persone ovunque…

Sì beh… però noi in Italia abbiamo tante altre cose! Tipo monumenti e reperti storici! Il nostro è un paese molto ricco da quel punto di vista.
JENS
– Già, ma tutte queste cose sono state create dall’uomo… se vai in Scandinavia e guardi fuori dalla finestra… beh, vedrai foreste ovunque! Il tuo vicino di casa è a forse quaranta chilometri di distanza…. Ma con lui non ci parli perché lo odi! (ride). La persona con cui vai d’accordo sta a ottanta chilometri di distanza da casa tua!

Insomma è un posto amichevole!
JENS
– il tizio a ottanta chilometri sì, è amichevole, ma non l’altro! stanne ben lontano! (ride)
TIMO – Comunque no seriamente, la natura ha un forte impatto su di me e credo che possa parlare a nome di tutti i ragazzi della band. Io vivo nel mezzo del nulla …nebbia e foresta… ma è una cosa bella che mi influenza fortemente. Credo inoltre che ci dovremmo preoccupare di cosa sta succedendo nel mondo e ciò che l’uomo sta facendo a madre natura… sto parlando principalmente di quegli idioti che fanno le leggi! Forse sarà troppo tardi ma almeno credo che sto facendo il possibile per informare le persone di questi temi attraverso la musica.

Già, e trovo che sia importante che nel Metal si parli anche di questi argomenti.
JENS
– In ogni caso non puoi evitare la natura dove siamo noi. Quanti abitanti conta L’Italia? Quaranta milioni?

No, per la verità credo sessanta…
JENS – Sessanta? Oooooodiiiiooooo
TIMO – Credo che noi e la Svezia siamo tipo otto milioni (ride).

Già… so che la popolazione della Finlandia è più o meno uguale a quella di Roma, perché Roma conta circa cinque milioni di abitanti. (Roberto Manenti, che è con me, mi suggerisce di dirgli che loro sono in pochi però hanno gli Stratovarius e noi no! Riferisco la cosa aggiungendo che però noi abbiamo tanti altri gruppi Power Metal validi – nda)
JENS – Sicuro! Penso ai Rhapsody, ma anche i Labyrinth

Sì, noi abbiamo un’ottima scena Power Metal, ma il problema è che da noi la scena Metal non è grande e importante come in Scandinavia o in Germania per esempio… (anche se trent’anni fa le cose erano diverse, come mi suggerisce Roberto Manenti)
JENS – Beh, credo che voi abbiate delle ottime band!

Sì, ma alla fine probabilmente solo Rhapsody e Lacuna Coil sono esplose a livello mondiale, la maggior parte sono rimaste confinate nell’underground.
JENS
– Conosci gli IceFish? (gruppo progressive Rock/Metal Italiano con Virgil Donati e Andrea Casali, nda)

No…
Roberto Manenti – Io li conosco, ottima band!
JENS
– Loro sono veramente una top band! e sono Italiani!

Ultima domanda che vi voglio fare riguarda il nuovo full-lenght … quando uscirà e avete idea della direzione musicale che seguirete con esso?
JENS
– Assolutamente nessun’idea per ora!
TIMO – Siamo nella fase di composizione ancora. Abbiamo qualcosa sul nostro PC, e il piano è quello di iniziare a registrare l’anno prossimo e rilasciarlo l’anno prossimo ma non siamo mai stati bravi con le scadenze, e non ne vogliamo quindi inizieremo a registrare solo quando avremo i pezzi pronti e che ci convincono!
JENS – E personalmente preferisco sia cosi piuttosto che immettere sul mercato un album di cui siamo contenti a metà o per cui abbiamo solo la metà dei pezzi che volevamo. Negli anni passati credo che ognuno di noi fosse più motivato nel concentrarsi esclusivamente sulla fase compositiva ma ora come ora ognuno di noi ha altri impegni oltre la musica… ma sono convinto che riusciremo ad organizzarci per l’anno prossimo! Non ho idea di come potrebbe suonare però!

E avete già programmato dei festival per l’estate prossima?
TIMO
– Sì! Per la verità abbiamo più festival programmati per l’anno prossimo di quanti ne abbiamo avuti l’estate scorsa!

Bene! Spero che uno di questi sia il Wacken (celebre festival Metal nord della Germania nda) perché il prossimo sarà il mio settimo anno consecutivo lì ed inoltre è il trentennale del festival quindi sarebbe bello avere anche voi!
JENS
– Adoro il Wacken!! Digli agli organizzatori che se non ci chiamano tu non compri il biglietto per ripicca!

L’ho già preso, ma posso sempre mentire…
JENS
– Ahahah bravo!

Ok, l’intervista è finita. Grazie mille, ragazzi!