SONATA ARCTICA – L’inizio di una nuova stagione

SONATA ARCTICA – INTERVISTA ESCLUSIVA A ELIAS VILJANEN • (English version below)

Come un fulmine a ciel sereno, i Sonata Arctica hanno voluto deliberatamente sorprendere i propri fan con un annuncio lampo che ha lasciato letteralmente la vasta fanbase internazionale della band a bocca aperta. Con un post condiviso in rete, infatti, la band finlandese ha annunciato l’arrivo del suo prossimo album, il decimo per l’esattezza: “Talviyö”, Notte d’Inverno. Un disco, questo, che, come avremo modo di presentarvi prossimamente, segue circa il filone intrapreso con i precedenti lavori in studio, “Pariah’s Child” e “The Ninth Hour”, offrendo allo stesso tempo nuovi elementi che diversifica questo nuovo percorso musicale intrapreso da una delle maggiori realtà musicali del panorama europeo. Per voi abbiamo incontrato a Milano Elias Viljanen, il chitarrista della band, che così ci introduce questa decima release discografica.

Ciao Elias e benvenuto su Metalforce.it! È un grande piacere parlare con te oggi. Come stai? 
ELIAS – Hyvää kuuluu, sto bene! Al momento siamo in questo tour promozionale da circa una settimana, credo. Non ne sono sicuro. Sono esausto e felice!

A grande sorpresa avete lanciato una sorta di bomba improvvisa che annunciava, appunto, l’arrivo del nuovo album. Ovviamente i vostri fan sapevano che stavate lavorando al disco, ma non avevano alcuna idea in merito a quando sarebbe uscito e via discorrendo. Che tipo di reazione avete avuto?
ELIAS – La reazione ricevuta dal pubblico è stata abbastanza positiva, o almeno credo. Ovviamente non si tratta delle cose basiche dei Sonata Arctica con canzoni tradizionali, come brani più veloci o cose simili! Ovviamente, come sempre, alcune persone sono state deluse, ma complessivamente credo che i fan la prenderanno nel modo giusto, credo che il disco presenti alcune canzoni più semplici, quindi questo è un teaser del disco. Credo che i nostri fan sicuramente si aspettino di più da questo album, forse temono che tutto il disco possa suonare come il singolo che abbiamo rilasciato, ma non è questo il caso, anche perché abbiamo lavorato molto a questo disco. Abbiamo iniziato le registrazioni, le tracce fondamentali, già lo scorso autunno, a settembre dello scorso anno e ci è voluto un po’, poi abbiamo terminato il disco e la gente ha iniziato ad avere degli indizi che portavano a capire che avevamo concluso le registrazioni, ma è servito del tempo e ce ne eravamo quasi dimenticati.

Dopo quasi dieci anni, ritroviamo nuovamente un titolo finlandese, che non pronuncerò per non sfigurare. Come mai la scelta del titolo?
ELIAS – Il titolo del disco è l’ultima cosa che avevamo, fondamentalmente. Avevamo già l’album pronto, così come l’artwork di copertina che altro non è che una foto di una notte d’inverno. Intitolare il disco “Winterland” suonava così dozzinale, quindi Tony ha avuto l’idea e ha chiesto: “E se optassimo per il finlandese?”, in modo da poter dare quest’immagine esotica sia per i fan, che per noi.

Avete anche presentato il primo singolo, “A Little Less Understanding”. So che, come da tradizione, una fazione della vostra fanbase lo ha ben recepito e ha palesato grosse aspettative per il disco. D’altro canto, invece, altri fan si sono detti contrariati per la scelta del singolo. Come mai avete optato per questa particolare scelta? Io, forse, avrei optato più per ‘Whirlwind’ o “Demon’s Cage”, secondo me sarebbero state un bell’antipasto!
ELIAS – Sostanzialmente è il brano più semplice e, ovviamente, realizzeremo dei video musicali dei prossimi singoli che si susseguiranno, quindi vi saranno altre canzoni migliori per le quali realizzeremo questi video.

So che forse la domanda sarebbe più adatta a Tony, ma provo a portela lo stesso. Ascoltando il singolo di lancio, inizialmente sembrava avere una sorta di connessione con “I Have A Right”, forse perché tratta circa le stesse tematiche. È esatto?
ELIAS – Credo che sia corretto, in quanto Tony ha detto che ha a che fare con quell’argomento. Tratta di bambini e sì, come dicevi tu, è così; in un certo modo, “I Have A Right” era finita anche nella versione giapponese del disco ai tempi e la stessa cosa stava succedendo per ‘A Little Less Understanding’, che non comparirà in altri dischi, di conseguenza è stata scelta come primo singolo.

Il nuovo album sembra più essere in linea con “Pariah’s Child” e “The Ninth Hour”, anche se forse ci sono molte più sfumature, come ad esempio la forte vena prog che si sente in “Storm The Armada”. Ritroviamo il tipico trademark dei Sonata, ma ci sono anche elementi nuovi, forse complice anche il lavoro che avete svolto in studio con Mikko Tegelman.
ELIAS – Credo che sia così, almeno in termini di suono, abbiamo ricevuto molto aiuto da parte di Mikko, forse la parola aiuto non è molto appropriata, diciamo che ci ha guidati, dato dei suggerimenti sia a livello di sound che in termini di prestazione. Ha avuto un sacco di idee e ci ha fornito qualche dritta su come suonare, dicendoci “Fai più in questo modo o in quest’altro”, utilizzando diversi stili. Sì, ma credo che l’aiuto maggiore sia arrivato anche nella composizione dei brani o negli arrangiamenti, perché in sostanza non traiamo influenze da nessuno. Non è tutto limitato ad un certo genere o un determinato brano in questo modo e ovviamente al giorno d’oggi ci sentiamo molto più a nostro agio, più determinati e a dir la verità possiamo fare qualsiasi cosa vogliamo, va bene.

Come ben sai, io ho avuto modo di ascoltare il disco, ma se tu dovessi fornire qualche anticipazione, cosa consiglieresti? Cosa dovranno aspettarsi quindi i fan?
ELIAS – Beh, ci sono gli elementi dei Sonata, alcuni famigliari provenienti dal passato, canzoni delicate, alcuni brani più veloci, altri più pesanti, veramente melodici.

Una cosa che mi ha inizialmente colpita è legata ai titoli dei brani. Nelle prime quattro tracce troviamo almeno una parola che si collega col clima o con la natura (vedi “Message In The Sun”, “Whirlwind”, “Cold”, “Storm The Armada”), però poi leggendo la tracklist troviamo altre cose. Deduco quindi che non vi sia un filo conduttore che collega ciascun brano, è esatto?
ELIAS – No, non si tratta di un concept album, ma ovviamente ci sono molti brani che trattano argomenti differenti, forse, ma solitamente i pezzi sono celati, almeno in termini di testi, e parlano della natura, cose così. Credo che a livello tematico ci sia una sorta di concept che parla del nostro pianeta e di come le persone lo stanno distruggendo, ma vi è anche amore e situazioni famigliari. Non è molto ‘heavy metal’, ma… (Elias scoppia a ridere, ndr).

Un’altra cosa che mi ha colpito è stata la traccia “Ismo’s Got Good Reactors”, completamente strumentale. Cosa puoi dirmi in merito? A tratti pare addirittura essere un brano che mette positività e spezza bene l’ascolto!
ELIAS – Visto che le canzoni sono profonde e ‘malinconiche’, per così dire, questo brano è una buona pausa, come dicevi tu. Credo che le melodie su questo disco siano più pesanti, dato che il brano ha qualcosa come 13 o 14 anni, è vecchio ma è divertente suonarlo, perché non hai bisogno di utilizzare i tasti neri della tastiera… È divertente! È un giro intorno al mondo, ci siamo divertiti con quella canzone, perché è divertente, spezza il disco a metà…

Avete fatto un piccolo spoiler, involontariamente, dove avete annunciato già l’arrivo di un nuovo tour. Inizierete dagli States per poi muovervi verso novembre/dicembre in Italia. State già lavorando anche ad altre date o al momento avete già fissato qualcosa ma siete in attesa di comunicazioni ufficiali?
ELIAS – Siamo nel bel mezzo della questione, perché sappiamo l’arco temporale del tour. Partirà dalla Finlandia a metà novembre e da lì andremo dritti in Europa. Credo che il tour verrà annunciato a brevissimo in questi giorni, sì. (qualche giorno dopo i Sonata hanno annunciato le due date che si terranno sia a Padova che a Milano, ndr).

A marzo avete tenuto questo tour acustico che ha fatto tappa nelle maggiori città europee. Per l’occasione, il pubblico italiano ha avuto modo di vedervi anche a Milano in un contesto molto più intimo e atipico rispetto la classica metal venue: il teatro. Come mai una scelta simile? Voi non siete estranei alle performance acustiche, tant’è che nei precedenti tour vi abbiamo visti cimentarvi, appunto, in qualche esecuzione unplugged, ma vedervi suonare completamente in acustico fa un certo effetto. Cosa puoi dirci in merito?
ELIAS – Abbiamo avuto questo tour unpluggend in Finlandia, ha funzionato così bene che avevamo deciso di dargli un’altra possibilità, così ne abbiamo parlato con il nostro agente in Germania. Ci ha detto: “No, forse non è questa gran bella idea, perché la gente non verrà e voi non farete soldi da iniziative del genere”. Eravamo entusiasti e volevamo spingere su questa faccenda, volevamo almeno tentare ed è andata molto bene. Abbiamo tenuto anche alcuni show sold out in alcune venues, sì. Proporre concerti acustici è diverso, volevamo offrire sia agli ascoltatori che a noi stessi, in veste di musicisti, un’esperienza diversa. È stato un buon cambiamento!

Dieci album in studio oggigiorno sembrano quasi un’utopia o un obiettivo difficile da
raggiungere per tante neonate band. Qual è il segreto per avere una carriera fruttuosa e molto soddisfacente come la vostra? E soprattutto, qual è il segreto per sopravvivere ad un’industria musicale sempre in costante cambiamento e, diciamocelo, forse un po’ più esigente?
ELIAS – Non ho una risposta a questo! Come individui, siamo piuttosto testardi, questa è già una cosa, ma abbiamo un sacco di pazienza, comprensione e dobbiamo provare, devi anche essere motivato.

In attesa di scoprire quali saranno le prossime date italiane, ti ringrazio per averci concesso questo spazio e, come la tradizione vuole, spetta all’intervistato concludere questa conversazione con le parole finali.
ELIAS – Grazie mille, è sempre bello essere in Italia!


(English version)

Like a thunderbolt, Sonata Arctica wanted intentionally to surprise its own fanbase with a shocking announcement who has surprised everyone. With a post shared on its social medias, the Finnish band has announced its new full length album, the tenth of its long discography: “Talviyö”, Winter’s Night. A record that follows the steps of the previous works done by the band, “Pariah’s Child” and “The Ninth Hour”, and that offers also in the same time some new element that diversifies this new music path taken by one of the biggest realities of the European panorama. We had the chance to meet the guitar player of the band, Elias Viljanen, in Milan on the occasion of the press day arranged by Nuclear Blast. This is how the musician introduces us this brand new release.

Hi Elias and welcome to Metalforce.it! It’s always a great pleasure talking to you today. Mitä kuuluu? How are you doing?
ELIAS –  Hyvää kuuluu, I’m good. We’ve been in this promotional tour now for almost a week, I think, I’m not sure. I’m quite tired but I’m happy!

Today we’re in Milan in order to talk about Sonata Arctica. With big surprise, you’ve announced this brand new album and, of course, your fans have been quite speechless, because they knew about it but they didn’t expect any announcement yet. What kind of feedback did you get from them?
ELIAS – From the audience I think it was quite positive, of course, but it’s not the basic Sonata Arctica song or traditional, like faster or something like that! Of course, as usual, as always, some people were disappointed, but overall I think fans will take it well, I think there are some of the simplest songs on the album so it’s a teaser of the album. I think that our fans also they are expecting more of this album, they are maybe afraid that the whole album could sound like this, like this one song, but that’s not the case and because we had been working on this quite long with this album, we’ve started the recording, the basic tracks, already in the fall, September last year, and it took a while. When we finished the album, in that way also i think people will have some clou that we made the album, but then it took some time and we almost forgot about it.

After almost ten years, or maybe more, we have another Finnish album title, I’m not going to pronounce it because my finnish is poor! What about this choice? Is the album a sort of concept or…?
ELIAS – The title of the album was the last thing that we did have basically, we had the album ready and the artwork and everything, so… the artwork of the album is a photo, from there, because it’s a picture of ‘talvi’, that means “night”, “Winternight” sounded so cheesy in English, so… Tony had the idea and asked: “What if we did it in Finnish?”, so there’s this more exotic photo for fans and for us.

You’ve also presented the first single, “A little less understanding”. As the tradition wants, we always find a part of fans who are into your new music and it accepted very well the new single. The other part, indeed, didn’t welcome it very well. What about the choice of this particular song? If I have to be honest, I would kinda have preferred “Whirlwind” or “Demon’s Cage” to introduce the record, it would be a more interesting appetizer, so to speak!
ELIAS – Basically it’s the easiest song and of course we will make music videos of the songs, of the other singles that will follow up, so maybe there are better songs to come in order to make videos, of course. You know, they are just hanging there…

I know that this question would fit Tony’s shoes, but I’ll try to ask you the same. Listening to the single, I was initially under the impression that there was a sort of connection with “I have a Right”, maybe because it deals with the same topic somehow. Is that right?
ELIAS – I think it’s right, as Tony said it deals with that stuff, you know. It deals with children and yeah, as you said, it’s like that; also in that way that “I Have A Right” got to be almost in the Japanese version, the same thing almost happened with ‘A little less understanding’, it would not in another record, so now it has to be still the first single.

The new album seems to be in line with “Pariah’s Child” and “The Ninth Hour”, even though I’ve noticed more nuances, like the prog atmosphere you hear in “Storm The Armada”. There’s the band’s typical trademark but there are also some new feature, maybe due to the work you’ve done in the studio with Mikko Tegelman.
ELIAS – I think it is like that, at least sound-wise, we had a lot of help from Mikko, maybe not help but he guided us, he gave some suggestion sound-wise and play-wise as well. He had a lot of ideas and maybe usual try to play, telling “Do more like that or that”, with more different styles. Yeah, but I’m thinking more about the composing of the songs or the arrangements, I think, because we can’t take influences from anywhere, basically. It’s not limitated to certain gener or song in that way and of course we feel more, we nowadays feel more confident and we actually can do whatever the way we want so.. alright!

If you were to give a little description, what would you say? What shall fans expect from it?
ELIAS – Well, there are Sonata elements, familiar from the past, sensitive songs, few faster songs, heavier songs, really melodic, yeah.

One thing that really impressed me is related to the titles of the songs. We find at least one word connected to the climate or nature in the first four songs (“Message In The Sun”, “Whirlwind”, “Cold”, “Storm The Armada”), but when I’ve read all the tracklist I’ve noticed something else. I guess that there’s no red thread between each song. Is that right?
ELIAS – No, it’s not a concept album, but of course a lot of the songs deal with different topics, maybe, but usually they are concealed, lyric wise, about nature and stuff like that. I think there’s also some lyric has some concept about the whole planet or how we people are destroying it. There is also love and family things, so it’s not so ‘heavy metal’, but…

Another thing that impressed me is the song called “Ismo’s Got Good Reactors”, which is an instrumental one. What can you tell me about it? It seems a song that gives me positivity and it breaks somehow the listening?
ELIAS – Because of the other songs are quite deep and ‘moody’, so to speak, it’s a good break, as you told. I think that melodies on it are heavy since it’s a teenager, like 13-14 years old. It’s old and nice to play, because you don’t need to use the black keys of the keyboards, so… it’s a lot of fun! Yeah. It’s a trip around the world, we had a lot of fun with that song, because it’s fun, it stops the album in the middle…

You made a sort of spoiler concerning the new tour of the band. I know that you’ll start from The US and then you’ll move to Europe in November/December. Are you currently working on the dates or do you already know everything concerning the tour but you’re forbidden to say something about it?
ELIAS – We’re in the middle of that, because we know the time frame of the tour. It will start from Finland in middle of November and straight from there we will come to Europe. I think that tour will be announced very soon in these days yeah.

In March you held this unplugged tour and you played in the biggest European cities. For the occasion, the Italian audience had the chance to see you in Milan in a more intimate and unusual context compared to the traditional metal venue, so to speak: the theater. What about this choice? You’re used to the unplugged performances, you always had this acoustic break during your previous shows, but I have to say that seeing you performing acoustically gives you thrills. What can you tell about it?
ELIAS – We had all this acoustic tour in Finland, it worked so good that we decided to give it a go and we talked to our agent in Germany. He said: “No, maybe it’s not a so good idea, because people won’t come and you won’t make any money out of these things”. We were eager and we were pushing and pushing, we wanted to try, at least and it went really went. We had also some sold out show in some place. Yeah. It’s so different to play acoustic shows and we felt like we offered the listeners and for us as players a different experience. It’s a good change!

Ten studio albums nowadays seem to be an utopia or a difficult task to reach for a lot of new bands. What is the key to have such a successful career like yours? And above all, what is the key to survive a music industry that is always changing and becoming tougher day by day?
ELIAS – I don’t have an answer for that! As individuals, we are quite stubborn, that’s one thing, but we have a lot of patience and understanding and we have to try. You also have to be motivated, also!

Well, waiting to know about the upcoming Italian dates, I wanna thank you for your time and, as the tradition wants, I call the interviewee to share the final words.
ELIAS – Thanks so much, it’s nice to be back in Italy once again!