Six Strings Killers – episode III: Tony Hernando (Lords Of Black)

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LORDS OF BLACK: INTERVISTA ESCLUSIVA A TONY HERNANDO • (english version below).

Cari lettori e maniaci della chitarra, oggi parleremo con Tony Hernando, rinomato virtuoso della sei corde nonché chitarrista dei Lords Of Black, che il prossimo 30 ottobre saranno presenti al Frontiers Metal Festival.
Come al solito affronteremo un bel po’ di argomenti: dalle influenze musicali di Tony, alla sua strumentazione, passando per le sue collaborazioni e molte altre cose interessanti. Vi suggerisco di cercare qualche suo video sul web sia da solista che con la sua band, visto che è un chitarrista potente e melodico allo stesso tempo, dotato di un grande senso dell’arrangiamento della composizione.
Ma il tempo è poco, quindi partiamo con l’intervista. Buon Divertimento!

Ciao Tony come stai? Grazie per l’intervista. Iniziamo a parlare del tuo lavoro con i Lords Of Black… Raccontami qualcosa riguardo al vostro nuovo album “II”, che è stato co-prodotto da te e Roland Grapow
TONY – Ciao! Beh, io lavoro con Roland Grapow dal mio album solista “Actual Events”, missando e masterizzando di volta in volta gli album in cui sono stato coinvolto, o in seguito condividendo maggiore lavoro e responsabilità co-producendo dal momento della loro fondazione i Lords Of Black con Ronnie Romero, da almeno tre anni ad oggi. Il debut album “Lords Of Black” è stato autoprodotto e in breve ha guadagnato una grande popolarità, diventando una sorta di “cult” album… quindi abbiamo iniziato a suonare live e ad aprire i concerti di band note quali Gotthard, Unisonic e Helloween e siamo stati quindi contattati da etichette e agenzie internazionali interessate a farci firmare con loro… stavamo lavorando al nostro secondo album ancora senza un contratto discografico quando c’è stato l’annuncio che Ritchie Blackmore sarebbe tornato al mondo del rock con una nuova lineup dei Rainbow, con Ronnie alla voce, il che ci ha fatto puntare tutti gli occhi e le orecchie addosso e quindi ci ha portati a firmare con la Frontiers Records per il nostro secondo album intitolato “II”. Stiamo avendo un grande successo con questo disco e stiamo suonando ovunque! Abbiamo appena suonato al Loud Park Festival in Giappone, tra pochi giorni suoneremo al Frontiers Metal Festival a Milano e saremo in tour in Europa.

Quindi visto che il vostro cantante Ronnie Romero ha suonato con i leggendari Rainbow di Ritchie Blackmore penso che sia stata una grande soddisfazione per te e gli altri della band?
TONY – Per me tutto ciò che riguarda questo fatto è veramente speciale, essendo io stesso un fan del grande e unico “Man in Black” e dato che un mio amico che ha avuto la possibilità di vivere questo sogno mi sento particolarmente orgoglioso e felice, inoltre ovviamente tutto ciò ha cambiato le carte in tavola riguardo alla possibilità di emergere alla grande per i Lords Of Black… quindi sì, sono felice, orgoglioso e grato.

Qualche notizia riguardo al tuo progetto solista? Stai lavorando a un nuovo album?
TONY – Ho un sacco di materiale pronto per un disco solista, ma l’intera faccenda riguardante la chitarra è stata un po’ accantonata… non c’è più mercato, veramente… bene, almeno se stiamo parlando di un lavoro serio, con veri musicisti, una vera produzione… che richiede un budget che sfortunatamente in questo periodo è fuori portata. Ma forse una collaborazione con un cantante è più probabile… Sto anche scrivendo un sacco di materiale diverso dai Lords Of Black.

Quali sono le tue influenze principali nel tuo guitar playing?
TONY – Sono stato fortunato nel nascere in una generazione immersa nella chitarra… Grandi chitarristi ovunque e non parlo solo di tecnica, che è stata abbracciata da un’intera nuova generazione, anche ragazzi molto giovani che potevano suonare nota per nota le ogni canzone di who Yngwie o Jason Becker , ma che non erano assolutamente in grado di scrivere una singola battuta di tale bellezza… Quando ero un ragazzo ho iniziato come fan di Randy Rhoads, Blackmore, Gary Moore, quindi Yngwie, Satch, Vai e tutti gli shredders della Shrapnel Records…(la famosa etichetta discografica di Mike Varney che a dalla metà degli anni ’80 lanciò molti virtuosi della chitarra sul mercato, nda), quindi successivamente mi sono addentrato nella fusion e nel blues …ma in fin dei conti chiudi sempre il cerchio tornando a quelle che sono le tue origini…

Descrivi il tuo stile…
TONY – Questa è una cosa difficile per me… penso di avere un forte senso melodico e anche la qualità del songwriting è molto importante… ho imparato nel corso degli anni che acquisire capacità tecniche è la cosa più facile da fare… ma una grande canzone o begli assoli con una bella melodia e un bel tema, questo per me è importante ed è uno dei miei punti di forza… chiaramente ho anche molte altre debolezze (ride…).

Ora parliamo della tua strumentazione ed equipaggiamento…
TONY – Ripeto, come succede per la tecnica, la visione del tuo strumento e della musica quando cresci e maturi cambia e ti accorgi che il tuo gear non è così importante e che grossa parte del suono proviene dalle tue dita e dalla connessione di orecchie, mente e corpo con lo strumento. Io ho suonato chitarre Ibanez da quando ho memoria… Te l’ho detto, io appartengo alla generazione di Satch, Vai e Gilbert , quindi immagino che questa cosa mi abbia condizionato , e benché abbia provato e amato molte altre chitarre , la mia scelta ricade sulle Ibanez e ne sono stato endorser per anni… Amo veramente le mie chitarre Ibanez! Non sono molto addentrato nel discorso pedali, ma ho provato o avuto più o meno tutti i grandi amplificatori, tra i miei preferiti Bogner, Soldano, VHT, Cornford… sempre accoppiati al vecchio ADA MP-1! Attualmente per i tour ritengo ottimo che in giro ci sia roba ottima come il Kemper… Non dirò mai che queste nuove tecnologie suonano meglio dei veri ampli, ma sono una grande risorsa e sono molto convenienti in molte situazioni.

Come hai iniziato a suonare?
TONY – Ho iniziato studiando chitarra classica al conservatorio, ma ben presto sono passato all’elettrica ovviamente inizialmente come auto didatta.

Hai suonato con un grande batterista come Mike Terrana, come è stata questa collaborazione?
TONY – Sono stato amico di Mikey per molti anni, quando lui ancora viveva a L.A. Quando ho avuto da parte una manciata di grandi pezzi e mi sono sentito pronto gli ho chiesto di suonare e abbiamo iniziato a registrar e ad andare ogni tanto in tour per alcuni anni, sempre in base ai suoi impegni con le sue bands, ma è stato molto bello e siamo andati molto bene.

Come è la situazione in Spagna per le bands heavy metal? In Italia è sempre più difficile per i gruppi trovare contratti professionali…
TONY – Io credo che la situazione sia brutta come dicevi tu, o forse anche peggio, considerando che voi avete una maggiore tradizione nel Rock, Pop o Metal con alcune band di successo anche internazionale… Qui c’è una scena molto particolare, in quanto come forse saprai la maggior parte dei gruppi Rock o Metal cantano in spagnolo, lingua che va bene per le canzoni popolari o la musica Pop radiofonica, ma che trovo molto strana per Metal e Rock, generi che sono nati per essere cantati in inglese…prova ad ascoltare come suonano in altre lingue e poi dimmi!

Una domanda divertente: scegli la tua band spagnola preferita e dimmi perché, quindi scegli una band italiana e fai lo stesso.
TONY – Bene, adesso andrò in contraddizione con quanto detto prima, perché menzionerò una grande band spagnola, sceglio infatti la line up classica dei Barón Rojo, una grande Hard Rock band che canta in spagnolo, ma con una qualità e una convinzione che non è mai stata superata. Riguardo l’Italia… beh io non conosco molto tranne Rhapsody (ora ci sono due bands differenti con lo stesso nome giusto?), DGM o Labyrinth, tutti loro sono molto bravi in quello che fanno.

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(english version)
LORDS OF BLACK: EXCLUSIVE INTERVIEW TO TONY HERNANDO •

Dear readers and guitar maniacs, today we’ll talk with Tony Hernando, renowned guitar virtuoso and member of the power metal band Lords Of Black, that on October 30th will play at Frontiers Metal Festival. As usual we will approach lots of topics, including: his musical background, gear and equipments, collaborations and many other interesting things. I suggest you to find some of his videos on the web, as solo artist and with Lords Of Black, listen carefully to his guitar playing, very melodic and powerful at the same time, great composer and arranger as well.
But time is short so let’s start with the interview and have fun!

Hi Tony how are you? Thank you for this interview. Let’s start talking about your work with Lords Of Black… Tell me something about your new album “II”, which is co-produced by you and Roland Grapow…
TONY – Hi! Well, I’ve been working with Roland Grapow since my solo album “Actual Events”, mixing and mastering the albums I’ve been involved in, or later sharing even more work and responsibility together as co-producers from the moment I founded Lords Of Black with Ronnie Romero, almost three years ago now. The album debut “Lords Of Black” was released by ourselves and soon it gained a great popularity, becoming like a “cult” album… then we started to play live and opening for great bands such as Gotthard, Unisonic and Helloween and got noticed by international agents and labels, who showed interest in signing us… we were actually recording our second album with no label’s contract yet when the announcement of Ritchie Blackmore return to Rock with a new Rainbow line up featuring Ronnie made all the eyes and ears over us and that lead to our signing to Frontiers Records for the second album entitled “II”. And here we are having a great success with the album and playing everywhere! We just came back from playing at Loud Park Festival in Japan, in a few days we’ll be performing at Frontiers Metal Festival in Milan and we’ll tour Europe again at the fall…

Your singer Ronnie Romero performed with the legendary Ritchie Blackmore’s Rainbow, I think it is a great satisfaction for him and the whole band… what do you think about it?
TONY – For me all about that has been really special, being myself a huge fan of the one and only “Man in Black” and having my partner and friend living such a dream makes me very happy and proud, and obviously the whole thing has been a true game changer for the chances in breaking big for Lords Of Black… so yes, I’m happy, proud and grateful.

Any news about your solo artist project? Are you working on a new album?
TONY – I have a lot of material ready for another instrumental solo album, but the whole guitar thing has fallen apart pretty much… there’s no market for that, really… well, at least if you are talking about a serious record, with real musicians, real production… that needs a budget that unfortunately is way beyond what you can expect out of the incomings nowadays. But looks like maybe a solo or collaboration album with a singer could be more possible… I’m also writing a lot of great stuff different from Lords Of Black

What are the main influences on your playing?
TONY – Lucky enough to grow up in a generation that were totally in guitar…great guitarists all over the place… and I’m not talking about technique only, which has been matched by a whole new generation, even very young guys who can play note for note any of the Yngwie or Jason Becker songs but definitely could not write themselves a single bar of that beauty… When I was a kid I started as fan of Randy Rhoads, Blackmore, Gary Moore, then Yngwie, Satch, Vai and all the shredders from the Shrapnel Records… later I started to get more into Fusion and Blues… but at the end, you end up coming back full circle to what was your first calling in music…

Try to describe your guitar playing…
TONY – That’s very difficult for me to say… but I really think I have a strong melodic sense and the quality of the songwriting is also very important to me… technically wise, I have learnt over the years that that was actually the easiest thing… but having a great song or great solos with a sense of melody and sense of a theme, that’s what is important to me and one of my “fortes”… of course I have many other weaknesses, ahahahah!

Now let’s talk about your gear and musical equipments…
TONY – Again, as it happens with the technique and the vision of your instrument and the music when you grow and mature, you realized that the gear is not that important and most of the sound comes from you fingers and you connection of ears-mind-body with the instrument… I’ve been playing Ibanez guitars since I can remember… I told you I belong to that Satch-Vai-Gilbert generation, so I guess that made up my mind, and although I’ve tried and love many other guitars Ibanez is my choice and I’ve been officially endorsed for many years… I really love my Ibanez guitars! Not a guy into pedals and effects really, and I’ve had or tried almost any great amplifier out there, being my faves Bogner, Soldano, VHT, Cornford… and the old ADA MP-1 still to be matched! But yeah, nowadays for touring purposes is great that there are a lot of great stuff like Kemper… I’ll never say this new technologies sound better that the real ones, but is a great addition and very convenient in many situations.

How did you started playing guitar?
TONY – I started studying Classical Guitar at the Conservatory, but I was very into electric early on, of course self taught first.

You played with a great drummer like Mike Terrana, how was this collaboration?
TONY – Being friends with Mikey for many years… when he was still living in L.A. When I felt I was ready and have a bunch of great songs I asked him and we started to record and tour a bit for some years, always around his schedule with his bands, but it was always great and we got along very well.

How is the situation in Spain for heavy metal bands? In Italy is harder and harder for the bands to find professional deals…
TONY – I guess is just as bad as you say over here, or even worse considering you have a longer tradition in Rock, Pop or Metal with some successful bands even internationally… here it is a very particular scene, since you may know, the majority of bands in Rock and Metal still singing in Spanish, which is just fine for popular-traditional and Radio Pop music, but I found it very strange for Rock and Metal, genres which were born or created to be sung in English, definitely… just check how it sounds in different languages and tell me!

A funny question: choose your favourite band from Spain and tell me why… then choose your favourite band from Italy and tell me why…
TONY – Well, now I’m gonna be in self contradiction with I just said before, because if I must mention a great Spanish band I will go for the old classic line up of Barón Rojo, a great Hard Rock band that sang in Spanish but with a conviction and quality that has never been matched. About Italy… don’t know really that much apart of Rhapsody (are they two different bands now with that name, right?), DGM or Labyrinth… they are all very good at what they do.

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