SILVER LAKE BY ESA HOLOPAINEN – La natura delle emozioni

 

SILVER LAKE BY ESA HOLOPAINEN – INTERVISTA ESCLUSIVA AL MUSICISTA FINLANDESE • (English version below)

Prima o poi, arriva nella vita di un artista il fatidico momento in cui lo stesso sente l’esigenza di doversi buttare a capofitto in un progetto nuovo, qualcosa da cui evadere e creare musica che si distanzi, in qualche modo, da ciò che è stato proposto nel corso della propria carriera. Tanti, infatti, sono stati i musicisti in ambito metal che, in un modo o nell’altro, si sono cimentati in progetti molto diversi fra loro. Con l’arrivo di questo nuovo anno, Esa Holopainen, incredibile artista, nonché uno dei più conosciuti dell’ambiente, conosciuto perlopiù per il suo impegno con gli Amorphis, ha deciso di destreggiarsi in un progetto solista dall’incredibile potenziale.  Metalforce ha colto l’opportunità di parlare con questo fantastico artista in merito al progetto Silver Lake, il cui debutto avverrà tra pochissimi giorni. A voi la nostra esaustiva chiacchierata.

Ciao Esa e benvenuto su Metalforce.it per questa nostra prima intervista. Come stai?
ESA – Sto molto bene. Al momento stiamo registrando il prossimo album degli Amorphis.

Il 2020, come si è già percepito, è stato un anno devastante per tutta l’umanità ed in particolar modo per molti settori come il turismo, l’economia e l’industria musicale. Non so se hai saputo anche quello che abbiamo vissuto noi in Italia, ma qui la situazione è stata decisamente trascurata tant’è che molti locali hanno chiuso o si sono affidati a raccolte fondi per avere un esiguo sostegno economico, altre band si sono dovute reinventare, altre si sono completamente affidate al loro daily work. Molti musicisti che conosco, ad esempio, sono tornati al loro lavoro di produttore in studio, altri cantanti hanno impiegato il loro tempo per fare collaborazioni ecc. Tu come hai vissuto quest’ultimo anno? Come ti ha segnato a livello personale e lavorativo?
ESA – Sì, è stato veramente orribile il periodo che tutti quanti noi abbiamo vissuto. Come hai detto tu, noi abbiamo preso le notizie di ciò che avveniva all’estero dalla tv e credo che l’Italia abbia avuto uno dei casi peggiori. Sai, dobbiamo cercare di essere ottimisti e sperare che tutto possa andare per il meglio, ora che la gente si sta vaccinando. Credo che la situazione sia stata la stessa un po’ ovunque, abbiamo avuto un lockdown e ora il paese sta riaprendo di nuovo, dopo che tutto quanto è rimasto chiuso. I piccoli teatri ed i ristoranti possono riaprire entro certi limiti, ma niente in base alla vita normale. Credo che il business, l’industria musicale e quella dell’intrattenimento stia veramente soffrendo ovunque, anche qui abbiamo perso dei locali, abbiamo perso persone e lavoratori freelance che lavoravano in questo campo. Giusto oggi ho appreso di un tecnico che sta cercando di avere aiuto grazie alla raccolta di fondi per cibo e quant’altro, per cui è davvero una brutta situazione persino qui! Credo che l’unico modo per uscirne sia fare il vaccino, l’unica cosa che possiamo fare è sperare, gradualmente, di far riaprire i confini e permettere agli artisti di suonare, di tenere concerti, di fornire lavoro ai tecnici e all’intera industria.

Oggi siamo qui per parlare del tuo progetto solista, Silver Lake. Solitamente, prima o poi, un musicista sente anche l’esigenza di fare un qualcosa che sia solo suo e nel metal abbiamo tantissimi esempi. Cosa ti ha spinto, dopo tanti anni di militanza negli Amorphis, a portare alla luce un progetto tuo accettando la proposta offerta da Nino Laurenne?
ESA – Per quel che mi riguarda, il lockdown è stato l’innesco dell’intera cosa.  Avevo bisogno di fare qualcos’altro che non fosse guardare Netflix o cercare di capire che cosa fare a casa mia, per cui Nino mi ha telefonato nel momento giusto. È stato lo scorso anno, intorno a marzo, e mi aveva chiesto se fossi interessato ad iniziare a lavorare a questo mio album solista, poiché sapeva che era qualcosa che avrei voluto fare. Questo è stato il punto di inizio per me, ho incominciato a controllare che cosa avessi in termini di struttura dei brani all’interno del mio computer e ho suonato quei brani a Nino. È più o meno da qui che abbiamo compreso a che genere di progetto volessi lavorare, capire se potesse essere un album strumentale o meno e via discorrendo…

In qualche modo la pandemia ha influenzato anche le composizioni di Silver Lake o, al contrario, i brani non ne hanno affatto risentito poiché alcuni erano già stati abbozzati precedentemente?
ESA – Avevo un paio di idee grezze, piccole bozze da dove avevo iniziato. Non le chiamerei “canzoni finite”, ma era un qualcosa da cui ero partito. In generale, credo che l’intera pandemia, in qualche modo, mi abbia aiutato a scrivere musica, perché non avevo veramente altro da fare, se non concentrarmi sulla realizzazione di questo disco e focalizzarmi sulla scrittura, sull’arrangiamento dei pezzi. È stato divertente. Senza la pandemia, non credo che avrei mai avuto qualcosa come sei mesi per fare qualcosa che non fosse inerente agli Amorphis. È difficile dirlo, ma in qualche modo questa pandemia mi ha aiutato a scrivere quei brani.

Effettivamente, devo ammettere che sin dai tempi in cui venne dato l’annuncio del tuo progetto solista, anche io avevo pensato che si sarebbe poi trattato di un disco strumentale. anche se la titletrack, nonché opening track, è proprio un brano di questo stampo. Al contrario, è un lavoro più orientato al progressive metal e, inoltre, la partecipazione di così tanti personaggi, alcuni dei più importanti del panorama metal europeo, ha reso questo tuo progetto molto intrigante e, a tratti, malinconico se posso dire. È stata una scelta voluta e pensata da te sin dagli inizi o, al contrario, è stato il frutto di un lavoro di squadra, quindi nato spontaneamente?
ESA – Questi cantanti sono personaggi che conoscevo già da un po’, posso considerare molti di loro dei buoni amici e sono anche persone che rispetto ed ammiro. Mi ero sempre detto che se avessi realizzato un album solista o qualcosa del genere, avrei voluto avere alcuni di loro e i cantanti sono stati scelti così. Avevo delle idee grezze per i primi tre brani che, successivamente, sono diventati “Sentiment”, “Ray Of Light” e “Promising Sun”. Sono brani piuttosto diversi e differenti l’uno dall’altro, per cui da qui è nata l’idea di chiedere a diversi vocalist di partecipare a quei pezzi differenti, poiché ci sono così diversi elementi che non potevano adattarsi ad un solo cantante. Dopo il sì di Jonas, Bjorn e Einar nel far parte del progetto, ho avuto un’idea più ampia su quale direzione dovessi intraprendere con le canzoni e ho iniziato a pensare ai cantanti che conosco, che rispetto e che avrei voluto in questo album. Ho iniziato a comporre la musica e quella sorta di elementi che potesse adattarsi a quei vocalist, ho sostanzialmente scritto la musica per loro. Potremmo metterla così e ho certamente voluto una canzone strumentale perché funziona così, è il mio album solista ed è il primo lavoro di un chitarrista che fa parte di una band metal, quindi credo che, in qualche modo, anche io abbia partecipato insieme agli altri cantanti.

Te lo chiedo perché ho avuto l’impressione che ogni guest abbia in qualche modo dato una propria impronta ai brani e non parlo solo di musicalità…
ESA – Assolutamente! Credo che questo fosse il punto saliente, cercare di dare una specie di identità ai brani, in modo tale che ogni cantante si sentisse a proprio agio con le canzoni e si sentisse bene anche nel cantarle. C’è una specie di familiarità negli elementi.

So che sin dagli inizi hai sempre sottolineato di non voler essere tu il cantante di questo tuo progetto e, sebbene tutti ti conoscano per il tuo magistrale lavoro con gli Amorphis, c’è da dire che in Silver Lake ti sei occupato della stesura delle parole e dei testi. Come si è svolto questo processo?
ESA – Il processo ha visto principalmente il sottoscritto lavorare nel proprio scantinato e cercare di uscirmene con dei brani per questi cantanti. È stato veramente piacevole per me, non mi sono posto alcun limite. L’unica volta in cui abbiamo iniziato a non avere alcuna pressione, ma perlopiù abbiamo iniziato a stabilire un calendario è stato quando abbiamo avuto il master pronto a dicembre dello scorso anno. Oltre a ciò, è stato davvero un processo facile per me, perché se non mi fossi trovato bene nello scrivere qualcosa al quale non ero interessato, non lo avrei scritto. Fondamentalmente, ho scritto solo quando mi sono sentito ispirato e ho avuto qualche sorta di idea, chi mi ha davvero ispirato sono stati i cantanti e, ovviamente, la grandiosa opportunità di trovare diverse personalità musicali per quelle canzoni. Questo è stato circa il mio modo di lavorare ai brani, ho realizzato le strutture, le ho suonate al mio produttore Nino, insieme abbiamo controllato gli arrangiamenti e in alcuni casi, abbiamo iniziato a lavorare insieme ai cantanti alle linee vocali; in altri casi, abbiamo solamente inviato le demo a tutti i cantanti, i quali hanno scritto le loro melodie e i loro testi. È stato un processo vario e dipeso da loro.

In termine di tematiche, mi è parso di capire che il disco si rifà alla bellezza della natura e alla malinconia della terra dei mille laghi, la Finlandia. Quali sono gli altri temi che hai voluto analizzare? Hai tratto ispirazione da qualcosa in particolare?
ESA – La natura finlandese è assolutamente una grossa fonte di ispirazione nella mia musica. Quando ero bambino, ero solito passare le mie estati in campagna, vicino ad un piccolo lago, dove potevo avere l’intera visione della campagna. Osservare i laghi mi ha molto ispirato, così come andare nella foresta a fare una passeggiata. È un modo per ricaricare le batterie, almeno funziona per me! La natura è stimolante. A livello tematico, ci sono un sacco di argomenti, nell’album trattiamo temi piuttosto universali e, come dicevi tu, parliamo anche della natura, ma parliamo anche di malattie mentali, della salute mentale… Alcuni cantanti hanno scritto i loro testi e hanno trattato i loro temi, ma nel complesso sono molto contento, perché il filo conduttore si adatta bene, poiché i testi sono universali e il resto della connessione trapela dalla musica. C’è una forte connessione nell’album e per me era molto importante realizzare un disco che avesse diversi cantanti, diverse stili musicali. Sono fortemente convinto che ci sia una connessione musicale molto diretta in questo album, nonostante tutti i cantanti.

Il nome Silver Lake si riferisce a qualcosa di specifico? So che la natura così come gli animali hanno un importantissimo peso nella cultura finlandese, tant’è che, correggimi se sbaglio, nel vostro paese avete anche istituito il Finnish Nature Day. È esatto?
ESA – Il nome si riferisce alla natura, certamente. Volevo avere un nome adeguato al progetto, non volevo pubblicare qualcosa a mio nome. Volevo un nome che, in qualche modo, fosse connesso alla natura e sapevo di voler qualcosa che fosse correlato anche alla visione del lago. Il tocco finale è arrivato mentre registravo a casa con la mia chitarra: stavo pensando veramente ad un nome per il progetto, non riuscivo davvero ad inventarmene uno e avevo questo pedale chiamato “Silver Lake Digital Reverb Pedal” e mi sono detto: “Eccolo qua. Lo copierò e diventerà il nome del mio nuovo progetto”.

Per dare un piccolo appetizer, hai presentato il video di “Storm”. Ammetto che a me personalmente il disco piace molto e sento anche un vago vibe molto “ottantiano” nel tuo guitar work! Pensi che questo possa essere un bel biglietto da visita per dare un’idea generale del disco o, al contrario, credi che altri brani possano rappresentare meglio questo primo lavoro?
ESA – Beh, dipende sempre dall’ascoltatore! È una opinione, ma a parer mio, dal momento in cui ho avuto la fantastica opportunità di realizzare il video di “Storm”, abbiamo deciso di buttarlo fuori come primo singolo poiché ci tenevo davvero a presentare Hagan ad un pubblico più vasto. Sapevo che il risultato sarebbe stato molto buono e sapevo quanto fosse talentuoso il ragazzo. Vibe ottantiani? Sì, ce ne sono, ma c’è anche questa atmosfera nelle parti di tastiera. Il tastierista che ho reclutato è molto bravo ad usare diverse sonorità e a combinare quel sound analogico degli anni ’80. Fondamentalmente, io suono la chitarra “pulita”, quindi si potrebbe dire che ha un qualcosa di quegli anni, sì.

Forse la mia prossima domanda potrà sembrarti banale, ma credi che, in qualche modo, sarà possibile in futuro portare il progetto Silver Lake dal vivo? Magari appena tutta questa storia legata al coronavirus sarà finita…
ESA – Mi piacerebbe molto fare una cosa del genere, sarebbe grandiosa, assolutamente, anche se forse potrebbe essere un po’ complicata. I cantanti sono tutti situati in paesi diversi e cercare di averli tutti in un unico posto allo stesso tempo potrebbe essere la cosa più difficile da fare. È un qualcosa, però, sulla quale mi piacerebbe lavorare. Potrebbe essere un’idea fantastica, ad esempio, realizzare uno o due show con questo progetto, avere tutti quanti riuniti per un paio di serate. È un’idea molto allettante, ma non so come potrà essere in realtà… Vedremo!

Probabilmente è troppo presto per parlarne, ma credi che potrà mai esserci un successore di questo primo album solista?
ESA – Uhm, non so quando avrò il tempo per concentrarmi a scrivere la musica, ma credo che inizierò a farlo, un po’ alla volta, quando ne avrò il tempo. So che sarò estremamente impegnato insieme agli altri ragazzi degli Amorphis, il nuovo album uscirà il prossimo anno, abbiamo già in mente alcuni piani per un tour. Questa è certamente l’idea alla quale voglio trovare una soluzione e ad un certo punto farò un altro album.

Dal 1990, più meno, ad oggi sono effettivamente cambiate tante cose, hai ottenuto successo, tanti riscontri, tanta popolarità e recentemente avete anche festeggiato il 30esimo anniversario degli Amorphis. Tornando con la mente indietro a quei giorni, ti saresti mai aspettato tutto questo?
ESA – No, non proprio! Come tutti gli altri ragazzi, noi ci siamo limitati a fare ciò che abbiamo fatto, giorno dopo giorno, tour dopo tour. Non avremmo mai sognato di crescere così tanto e diventare più grandi di quel che fossimo allora. Negli anni ’90, l’intera scena death metal era piuttosto limitata, c’erano poche band attive che facevano tour piccolissimi e noi siamo cresciuto insieme all’intera scena e all’industria musicale, proprio quando anche le compagnie discografiche stavano iniziando a diventare più grandi. Ad un certo punto è stata una cosa piuttosto naturale, ma credo che ciò che veramente mi stupisce maggiormente è che nonostante la lunga carriera alle spalle, dopo 30 anni la band sta ancora andando alla grande. È un qualcosa di cui nutro un grosso rispetto e sono davvero onorato, grato a tutti i nostri fan, a chiunque. Dopo 30 anni, siamo ancora in grado di fare questo e la band continua a crescere, passo dopo passo.

Come ci si sente ad essere una delle band più influenti ed importanti del panorama melodic death metal in generale e della scena metal finlandese? Molte, infatti, sono le band che si ispirano a voi…
ESA – Credo che sia il più bel complimento che un musicista o una band possa ricevere da altri colleghi o da persone che ti vedono come una band o un musicista influente. Assolutamente! È una bella cosa e credo che sentirsi influente e creare qualcosa che sia proprio, probabilmente, sia il complimento che ogni musicista vorrebbe avere, sì! Ne sono molto, molto contento ed onorato!

La mia ultima domanda, Esa: quali saranno al momento i piani per gli Amorphis?
ESA – Siamo circa a metà strada per quel che riguarda il processo di registrazione. Dovremmo avere tutto pronto e registrato entro la fine di agosto, mentre un’ipotetica data per la pubblicazione del disco dovrebbe aggirarsi intorno a febbraio 2022. È tutto ciò che posso dirti al momento, il materiale che abbiamo è molto valido. Al momento stiamo lavorando con Jens Bogren, il nostro produttore, per cui so che, al punto in cui ci troviamo con i brani, ci saranno un sacco di cose che frulleranno all’interno della mente di Jens e ci saranno moltissimi strumenti, arrangiamenti orchestrali e molto altro. Suonerà grandioso!

Ok, d’accordo! Terrò le dita incrociate e pazienterò fortemente fino al prossimo anno per questo nuovo album. Grazie dell’anticipazione!
ESA – Grazie a te!

Vorrei ringraziarti per avermi concesso questo spazio e per aver parlato con me dei Silver Lake! Per chiudere questa nostra chiacchierata, ti invito a concludere come meglio credi!
ESA – Oh, grazie tante dell’intervista, è stata molto carina, una bella conversazione! Il disco di Silver Lake uscirà alla fine del mese, il 28 maggio, per cui se tutto dovesse andar bene, la gente lo apprezzerà. Anche il nuovo album live degli Amorphis uscirà presto, per cui succederanno tantissime cose! Dobbiamo ancora combattere con il resto della pandemia, però manteniamo le dita incrociate, con la speranza di uscirne presto da questa situazione e poter tornare a riavere le nostre vite!


(English version)

Sooner or later, in an artist’s life comes that moment where the artist himself feels the need to throw himself headlong in a brand new project, something to escape from, creating music that could detach, somehow, to what has been done throughout his career. There have been lots of musicians in the metal music scene who, somehow, took on very different projects. In this 2021, Esa Holopainen, incredible artist who has been known in the business for being the amazing guitar player from Amorphis, seized the day to juggle his first solo album. Metalforce grabbed the opportunity to exchange a nice chat with this skilled performer concerning Silver Lake, whose debut will happen on May 28th via Nuclear Blast. Here it is our in-depth interview.

Hi Esa and welcome to Metalforce.it for this interview of ours. How are you doing?
ESA – I’m doing great. We’re recording the next Amorphis album at the moment!

2020, as you might know, has been a crushing year for all the humankind, especially for a lot of areas of interest like tourism, economy and music industry. I don’t know if you have a clue about what, for example, we had to live in Italy, because our situation is way worse than the others, but a lot of venues had to shut down, some other asked for some economical help through crowdfunding campaigns, some other bands had to reinvent themselves. How did you live this awful year both on a professional level and on a personal experience?
ESA – Yeah, it’s been really horrible what we all have been through. As you said, we only watched from the news what has happened abroad and I think Italy had one of the bad cases, so you know, we just have to be optimistic and hope that everything will go better now than most of the people are going to get the vaccines. Here I guess the tricks? Have been pretty much like everywhere else, we’ve been in lockdown and now it’s getting a bit more open again, I guess, but everything has been closed for small theaters, restaurants in certain limits, that can now be open, but nothing according to normal life. So, I guess that everywhere else, business and music industry, the entertainment industry are really suffering at the moment. Likewise, we have lost venues, we have lost people and freelancers working in the business. I just heard today about one technician guy who’s trying now to get social help with food funding and everything, so it’s a really bad situation, even here! I guess the only way out is the vaccine, the only thing we can do is to hope, little by little, to start opening borders and making artists to play and do shows, give work to technicians and the whole industry.

Today we’re here in order to talk about your solo project, Silver Lake. Usually, sooner or later, a musician feels the need of making something of his own and we have tons of examples in metal too. What did push you to bring to life such a similar project, accepting Nino Laurenne’s proposal after so long?
ESA – For me it was definitely the whole lockdown that started the whole thing. I needed to do something else rather than just watching Netflix or trying to figure out what to do in my home, so Nino gave me a call in a good time. It was last year, in March or around there, and he asked if I was interested to start to work with my solo album, as he knew that it was something that I liked to do. That was pretty much the starting point for me, I started to check what I had, song structures already had in my computer, and I play those to Nino and that’s pretty much where we started to figure out what kind of project I was going to do and it’s going to be an instrumental album or not and so on…

Did the pandemic, somehow, affect Silver Lake’s compositions or, quite the opposite, did you already have some draft, so to speak?
ESA- I had a couple of rough ideas, little drafts from where I started, I wouldn’t call them “finished songs” but it was something where I started from. Overall, I think the whole pandemic, in a way, helped me to write music, because I really didn’t have anything else to do, just focus on making this album and focus on writing and arranging songs, so it was really full time for me. Without the pandemic, I don’t believe I would ever have like half a year of focus of doing something else than I do with Amorphis, so it’s hard ro say but in a way, the whole pandemic helped me writing these songs.

Essentially, I have to say that as soon as I’ve got to know about this project, I thought about an instrumental solo project but Silver Lake is more oriented to some kind of progressive metal, even if, for example, the opening track of the album, which is basically the titletrack, is a purely instrumental song. Moreover, the attendance of the guests you’ve recruited made this project even more intriguing and maybe a bit gloomy, if I can say this. Was this a focused choice of yours, something that you’ve thought of since the early beginning or was it the outcome of a team work, so it was born spontaneously?
ESA – These singers are people that I’ve known before, most of them I can consider as good friends of mine and they are also singers who I respect and admire. Some of them I thought that if I ever got to do a solo album or something else, I would loved to have them so basically that’s how I choose people. I think it was the first three songs that I make that I had rough ideas and those first songs became “Sentiment”, “Ray Of Light” and “The Promising Sun”, pretty diverse and different musically from each other, so that was basically the idea of asking different vocalists to have those different songs, because there are so much different elements in there and it did not necessarily fit one vocalist. After I got Jonas, Bjorn and Einar involved in this project, the whole thing started to open more for me in which direction I’m going with the songs and I started to think more of the vocalists I know or who I respect or who I liked to have on this album and I started to write music, basically for them, the music, that sort of elements that really fit for those vocalists. Pretty much I was writing for, the music was written for these vocalists, we can say that way and definitely I wanted to have one instrumental song, because in the way it is, it is my solo album and it is a solo album by a guitar player from a metal band, so I think in that way, you know, I participated with other singers.

I ask you this because I had the impression that each guest has left his/her own mark…
ESA – Absolutely! I think that was my main point, to try to have a sort of identify the songs, so that every singer feels good about the songs and felt good about singing the songs. There are some sort of familiar elements for them.

I know that since the very beginning, you’ve underlined the fact that you didn’t want to be the singer in this project and, althought everyone knows your work because of Amorphis, I have to say that you’ve managed everything, lyric-wise, in Silver Lake. What can you share about the songwriting process?
ESA – It was pretty much me working in my cellar and trying to come out with songs for these singers. It was really pleasant for me, I didn’t put any time limit or whatsoever, the only time when we started to have not pressure but a little timeline, we had to have the master ready till December of last year. Besides that, it was a really easy process for me, because if I didn’t feel good about writing anything that I’m not interested, I just didn’t write it. Basically I wrote only when I felt inspired and I had some sort of ideas, when I really got inspired was of course the vocalists and the great opportunity to try to find different kind of music person for the songs. That was pretty much how I worked with the songs, I made the song structures, I played them for my producer Nino, we checked the arrangements, in some cases we started to work on the vocal melody lines with the singers or, in some cases, we just sent the demos to all the singers who made their own melody lines and lyrics, so… It really varied and depended on the singers.

Lyrically speaking, I’ve been under the impression that the album deals also with the beauty of nature and the melancholy of the Lake of thousand lakes, Finland. What are the main topic that you did want to analyze? Did you draw inspiration from something in particular?
ESA – Absolutely the Finnish nature is a huge source of inspiration to my music. I used to spend my summers when I was kid in the countryside, next to a little lake, the whole country view, the lake views are very inspiring and even going to a forest for a walk, that’s the way to recharge your batteries. At least, it works for me! According to that, the whole nature is very inspiring. Lyrically, there are a lot of topics, we deal with very universal topics on the album and the lyrics that I made, as you say, deal with the nature as well, besides that they deal with mental illness, the mental health… Some of the vocalist wrote their own lyrics and they dealt with their own topics, but I’m really happy that overall, the whole theme fits well together, because the lyrics are universal and the rest of the connection comes throughout the music, so there’s a strong connection in there. For me it was super important that I came up with an album with different singers and mixture between different kind of musical style. I strongly believe that in this album, despite all the singers, there’s a straight musical connection.

Does the project’s name refer to something in particular? I know that both nature and animals have an important rule in the Finnish culture as much as there’s also the Finnish Nature Day in your country. Is this right?
ESA – It refers to the nature, of course. I wanted to have a proper project name, not just releasing the album under my name. I wanted the project name to be someway connected to the nature and I knew that I wanted someway connected to the lake side as well. So that’s pretty much how the Silver Lake is. The final touch for the name I got when I was recording with my guitar here at home and I was really think of the project name, couldn’t really name what it could be and I had this guitar pedal called “Silver Lake digital Reverb Pedal”, and I thought: “That’s it! I’m gonna rip that and that becomes my project name”.

In order to give a small appetizer, you’ve released the first single, “Storm”. I have to say that I did really enjoy the album and I also heard some ‘eighties’ vibe in your guitar work! Do you think that this could be a great calling card in order to give a good picture of the album or, quite the opposite, do you think that some other song could depict the album in a better way?
ESA – Well, it always depends on the listener! It’s an opinion, but in my opinion, as I had a great opportunity to also come out with the video for “Storm”, we’ve decided to put it as the first single and I really wanted to present Hagan for a wider audience as well, because I knew how well we came out with the song and how a talented guy he actually is. Eighties sound? Yes, but there are also some eighties vibe on keyboards, the keyboard player I got on this album, xxx, is very good when it comes to using different sounds and coming up with the analogical 80s sound. Basically I’m playing clean guitars but perhaps it can be considered as a 80s sound.

I know that my following question might sound trivial to you, but do you think that, whenever it will be possible in the future, will you bring Silver Lake live on stage somehow, as soon as this coronavirus will be over?
ESA – I would love to do that, that would be great, absolutely, but it’s a bit tricky, because of the vocalists are located in different countries and trying to get logistically everybody to one place in the same time, I think it would be an hardest thing but it’s something that I would love to work out. It would be absolutely great to, at least, do one or two shows with this project, you know, the idea would be great to just have everybody gathered and enjoy a couple of evenings together, so the idea is really temptating and great, but I don’t know how reality it is… we’ll see!

Maybe it’s too early to talk about this, but do you think that there will be also a follow up of this first album of yours?
ESA – Hhm, I’m pretty sure that I don’t know when I’ll have the time to start to focus or write the music, but I think I’ll start to do little by little when I’ll have little time. I know that I’m going to be very busy with the rest of the Amorphis guys, next album will come out next year, we already have tour plans. There’s the idea that I’m definitely going to work out and do another album at some point.

Since the early nineties, more or less, till today a lot of things have changed, Amorphis gained so much success, you had so many feedbacks, a lot of popularity in the music scene and recently you’ve also celebrated the 30 anniversary of the band. If you think about those golden days, would you ever expected something like this?
ESA – No, not really! I think like all the other guys, we just did what we did, day by day, and tour after tour we never really dreamt about growing up any bigger than we were. In the 90’s the whole death metal scene was very limited in a small, certain amount of bands operating and doing small tours, but as all the independent record labels started to grow up as well, as the bands, we grew up with the whole scene and the whole industry as well… I think it felt pretty natural at one point, but I think what amazez me the most is probably what a long career we have, it’s like 30 years behind and the band is still doing great. That is something that I really respect and I’m really humbled to all our fans and everybody. After 30 years, we’re still able to do this and the band is still growing up, little by little.

How does it feel like being one of the greatest and most influential bands in the melodic death metal scene and in the Finnish scene as well? In fact there are a lot of bands who have been influenced by your sound and who see you like a role model…
ESA – I think it must be the greatest compliment that a musician or a band can get from other colleagues or people see you like a “influential” band or musician. Absolutely! It feels good and I think it’s probably the thing that every musician would like to have like to be influentical and creating something of his own, yeah! I’m really, really happy and honored for that!

My last question: what can you share about Amorphis’ plans?
ESA – We are around the halfway of our recording process, everything should be done and recorded, I guess, till the end of August and the schedule for the release day is around February, 2022. That’s much that I can tell at the moment, but the song material is very strong, we are working again with Jens Bogren as our producer, so I know that, as much as I know about the songs at this point, there will be lots of things happening inside Jen’s head and it’s going to be a lot of instruments, orchestral arrangements and everything, so it will sound big, I guess, yeah.

Sounds good! I will patiently keep my fingers crossed and wait for this new album to come out next year, so thanks for giving me this anticipation!
ESA – Thank you!

I would love to thank you for giving me this spot and for talking to me today about Silver Lake! In order to conclude our chat, I wanna invite you to share the final words with us, so I call you to speak!
ESA – Oh, thank you very much for the interview, nice interview, nice talking! Yeah, the Silver Lake album comes out at the end of this month, at the 28th of May, so hopefully people will get into it, and also the new Amorphis live album is coming out pretty soon, so lots of things happening! We all have to struggle with the rest of the pandemic and let’s keep our fingers crossed that we can get rid of this corona situation and get our lives back soon!