SEPULTURA – Quattro, il numero perfetto

SEPULTURA – INTERVISTA ESCLUSIVA AD ANDREAS KISSER • (English version below)

Cosa ruota intorno al numero quattro? Perché questo numero è diventato fondamentale per Andreas Kisser e i suoi Sepultura? La risposta ci viene ora fornita nel nuovo capitolo discografico della band brasiliana, “Quadra”, in uscita tra qualche giorno su Nuclear Blast. Un nuovo concept, questo, che analizza tematiche molto interessanti sviluppatesi in circa 12 brani che mostrano le tante sfaccettature che, da sempre, caratterizzano il sound di una delle maggiori potenze in ambito thrash metal. In occasione dell’imminente release, Metalforce ha scambiato quattro piacevoli chiacchiere con il mastermind della band che, tra una battuta e l’altra, ci presenta l’ultima fatica discografica svelandoci anche qualche piacevole curiosità.

Ciao Andreas e benvenuto su Metalforce.it. È un piacere ospitarti!
ANDREAS – Sto bene, al momento sono a Miami, sto finendo il mio periodo di vacanza e sto anche lavorando ad un nuovo side project, chiamato De La Tierra, per la lavorazione del loro nuovo album. Siamo alla fine del processo di scrittura!

Finalmente, dopo un assenza di circa tre anni, i Sepultura tornano in scena più prepotenti e forti che mai. Come mai avete aspettato così tanto per tornare sulle scene?
ANDREAS – Ad essere sinceri, non abbiamo atteso, abbiamo avuti moltissimi concerti, per fortuna abbiamo avuto la possibilità di suonare in giro per il mondo. Abbiamo suonato al Rock In Rio festival all’inizio del ciclo promozionale di “Machine Messiah”, poi abbiamo iniziato un nuovo ciclo lo scorso anno, abbiamo partecipato a grandi festival… Abbiamo suonato anche a qualche festival in Europa, poi siamo andati in Asia e girare tutto il mondo richiede tempo! Non siamo mai di corsa per cercare di pubblicare un album ogni due anni, sai, ci prendiamo il nostro tempo, specialmente a causa di ciò, poiché i Sepultura vanno spesso in tour e abbiamo bisogno di tempo per andare ovunque. Solitamente servono due anni e noi abbiamo avuto due anni per andare ovunque, visitare luoghi, suonare a tutti i festival, ecc… Noi raccogliamo nuove idee e influenze, di conseguenza il fatto di prenderci del tempo è qualcosa di positivo, non ascoltiamo a tutto ciò che ci risulta nuovo, mettiamo la nostra testa e le nostre idee nel processo di scrittura. Con ‘Quadra’, beh, abbiamo iniziato a lavorare al disco qualcosa come un anno fa… beh, 13 mesi o giù di lì, era un po’ più di un anno e ai tempi stavamo ancora promuovendo “Machine Messiah”. Abbiamo tenuto degli show specialmente in Brasile e avevamo già iniziato il processo di scrittura, raccolto idee insieme, registrato delle demo e cose così. Allo stesso tempo, eravamo in tour e stavamo lavorando anche al nuovo album.

“Quadra”, il vostro nuovo album, vedrà la luce il prossio 7 febbraio per Nuclear Blast. Documentandomi un po’ sul titolo del disco, ho trovato diversi riscontri inerenti a questo nome. Come ben sai, quadra richiama subito alla mente il numero 4, numero che ha diversi significati come la rappresentazione della concretezza e della costruttività delle idee, o del mondo fisico, ovvero del nostro pianeta e tutti gli esseri viventi. Ho anche trovato qualche correlazione con la quadrilogia di C. Gustav Yung e le 4 arti liberali di John North. Che interpretazione possiamo dare di questa parola? Il numero 4 ha un qualche significato per voi?
ANDREAS – Già, è così che è iniziato tutto quanto! Come dicevo, quando abbiamo iniziato 13 mesi fa a cercare una direzione o a cercare un concept che potesse veramente aiutarci a sfruttare queste idee, il nostro punto iniziale ruotava sulla numerologia e gli algoritmi, perché i numeri fanno parte del nostro mondo. Noi spieghiamo l’universo attraverso i numeri, la matematica, la fisica e gli algoritmi e, al giorno d’oggi, grazie a social medias, anche le cose che decidiamo o vediamo, cosa vediamo, che tipo di pubblicità avere e cose così… beh, quello è stato il punto di avvio. “Quadrivium”, il libro di John North, è stato il libro che ho trovato, l’ho trovato interessante, dal momento in cui parla delle Quattro arti liberali, ovvero la matematica, la cosmologia, la geometria e la musica. Ho ritenuto che fosse fantastic e il numero Quattro è arrivato da lì, sai, noi siamo in quattro elementi, quattro cavalieri, rappresentiamo quattro stagioni, gli anni divisi per quattro, quindi 12 mesi. Questa è la cosa che abbiamo fatto anche con il disco: abbiamo suddiviso tutto in quattro, sembra quasi una doppia uscita in formato vinile con i lati A, B, C e D. Ogni lato dell’album ha una sua caratteristica forte, con qualche elemento di ciò che i Sepultura hanno sfruttato nel corso della nostra carriera, ma ovviamente vi sono anche nuove caratteristiche che portiamo con “Quadra”. Tutto è arrivato dal numero quattro e, secondo ciò che viene riportato su ‘Quadrivium’, il numero 4 è il numero della rivelazione, dove accadono le cose, è un qualcosa che ho ritenuto essere molto interessante, perché è un argomento del quale i Sepultura parlano molto, sai, il presente, ciò che accade ora. “Kairos”, ad esempio, trattava molto il concetto del presente, perchè non vi è alcun passato o future, tutto quello che accade adesso, avviene in relazione al passato e al futuro, avviene ora. Il numero 4 è stato veramente fondamentale per l’inizio di tutto e “Quadra” è venuto da lì. L’album non si basa sul Quadrivium, quello è stato il punto di partenza, è stata l’influenza ad avermi portato a utilizzare il numero quattro e ad inventarmi il nome “Quadra” e il concept annesso. In portoghese, ‘quadra’ significa anche ‘pavimento sportivo’, come la piazzetta di basket o quella da tennis, qualcosa di simile, significa un’area delimitate dove tu puoi scegliere le tue regole e dove hanno luogo i giochi. È la vita stessa! Il nostro paese è una quadra diversa, così come lo è il Brasile, l’Italia stessa è una piccolo quadra, lo è la Germania… Fondamentalmente, ora siamo noi le vittime del nostro stesso bagaglio culturale, di tutto ciò che abbiamo imparato, il tipo di scuola che abbiamo frequentato, i film che vediamo e gli sport che pratichiamo, il genere di conversazione che abbiamo con la nostra famiglia, il genere di informazioni che la nostra famiglia ci trasmette e cose del genere. Fondamentalmente, la maggioranza delle informazioni che riceviamo sono impiantate dall’istruzione e molto poco dalle nostre stesse esperienze. Tutto il concetto del cosmo, di ciò che è il pianeta, i nostri corpi, proviene tutto da quella definizione, dalle immagini di altre persone, tutto quel materiale può avere una diversa interpretazione, secondo una certa situazione politica del tuo paese o dai limiti della religione, della società e via discorrendo… Un’informazione può essere diffusa in tanti modi diversi, in tempi diversi e da diverse situazioni, per cui alla fine io penso che ‘Quadra’ porti a chiedersi queste domande: “Perché credi in tutto ciò in cui credi?”, “Perché credi ad un concetto per farti un’idea e, la cosa più importante, perché difendi quelle idee?”, “Da dove viene?”, “Perché credi alla tua scuola?”, “Perché credi alla television o cose simili?”, “Perché ti affidi a quel marchio di macchina o al cibo ecc?”. Prendiamo tutto per scontato, solo perché molte generazioni usano un determinate brand o una certa idea e la diffondono come pura verità, ma ci sono molte cose che, forse, non sono vere. Sai, il concetto legato a Dio, alla religion, tutte queste cose creano degli stereotipi, l’idea come “Hey, il mio Dio è migliore del tuo” o “Il mio paese è migliore del tuo”, tutte queste cose stupide legate alla razza e al colore… Credo che bisognerebbe rispettare di più le differenze e non attaccarle. “Quadra” analizza veramente questo concetto lungo il corso dell’album e nei testi parliamo di tutto, perché il concetto è molto ampio e possiamo parlare di tutto, dal momento in cui parliamo di noi stessi, sostanzialmente.

Cosa mi puoi dire dell’artwork? Sembra a tratti molto tribale, un elemento che, effettivamente, si è riscontrato molto durante i primi anni dei Sepultura…
ANDREAS – La regola primaria per la sopravvivenza è avere denaro. Nasci e hai bisogno di soldi per nascere, devi avere soldi per sopravvivere, mangiare, viaggiare, fare figli, hai anche bisogno di denaro per morire! Il denaro è un’illusione, bisogna avere almeno due persone per accordarsi su un certo pezzo di carta, per avere un certo valore e quel valore può cambiare, a prescindere dalle tue azioni o dalla tua opinione, perché puoi avere 50 euro in tasca e domani puoi essere Donald Trump o qualsiasi altro presidente. Il denaro è una cosa stupida e cambia, la valuta, il valore cambia. Lo stesso pezzo di carta che avevi nella tua tasca non sono più 50 euro, diventano 28 o 27. È solo un’idea, un concetto e la gente muore per questo. Non c’è niente in natura che sia veramente correlato al denaro, gli animali o le verdure non vivono di questo. Sembra stupido, ma è una cosa ovvia e le persone hanno la tendenza di non vedere cosa è ovvio. Fanno molto e danno più valore, imparano a scuola attraverso l’istruzione. Io credo che bisognerebbe avere un equilibrio e osservare davvero, estrarre le osservazioni in maniera più seria, diciamo così! Tutto questo porta a farsi domande, le domande che non comprendiamo, ciò che riteniamo essere abbastanza strano e cose simili. La democrazione dovrebbe veramente esprimere un’opinione e il denaro è il principale asservimento, a prescindere dalla cultura che si ha, dal posto in cui vivi, se in Tibet o negli Stati Uniti o in ogni dove! I soldi sono molto importanti per chiunque, poiché è qualcosa sulla quale dobbiamo concordare, è una specie di accordo e noi useremo quel pezzo di carta o quel concetto, l’idea di scambiare o acquistare cose. Questa è la regola principale in questo “Quadra”, la nostra quadra, a prescindere dalla cultura o religione o altro. Il denaro è il fattore principale, per questa ragione c’è questa moneta rappresentata lì e, ovviamente, troviamo anche il teschio. La copertina rappresenta tutto questo, soprattutto il concetto che i soldi fondamentalmente non esistono.

Devo dire che di album in album i Sepultura hanno avuto modo di rinnovarsi dando ancora una volta la dimostrazione di essere una vera macchina da guerra che si sa rinnovare e dare qualcosa di fresco, nuovo, al contrario di altre band la cui formula, purtroppo, è spesso trita e ritrita. Personalmente, io nel disco ho sentito un thrash sound con molti elementi old school dei Sepultura, molte percussioni che potrebbe richiamare all’ascoltatore più attento qualche cosa di “Roots”… e ancora qualche collegamento al precedente album, “Machine Messiah”. È un disco molto eterogeneo e variegato. È stato tutto il frutto di un processo creativo che volete avete necessariamente o si è trattato semplicemente del risultato di sperimentazioni e lavoro di squadra, quindi non stabilito a tavolino, per così dire?
ANDREAS – Credo che sia un po’ tutto, la sperimentazione e i Sepultura hanno quel genere di spirito, non ci piace molto copiare noi stessi o qualcun altro. Ovviamente abbiamo tratto influenza da molte band e non solo in campo musicale, ma anche dai libri, dai film, dai documentari, soprattutto dai viaggi intorno al mondo, dagli incontri con persone diverse, in situazioni diverse, dalle band con cui suoniamo. Come dicevo prima, il disco è diviso in quattro parti, è ispirato al quadrivium e dal numero 4, dalla geometria e tutto il resto. Come dicevo, è una specie di doppio album in formato vinile, dove hai i lati A, B, C e D. “Machine Messiah”, forse, era il punto di partenza di questa struttura che abbiamo costruito, perché volevamo davvero esplorare ed espandere le idee che abbiamo sfruttato in “Machine Messiah” e svilupparle ancora di più. Abbiamo portato quattro canzoni da “Machine Messiah” e le abbiamo sviluppate nelle quattro parti di “Quadra”, in ognuna portiamo qualcosa, tutte le cose che i Sepultura hanno fatto in passato sono riscontrabili nel lato A, che richiama più il periodo thrash come “Beneath The Remains”, “Arise”, la vecchia scuola, tutti gli elementi grezzi dei primi anni della nostra carriera. Il lato B è più orientato alle sonorità groove, come “Chaos A.D.”, “Roots”, “Against”, dove sfruttavamo le percussioni, dove il tutto suonava in maniera più groove, come nel brano “Phantom Self”, tratto da “Machine Messiah”. Il lato C è più connesso al mondo strumentale, altro fattore molto importante per i Sepultura, come in “Inquisition Symphony”, brano che realizzai nel mio primo album con la band nel 1987, o ancora i brani acustici “Abyss”, “Jasco”, “Itsari”, tutte quelle cose fatte con la tribù Xavante, soprattutto “Iceberg Dances”, tratto dall’ultimo disco, dove ho usato la chitarra acustica. Il lato C è più correlato a quella influenza strumentale che i Sepultura hanno avuto nella loro carriera. E, infine, il lato D, il quale si lega alla canzone “Machine Messiah”, un genere di brano molto lento e melodico, come “Angel” dei Massive Attack che abbiamo registrato in “Revolusongs” e che ci ha ispirati a scrivere “Machine Messiah”. Abbiamo sviluppato un po’ di più l’idea e abbiamo diviso così l’album, ci ha molto aiutati a mettere le canzoni giuste al posto giusto, i riffing, le parti di batteria e via discorrendo. È stato molto d’aiuto, abbiamo potuto portare tutto ciò che i Sepultura hanno realizzato in questi 35 anni e, ovviamente, abbiamo aggiunto il riffing odierno e l’energia che abbiamo oggi.

Prima abbiamo menzionato “Iceberg Dances”. Anche in “Quadra” troviamo un brano strumentale, “The Pentagram”. A cosa è dovuta la scelta di inserire un brano simile qua? Lo avete fatto per spezzare un po’ i ritmi serrati del disco e permettere all’ascoltatore di avere un attimo di respiro o vi sono altre ragioni che hanno motivato questa decisione?
ANDREAS – Volevamo davvero realizzare una traccia strumentale. “The Pentagram” è davvero, beh, è nata come brano strumentale, non è un qualcosa che abbiamo iniziato a scrivere e che abbiamo irrobustito, forse, pensando che senza le voci sarebbe potuto risultare migliore. No, voglio dire, “The Pentagram” è veramente nata come una traccia strumentale, a causa di quell’atmosfera presente in “Iceberg Dances”, l’idea del concetto che avevamo, ovvero che il lato tre o lato C potesse avere più influenze strumentali. Ovviamente abbiamo anche le linee vocali negli altri brani, ma è tutto influenzato parecchio dal mondo strumentale. “The Pentagram” è, sostanzialmente, una canzone scritta con delle variazioni, in 4/4, ecco perché di nuovo il pentagramma si rifà ai numeri, alla geometria, alla matematica e via discorrendo. La canzone è semplicemente una variazione di tanti riff e molte situazioni intorno alla misura settenaria composta da 4/4, per cui abbiamo preso la nostra ispirazione ed è per questo motivo che “The Pentagram” è presente in un album del genere! È un brano metal pieno, molto fiero che è abbastanza comune nel mondo metal, per cui è molto eccitante. Non vedo l’ora di suonarla dal vivo, perché come dicevo abbiamo avuto una bella esperienza con “Iceberg Dances”, non solo durante la registrazione e nella composizione, ma soprattutto in sede live nel suonarla! È qualcosa che permette anche a Derrick di prendere una pausa, dal momento in cui il concerto è piuttosto impegnativo in termini di prestazione vocale e tutto quanto, ma ovviamente quando ascolti tutto il disco, l’idea di poter portare l’ascoltatore all’interno di un viaggio che inizia in un modo e prosegue in diverse situazioni è abbastanza caratteristica. Questo lato C tira fuori la voce ed esplora melodie più strumentali e situazioni con chitarra, batteria e basso.

Devo dire che, comunque, il tocco magico di Jens Bogren ha arricchito ulteriormente un disco già tecnicamente impeccabile. Se non erro, avete passato una settimana o forse qualcosa di più ad Orebro, in Svezia, proprio per dar voce a questo disco. Cosa puoi condividere in merito all’esperienza fatta in studio con Jens?
ANDREAS – Oh sì, Jens è un produttore fantastico, ci siamo divertiti molto con lui durante il processo di “Machine Messiah” ed è per questo motivo che abbiamo voluto ripetere l’intero processo. Ci siamo recati in Svezia, abbiamo registrato le parti di batteria a Stoccolma in dieci giorni, una settimana… sì, siamo rimasti circa dieci giorni a Stoccolma, poi siamo andati ad Orebro e siamo rimasti per altre cinque settimane. Là abbiamo registrato le chitarre, il basso e le linee vocali, insieme a tutte le cose strumentali. Jens è un ragazzo giovane che possiede un grandissimo studio tecnologico, conosce i Sepultura, sa da dove proveniamo e ciò di cui necessitiamo per il nostro sound, come vogliamo suonare. Tutto il processo fatto con “Machine Messiah” ci ha permesso di migliorare adesso, ci conosciamo meglio e Jens è stato molto più sciolto, nel senso che non si è affidato troppo alla tecnologia in studio, voleva essere più organico, voleva portare i Sepultura nella forma live, nel contesto dal vivo. È un po’ più grezzo, il sound è come se fosse fatto dal vivo, suona più organico rispetto a “Machine Messiah” e credo si tratti di un’evoluzione naturale, un progresso del nostro rapporto band – produttore. Come dicevo, credo che “Machine Messiah” sia stato qualcosa che ci è piaciuto molto fare, ci è piaciuto lavorare in Svezia con Jens, abbiamo avuto un grande riscontro, abbiamo tenuto concerti fantastici durante i due anni on the road. Abbiamo sviluppato “Quadra” ancora di più e Jens è una parte di quel processo.

In “Quadra” avete fornito anche una sorta di ‘easter egg’, se così possiamo dire, grazie alla partecipazione di Emmily Barreto della band brasiliana Far From Alaska nel brano “Fear Pain Chaos Suffering”. Forse la mia memoria è carente al momento, ma non ricordo di aver mai sentito voci femminili nei dischi dei Sepultura. Cosa ha motivato questa vostra scelta?
ANDREAS – Sì, non l’abbiamo mai fatto ed era qualcosa che volevamo fare da tempo. Abbiamo grandi esempi sia nel rock, che nel metal, quando si hanno queste collaborazioni che funzionano così bene! Voglio dire, ricordo i Metallica, i Megadeth con i Lacuna Coil, beh, con Cristina (Scabbia, ed). Gli Angra hanno fatto qualcosa con Alissa White-Gluz degli Arch Enemy e cose simili, quindi non si tratta di qualcosa di strano. Ovviamente i Sepultura non hanno mai usato queste collaborazioni, ma la situazione si è presentata senza forzature. Lo scorso anno sono stato invitato a presenziare in veste di guest musician in uno show televisivo insieme ai Far From Alaska. Ovviamente conoscevo la band, il loro genere musicale, sapevo che hanno una grossa carriera internazionale, hanno suonato parecchio fuori dal Brasile ecc… Questo programma ha messo insieme alcune diverse band e musicisti per la realizzazione di qualcosa di speciale, di nuovo e sono stato invitato dalla produzione a suonare con loro. Il periodo nel quale ci siamo conosciuti coincideva con la fine della pre-produzione di “Quadra”, per cui è stato un timing perfetto per mettere i tocchi finali, gli ultimi dettagli e via discorrendo. Mi sono molto divertito con i Far From Alaska, sono una grande band e sono persone grandiose, musicisti talentuosi, ho chiamato Emmily dicendole che stavamo completando il disco e sarebbe stato bello cercare di far qualcosa insieme. Le ho detto: “La tua voce è fantastica, così come la tua performance, è molto potente, è unica”. Lei disse di essere elettrizzata di poter far parte di un disco dei Sepultura e abbiamo registrato la canzone molto velocemente, naturalmente la sua voce ha dato una nuova direzione al brano, poiché la canzone era piuttosto diversa, aveva altri riff, un’altra parte strutturale che, alla fine, non abbiamo sfruttato, visto che la sua voce ha davvero portato il brano in un’altra direzione. È risultato addirittura migliore rispetto a ciò che potevamo immaginare, è stata una bella collaborazione e, se tutto andrà bene, avremo modo di portarla anche dal vivo. È stata una bella chiusura del disco, è una canzone molto diversa rispetto a tutto ciò che i Sepultura hanno fatto, non solo in “Quadra”, ma in generale nella nostra carriera. Apre anche nuove possibilità in futuro per la band, come fece ai tempi “Machine Messiah”, quindi “Quadra” è una conseguenza. È buono aver sfruttato l’occasione dopo circa 35 anni di carriera, 15 album in studio e ancora abbiamo questa possibilità di creare qualcosa che non abbiamo mai fatto prima. È fantastico!

Insieme agli Slayer, Testament ecc, siete una delle thrash metal band più importanti della storia moderna del metal. Vorrei chiederti solo per semplice curiosità come hai preso la notizia del ritiro dalle scene degli Slayer, che appunto quest’anno chiudono il cerchio della loro carriera…
ANDREAS – Beh, è triste, ovviamente. Gli Slayer sono stati parte della nostra vita, senza di loro non esisterebbero i Sepultura. Gli Slayer, insieme ad altre band, sono una delle nostre più grosse influenze, non solo per quel che riguarda la band, ma anche per il mio modo di suonare la chitarra. Ovviamente ci sono anche i Metallica, Anthrax, Megadeth, Exodus, quel genere di thrash con picchi forti e il modo di suonare molto duro, sai Kerry King e Jeff Hanneman sono dei maestri, hanno creato quel sound, hanno creato quella comunicazione tra due chitarre, molto thrashy, pesante. Io devo solo ringraziarli per tutto ciò che hanno fatto per la musica, per essere stati l’ispirazione dei Sepultura. È fantastico vedere che stanno andando forte, sono più grandi che mai, hanno tenuto concerti fantastici nelle arene in giro per il mondo. Li ho visti l’ultima volta che hanno suonato al Rock In Rio in Brasile ed è stato fantastico, un concerto molto emozionante. È un privilegio vivere nella stessa era degli Slayer e avere avuto la possibilità di aver suonato con loro. Siamo stati in tour insieme nel 1999, io stesso mi sono aggregato a loro durante la leg di “Chemical Warfare” a Londra ed è stata una delle migliori esperienze della mia vita. Kerry King ha suonato con i Sepultura durante il periodo di “Propaganda” e anche in quel tour c’era una forte alchimia, abbiamo avuto una bella amicizia. Avranno sempre il mio rispetto per sempre, gli Slayer non verranno mai dimenticati. Come dicevo prima, è un grosso “Grazie” per tutto ciò che hanno fatto per la musica in generale!

I Sepultura sono attivi da oltre 35 anni e tante cose son cambiate dai tempi di “Morbid Visions”. Durante queste quasi 4 decadi avete affrontato tantissime cose, come cambi di lineup e molto altro, ma nonostante tutto, siete rimasti saldi al terreno e non vi siete mai abbattuti. Quale è il segreto del vostro successo, se ve ne è uno?
ANDREAS – Non è un segreto, devi davvero amare ciò che fai. Non è facile stare in un gruppo e viaggiare il mondo, stare lontani dalla famiglia. Sono sposato da 25 anni e ho tre figli, sai, è davvero difficile essere on the road, ma allo stesso tempo la mia famiglia sostiene molto ciò che faccio. È una sorta di equilibrio, alla fine si tratta dell’amore che provi per ciò che fai. Mi sento privilegiato nell’essere un musicista in una band come i Sepultura, è ciò che chiedo dalla mia vita. Non c’è una vita facile, non c’è una via facile, a prescindere dalla professione che faccio. Avrai periodi difficili, avrai cambiamenti culturali, politici, soprattutto all’interno del music business. Abbiamo iniziato nel 1985, o 1984, abbiamo avuto il periodo del vinile, dopodiché è arrivata la tecnologia con i CD, i cellulari, i computer, il download. Siamo ancora qua, perché amiamo ciò che facciamo, siamo attaccati  ai nuovi cambiamenti e abbiamo un seguito fantastico che mantiene la band viva e forte. È una bella sensazione essere qui da tanto tempo con un album come “Quadra”. Siamo eccitati nel tornare on the road, sono felice di essere il musicista che voglio essere, di stare sul palco, il luogo dove il musicista vuole stare e tutto il resto. Registrare un disco, viaggiare, fare interviste, promuovere la musica e compagnia bella è una conseguenza del palcoscenico! È dove voglio essere, non vedo l’ora di iniziare il tour!

Deduco che il disco sarà supportato anche da qualche nuovo live. Al momento state lavorando a qualche data in Europa?
ANDREAS – Beh, abbiamo un tour nord americano già annunciato e confermato per i mesi di marzo e aprile. Andremo in tour con Sacred Reich, Crowbar e Art Of Shock, sono molto entusiasta di questo pacchetto, perché è fantastico. Abbiamo già tutti i festival europei confermati, avremo più di 20 festival, sono molto, molto contento del genere di festival ai quali parteciperemo. L’idea è di tornare in Europa alla fine dell’anno, intorno ad ottobre o novembre o giù di lì, realizzare un tour da headliner, così potremo certamente tornare in Italia il più possibile, certamente!

Grazie mille, Andreas, di avermi ospitata e per averci concesso questa intervista. Sei stato molto gentile e umile, ti ringrazio del tuo tempo. Vorrei concludere questa nostra chiacchierata condividendo con i nostri utenti le tue paroli finali, quindi a te la parola!
ANDREAS – Sì, apprezzo molto lo spazio concesso ai Sepultura e tutto il supporto proveniente dall’Italia, sin dall’inizio è sempre stato molto forte, molto potente. Amo l’Italia, ci divertiamo sempre e voglio dire “Grazie mille a tutti, Italia, guardiamo pronto”, ehehee.


(English version)

What does turn around the number four? Why is this number very important to Andreas Kisser and Sepultura? The answer is now given in the brand new album of the Brazilian band, ‘Quadra’, that will be released in a couple of days via Nuclear Blast. A new concept that analyzez some of the most interesting themes in 12 new songs that show off all the music nuances that always depicted the sound of one of the biggest thrash metal acts. On the occasion of the upcoming release, Metalforce had the chance to exchange a few words with the mastermind of the band who introduces us this brand new record and some little curiosity.

Hi Andreas and welcome to Metalforce.it. It’s a great pleasure having you with us today! How are you doing?
ANDREAS – I’m fine, I am in Miami right now, I’m at the end of vacation and I’m also working on a side project, a project that I have, called De La Tierra, for a new album this year as well. We are at the end of the writing process!

Finally after a break of three years, Sepultura is getting back on track stronger than ever. How come did you wait for so long before coming back with a brand new album?
ANDREAS – Actually we didn’t wait, we had so many shows, fortunately we had some great opportunity to play all around the world. We did Rock In Rio festival in the beginning of the “Machine Messiah” cycle and then we started a new cycle in Rock In Rio last year as well, great festivals… We had also festivals in Europe, we went to Asia, to all parts of the world and it takes time! We’ve never really rush to try to release an album every two years, you know, we take our time, especially because of that, because Sepultura tours a lot and we really need time to go everywhere. Usually it takes two years and we had two years to go everywhere, to visit places, to do all the festivals etc… We also collect and get new ideas and new influences, you know, so it’s something very positive as well that We take our time, we really don’t listen to everything that we have new and then we put our mind and our heads in the writing of the new material. With “Quadra”, we started working on “Quadra” like a year… well, 13 months or so, a little more than a year and we were still touring for “Machine Messiah”, we had shows especially in Brazil and stuff but we already started the process of writing and putting the ideas together, the demos and stuff… At the same time, we were touring and we were also working on the new album.

“Quadra”, your brand new record, will see the daylight on Feb 4th via Nuclear Blast. I’ve made some research about the album title and I’ve found some interesting thing concerning this. As you know, the word “quadra” recalls immediately the number four, which has itself some different meaning, like the representation of the concreteness and the way you build your own ideas, or again it depicts the world of physics, our planet and all the human beings. I’ve also found some interesting connection with the concept of quadrilogy of Carl Gustav Jung or again the four liberal arts by John North. What kind of interpretation can we give to this word? Has the number 4 a special meaning for Sepultura?
ANDREAS – Yeah, that’s where everything started! Like I said, when I started 13 months ago to look for a direction or to look for a concept that could help to really put the ideas, numerology and algorhitms were the starting point, because it’s a part of our world, the numbers. We explain the universe through numbers, mathematics and physics and algorhitms today, especially with social medias, what we choose or what we see, what we watch, what kind of advertise we get and stuff, that was the starting point. “Quadrivium”, the book by John North, was the book that I found, I’ve thought it was really interesting and it talks about the four liberal arts, you know: mathematics, cosmology, geometry and music. I thought it was fantastic and the number 4 came from that, you know. We are four members in the band, four horsemen, four seasons, you know, the years divided by four, by twelve months, etc… That’s the thing we did with the album: we divided the album in four, it’s almost like a double vinyl album, a double vinil release, with side A, B, C and D. Every side of the album has a very strong characteristic, with some element of what Sepultura used throughout our career, but of course there’s new elements that we bring in “Quadra”, but yeah… Everything came from number 4, according to the “Quadrivium”, number 4 is the number of manifestation, where things happen, that’s something that I thought was really interesting, because it’s something that Sepultura really talks about a lot, you know, the present, the now. “Kairos”, you know, was really about the concept of now, because there’s no past, no future, everything happens now in our relation with the past and future happens now. Number 4 was really important to the start of everything and “Quadra” came from that. The album is not about “Quadrivium”, you know, “Quadrivium” was the starting point, it was the influence that really brought me to use the number four and then to come up with the name “Quadra” and its concept. “Quadra” is a name in Portoguese that also means “port court”, like a basketball court or a tennis court, something like that, by definition it’s a delimitated area where you have set your rules and where games take place. That’s life itself! Our country is a different quadra, Brazil is a different quadra, Italy is a little quadra, Germany, etc… you know. We are now victims, basically, of our cultural baggage, everything that we learned, the type of school you went, the movies we watch and the sports we like, what kind of conversations you have with your family, what kind of information your family gave to you and stuff like that. Basically, the majority of the information we receive, all we know, all we have, is implanted by an education, very little by our own experiences. All the concept of the cosmo, what the planet is about, our body, it came from the definition, images and photos of other people, all that material can have a different interpretation, according to a certain political situation in your country or the limits of religion, society and stuff… An information can be spread in many different ways, in many different times and situations, so in the end I think that “Quadra” brings the question: “Why do you believe in everything you do believe?”, “Why do you believe in the concept to have your mind and most important, why do you defend those ideas?”, “When did they come from?”. “Why do you trust your school?”, “Why do you trust TV or something like that?”, “Why do you trust that brand of a car or food and stuff like that?”. We take it for granted, just because many generations use a certain brand or a certain idea and they spread those ideas as completely truth, but there’s a lot of stuff that maybe is not true. You know, the concept of God, religion, that kind of stuff creates stereotypes, the idea of “Hey, my God is better than yours” or “My country is better than yours”. All the stupidity of race and colour, that stuff, you know. I think we should respect the differences and not really attack them, “Quadra” really brings that concept and throughout the album, in the lyrics we talk about everything, because the concept is really wide and we can talk about everything, because we talk about ourselves, basically.

What can you tell me about the artwork? It looks like a tribal design, an element that, indeed, we found in the past in Sepultura…
ANDREAS – The primal rule of a survival is to have money, you’re born and you need to have money to be born, you have to have money to survive, to eat, to travel, to have kids, you need to have money to die! Money is an illusion, you need at least two people to agree on a certain piece of paper, to have a certain value and that value can change, regardless of your actions and your opinion, because you can have 50 euros in the pocket and then tomorrow you’re Donald Trump or any other president. Money is a stupid thing and price and it changes value, the value change, actually and the same piece of paper that you have in your pocket is not 50 euros anymore. It’s 28 or 27. It’s just an idea, a concept, and people die for it. There’s nothing in nature that is related to money, animals or vegetables, they don’t live with that. It seems idiotic but it’s obvious and people have this tendency of not to see the obvious. They really do more and put more value, they learn in schools through education. I think we should have a balance and really observe, take out the observations more seriously, let’s say! It raises questions, what questions we don’t understand, what we think is quite weird and something like that. Democracy should really express an opinion and money is the main enslavement thing, you know, regardless of the culture that we have, whether if we live in Tibet or in The States, or wherever! Money is very important for anybody, because it is something that we all agree upon, it’s an agreement, we are gonna use this piece of paper or this concept, this idea to exchange or buy things. That’s the main rule of this “Quadra”, of our quadra, regardless of the culture or the religion or anything. Money is the main factor, so why there’s a coin there, but of course we have this skull, representing the loss, the congress to politics and stuff, the guy of our live, what we can do or not. The cover really represents that, especially this concept of money that doesn’t exist really.

I have to say that in every album Sepultura managed to give something news, prooving that you are a sort of war machine and you are able to modernize your music, giving something fresh to people, unlike other bands whose formula is, indeed, a copycat of what it has been done in the past. Personally, in “Quadra” I’ve sensed some thrash sound with a lot of old school elements from Sepultura’s past, a lot of percussions that could remind something from the “Roots” era, or again some small connection to your previous album, “Machine Messiah”. It’s a very varied album in my opinion. Was this a sort of outcome of a creative process that you wanted necessarily or was it more about something that came out from some experimentation and team work?
ANDREAS – I think it’s a little bit of everything, experimentation and Sepultura has this kind of spirit, we never really like to copy ourselves or anybody else. Of course we have influences by many bands and not only music, but by books, movies, documentaries, especially by travelling the world, seeing different people, so many different situations, bands who play with us… but like I said, the album was divided in four, inspired by the quadrivium and the number four, geometry and stuff, quadra and everything. Like I said, it’s like a double vinyl release, where you have side A, B, C and D. “Machine Messiah” was maybe the starting point of this structure that we built, because we wanted really to explore and expand the ideas that we’ve worked in “Machine Messiah” and develop even further. So it kinda took four songs from “Machine Messiah” and we developped in four sides of “Quadra”, every side we bring, everything that Sepultura did in the past for instance was side A, it’s more the thrash era, Beneath The Remains, Arise, that old school, the raw elements of Sepultura’s early career. Side B is more the groove stuff, like Chaos A.D., Roots, Against, which we used a percussion, where it sounded a little bit more groovier, like in “Phantom Self”, from “Machine Messiah” and stuff. Side C is more connected to the instrumental world, which was also important for Sepultura, like “Inquisition Symphony” that I did together then in my first Sepultura’s album in 1987, like the acoustic pieces like “Abyss” or “Jasco”, “Itsari”, that stuff that I did with Xavante, and especially “Iceberg Dances”, from our last album, where I used the acoustic guitar, the classical guitar influences and everything, so side C is more connected to that instrumental influence that we had in Sepultura’s career. And finally, side D is more connected to the song “Machine Messiah”, which is very slow-paced, very melodic, that type of song like “Angel” from Massive Attack that we recorded also in “Revolusongs” and that inspired us so much to write “Machine Messiah”… so we developped a little more that idea, so we divided the album like that, we helped a lot to really put the right songs in the right place, the riffing, the drums fields, etc… The type of vocals and everything. That was very helpful so we could bring everything that Sepultura did in these last 35 years and, of course, we added the riffing of today and the energy of today.

We’ve just mentioned “Iceberg Dances”. I’ve noticed that there’s also have a new instrumental track in “Quadra”, called “The Pentagram”. Why did you opt to insert such a song here? Did you opt for this choice in order to break some listening and allow the listener to take a break or were there some other reasons behind this choice?
ANDREAS – The reason was to really do an instrumental song, “The Pentagram” is really, well, was born as an instrumental song, it’s not something that we started writing and then we filled out, maybe, without vocals that would have been better. No, I mean, “The Pentagram” was really, well, it was born as an instrumental song, because of that “Iceberg Dances” spirit, the idea of the concept that we had, the side three or side C, to have more instrumental influences. Of course we have vocals on the other songs, but it’s very much influenced by instrumental world. “The Pentagram” is basically a song written with variations over the time signature, 4 by 4, that’s why pentagram, numbers again, geometry and mathematics and stuff is there as well. The song is simply a variation of many riffs and many situations around the time signature four by four, so that’s where we took our inspiration and that’s why “The Pentagram” is on the album like it is! Very full, fierce metal song that is very common in the metal world, so it’s really exciting. I can’t wait to play it live, because like I said we had a great experience with “Iceberg Dances”, not only recording it and writing, but especially performing live! It’s something that really gives a break to Derrick as well, the show is very demanding also with the voice and everything, but of course when you go through the album, the idea is to really bring to listener to a journey, to a trip, that has started in a way and go to different situations; side C, of course, is quite characteristical, it takes the voice out and explores more instrumental melodies and situations with guitars, drums and bass.

I must say that, indeed, Jens Bogren’s magical touch enriched even further this record. If I’m not mistaken, you’ve spent a whole week or maybe something more in Orebro, Sweden, in order to create this album. What can you share about the work you’ve done with Jens?
ANDREAS – Oh, yeah, Jens is a fantastic producer, we had a great time with him in “Machine Messiah” and that’s why we repeated the whole process. We went to Sweden, we recorded the drums in Stockholm, in ten days, a week, yeah, around ten days we stayed in Stockholm and then we went to Orebro for another five weeks. That’s where we recorded the guitars, the bass and the vocals, leads, all the acoustic stuff. Jens is a young guy that has a great technological studio, he knows Sepultura, where we come from and what we need to sound, how we need to sound and of course the whole thing we did with “Machine Messiah” was just we got better now, cause we know each other better, Jens was a little more loose, in the sense of not being too attached to technology in the studio, to be more organic, to bring more that Sepultura form of stage, the live situation. It’s a little bit more raw, it sounds more alive, it sounds more organic quite compared to “Machine Messiah” and I think it’s a natural evolution, progression of our relationship as band and producer. I think that “Machine Messiah” was really, like I said, something that we really enjoyed a lot working with Jens in Sweden, we got great response, we did amazing shows, two years on the road. We have been just developping “Quadra” even further and Jens is a part of that process as well.

You’ve also given a sort of “easter egg” in “Quadra”, if we can say so, thanks to the participation of Emmily Barreto from the Brazilian band Far From Alaska in the song called “Fear Pain Chaos Suffering”. Maybe my memory sucks but I don’t recall any female vocalist in Sepultura’s records. What about this choice?
ANDREAS – Yeah, we never did and it’s something that we wanted to do for a long time. We have great examples in metal and rock, when you have these collaborations that work so great! I mean, what I remember now is Metallica, Megadeth with Lacuna Coil, well Cristina. Angra did it with Alissa White Gluz from Arch Enemy and stuff, so this is something that’s not so weird. Of course Sepultura never really used that, but it came also without forcing the situation, because last year I was invited to be a guest musician to do this TV show with Far From Alaska. Of course I knew about the band, I knew the style of music, I knew they have a great International career, that they played outside Brazil quite a lot and stuff. This shot put together different bands and musicians to do something special and new and I was invited by the production to play together with Far From Alaska. The period where we met was really at the end of the pre-production for “Quadra”, so it was a perfect timing to put the last touches, the last details and stuff, you know. I had a great time with Far From Alaska on TV, they are a great band and great people, amazing, very talented musicians and stuff and I called Emmily there, telling that we were finishing this album and stuff and would be great to try even something with us, saying: “your voice is amazing. Your performance is fantastic, it’s very powerful, very unique”. And she was thrilled to be part of a Sepultura album and we did the song together very quick, actually, and naturally her voice gave a new direction for the song, because the song was quite different, we had some other riff, some other structural part that we did end up not using, because her voice really took the song to a new direction. It was much better than we were even thinking about it, it was a great collaboration and hopefully we’ll have the chance to do this live as well, you know. It was a very rich enclose to the album, it’s a very different song from everything that Sepultura did, not only in “Quadra”, but in our career in general. It opens also some new possibility to Sepultura in the future, like “Machine Messiah” did and ‘Quadra’ is a consequence of that. It is great that we used it today after 35 years of career, 15 albums we still have this possibility to create something that we never did before. It’s fantastic!

Sepultura is indeed one of the most important bands of the thrash metal music along with Slayer, Testament and many other. I’d love to have your personal opinion about Slayer’s retirement. What’s your own thought about this?
ANDREAS – Well, it’s sad, of course, you know Slayer has been part of our life. Withou Slayer there wouldn’t be Sepultura. Slayer is really – among other bands – one of our most strong influences, not only for Sepultura but my way of playing guitar. Of course there’s also Metallica, Anthrax, Megadeth, Exodus, that kind of thrash with hard peeking and heavy playing, you know. Kerry King and Jeff Hanneman, well, they are the masters, they created that sound, they created that communication between two guitars, very thrashy, heavy. I just have to thank them, for everything they did for music, for the Sepultura’s inspiration. It’s great to see they are going in a very strong way, they’re bigger than ever, they did amazing arena tours around the world. I just saw them in Rock In Rio the last time they played in Brazil and it was fantastic, a very emotional show. It’s a privilege to live in the same time as Slayer, to have some opportunity to play with them, we toured with them back then in 1999, I joined them on “Chemical Warfare” with them in London during that tour, it was one of the best experiences in life. Kerry King played with Sepultura’s “Propaganda”, that tour as well, great chemistry, we had great friendship. They will have my respect forever, Slayer will never be forgotten. Like I said, it’s a big “Thank you” for what they did for music in general.

Sepultura has been active for more than 35 years now. A lot of things have changed since “Morbid Visions”. In this 4 decades, more or less, you faced so many things like lineup changes and so on, but despite all, you’ve always standed your ground and you have never been discouraged. What is the secret of your success, if there’s any?
ANDREAS – That’s not a secret, you really have to love what you do. It’s not easy to be in a band and travel the world, being away from family, I’m married for 25 years now and I have three kids, you know, it’s really hard to be on the road, but at the same time my family supports a lot what I do. It is like a balance, you know, in the end it’s the love for what you do. I feel privileged to be a musician in a band like Sepultura, that’s what I ask from my life. There’s no easy life, let’s say, there’s no easy road, regardless of the profession that I follow. You gonna have difficult times, you’re gonna have changes, cultural changes, political changes, you know, especially in the music business. We started back in 1985, or 1984, we had the vinyl and then came up the technology with CDs, cellular phones, computers, download… We are still here, because we love what we do, we are attached to the new changes and we have an amazing following, that keeps this band alive and strong. It’s a great feeling to be here for so long with an album like that, “Quadra”. We’re excited to go on the road, to be the musician I wanna be, to be on stage where the musician wants to be, and all the rest, recording an album, travelling, of course doing interviews, promoting and stuff like that is a consequence of the stage! That’s where we wanna be, we cannot wait to start the tour!

I guess that you’ll support the record through some live show as well. Are you currently working on some European dates?
ANDREAS – Yeah, we have a North American tour already announced and confirmed for March and April, we are gonna tour with Sacred Reich, Crowbar and Art Of Shock, which I’m very excited about the package, you know, fantastic package. We have all the festivals in Europe confirmed, we have more than 20 festivals, amazing stuff, I’m very, very happy with the type of festivals we’re doing. The idea is to come back to Europe at the end of the year, around October or November or so, to do an headliner tour, so we’re definitely going to Italy as much as we can, for sure!

Well, thank you so much, Andreas, for having me and for giving this interview. You’ve been very nice and humble, so thank you for your time. Well, I wanna conclude this chat of ours asking you to share the final words with us and our readers as well, so I call you to speak if you want!
ANDREAS – Yeah, I really appreciate the space for Sepultura here and all the support from Italy, since the beginning it was very strong, very powerful. I love Italia, we always have a great time in Italy and I just want to say “Grazie mille a tutti, Italia, guardiamo pronto”, ehehee.