SABATON – Potenza a pieno regime

SABATON – INTERVISTA ESCLUSIVA A PAR SUNDSTROM • (English version below)

Che i Sabaton sia diventati certamente una delle maggiori band di spicco del panorama metal europeo ed internazionale ormai è un dato di fatto! Con ‘The Great War’, nuovo capitolo discografico dei Sabaton, tornano ad affiorare tematiche molto care alla band, da sempre intrigata e fortemente motivata ad analizzare gli eventi più interessanti della storia contemporanea. In attesa di condividerne la grandiosa importanza e magnificenza nella prossima ed unica data italiana il prossimo 28 gennaio a Milano, Metalforce ha avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con il bassista della band, Par Sundstrom, che così si racconta ai nostri microfoni.

Ciao e benvenuto su Metalforce.it. Come sempre, è un piacere parlare con te. Come stai?
PAR – Ciao, sto abbastanza bene! Abbiamo appena terminato una lunga sessione con i giornalisti e delle photosession qui a Varsavia, è stata una giornata abbastanza impegnativa da stamattina fino ad ora e a breve ci sarà il concerto! È una giornata pazza ma ci stiamo divertendo e molte persone verranno al concerto, sono show super interessanti e il tour è grandioso!

Il vostro tour è appena partito da una settimana. Come sta procedendo? Vi state divertendo?
PAR – Sì, sì, è fantastico e sono così contento riguardo a tutto quanto, di come si presenta il palcoscenico e via discorrendo… È un tour molto, molto interessante e non solo non ho menzionato il fatto che due grandissime band siano con noi, Amaranthe e Apocalyptica, i quali offrono un grande spettacolo. Vorrei dire a coloro che non lo avessero ancora visto che i Sabaton eseguiranno una grossa parte di concerto insieme agli Apocalyptica, questo è qualcosa di veramente speciale che non abbiamo mai fatto prima d’ora!

In questo tour siete accompagnati dai vostri “nuovi” compagni di etichetta, Amaranthe, band che ha recentemente firmato con Nuclear Blast e Apocalyptica. Come sempre, devo dire che il bello dei vostri tour è la varietà del pacchetto che offrite al vostro pubblico: Infatti, nel corso degli anni, abbiamo visto sempre band molto diverse dalla vostra proposta musicale e anche quest’anno non vi siete tirati indietro. Gli Amaranthe offrono un melodic modern metal, mentre gli Apocalyptica virano più su una offerta strumentale. Cosa potete dirmi in merito? Come vi state trovando con entrambe le band?
PAR – Per me si tratta di una cosa davvero enorme che mi frullava in testa, ancor prima di ingaggiare i concerti mi chiedevo: “Che genere di gruppo potremmo portare con noi?” e io prendo tutto molto sul serio queste cose. Ci sono molte band che accettano di pagare o qualcosa di simile, io non lo faccio e noi non facciamo cose del genere… Per noi è molto importante che i fan che vengono a vedere un concerto dei Sabaton si aspettino qualcosa e se noi apprezziamo, credo che anche il pubblico possa ugualmente apprezzarlo. Questo è molto importante per me. Per quel che riguarda gli Apocalyptica, li stavo ascoltando e pensavo: “Forse potrebbe funzionare! Mi piacciono molto!”. Ho preso un aereo e ho visto che la band si sarebbe esibita a Madrid, così ho subito prenotato il volo e mi sono recato là per vedere il loro concerto, perché erano passati alcuni anni da quando li avevo visti. Ero seduto là a pensare: “Se fossi un fan dei Sabaton, mi piacerebbe vedere questo? Sì, vorrei davvero vedere un concerto così, perché è una band fantastica!”. Con gli Amaranthe, invece, li abbiamo ospitati un paio di volte in passato, ma volevo davvero vedere come sono al giorno d’oggi, così mi sono recato in Belgio e ho visto il loro concerto, il modo in cui loro trattavano il pubblico ed è esattamente quello che voglio.

Per quel che riguarda gli Amaranthe, di recente hanno coverizzato uno dei vostri brani, “82nd And All The Way”. Come hai reagito di fronte ad una simile sorpresa?
PAR – Ehehe, beh, non è stata poi una grossa sorpresa, perché è stata una mia idea! Stavo chiedendo alla band se volessero fare una cosa del genere e a dire la verità, sono stato io a dar loro la canzone ancor prima che essa fosse pubblicata! Era un’idea che avevo, volevo davvero che la band si avvicinasse ancora di più ai fan dei Sabaton, così ho chiesto. Ho pensato che potesse essere una cosa carina per i fan che verranno a vederci in tour, in modo da poter conoscere qualcosa di più di ciò che presentano gli Amaranthe! Credo che abbiano fatto un buon lavoro con questo brano.

Cosa puoi dirmi, invece, della vostra collaborazione con gli Apocalyptica? Io credo che sia molto interessante, anche perché potrebbe piacere a quei fan che non hanno molta famigliarità con il sound della band. Cosa puoi svelare di questa partecipazione?
PAR – Gli Apocalyptica sono una band che suona la propria musica con il violoncello, possiedono questi strumenti musicali ma li fanno suonare come se tu stessi assistendo ad un concerto rock e a volte addirittura hanno un cantante, altre volte presentano solo musica strumentale. Ho pensato a questo, poiché i Sabaton sono molto sinfonici e posseggono molti elementi simili, gli Apocalyptica ovviamente suonano più come se fossero una symphonic cello rock band… Credo che possa essere il titolo giusto! Ho ritenuto che potesse essere un abbinamento interessante e c’era un qualcosa che mi ronzava in testa, così mi sono recato a Madrid solamente per parlare con i ragazzi e ho avuto questa idea, anche se non sapevo esattamente che cosa ne sarebbe uscito fuori; ho ingaggiato la band per il Sabaton Open Air Festival, poi siamo usciti tutti insieme e ho chiesto loro di poter restare un po’ di più dopo il concerto e sono rimasti con noi una settimana! Ci siamo allenati insieme su alcune cose, realizzandone diverse versioni, poiché non avevamo un’idea precisa in merito al sound. Abbiamo fatto molti esperimenti e usato quella settimana per fare vari tentativi e alcune registrazioni. Credo che il risultato sia buono e ho pensato di utilizzare un vecchio brano dei Sabaton, “Angels Calling”, in parte perché è una traccia che ben si adatta alle tematiche del disco, dal momento in cui il brano parla della Prima Guerra Mondiale e, ovviamente, stavamo per pubblicare un album che parlava esattamente di questo argomento, quindi rientrava nei tempi… ci sono state molte cose che si sono ben adattate a questo brano in particolare.

Se non erro, molti show sono andati soldout in breve tempo. Te lo saresti mai aspettato?
PAR – Abbiamo un’ottima idea riguardo a cosa siano i Sabaton, alle cose che facciamo ma c’è sempre qualche sorpresa che, forse, non ti aspetti. Ovviamente quando abbiamo ingaggiato alcuni concerti in queste arene, speravamo che potessero registrare il tutto esaurito e abbiamo lavorato sodo affinché tutto ciò avvenisse. Abbiamo un lavoro di squadra molto devoto al marketing, perché non si tratta solo di avere al proprio fianco un promoter, ma anche un team esclusivo dei Sabaton con il quale lavorare e che lavora direttamente con noi per realizzare la miglior promozione possibile in rete. Abbiamo lavorato duramente e sono contento di vedere i risultati, perché è decisamente meglio di ciò che la gente si aspettasse!

Tra qualche giorno avremo il piacere di vedervi live nuovamente in Italia a distanza di tre anni dalla vostra ultima visita qui. Senza spoilerare troppo, riserverete qualcosa di straordinario al pubblico? Avremo modo anche di sentire qualche brano cantato in svedese?
PAR – Credo che porteremo qualcosa in questo tour, qualcosa che non abbiamo mai realizzato prima d’ora e che probabilmente non faremo nuovamente e questo è, ovviamente, la collaborazione con gli Apocalyptica. Ritengo che questo sia il più grande hightlight di tutte le sere, andare sul palco ed esibirci insieme a loro. Credo che chiunque in Italia non dovrebbe perdersi un’occasione del genere: anche se non vi piacciono gli Apocalyptica, dovreste venire perché il palcoscenico è fantastico! Abbiamo visto così tante persone venire da noi dopo il concerto, abbiamo raccolto ottimi riscontri, abbiamo letto recensioni, è una sorta di piccolo momento magico dello spettacolo.

L’occasione sarà anche succulenta per i fan italiani proprio perché avrete modo di presentare anche il vostro ultimo album, “The Great War”. A distanza di qualche mese, che sorta di valutazione puoi fare? Innanzitutto presumo che il disco sia stato ben accolto dal pubblico e dalla stampa…
PAR – L’album è stato certamente ben accolto, soprattutto dai fans, di conseguenza mi sento molto orgoglioso di questo disco. Non ho niente che vorrei veramente cambiare, sono molto soddisfatto del risultato. Credo, però, che alcune tracce non abbiano ricevuto l’attenzione che meritavano, perché è così che va il mondo oggi, dove molte persone ascoltano la musica online e ascoltano solo le playlist, scelgono un paio di brani e ignorano completamente il resto. È triste, perché abbiamo speso molto tempo a registrare alcune di quelle canzoni e ci piacciono molto, ma solo alcune persone le ascolto. È così che va il mondo, è così che appare oggi e la cosa buona è che possiamo vederlo noi stessi, la cosa brutta è che ce ne siamo resi conto! Già, credo che sia un po’ triste il fatto di averci messo così tanto impegno nei brani e non gliene importa nulla a nessuno! Beh, non a tutti, certo, ad alcuni interessa, ma non a tutti!

Vorrei ora chiederti una cosa un po’ curiosa: premesso che mettete tanto impegno nel concept dei dischi, così come nella cura degli artwork e di tutto ciò che ne consegue, non ti scoccia il fatto che alcuni fan ascoltino la vostra musica senza leggere i testi? Oppure sei dell’idea che l’importante è che la gente si diverta a prescindere dal resto? Io, ovviamente, parlo per me: forse non te lo ricorderai, ma la primissima volta che ci siamo visti a Milano, ti dissi che io mi ero innamorata di “Carolus Rex”, soprattutto della sua versione in svedese, perché amo la storia e perché volevo imparare meglio la vostra lingua… e ancora è un impresa ardua!
PAR – Non sono infastidito riguardo al fatto che vi siano molte persone che ignorano il significato dei testi, mi sta bene, non forziamo nessuno a comprendere il significato che si cela dietro i nostri testi e cose così. Se alla gente piace ascoltare solamente una parte della nostra musica, ne siamo contenti, ci va bene! Non credi che bisogna per forza abbracciare l’intero concetto che ruota intorno ai Sabaton per apprezzarne la musica, sono più del pensiero: “Godetevi le parti che volete, va bene!”. In qualche modo, sostengo anche l’idea che molte persone non acquistino più le copie dei dischi se loro non ascoltano tutte le canzoni, perché se non ti piace, puoi sempre ascoltare qualcos’altro. È una cosa del tutto normale, ma non sono solo gli esseri umani a lavorare, ma anche le macchine, come Spotify, iTunes e tutte quelle cose… Rimuovono i suggerimenti di alcune canzoni che non sono state ascoltate troppo e che, a dir la verità, nessuno ha potuto ascoltare. Questa è la cosa triste, ovvero che quei brani non abbiano avuto nessuna possibilità, ma già, è così che funziona il mondo!

Cosa ti ispira maggiormente riguardo ai fatti storici avvenuti nella prima guerra mondiale?
PAR – Prima di tutto, ci sono moltissime storie inerenti alla Prima Guerra Mondiale che eravamo entusiasti di ascoltare e, nel corso degli anni, ne abbiamo raccolte molte. Beh, vorrei dire qualcosa del genere: ho iniziato a scrivere il disco, ero un principiante in materia e non avevo alcuna preparazione in merito all’argomento e della sua importanza. Abbiamo capito e abbiamo parlato delle storie riguardo alla Seconda Guerra Mondiale e questo è ciò che forse avete letto. Era entusiasmante per me iniziare con la Prima Guerra Mondiale, andare a fondo ad alcune di queste storie e rendermi conto di quanto grande ed importante sia stata questa guerra per il mondo e per come appare oggi. Credo che abbia molto cambiato la mia percezione grazie anche a questo disco!

Quali sono i valori e gli insegnamenti a livello personale e umano che più porti con te dopo aver conosciuto e approfondito meglio questi eventi?
PAR – Questo è molto interessante! Voglio dire, credo che studiare la storia e non solo una parte di essa sia importante, non tanto quanto venga narrata, ad esempio, nei miei libri di storia in Svezia. Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare tutte le storie direttamente dalla fonte: se c’è una storia dell’Italia, vogliamo sentirla in Italiano, non vogliamo sentirla in uno svedese o americano o un’altra lingua distorta. Abbiamo sentito fans da molti paesi dire: “Hey, questa è una storia del mio paese” e abbiamo avuto modo di ascoltare altre storie provenienti da tutto il mondo. Credo che questo mi abbia portato ad avere un’accettazione e una comprensione migliore nei confronti delle persone, della loro percezione in merito ad altre, a come ad alcuni individui non piacciano altre persone. Non sono qui a giudicare, niente affatto, ma credo che mi abbia aiutato a capire meglio il mondo odierno e come si presenta! Credo che se la gente sapesse ciò che conosciamo noi e potesse condividerlo, il mondo sarebbe un posto un pelino migliore, quindi credo che quello che stiamo facendo sia abbastanza importante!

Ricollegandomi a questa domanda, vorrei sapere qualcosa in più in merito al vostro canale Youtube, Sabaton Hystory, dove insieme al prezioso contributo di Indy Neidell analizzate i contenuti delle vostre canzoni. Da dove è nata l’idea? Devo dire che è assolutamente interessante anche per chi volesse studiare maggiormente i vostri brani!
PAR – Vero! Mi piace moltissimo il canale Youtube dei Sabaton, è uno di quei progetti che desideravamo tanto da molto, molto, molto tempo, a dire il vero da quando abbiamo preso la decisione di cantare brani dedicati alla storia. Ci sono molte persone che ci chiedono: “Potremmo sapere qualcosa di più in merito al background dei vostri brani?” e cose simili, ma ce ne sono anche altre che dicono: “Oh, mi piace la storia grazie a voi”. Non direi che è completamente vero che la gente potrebbe imparare la storia grazie ai brani dei Sabaton, noi ci ispiriamo e successivamente cerchiamo di imparare altrove, perché possiamo dire così poco in appena tre minuti di musica o ciò che abbiamo. Possiamo solamente dire qualche parola e l’ascoltatore deve immaginare il resto o addirittura leggerlo da qualche altra parte… ma grazie al canale Sabaton History, possiamo fornire un background completo della storia ed è quello che volevamo fare, beh, da quando abbiamo iniziato! È stato un percorso molto complicato da percorrere, richiede molta gente ed un sacco di soldi, ma sono contento che finalmente abbiamo avuto l’occasione di poterlo fare, mi piace! È una cosa eccitante, mi piace registrare gli episodi e uno dei miei highlights di tutta la faccenda è vedere l’intero episodio completo e potermelo gustare, perché a volte è come se la gente andasse a ricercare per vedersi l’episodio, troverebbero sempre qualcosa che non conoscono o cercano di trovare qualcosa che non è molto comune. È fantastico vedere con cosa ce ne usciamo ogni volta che controllo uno di quegli episodi prima che vadano online.  È bello poterli vedere ed ascoltare Indy mentre parla. Ci sono molte cose di quegli episodi che sono state modificate ma io rimango seduto qua ad ascoltare.

Ora ho una curiosità da chiederti: lo scorso anno, se non erro, avete tenuto uno show magistrale al Wacken Open Air. Se non sbaglio c’era un doppio palco per l’occasione e vorrei quindi sapere se nelle vostre intenzioni, rientra il desiderio di registrato un ipotetico DVD con quello show in particolare?
PAR – Lo show di Wacken è registrato e pubblicato, chiunque può vederlo gratuitamente tramite il network di musica chiamato Magenta, ma non lo metteremo su CD, perché ad essere onesto sarebbe piuttosto costoso pubblicarlo e venderebbe molto poco. Più persone possono vedere questo concerto online, ma per quel che riguarda Wacken, è successo così. Stiamo registrando alcuni concerti durante il tour, non so ancora cosa sarà esattamente, è decisamente troppo presto per dirlo, ma è molto difficile riuscire a vendere qualcosa che si trova già su Youtube. Questo è chiaro! Credo che scopriremo solamente alla fine se ci sarà modo di valutare un live CD o un live DVD.

In merito a questo show di cui abbiamo appena parlato, riuscireste ad immaginarvi qualcosa di ancora più grandioso a livello scenografico?
PAR
Credo che sarà piuttosto difficile raggiungere o perlomeno avvicinarsi a qualcosa di simile al concerto fatto al Wacken Open Air. È la storia che volevamo fare quando abbiamo iniziato a suonare, volevamo essere esattamente dove volevamo essere e volevamo portare tutti i membri della band allo stesso tempo su due palchi. Voglio dire, è una grossa questione da affrontare, c’è una produzione molto più grossa, sai, abbiamo bisogno di costruire due palchi sui quali fare le prove e portare tutta l’attrezzatura e strutturarla per diversi giorni. Abbiamo dei membri della crew che provengono da ogni parte del mondo solo per poter essere in grado di aiutarci ad esercitarci. È fantastico riuscire a soddisfare un sogno simile in veste di musicista! Sono molto grato di aver avuto il modo di farlo, voglio dire, sicuramente mi inventerò qualcosa di più pazzo in futuro, ma certamente questo è uno dei picchi più alti della nostra carriera!

In attesa di avere i Sabaton in Italia, io ti e vi auguro il meglio per questo tour e ti invito, come sempre, a concludere questa chiacchierata come desideri.
PAR
Ok! Sai, stiamo arrivando con questo tour e a breve saremo a Milano. Credo di aver suonato un paio di concerti carini in quella città, ma credo che ciò che porteremo onstage questa volta sarà molto diverso rispetto a ciò che abbiamo presentato in passato, perché è qualcosa che non abbiamo mai fatto prima d’ora… quindi se qualcuno volesse vedere o volesse avere una seconda occasione, è il tempo giusto di farlo e venire a vederci.


(English version)

It’s surely well-known that over the years Sabaton became one of the biggest successful band of the European and International metal panorama ever since! With “The Great War”, the newest band’s studio album, the Swedish act gets deeper once again in a couple of themes that are very dear to the band, who has always been very intrigued and strongly motivated to examine the most interesting events of the contemporary history. Waiting to see the great importance and magnificence at the unique Italian show that will take place on Jan 28th in Milan, Metalforce had the chance to exchange a few words with the bass player of the band, Par Sundstrom.

Hi and welcome to Metalforce.it. It’s a great pleasure hosting this chat with you, as usual. How are you?
PAR – Hi, I’m pretty good! We’ve just finished a lot of media and photosession stuff here in Warsaw, it’s been a very busy day today from the morning until now and then soon it’ll be show time! It’s a crazy day but it’s good times and a lot of people are coming to the shows, they are super cool shows and tour is great!

Your brand new European tour has started just a week ago. How is it going so far? Are you having fun?
PAR – Yeah, yeah, it’s great and I’m so happy about the whole thing, how the stage is looking and so… It’s a very, very cool tour, not only that I’ve mentioned the great bands that we have with us, Amaranthe and Apocalyptica, that make a really good show. I mean for anybody who hasn’t seen it yet, Sabaton is performing part of large show together with Apocalyptica and this is something really special that we have never done before!

In this brand new tour, you’re sharing the stage Apocalyptica and also with your newest label mates, Amaranthe, which recently has signed a record deal with Nuclear Blast. As usual, I have to say that one of the greatest things of your tours is strictly connected to the variety of the package you always offer the audience. Indeed, over the years we’ve seen very diverse bands with different sounds compared to yours and it’s basically the same thing this year. Amaranthe is more oriented to a modern melodic metal, while Apocalyptica is a more instrumental band. What can you tell me about this choice? How do you feel like sharing the same stage with these two bands?
PAR – For me it’s a big, big thing in my head going on, before we booked any tours, like: “What kind of band we will bring with us?”, and I take it very much careful about these things. There are many bands who just accepted to buy “honor” or something like that… I don’t do that, we don’t have anything like that… For us it’s important that the fans who come to a Sabaton show would beg for something and if we appreciate, then I think the crowd will appreciate as well… so this is important for me… When the thing about Apocalyptica, I was listening to them and thinking: “Maybe it’s gonna work! I like them a lot!”. I got on a flight and I saw they were playing in Madrid, I got my flight immediately and I flew down to Madrid to see their show myself, because it took a few years that I saw Apocalyptica. I was sitting there thinking: “If I was a Sabaton fan, would I love to see this? And yes, I really want to see, because it’s an awesome band!”. For Amaranthe, well, we had them a couple of times in the past, but I really wanted to see how they look like now, so again I went to Belgium to see them and I saw their show, the way how they treat the crowd, and this is exactly what I want.

Concerning Amaranthe, it’s a recent news the one that saw the band covering one of your songs, “82nd And All The Way”. How did you react to such a big surprise?
PAR – Ehehe, well, it wasn’t a big surprise, because it was my idea! I was asking them if they wanted to do it and I actually gave them the song even before it was released! It was an idea that I had, I really wanted them to get closer to Sabaton fans, so I asked them, I thought it would have been very nice for the fans who would come to the tour that are knowing a little bit more what Amaranthe is! I think they really did a great job with this song.

What can you tell me, instead, about the cooperation you’ve done with Apocalyptica? I think it’s very intriguing, also because it’s very appealing to those fans who are not very familiar with the sound of this Finnish band, so what can you tell me about the collaboration with these guys?
PAR – Apocalyptica is a cello band, they have the instrumental cellos, but they make it sound like a rock concert and sometimes they have a vocalist, a singer with them, sometimes they play instrumental. I thought because Sabaton is very symphonic and has a lot of symphonic elements, Apocalyptica obviously is like a symphonic cello rock band… I think it’s the proper title! I thought it could be interesting to match it and it was something that was going on in my head so I went down to Madrid to just speak with the guys and I had this idea, likely in the back of my head, but I didn’t know exactly what was gonna be; so I booked Apocalyptica for the Sabaton Open Air Festival, then we were hanging out and I asked them to stay more time after the show and they stayed a whole week! Together we started to practice just a couple of things and made some different versions, because we didn’t have an exact idea about how it could sound like. We needed to test a lot and we used this week to test a lot and do some recording. I think it turned out really good and we thought of taking one old Sabaton song, “Angels Calling”, partly because this song fits also with the concept of the album, because the song is about World War One and, obviously, we were releasing a concept album about World War One, it fitted in time… so there were a lot of things that fitted to do this specific song.

If I’m not mistaken, some of the gigs of this tour went sold out quickly. Did you ever expect something similar?
PAR – We have a good idea about what Sabaton is, how much we… how many things we have been sold but there’s always some surprise that maybe you are not expecting on, but obviously when we booked some of these arenas, we hoped them to be sold out, and we worked very hard to make them sold out. We have a dedicated team work, very devoted to marketing, because it’s not just on the promoter side, we have an entire exclusive Sabaton team we work with, to work directly with us to make the best promotion possible online. We worked very hard and I’m excited to see the results, because I think it’s a little bit better than most people were expecting!

In a few days you’ll be back in Italy three years after your latest performance in our country. Without revealing too much, will you offer something extraordinary to the fans? Will we have the chance to listen to some Swedish song as well?
PAR – I think that we are bringing something on this tour, that we have never done before and that probably we will never do again, that is the collaboration with Apocalyptica. I think this is the greatest highlight of every night, that we go on stage and perform together and I think for anybody in Italy that they should really, really not miss this opportunity, even if you don’t like Apocalyptica, the stage together is amazing! We’ve seen so many good people talking about us after the show, we had good feedbacks, we read reviews, it’s a sort of a little magic moment of the show.

The occasion is also good to introduce the Italian fans your latest studio album, “The Great War”. After such a short time, after a few months, what kind of appraisal can you offer? I guess the album has been well welcome by both the press and the fans as well…
PAR – It has definitely been very welcomed, especially by the fans, so I feel very proud of the album. I have nothing that I really want to change with it, I’m very satisfied with how all it worked out. I think there’s some song that didn’t get the attention they deserved, because of the way the world looks like today, where most people listen online and they only like playlists, they only choose a couple of songs and they completely ignore the rest. It’s sad, because we spent a lot of time in recording some of the songs and we really like them and a few people listen to them… but this is how the world is looking today and the good thing is that we can see it and the bad thing is that we have realized it! Yeah, I think it’s a bit sad that we spent so much effort into some of the songs and nobody cares! Well, not nobody, somebody cares, but not most people!

Now I’d like to ask you a curious question: you put a lot of effort in the creation of the concept of your record, and so you do also with the artworks, all the following details and stuff. Aren’t you bothered by the fact that some fan may listen to your music without even reading the lyrics? For example, maybe you surely will not remember this but the very first time we met in Milan, I told you that I was literally in love with “Carolus Rex”, especially the Swedish edition of the album, because I love Swedish hystory and also because I wanted to learn the Swedish language as well… and still it’s a very tough task!
PAR – I am not so bothered about there’s a lot of people who ignored the meaning of the lyrics, that’s fine, I’m totally cool with that, we do not force anybody to understand the meaning behind the lyrics and stuff like that. If people enjoy listening to some part of our music or something, then we’re happy with that, it’s fine! I don’t think you need to embrace the full concept of Sabaton to enjoy it, I think more about: “Enjoy what part you want, that’s fine!”. In one way I also support the idea of people not buying records if they do not listen to all the songs, because if you don’t like, then listen to something else. It’s a normal thing, but the way that actually not humans only work, but also the machines, like Spotify, iTunes and stuff like that. It takes away the suggestions for some of the songs that are not played so much, and then actually nobody get to hear that. That’s the sad thing, that they don’t get any chance but yeah, that’s how the world looks like!

What does inspire you the most concerning the historical fact happened in the Great War?
PAR – First of all, there were so many stories about World War One that we were excited about hearing and over the years we collected a lot of them and… Well, I would say like this: I started to write the album, I was a beginner of this, I was very uneducated about World War One and the importance of it, we were understanding, we have always said the stories about World War Two and this is what you may have read about; so it was exciting for me to begin with World War One, to go deeper into some of these stories and realize actually how big and important this war was for the world looks like today. I think I’ve changed my perception a lot thanks to this album!

What are the values and the lessons you’ve learned both on a personal and also on a human level after knowing better these events?
PAR – This is very interesting! I mean, I think that studying history and not only one part of it, not the way they are written, f.e., in my history books in Sweden. We get to hear all the stories from the source: if there’s a story from Italy, we’ll hear from Italian, we don’t hear it in twisted Swedish or American or whatever. We get to hear from fans in countries saying: “Hey, this is a story from my country” and we got to hear from all around the world, and I think that thanks to this it has brought my acceptance and my understanding for how people do like other people or why they don’t like certain people. I’m not here to judge people at all, but I think I’ve become a little bit more liking about how the world looks like and how it looks like the way it does! I think that if people would know what we know and could share that, then I think the world would be a little more nice place, so I think that what we are doing is quite important.

Reconnecting to this question of mine, I’d like to know something more concerning your Youtube Channel, Sabaton History, where you get deeper in the content of your songs with the help of Indy Neidell. Where did the idea come from? I have to say that it’s a very intriguing thing also for those people who would love to study more about your music.
PAR – True! I like the Sabaton history channel so much, it’s like one of those projects we’ve been wanting to do for very, very, very long time, actually since the beginning when we decided to sing about history. There are many people who ask us: “Can we know more about the background of your songs?” and stuff, also there were people who asked to us: “Oh, I love history thanks to you”. I wouldn’t say that it’s completely true that people would have learned history from Sabaton songs, we just get inspired and then we have to learn it somewhere else, because we can only have so little in the three minutes of music or whatever we have, we can only say a few words and then the listener has to imagine the rest or even read about it somewhere else… but thanks to the Sabaton history channel, we can give them a full background of the story and this is something I wanted to do for…well, since we started to do this! It has been a very complicated road to run, it requires a lot of people, a lot of money to do it but I’m so happy that we are finally doing it and I like it! It’s such an exciting thing, I like to film them and one of my hightlights with the whole thing is about watching the finished episode and to really see it, because I mean, sometimes is mostly like the people research and see the episode, they always began something that I don’t know or they try to find something that is not so common about it. It’s so great, everytime that I have to check one of the episodes before they go published, to see actually how they came up with. It’s so exciting to see them and listen to it while Indy is talking. There’s a lot of stuff that has been edited out of those episodes as well, but I’m sitting there and I just hear them.

Now I have a curiosity: last year you’ve played in Wacken, so I would love to know if there’s the intention of recording or releasing a DVD with this peculiar show you held in 2019.
PAR – Of the Wacken show, I mean, it’s recorded and it’s released, anybody can watch it for free thanks to the Magenta music network, but we will not put it on a disk, because to be honest this is just very expensive to put it on a disk and it sells very little these days. More people got to see this online, but for the Wacken thing, that’s what happened. We are recording several shows on this tour as well, exactly what it will be, it’s a bit too early to say, but it is very difficult to sell something that is already on Youtube. That’s for sure! So, I think that we will see at the end of live CD, or a live DVD is definitely something on a final thing, mmh.

Concerning the show you had in Wacken, would you ever imagine something even more bombastic in terms of production?
PAR – I think that the show we held in Wacken is difficult to come close to it. It was a story that we wanted to do when we have started to play, we wanted to be where we were and then we wanted to bring the whole band members to do two bands at two stages in the same time. I mean, it’s a big deal to be able to do it, it’s a greater production to do, you know, we need to build two stages to practice this and bring the whole equipment and do it for several days, with live crew members from all around the world just to be able to practice first. So to have the opportunity as a musician to do something like a dream project like that is amazing! I’m very thankful that we could that, I mean, I’ll come up with something more crazier in the future to do for sure, but this is definitely a peeking point of our career so far!

Waiting to see you very very soon in Milan, I wish you all the best with this tour and, of course, I call you to speak and to share the final words with us!
PAR – Ok! You know, here we come with this tour, we are soon in Milano and I think that over the years we played there a couple of very nice shows, but I think that what we are bringing now is very different from what we have been doing before, so if somebody wants to see something or if they want to have a second chance, then this is the time to go now!