ROTTING CHRIST – Quattro chiacchiere con l’Eretico

ROTTING CHRIST – INTERVISTA ESCLUSIVA A SAKIS TOLIS • (english version below)

Vogliamo sapere qualcosa di più sui Rotting Christ e sul loro ultimo album “The Heretics”, in uscita a metà febbraio sotto l’ala della Season Of Mist? Ma certo che vogliamo! Noi di Metalforce abbiamo avuto l’onore e il piacere di scambiare quattro chiacchiere proprio con Sakis, frontman della storica band che con il loro rivoluzionario sound, continua a far parlare positivamente di sé, specialmente con il nuovo album in uscita, a parer nostro un lavoro eccezionale! A voi la nostra profonda e completa intervista per entrare nella mente della band!

Ciao Sakis! Benvenuto su Metalforce! È un grande piacere scambiare qualche chiacchiera con te! Se vuoi (cosa che ovviamente ogni vostro singolo fan si aspetta) possiamo cominciare parlando un po’ del vostro ultimo lavoro in studio: “The Heretics”! Un album molto atteso dai vostri fan, me compreso; il titolo di questo nuovo album è davvero speciale e davvero affascinante: perché hai optato appunto per il titolo di questo album, “The Heretics”?
SAKIS: Il piacere è tutto mio, e grazie a voi del vostro interesse! Sì, mi ci sono voluti 46 anni per rendermi conto che quello che sto facendo nella mia vita è la musica e la scena che seguo: l’eretica. Rispetto alle masse abituali, lasciamelo dire, mi sono sentito più rivoluzionario e ho deciso di scrivere qualcosa su questo tema. Questo è il modo in cui lavoro come unico compositore della band: prima ascolto me stesso, poi prendo la chitarra e comincio a scrivere .Questa volta ho letto molto. Nella storia ci sono stati molti scrittori che hanno cambiato la ‘parola’ con i loro detti e che sono stati accusati come Eretici dal sistema e dalla chiesa. Questo è stato il mio principale interesse in questo album e sono arrivato a questo risultato.

Sono oltre trenta anni che il progetto “Rotting Christ” ha preso piede, diventando nel tempo uno dei pionieri di questa scena musicale, abbiamo assistito a molte evoluzioni sonore della band, dunque cosa ci possiamo aspettare da questo ultimo album?
SAKIS: Noi seguiamo semplicemente il volere della nostra natura: se qualcosa non si è evoluto muore e noi abbiamo deciso di non morire così in fretta! Affermi che abbiamo effettuato molti cambiamenti nella nostra musica, è vero, ma difficilmente abbiamo cambiato le nostre radici. Ci sono stati tanti piccoli cambiamenti nel nostro nuovo album, è vero, ci siamo cimentati in qualcosa che non eravamo neppure abituati a fare: abbiamo ridotto la velocità, e abbiamo inserito nelle melodie nuovi elementi ben consolidati con il volere dell’intera band.

Ho ascoltato intensamente la terza traccia del vostro album: “Heaven and Hell and Fire”, ritengo questo pezzo uno dei migliori dell’album, sia sul testo che sulla musica; vuoi dirci qualcosa in più?
SAKIS: Sono felice che “Heaven and Hell and Fire” ti piaccia e che riesca a trasmetterti qualcosa! Un pezzo basato sulla citazione di John Milton dice: “La mente è l’universo e può fare di un paradiso l’inferno, e di un inferno il paradiso”; ciò mi ha influenzato a scrivere questa canzone. L’eterna guerra tra il bene e il male che finisce sempre nel fuoco.

Non voglio rovinare la suspense dei fan, ma anche “The New Messiah” ha quel qualcosa in più, e la conclusione del disco con la fantastica “The Raven”, sembrano collegate da un filo sottile tra esse: cosa puoi dirci in merito?
SAKIS: “The New Messiah” è l’esagerazione e l’insicurezza dell’umanità per un nuovo messia che viene sfruttato da altri falsi messia al di fuori di lui, mentre “The Raven” è un’ambientazione in musica creata da noi per dare un suono all’omonimo racconto di Edgar Allan Poe. Una poesia che i Rotting Christ amano e la sua atmosfera soprannaturale si adatta perfettamente all’atmosfera dei nostri pezzi!

Molto bene! Vuoi parlarci un po’ dell’artwork dell’album? A parer mio è profondo, duro e particolarmente significativo, oltre che dannatamente ben studiato!
SAKIS: Si, hai ragione, è così! Questo è un dipinto esclusivo realizzato per noi da un artista greco di grande talento, chiamato Maximos Manolis, e riflette le preoccupazioni artistiche che abbiamo avuto come artisti ed eretici..

Personalmente (e credo di parlare a nome di molti fan), il vostro sound ha sempre avuto un’impronta molto particolare che si distingue nella scena metal; da “Theogonia” in poi, questa impronta è stata sempre più distinta, e ogni album ha avuto un successo strepitoso: pensi che “The Heretics” avrà lo stesso riscontro?
SAKIS:Non ne ho affatto idea! Ogni progetto è qualcosa che passa e va; “The Heretics” fa parte di una tetralogia che abbiamo iniziato negli ultimi dieci anni da “Theogonia”. Non so se farà la differenza ma può facilmente soddisfare gli ascoltatori poiché è di gran lunga il nostro album più espressivo, senza dimenticare la qualità!

Parliamo un attimo del vostro singolo estratto “Fire, God and Fear”: abbiamo letto tantissimi commenti positivi a riguardo, c’è perfino chi crede che sarà il disco dell’anno (non nascondo che lo penso anche io); la tematica è profonda, con un ambient eccellente e riff perfetti: cosa puoi dirci? Ti aspettavi un riscontro così grande da parte del pubblico?
SAKIS:Questa è una canzone che riflette tutta la nostra storia musicale come band, racchiusa in 4 minuti. Un classico brano ROTTING CHRIST ‘atmosferico’ che ti conduce direttamente al nostro sound consolidato. C’è un’energia che va al di fuori dalla musica, e se mi stai dicendo che riesci a sentirla, allora mi rendi davvero felice, perché questo è il mio scopo principale come compositore: farti viaggiare nella mia musica.

Come hai sviluppato “The Heretics”? Qual è stato il tuo percorso per comporlo?
SAKIS: Come sempre mi sono dedicato per un lunghissimo periodo di tempo alla mia anima, che questa volta era basato prima sulla lettura e la conoscenza, per poi passare alla composizione; questo rende “The Heretics” diverso dagli altri album.

Ovviamente i vostri fan cominciano già a chiedersi quando tornerete in Italia, magari da headliner, per ascoltare il vostro lavoro dal vivo: puoi metterci qualche pulce nell’orecchio?
SAKIS: Consideriamo l’Italia come la nostra seconda casa, dunque presto passeremo sicuramente a salutare i nostri fratelli! Restate sintonizzati!

Un’ ultima domanda molto personale, e forse la domanda che molti altri fan vorrebbero farti: considero “Rituals” uno dei capolavori per eccellenza della scena metal, e sono particolarmente legato e innamorato di “Les Litanies de Satan”, ovviamente tratta dall’omonima poesia di Charles Baudelaire: come vi è venuto in mente questo accostamento perfetto con la vostra musica?
SAKIS: Sono davvero orgoglioso del fatto che “Rituals” abbia avuto un impatto così grande sulla scena! Tutto quello che posso dirti è che continuerò a cercare me stesso attraverso l’anima di autori, scrittori e poeti della nostra storia.

Beh, cos’altro dire? Grazie al tempo che ci hai concesso molti fan sono riusciti ad entrare ancora di più nel mondo dei “Rotting Christ”! Prima di salutarci, c’è qualcosa che ti senti di dire ai vostri fan?
SAKIS: NON SERVIAM BROTHERS, TILL THE END!


(english version)

Would we love to know something more about Rotting Christ and their latest release, “The Heretics”,that will come out the second week of February via Season Of Mist? Of couse we would! Metalforce had the honor and the pleasure of exchanging a few chat with Sakis, frontman of this historical band whose revolutionary sound gives us something that has been talked about for a long time now, especially now with an upcoming new album that will be shortly released, a real masterpiece in our opinion! Here we go with our exclusive in-depth interview!

Hello Sakis! Welcome to Metalforce! It is a great pleasure to exchange a few words with you. If you want (of course every single fan of the bands expects this) we can start by talking a bit about your latest studio work, “The Heretics”, an album pretty much awaited by your fans, including me. The title of this new album is very special and really fascinating: why did you opt for this album title, “The Heretics”?
SAKIS: Nice seeing you my friends and thanks for your interest. Let’s have a good chat here… Yes it took me a lot of years and to reach the age of 46 years old to realize that what I am doing in my life the music and the scene I follow is quite heretical. Quite against the masses habits and quite – let’s say – revolutionary and yes, I felt like writing something about this. This is the way I work as the only composer of the band. First I feel, then I take the guitar and writing. This time I read a lot. Poets, writers, authors that changed the world with their sayings and that were charged as Heretics from the system and church, that was my main influnce in this album and I came up with this result.

It’s been over 30 years that Rotting Christ has taken hold, becoming one of the pioneers of this music scene. We have witnessed many of the band’s sound evolutions, so what can we expect from this latest record?
SAKIS: We hear the nature saying…if something is not evolute…it dies…So we decided to not die so far. Yes, I think we have made a lot of changes to our sound but always faithful to our roots. Something that we did and with our last album but not that much that we used to do. We cut down speed…but still there new elements there based of course in the well-established melodies of the band.

I deeply listened to the third track of the record, “Heaven and Hell and Fire”. I consider this piece one of the best on the album so far, both lyrically and music-wise. Do you want to tell us something more about this song?
SAKIS: I am glad that “Heaven And Hell” and fire speaks to your soul. A song based in John Milton’s quote: “The mind is universe and can make a heaven of hell a hell of heaven influented me to write this song.The eternal war between good and evil that always ends in fire”.

I don’t want to spoil anything concerning this record yet, but also “The New Messiah” has that extra touch, it has something more and the conclusion of the album with the fantastic “The Raven” seems to be connected by a thin thread between them. What can you tell us about these two songs?
SAKIS: The New Messiah: The utopic and insecure expectation of humanity for a new messiah that is exploited from some fake messiahs out there. The Raven: a setting to music for Edgar Allan Poe’s Raven. A poem that we love in the band and its supernatural atmosphere thought that can fit well with our bands atmosphere.

Very well! Would you like to talk a bit more about the album artwork? It is deep, hard and particularly significant, as well as damn well studied, in my opinion!
SAKIS: Yes and this is a painting made exclusively for us from a really new talented Greek painter called Maximos Manolis and reflects to the artistical worries we had as artists and Heretics.

Personally (and I think I can speak on behalf of many fans) your sound has always had a very particular imprint that stands out in the metal scene: from “Theogonia” on, this imprint has been more and more distinctive and each album has had an amazing success. Do you think that “The Heretics” will have the same feedback?
SAKIS: I have no idea at all. The hype is something that passes and goes. The Heretics is a part of a tetralogy we started the last ten years from Theogonia. I do not know if it will make the difference but it can easily satisfy the listeners as it is our most soulful album by far and to forget and the quality…

Let’s talk about the single “Fire, God and Fear”: we have read a lot of positive comments about it, there are even those people who believe that it will be the record of the year (I do not deny that I think the same as well). The theme is deep, with an excellent ambient and perfect riffs. What can you tell me about this one? Did you expect such a great feedback from the audience?
SAKIS: This is a song that reflects all our musical history as a band in 4 minutes. A classic atmospheric ROTTING CHRIST song that directly lead you to our established sound. There is an energy flying out there from the music and if we manage to feel it then you make me happy and glad indeed as this is my major purpose as composer, to trip you with my music.

How was the development / writing process of “The Heretics”? Is there any small and particular episode occurred during the realization that you feel like telling us?
SAKIS: As always a loooong soul dedication that this time were based first in reading and then in playing. That makes The Heretics different.

Of course your fans are already wondering when you’ll come back to Italy, maybe for a headlining gig, in order to listen to your work live. Can you reveal something in advance?
SAKIS: We consider Italy…let’s say our second home….so we will definitely pass soon from your land brothers. Stay tuned!

An the last very personal question, and perhaps the question that many other fans would like to ask you: I consider “Rituals” one of the masterpieces par excellence of the metal scene, and I am particularly attached and in love with “Les Litanies de Satan”, obviously taken from homonymous poem by Charles Baudelaire: how did you come up with this perfect match with your music?
SAKIS: I am proud indeed that “Rituals” made so big impact in the scene and I will keep searching myself getting some soul development from authors and writers and poets during the history of time.

Well, what else can I say? Thanks for the time you gave us, many fans managed to get even more into the world of Rotting Christ! Before greeting, is there anything you feel like telling your fans?
SAKIS: NON SERVIAM BROTHERS…TILL THE END!