RHAPSODY OF FIRE – Non arrendersi mai!

RHAPSODY OF FIRE: INTERVISTA AD ALEX STAROPOLI •

Eccoci qui insieme al mastermind dei Rhapsody Of Fire, il motivatissimo Alex Staropoli, pronto per un nuovo inizio dopo qualche anno non semplice per la sua band. Orgoglioso di presentare il nuovo lavoro “The Eight Mountain” che i ragazzi di Trieste porteranno in tour per i primi mesi del 2019. Si percepisce nelle sue parole una energia contagiosa e positiva, che vogliamo condividere con tutti voi:

Benvenuto su Metalforce Alex! Complimenti per “The Eight Mountain”, come scrivo nella recensione una scommessa vinta a 360 gradi, dalla qualità delle canzoni, ai suoni, alle prestazioni dei singoli che non fanno rimpiangere chi non c’è più, anzi. Un lavoro pieno di positività, cuore e passione.
ALEX: Grazie Antonino, grazie per le belle parole. Mi fa immenso piacere che si percepisca cosi chiaramente l’intento di questo nuovo ambizioso studio album targato Rhapsody Of Fire.

Ci puoi dire qualcosa sul processo di composizione e produzione del disco? Chi si è occupato dei testi e chi ha contribuito all’ottima produzione del disco, assolutamente magistrale.
ALEX: Premetto che la musica ha sempre avuto un ruolo importantissimo nella mia vita di compositore e devo dire che da qualche anno a questa parte mi sento molto più ispirato e anche molto più ‘leggero’. Le idee fluiscono continuamente e mi pongo costantemente nuovi ed eccitanti traguardi. È stato un lavoro molto piacevole e stimolante comporre per “TEM”. Ho iniziato quasi due anni fa, diciamo che me la sono presa con calma. Roby de Micheli ha partecipato creando dei riff e degli assoli di chitarra fenomenali che ho registrato io stesso, come per tutto il resto, voce, cori e strumenti solisti. Manu ha registrato la batteria con Seeb in Germania. Più avanti ti parlo dei testi. Collaboro da alcuni anni con Vito Lo Re, compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra, proprio lui mi ha consigliato la Bulgarian National Symphony Orchestra. In effetti è stata un’esperienza fantastica poter lavorare con un’orchestra che vanta registrazioni per più di 600 colonne sonore. Lo studio team “Stone Recording Studio” di Roma di Marco Streccioni ha curato l’aspetto tecnico delle registrazioni, vantano collaborazioni con artisti del calibro di Ennio Morricone.

Come è nata l’idea della copertina?
ALEX:
Volevamo rappresentare nel modo più bello e fedele possibile la nuova saga. Ho nuovamente scelto Alex Charleux che è un fenomeno e lo ha dimostrato con questo nuovo art work. La versione allargata della cover art è semplicemente fantastica. In effetti Alex non lavorerebbe ad Ubisoft se non avesse un ottimo livello di bravura e di competenza.

Come mai una nuova saga dopo le precedenti? Ho letto in una tua intervista per “Into the Legend” che al tempo dicevi di aver già dato il meglio in tal senso e che preferivi un formato più “classico” e canzoni slegate l’una dalle altre. Hai trovato un nuovo messaggio “urgente” e intenso da raccontare?
ALEX: Hai ragione, dopo le lunghe ed epiche saghe del passato con i due precedenti studio album ho preferito allontanarmi da lunghe storie e vincoli. Dopo averne discusso con Roby in questi ultimi anni e in modo sempre più ricorrente, abbiamo deciso di creare qualcosa di nuovo che leghi alcuni album, una nuova storia appunto. Abbiamo coinvolto Giacomo per tradurre la storia in testi ed ha fatto un lavoro straordinario. Tendo ad essere molto critico sui testi e l’uso delle parole nei testi in genere e devo dire che stavolta posso dire di esserne fiero. Giacomo ed io ci siamo divertiti molto a registrare le parti vocali, creando parecchi cori ed armonie per arricchire in modo importante e sottolineare parole, frasi o parti intere.

Nell’album possiamo ascoltare un contributo “narrato” di Sir Christopher Lee in “Tales of a Hero’s Fate”. Sappiamo che il mitico attore è scomparso nel 2015. Era quindi già prevista l’opera all’epoca, o ne avevi pensata qualche parte? E’ bellissimo poter sentire ancora l’intensità della sua voce.
ALEX: Un segno del destino. Mentre Roby ed io stavano completando la stesura della storia, il mio amico regista Neil Johnson, per cui ho scritto la mia prima colonna sonora e responsabile di vari video clip per i Rhapsody Of Fire, mi ha fatto sentire questo piccolo narrato di C. Lee che registrò separatamente per un suo eventuale progetto. Non ci potevo credere! Ho subito composto le parti musicali da sostegno a questo narrato inaspettato che è subito diventato un momento importante in chiusura di questo nuovo album.

Vorrei sapere se hai un pezzo a cui tieni nell’album oppure lo vedi più come un’opera integrale e inscindibile? Tra le tante, io ti segnalo la straordinaria “March Against the Tyrant”, con quell’arpeggio “sospeso” ed emozionante e che mostra grande maturità compositiva. Potrebbe diventare un vostro nuovo classico. Lo suonerete dal vivo?
ALEX: Ogni brano rappresenta un capitolo importante di quest’album, non ho un brano favorito infatti. Suoneremo anche quel brano ovviamente! È stato molto bello suonarlo in sala prove e non vediamo l’ora di proporlo dal vivo.

Puoi contare su una band straordinaria e del tutto proiettata nel futuro. Abbiamo citato più volte nella recensione le prestazioni incredibili di Giacomo e di Roby. Il primo è una conferma totale, il secondo è un prodigio di cui si parla troppo poco. Mi piacerebbe che tu disegnassi con una parola che potesse definirli, ognuno dei tuoi compagni di avventura.
ALEX: Una parola sola non basta per i grandi musicisti e grandi persone che compongono questa band. Giacomo unisce professionalità, entusiasmo ed umiltà, Manu e Sala condividono grande energia e dedizione. Per quanto riguarda Roby, condividiamo una grande amicizia sin dagli inizi degli anni 90, trovo sia una persona d’oro ed un chitarrista eccezionale, mai conosciuto nessuno come lui. Molto spesso mi è di aiuto anche in questioni di ordine pratico ed organizzativo. Devo potermi fidare di tutte le persone con cui lavoro, e trovo che essere sinceri e trasparenti sia l’unico modo per potersi fidare a vicenda ed avere un obbiettivo comune.

Nella recensione, “The Legend Goes On” viene definita la nuova “Emerald Sword”. Non so se credi sia una conclusione esagerata, ma tu vedi questo disco come un nuovo inizio? E quali sono i tuoi obiettivi come compositore e “produttore di musica” dopo più di venti anni di passione e grandi soddisfazioni?
ALEX: Trovo il paragone interessante. Questo disco è decisamente un nuovo inizio e penso che nella musica che lo compone si senta tutto l’entusiasmo che ci abbiamo messo. Ho voluto dare a questo nuovo lavoro un taglio meno drammatico e sulfureo e comporre brani più solari e aperti. In veste di compositore e produttore ho sempre nuovi traguardi sia musicali che di suono. Ho già iniziato a comporre un brano nuovo e ho molte idee in lavoro, e la stessa cosa vale per Roby. Siamo ispirati 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Infine, i programmi per il futuro. Sappiamo che sta per cominciare un tour europeo e che andrete anche in Giappone. Cosa aspetta i Rhapsody of Fire?
ALEX: Stiamo ricevendo svariate offerte e stiamo lavorando per suonare in vari paesi in cui vorremmo tornare. Siamo prontissimi e pieni di entusiasmo per suonare dal vivo soprattutto ora che abbiamo tutti questi nuovi brani, che prometto, dal vivo acquisteranno ancora più valore e spessore sonoro.

Ancora complimenti per non esserti arreso Alex, e per portare avanti con passione e grande cuore una “missione” che continua a stupire, album dopo album! Vuoi lasciare un messaggio ai nostri lettori di Metalforce?
ALEX: Arrendersi? Mai! Soprattutto quando fai ciò che ti piace. Dal 2011 in poi ho ritrovato un grandissimo entusiasmo ed una fortissima vena compositiva che si sono amplificati ulteriormente negli ultimi due anni. I Rhapsody Of Fire sono una missione per me. Unire il metal con orchestrazioni cinematografiche o classiche è un piacere immenso, e la soddisfazione di creare uno spettro sonoro cosi ampio è ogni volta un’esperienza unica. Non vediamo l’ora di suonare nuovamente in Italia per incontrare tutti i nostri fans! Vogliamo vedervi tutti a Milano e a Bologna!