PYOGENESIS: Camaleontica trasformazione

PYOGENESIS: INTERVISTA ESCLUSIVA A FLO V. SCHWARZ •

Attivi da oltre 3 decadi, i Pyogenesis sono una di quelle band che si potrebbero etichettare facilmente come “mutaforma”: esattamente come i rettili cambiano muta, la creatura di Flo V. Schwarz ha, infatti, cambiato “pelle” attraversando diverse fasi caratterizzate, ognuna, da un genere musicale diverso; dal doom gothic della primissima incarnazione al death metal più canonico di “Ode to the Churning Seas of Nar-Mataru”, la band ha poi virato per una vena più steampunk per poi rimanere fissa nell’ambito heavy-rock, fattore questo riscontrato anche nell’ultima release della band. A distanza di appena due anni, la band torna ora a dare il meglio di sé in una nuova avventura live che la vedrà condividere il palco con Dark Tranquillity, Ensiferum e The Legion Ghost. In occasione della tappa padovana di questo incredibile “Moment Tour“, Metalforce ha incontrato per voi il chitarrista e cantante del gruppo teutonico. A voi la nostra esclusiva intervista!

Ciao Flo, benvenuto su Metalforce.it per questa nostra prima intervista ma, soprattutto, bentornato in Italia! Come stai?
FLO – Sto bene, non vedo l’ora di suonare questa sera!

Questa è la seconda data che tenete in Italia…
FLO – Questa è la seconda data italiana del tour, perché siamo già venuti qui!

Sì, sì, lo sapevo, intendevo in questa nuova leg! Volevo chiederti un breve resoconto del concerto che avete tenuto ieri a Milano. Come è andata?
FLO – È stato magnifico! Molta gente del pubblico ci ha “abbracciato”, ci ha ben accolto, ci siamo divertiti! Un paio di persone che non ci conoscevano prima erano già diventati nostri fan su Internet, postavano cose ed è una cosa positiva quando vedi cose del genere!

Dopo quasi 5 anni, se non sbaglio, siete tornati finalmente in Italia. Se non erro, infatti, la vostra ultima visita nel nostro paese risale al 2017, quando suonaste al Barrios’ di Milano. È passato tanto tempo da allora! Siete contenti di essere nuovamente qui? Quali sono le vostre impressioni a caldo, visto che ieri sera avete avuto la prima delle tre date italiane? Ho visto che molte persone sono venute a vedervi ieri a Milano, come dicevo, appunto, ai ragazzi dei The Legion Ghost!
FLO – Sì, è vero! È stato un ottimo show! Non so dirti se fosse soldout, ma c’erano tantissime persone. Oggi è Lunedì, per cui ci sarà da aspettarsene di meno… Ad ogni modo, non vediamo l’ora di suonare e presentare la nostra musica alle persone che già ci conoscono, ma anche a coloro che non sono familiari con noi per avere, poi, una possibilità di tornare qui di nuovo e suonare in veste di headliner.

Il vostro ultimo disco, “A Silent Soul Screams Loud”, è uscito il 24 gennaio del 2020 su AFM Records. Anche voi, purtroppo, siete stati molto penalizzati dal fatto di non essere riusciti a presentare, fondamentalmente, questa nuova release in ambito live, poiché, almeno in Europa, il coronavirus è esploso tra febbraio e marzo di quell’anno. Sarebbe errato dire che, in questo contesto, state perlomeno recuperando ciò che avete perso a causa della pandemia? Voglio dire, fondamentalmente per voi quest’anno sarebbe l’equivalente dei primi mesi del 2020, con la sola eccezione che in quest’ambito avete modo di presentare finalmente la release live! È cosi?
FLO – Sì, si potrebbe dire che il disco ha già due anni alle spalle e la gente conosce il disco, vuoi perché lo ha in formato CD o perché lo ha ascoltato su Spotify. La gente cantava con noi questi brani e questo è una cosa buona che mi dimostra che le persone conoscono questi pezzi!

Il disco, se non ricordo male, chiude una trilogia che era iniziata con “A Century in the Curse of Time”. Suppongo che lavorerete ad un nuovo brano in questi mesi, o comunque in un futuro non molto lontano, ma il prossimo lavoro continuerà una nuova storia, dando inizio così ad un nuovo capitolo, un nuovo concept o sarà qualcosa di diverso, che si distaccherà molto da ciò che avete proposto finora?
FLO – Abbiamo già un paio di brani registrati, hanno un loro concept ma non posso parlarne molto al momento, perché non vogliamo fare troppi spoiler.

La domanda sarebbe stata più consona due anni fa, ma vorrei chiedervi: a distanza di due anni appena, che valutazione vi sentite di fare in merito a questo disco? Deduco che sia stato ben accolto! Ricordo anche che all’epoca ricevette ottimi feedback dalla stampa!
FLO – L’intero cerchio steampunk è correlata alla trilogia, ovvero gli ultimi tre dischi si appartengono l’un l’altro, racchiudono un mix di tutti i diversi generi musicali che abbiamo fatto in passato. Questa trilogia che abbiamo fatto è piaciuta a molte persone, a noi piace suonarla e credo che copra molto della musica che fanno i Pyogenesis, di ciò che la band rappresenta.

Una cosa che mi ha sempre incuriosito, sinceramente, è legata alla vostra metamorfosi musicale: se non ricordo male – e vi chiedo scusa, forse sono ancora giovane per ricordare davvero tutto quanto – nel vostro percorso avete attraversato varie fasi, dal doom gothic, al death metal per poi passare anche ad una vena più steampunk / rock. Sinceramente, non amo mai etichettare una roba o circoscriverla all’interno di una determinata etichetta, ma visto e considerato il vostro vissuto, come si potrebbero descrivere i Pyogenesis? A che corrente musicale sentite di appartenere?
FLO – Questa è una domanda molto difficile e non riesco davvero a risponderti. Tutto ciò che posso dirti è che la nostra musica è connessa al metal, sebbene non sia il metal classico, non è death, non è heavy, è un qualcosa che sta in mezzo. Direi che i Pyogenesis sono una rock band all’interno dell’universo metal!

Sai, una cosa che un po’ mi è sempre dispiaciuto leggere e vedere con i miei stessi occhi è che in Italia sembra che la band sia ancora sconosciuti ai più, sebbene abbiate alle spalle oltre 30 anni di carriera. Io stessa mi chiedo come sia possibile che, nonostante un curriculum di tutto rispetto, in pochi sappiano chi siano i Pyogenesis e, anzi, conoscano anche le vostre pubblicazioni. Secondo voi a cosa può essere dovuto? Potrebbe, forse, essere in qualche modo correlato anche ai 13 anni di distanza che vi hanno tenuti lontani dalle scene tra la pubblicazione di “She Makes Me Wish I Had A Gun” e il ritorno in pista con “A Century in the Curse of Time”?
FLO – Non abbiamo suonato abbastanza in Italia, questa potrebbe essere la ragione!

Ho saputo che avete suonato anche all’Estragon Club di Bologna nel 1999! Non lo sapevo! L’unica data di cui mi ero ricordata era, appunto, quella al Barrio’s del 2017, sono rimasta sconvolta! La ragione, quindi, come dicevi, potrebbe essere dovuta al fatto di non avere avuto tante date nel nostro paese, ma ora ne avete ben tre in questo tour!
FLO – Ne seguiranno altre! Beh, non abbiamo ancora le date, ma torneremo certamente in Italia in un tour da headliner!

Ora, però, siete tornati! Infatti al momento siete on the road in Europa in compagnia di Dark Tranquillity, Ensiferum e The Legion Ghost. Che cosa ne pensate e che valutazione vi sentite di fare della prima tranche del tour? Come è andata?
FLO – È andata molto bene, tutte e quattro le band sono molto carine ed è molto divertente andare in tour con loro. Sai, a volte quando un’artista inizia ad avere successo, vanno fuori di testa e si comportano in modo strano, ma queste persone sono in giro da molto tempo e sono tutte molto gentili, amichevoli, danno il proprio supporto ed è davvero bello essere in tour con questi ragazzi! Ci stiamo davvero divertendo!

Come dicevo prima, ieri sera avete dato il via alla prima delle tre date italiane a Milano, mentre oggi siete qui all’Hall di Padova. Quali sono le vostre sensazioni o, meglio, le vostre aspettative per questa sera?
FLO – Oggi è Lunedì, per cui le aspettative sono molto più basse rispetto al weekend appena passato. Non posso parlare in termini di numeri, ma le aspettative sono basse.

Sinceramente, lo ammetto, sono molto curiosa di ascoltarvi dal vivo. Avevo provato a cercare la vostra scaletta online per farmi un’idea, anche se solitamente non amo spoilerarmi nulla in merito ai live, ma non ho trovato scalette aggiornate. Che cosa riserverete ai fan italiani stasera?
FLO – Ci divertiamo molto sul palco e potrai vederlo tu stessa quanto siamo felici di suonare che ci fa sentire bene ed è qualcosa che certamente ti puoi aspettare! C’è dell’interazione con il pubblico, presentiamo la nostra musica e siamo semplicemente noi stessi!

Proporrete qualcosa dai vecchi album o, al contrario, riserverete qualche chicca inedita?
FLO – Abbiamo dei brani che cambiamo ogni giorno!

Che cosa ricorderete di questo tour e questa esperienza, una volta tornati a casa?
FLO – Ricorderò che questo tour finalmente si è svolto, dopo tutta la situazione legata al covid, ricorderò di essere diventato amico delle altre band, di essermi divertito molto, il bel tempo!

Quali sono i prossimi progetti per la band? Hai già svelato che avete qualcosa di pronto…
FLO – Stiamo finendo questo tour, che sarebbe poi stato il tour che avremmo dovuto avere nel 2020, avremo dei festival quest’estate e, sì, pubblicheremo nuova musica!

Grazie Flo per averci concesso questo spazio! Come da tradizione, spetta all’intervistato concludere questa chiacchierata come meglio crede!
FLO – Grazie mille per il vostro interesse verso i Pyogenesis e grazie a te! Grazie anche ai lettori che si prenderanno il proprio tempo per leggere ciò di cui abbiamo parlato e che ascoltano la nostra musica. Grazie! Grazie mille! (in italiano)