POSSESSED – Reconquering the throne…

photo: Hannah Verbeuren

In occasione del live dei Possessed tenutosi qualche giorno fa al Traffic di Roma (qui il report), ne abbiamo approfittato per scambiare due chiacchiere con il Deus Ex Machina della band californiana, Jeff Becerra. La location è a dir poco particolare, dal momento che stiamo nel parcheggio adiacente al locale nel buio più totale dopo l’una passata, con la sola luce del registratore ad illuminare gli occhi magnetici di un Becerra molto disponibile e loquace.

Ciao Jeff, innanzitutto vorrei farti i complimenti per il nuovo album “Revelations of the Oblivion”. Uno dei più bei album death metal dell’ultimo periodo. Un comeback veramente inaspettato. Come hai messo insieme questa nuova line up?
JEFF – Molti indicano questo mio nuovo lavoro come un “comeback album”, ma in realtà quello che molti non sanno è che durante gli ultimi trent’anni ho continuato a scrivere e che il mio desiderio era quello di mettere insieme la migliore line up possibile per tornare alla grande. Se ci pensi questa formazione è stata insieme più del doppio degli anni della prima e il mio intento era che prima di ritornare sul mercato con un nuovo disco loro avessero i vecchi brani dei Possessed tatuati sotto la pelle. Non volevamo assolutamente distruggere la nostra eredità ed anzi volevamo tornare con il prodotto migliore possibile. Questa è una band proiettata verso il futuro, ma con un occhio al nostro glorioso passato.

Quali erano le tue aspettative prima di pubblicare l’album?
JEFF – Le mie aspettative erano di realizzare un disco di classico death metal californiano che fosse anche thrash in alcuni punti. Ricordati che quando abbiamo iniziato c’era solo il thrash metal. Allo stesso tempo volevamo spingere il livello dei parametri al massimo in modo da non risultare eccessivamente legati al vecchio stile anni ottanta.

Tornando al vostro esordio del 1985 quali erano le vostre principali influenze musicali e come avete creato il vostro stile unico di death metal?
JEFF – In realtà “Seven Churches” è stato composto tra il 1982 e il 1983. Ho scritto pezzi come “Burning In Hell” addirittura nel 1979! Dopo che mi hanno sparato nel 1989 molte persone hanno cercato di spostare le lancette del tempo in avanti cercando di prendersi meriti che non erano i loro, ma le cose non sono andate così. Quello che vogliamo fare oggi è dare il miglior prodotto possibile ai nostri fans senza pensare troppo al passato.

Con il senno del poi sei completamente soddisfatto di “Beyond The Gates”? Se potessi tornare indietro cambieresti qualcosa?
JEFF – Sì e no. “Beyond the Gates” è il mio disco preferito da un punto di vista strettamente musicale. Ovviamente amo tutti i miei album, anche se sono certo che ogni musicista risponderebbe che il loro ultimo è il migliore. Comunque tornando a quel disco avevamo un tono delle chitarre molto potente e oscuro, ma purtroppo è andato perso nel mix. Allo stesso tempo questo fatto ha messo in risalto il suono delle chitarre….al tempo rimasi deluso, ma alla fine erano gli anni ottanta e le produzioni non erano il massimo. Carl Canedy, il produttore, è comunque un mio caro amico anche oggi e quel disco lo amo ancora oggi.

Come mai la formazione originale dei Possessed si sciolse?
JEFF – Larry Lalonde è diventato il chitarrista dei Primus raggiungendo il disco di platino, ora è un fottuto milionario! Rispetto il suo percorso e anche quello di Mike Sus e Mike Torrao, alla fine hanno scelto di condurre vite normali e va bene così.Tutte le persone hanno il loro destino da seguire. Al tempo li ho pregati di rimanere nel gruppo…ho anche pianto quando se ne sono andati via. Ma alla fine li rispetto tutti e ho tanta gratitudine per quello che mi hanno dato.

Quando Larry è entrato nei Primus sei rimasto sorpreso del cambio radicale di direzione musicale?
JEFF – Guarda, Mike Torrao al tempo ha deciso di seguire l’azienda di famiglia, cosa che fa anche oggi con molto successo. Mentre Mike Sus ha deciso di continuare gli studi. Come ho detto prima rispetto le loro scelte, ma io ho deciso diversamente. Per me esiste la mia famglia e il death metal, che è un percorso in salita e non per tutti. Tutto questo è successo più di trent’anni fa e per me ora ci sono i nuovi Possessed che sono orientati verso il futuro. Il nome della band legalmente è mio e sono proiettato verso il domani.

Come ti sei sentito quando alcuni anni dopo “Seven Churches” bands come Death, Obituary e Morbid Angel hanno iniziato a seguire lo stile che tu hai inventato?
JEFF – Le amavo tutte quelle band! Alla fine ci vuole più di una sola band per creare uno stile musicale, anche se i Possessed al tempo non vennero considerati come avrebbero meritato. Molti si dimenticano una delle prime death metal bands insieme a noi, i Sadus, loro sono stati tra i primi a modellare il genere. Mi ricordo quando Chuck Schuldiner mi ha mandato la copia promozionale di “Scream Bloody Gore”… al telefono mi disse “Jeff, Jeff abbiamo registrato un album che suona come il tuo gruppo”. Oppure quando ho ricevuto le prime demo degli Hellhammer e poi dei Celtic Frost rimasi di sasso! Roba veramente heavy e scura! Così come quando ho ricevuto la demo dei Morbid Angel. Poi sono venute le band di terza e quarta generazione come i Cannibal Corpse. Sono molto orgoglioso di tutti loro… hanno portato il genere in nuove interessanti direzioni.

Torniamo al nuovo album “Revelations of Oblivion”: come sei riuscito a creare un prodotto che suona così old school ma allo stesso tempo moderno? Per me è il disco death del 2019 e non solo.
JEFF – Grazie mille! Ho avuto trant’anni di pausa e poi quando hai un gruppo di musicisti così affiatato come la mia nuova band le cose riescono più facilmente. Daniel Gonzales e gli altri ragazzi sono tutti veterani del death metal. Hanno anni di esperienza e anche se io scrivo quasi tutto loro aggiungono il loro gusto ai pezzi. Loro hanno scelto questa vita che non à assolutamente facile, ma loro si sentono parte integrante del progetto. I Motörhead suonano come i Motörhead, i Kiss come i Kiss e i Possessed come i Possessed e per fare questo non basta essere un bravo musicista, ma devi dare la tua anima alla causa così come fanno questi talentuosi ragazzi. In tutti questi anni ho aspettato di pubblicare qualcosa perché volevo essere sicuro di avere un album all’altezza del nostro passato. I ragazzi sanno quando ci tengo e loro sono coinvolti al 100% come me. Non è una vita facile, ma non potremmo farne a meno!

Le canzoni incluse nel disco sono state scritte nel corso degli ultimi trent’anni o sono nuove?
JEFF – “The Word” è stata scritta nel 1981, ma tutte le altre sono abbastanza recenti. I ragazzi nel gruppo erano nervosi di scrivere nuovo materiale che non fosse all’altezza di “Seven Churches”, così nel corso del tempo abbiamo testato in sede live pezzi come “Abandoned” per capire la reazione del pubblico. C’era un brano che ha all’inizio ha ricevuto una reazione tiepida dal vivo, ma poi lo abbiamo trasformato in “Graven” che è finita nel disco. Noi vogliamo scrivere pezzi che voi del pubblico apprezzate.

Quali sono i vostri piani per il futuro prossimo? Non mi dire che dovremo aspettare altri trent’anni per il prossimo album?
JEFF – Assolutamente no! Abbiamo un contratto per tre album con la Nuclear Blast e vogliamo pubblicare un disco ogni anno e mezzo, massimo due. Non vogliamo far aspettare molto per il prossimo, ma nemmeno vogliamo forzare la mano. Dopo tutti questi anni di stop forzato vogliamo pubblicare più musica possibile, senza però il fiato sul collo di nessuno e la Nuclear Blast in questo senso ha capito quali sono le nostre esigenze.

Ok è stato un vero piacere parlare con te Jeff, in bocca al lupo per tutto!
JEFF – Grazie a te!