PER WIBERG – Tra Progetti e Sperimentazioni

PER WIBERG: INTERVISTA ESCLUSIVA (English version below) •

 

In occasione del primo album da solista di Per Wiberg, ‘Head Without Eyes’ pubblicato via Despotz Records (qui la recensione), Metalforce ha intervistato il polistrumentista svedese. Ecco quello che ci ha raccontato.

Ciao, Per. Benvenuto su Metalforce. È un piacere conoscerti.
PER – Ciao, è un piacere anche per me.

Siamo qui per parlare del tuo primo progetto da solista che sarà pubblicato il 10 Maggio da Despotz Records. Sto seguendo la tua carriera e sembri più un ‘’tipo da band’’ che un solista, dato che sei stato membro di tanti gruppi famosi, come gli Opeth, i Candlemass e gli Spiritual Beggars. Cosa ti ha spinto a fare un album solista? Com’è nata l’idea?
PER – Questa volta ho voluto fare qualcosa di diverso, visto che la musica che suonavo prima si basava principalmente sui riff di chitarra. Li adoro, ma ho di proposito optato per una nuova sperimentazione. Volevo vederne la reazione.

Quali sono i vantaggi di essere membro di una band e quali di essere un solista? Secondo te, è un fattore positivo confrontare le proprie idee con gli altri membri del gruppo? Cosa ne pensi?
PER – Preferisco trovarmi in una band. Non esiste niente di meglio che passare dei bei momenti con altre persone e condividere la musica insieme a loro. Se vuoi imparare qualcosa lungo il tuo percorso, devi sperimentare cose nuove. E’ stata questa la filosofia su cui mi sono basato per la creazione del mio nuovo progetto, di cui vado fiero. In realtà vorrei poter portare avanti entrambe le cose: continuare a fare album di questo tipo ed essere membro di una band.

Hai intitolato l’album “Head Without Eyes”: è materiale molto bello e interessante. Per quale motivo hai scelto un titolo così?
PER – In realtà è una canzone che ho scritto due anni fa. Ho modificato il testo, ma ho pensato che il titolo fosse adatto per rappresentare questo album.

Qual è stata la tua fonte d’ispirazione, musicalmente parlando? E’ un genere, una band oppure semplicemente ciò che avevi dentro di te?
PER – Ci saranno sempre artisti e gruppi che saranno fonte d’ispirazione per scrivere nuovo materiale. Ottengo la mia ascoltando musica. Ci sono vari generi che mi piacciono, ma che non sono riuscito a esplorare con le band in cui ho suonato nel corso degli anni. Ascolto un po’ di tutto e sono molto contento di non nominare solo un gruppo, perché sarebbe come copiare. Le canzoni sono diverse tra loro se le metti a confronto l’una con l’altra. Le cose che le legano tra loro sono principalmente il mood, il vibe, anche se nella realtà compositiva non è sempre così.

È vero, ho notato la diversità dei brani. Sembra che tu abbia sperimentato generi musicali diversi, come hard rock, doom rock. Hai aggiunto elementi più melodici, mentre siamo abituati a vederti in progetti più heavy. Qual è stato il motivo che ti ha spinto a cambiare direzione?
PER – Mi è sempre piaciuto più di un genere. Le band con le quali ho suonato sono più heavy, mentre nel mio album ho adottato uno stile più oscuro, per la maggior parte doom, rock e progressive. Mantenere lo stesso stile durante la registrazione è stato fondamentale. Tutti i brani, lenti o veloci, devono avere lo stesso mood.

Parliamo adesso della storia che si nasconde dietro ai testi. Cosa vorresti trasmettere al pubblico con il tuo nuovo lavoro in studio?
PER – Spero che i fan apprezzino i testi e creino le proprie impressioni. Credo che essi si adattino molto bene alla musica, cosa per me importante. Sono delle microstorie a formare un puzzle, in cui i testi parlano di essere stati lasciati da qualcuno o di qualcosa che noi abbiamo lasciato. Sono diretti, non volevo creare qualcosa di letterale. Credo che l’ascoltatore debba avere l’occasione di crearsi un suo mondo. Se quello che scrivi è troppo evidente, stai perdendo qualcosa. Devi viaggiare con la mente, quando ascolti la musica.

Il tuo primo singolo è “Get Your Boots On”. Qual è il tuo brano preferito? Il mio è “Anywhere The Blood Flows”.
PER – Mi piacciono tutti. Sono molto fiero di Anywhere The Blood Flows”: voglio suonarle dal vivo e credo che questo sia il più adatto. Sono molto contento di com’è uscito e anche in questo la cantante vi ha partecipato. Mi piace come artista e come persona. Penso che questa canzone sia la rappresentazione dell’album in toto, perché contiene tutto quello che ho voluto dare all’audience.

Riesci a suonare strumenti come tastiere, chitarra e basso. Hai usato tutti gli strumenti da solo durante la registrazione di questo disco oppure hai reclutato altri musicisti?
PER – Ho registrato tutto da solo. Ho fatto anche il canto, con eccezione per la batteria. Ho due amici che mi hanno aiutato, di cui uno è Lars Sköld, noto dai Tiamat e dagli Avatarium, che ha partecipato in tre brani. L’altro è Karl Daniel Lydién, che lavora di solito come produttore con Katatonia e altri progetti di heavy metal. Anche lui ha suonato in altre tre canzoni.

Hai intenzione di fare un tour per il tuo nuovo album?
PER – Vorrei esibirmi. Sono in fase di ricerca di altri artisti che suonino con me, perché questa è la mia ambizione. Non posso dire ancora quanti concerti farò, ma sicuramente ci saranno vari live. Immagino prima qui in Svezia, ma vorrei anche organizzare dei concerti in Europa, se qualcuno mi chiamerà per suonare (ride). Se nessuno vuole ascoltare la mia musica live, allora non posso suonarla…

Hai scritto i brani nel corso degli anni oppure ti sei dedicato a questo progetto per un certo periodo di tempo?
PER – Il materiale è nuovo e l’album è stato completato nell’arco di un anno. Ho scritto tutti i brani di questo disco, ad eccezione di uno. Non avevo un insieme di canzoni ben precise che mi giravano per la testa. Un paio di anni fa ho composto “Let The Water Take Me Home”, la prima traccia, ma non riuscivo a capire dove poteva essere inserita. Ho pensato di andare avanti, per vedere dove questo percorso mi avrebbe condotto e in che modo poteva integrarsi con la band con cui stavo suonando.

Hai intenzione di fare più album da solista o tornare a far parte di una band? Qual è stata la tua sensazione dopo aver concluso l’album?
PER – Vorrei fare entrambi. Non smetterò mai di far parte di una band. Questa è la parte migliore della musica, perché puoi condividerla con gli altri. Mi sono divertito e proverò a farne un altro in futuro.

Cosa intendi fare, sperimentare con diversi generi musicali come hai fatto con “Head Without Eyes” oppure tornare alle tue radici?
PER – Credo che proverò ad aprirmi ad altri generi, anche con il prossimo disco. E’ la base di tutto ciò.

Qual è il tuo strumento preferito?
PER – E’ difficile sceglierne uno, è come farlo tra i tuoi figli. Ho suonato il basso negli ultimi cinque anni e mi è piaciuto molto, ma sono contento anche di aver suonato le tastiere per un po’ per questo album. Mi sono divertito a suonare il basso con gruppi come i Candlemass. Quando hai l’occasione di cambiare strumento periodicamente, fa mantenere vivo il tuo interesse.

E’ possibile suonare tanti strumenti ugualmente bene? Tu ti occupi anche del canto, è raro vedere un artista adattarsi così bene a tanti progetti suonando una varietà di strumenti.
PER – Sono fortunato ad aver suonato in tanti gruppi che mi piacciono. È molto più facile adattarsi a una band quando ti piace, perché capisci meglio la loro musica: questo è il senso.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Intendi suonare con i gruppi in cui stai militando oppure sei aperto anche ad altre collaborazioni?
PER Spiritual Beggars è in circolazione da tanti anni e spero di trovare del tempo per qualcosa di nuovo con loro l’anno prossimo, visto che gli Arch Enemy sono molto impegnati nel 2019. Ludwig Witt suona anche con i Grand Magus che hanno pubblicato un nuovo album, quindi se facciamo qualcosa con gli Spiritual Beggars sarà per il 2020. Sono sempre disponibile anche verso qualcosa di nuovo, ma voglio dedicarmi a questo progetto il più possibile e vedere se sarà fattibile comporre nuovo materiale anche con i Death Organ il prossimo anno.

Avere tanti progetti non è semplice immagino. Dovete riuscire ad incontrarvi suppongo…
PER – Siamo molto bravi a programmare, immagino (ride)!

Voglio davvero ringraziarti tanto per il tuo tempo. Ti auguro buona fortuna con il nuovo album. Spero di vederti suonare dal vivo e creare nuovi album da solista in futuro. In questo modo un artista si sente più completo, credo…
PER – Questo è vero!

Grazie della chiacchierata. Ti auguro una buona serata!
PER – Grazie anche a te, è stato molto bello parlare con te. Buonanotte, bye bye!



(English Version)

Hello, Per. Welcome on  Metalforce. It’s nice to meet you.
PER – Hello, it’s nice to meet you too.

We are here to talk about your first solo project that is going released on May 10th by Despotz Records. I have been following your career and you seem more a band type of musician, since you’ve been in many famous bands, like Opeth, Candlemass and Spiritual Beggars. What was the reason of making a solo album, how did this idea come out?
PER – I write music all the time and I wanted to do something different, since most of the music that I have been playing with bands through the years was based on guitar riffs, so I wanted to make music that was based on different things. I will always love guitar riffs, but I wanted to try something different and see what happens.

So what are the advantages of being in a band and the ones of working solo, since you have experience in both fields? Maybe confronting ideas with band members could be one positive factor? Your thoughts?
PER – I prefer being in a band, there is nothing better than having a good time with other people and sharing the music with them. This was very different for me but it was very healthy to try new things. If you want to learn something along the way, you should try something different. I’ve enjoyed it a lot more than I thought I would, because it’s about developing as a musician. You have to do new things in order to do that and this was new to me. I am very happy with the album and I want to go on making albums like this in the future as well and also go on being in a band.

Your debut solo album is entitled “Head Without Eyes”, it’s very nice and interesting material. What was the reason of choice of this title?
PER – It was actually a title of a song i wrote a couple of years ago, but then I’ve changed the lyrics of that song, but I still liked that title and I thought it would fit the album.

Where did your inspiration for this album come from, musically speaking? Any particular music field, a band or was it just music you had inside?
PER – There are always going to be artists and bands I have listened to which would be an inspiration to write new music. That’s mostly how I get my inspiration to write and play music, by listening to music. There is a lot of music I liked from many fields that I haven’t explored so much with the bands I have been playing with. It’s a mix of everything, I am happy i can’t say just one band, because it would be like copying something. The songs are different if you confront them, but the fact that connects them is their mood, their vibe. It’s pretty dark at times.

True, I have noticed the difference between the songs, and it seems you have experimented yourself in music genres like hard rock, doom rock, you also used more melodic elements, but we are used to see you in heavier projects. What was the reason of changing your music style?
PER – I’ve always liked different kinds of music, the bands I’ve been with they play heavier music, I think this is a different kind of heavy rock, darker. It’s a bit of doom, rock and progressive. It was important for me to keep the same vibe at the recording of the songs, even if they are slow or fast, they should have the same kind of mood.

Let’s talk about the story behind the lyrics of the songs. What would you like to say to the public with your new material?
PER – I hope that people appreciate the lyrics of the songs and make up their own minds. I think the lyrics fit pretty good with the music, that was very important to me. Most of the songs are about leaving something or being left, but they are written from a different perspective, they are little stories. I didn’t want it to be too literal. I think the listener needs to have a chance to create its own world while listening to music. If it’s too evident what you write then you lose something, you should travel with your own mind when you listen to music.

Your first single is “Get Your Boots On”. Do you have any favorite tracks from your new album? Mine is “Anywhere The Blood Flows”.
PER – Of course I like them all. I am really proud of “Anywhere The Blood Flows” as well. I want to play them live as well and I think this song would be a very good live song. I am very happy with how that song came out and the lady that sings in two songs, she sings in that one as well. I like her voice a lot, I like her as a person as well. I think that song is a representation of how the whole album sounds, it has everything that i wanted to do with the album.

You play many musical instruments, keyboards, guitar, bass. Did you play all the instruments yourself while recording this album or did you get other musicians on the board in order to help you with the process?
PER – I had recorded everything, the instruments and the vocals, except the drums. I have two friends that helped with the drums. One of them is Lars Sköld, known from Tiamat and Avatarium, he plays drums on three songs. Another friend of mine, Karl Daniel Lydién, who usually works as a producer with Katatonia and many other heavy metal projects, but he is a very good drummer and he played the drums on three songs as well.

Do you have any plans on touring for the album?
PER – I want to play live, I am in the middle of trying to find people to play live with me. I would love to go on tour and play these songs live, this is my ambition, I can’t say at the moment how many shows I am going to play, but there are definitely going to be live shows. I guess first here in Sweden and it would be fantastic to play some shows in Europe as well. It also depends on if anyone wants me to play live (laughing). If noone wants to hear the music live then I can’t play so…

Has this new material been written through the years or did you dedicate yourself on the project for a certain period of time?
PER – Most of the songs are fairly new, the album has been finished in about a year, all songs were written for this album, maybe in exception of one song, so i didn’t have a bunch of songs just lying around. A couple of years ago i wrote the first song of the album, “Let The Water Take Me Home”, but i couldn’t figure out where the song would fit in. I thought I would continue and see where it takes me, go on writing songs and see how they could fit with the band I was playing with. All of them were written for this album.

Are you going to do more solo albums or are you going to go back in being in a band? What is your sensation at this moment, after concluding your first solo album?
PER – I want to do both, I will never stop playing in a band, because I love it. That’s the best part of music, when you can share your music with other people. I really enjoyed making this album, I will definitely going to try to make another one in the future, absolutely.

Are you going to experiment yourself in other music fields like you did on “Head Without Eyes” or are you going to go back to your roots?
PER – I am definitely going to try some different things on the next album as well. I think that’s the whole idea behind this.

Which of the instruments you play is your favorite?
PER – It’s difficult to choose, it’s like choosing between your kids. I have been been playing bass the last five years and I really liked that, but I was really happy to play a little bit of keyboards again for this album. That was fun, but I really enjoyed playing bass with bands like Candlemass. When you have the opportunity to change instruments periodically, it keeps it interesting all the time.

Is it possible to play many instruments equally well? You also sing. It’s very rare to see an artist fit in many projects by playing a variety of instruments.
PER – I am lucky to be able to play in many bands that I like. It’s very easy to fit in when you like the band, because you understand the music in that sense.

What are your future plans? Are you going to stay with your actual projects, or do you plan to play with new bands?
PER Spiritual Beggars have been around for so many years and I hope that we can find time to do new stuff next year, because Arch Enemy are busy this year. Ludwig Witt also plays drums in Grand Magus and they have released a new album this year. So if we do something with Spiritual Beggars, it would be next year, i would love to do it. I am always available to try a new thing, but I want to try to focus on this album as much as I can and see if we can come out with some new music with Death Organ next year as well.

Having many projects is not easy i guess, you have to be able to meet with each other.
PER – We are very good at planning I guess (laughing).

I would like to thank you for your time, i wish you good luck with your new album, I hope to see you play live your new songs and do new solo albums as well. Maybe an artist feels more complete this way, right?
PER – That’s true!

Thank you very much for the talk, have a nice evening!
PER – Thank you, it was very nice talking to you, have a good night as well, bye bye!

 

si ringrazia Ilaria degl’Innocenti per la cortese collaborazione.