Onydia: la manifestazione del sogno mistico

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ONYDIA: INTERVISTA ESCLUSIVA A ELEONORA BUONO •

Ho avuto di nuovo il piacere di scambiare due parole con Eleonora Buono, che mi ha parlato del suo nuovo progetto Onydia, rivelandomi molti dettagli e curiosità. Ecco cosa mi ha detto su ciò che la band sta facendo e farà.

Ciao Eleonora! Grazie per il tempo che stai concedendo a METALFORCE.
ELEONORA – Ciao, grazie a te!

Per iniziare, ti chiedo di dirmi giusto quello che vuoi sull’uscita tua e degli altri ragazzi dal tuo vecchio progetto Elarmir.
ELEONORA – La rottura era già avvenuta in piena promozione…la scelta stilistica intrapresa è stata abbastanza ardua e si pensava già a dei cambiamenti, non di formazione all’epoca. In conclusione, la maggior parte delle divergenze sono state personali, e purtroppo abbiamo dovuto risolvere in maniera drastica.

Com’era ovvio dall’assenza di Alex (Trotto, chitarrista e compositore degli Elarmir n.d.r.), la separazione era già avvenuta prima del live dello scorso 14 aprile, nel quale vi siete comunque esibiti con il nome di Elarmir. Come siete giunti a questa soluzione apparentemente precaria?
ELEONORA – La scelta di esibirci con il nome di Elarmir, pur senza Alex, è stata presa di comune accordo. Il live era già stato organizzato da tempo, e non si poteva annullare per nessun motivo. D’altra parte, però, era diventato impossibile stare sullo stesso palco. Grazie a Christian (Grasso, fondatore della booking Crown Metal, che ha organizzato il concerto n.d.r.) e a Rob (Cufaro, direttore della Revalve Records n.d.r.) il live si è comunque svolto, con il consenso di tutti. Quel concerto è stata l’inaugurazione dell’attività della Crown Metal, e nessuno di noi era intenzionato a commettere un torto nei confronti della booking e della nostra etichetta discografica.

Adesso siete pronti a riemergere con questo nuovo progetto, “Onydia”. Partiamo dal nome: com’è nato e cosa significa? Di chi è stata l’idea?
ELEONORA – Una cosa che spesso non viene detta è che i nomi delle band esistono già tutti! Qualsiasi parola tu dica, esisterà già una band con quel nome (ride). Trovare un nome nuovo al giorno d’oggi è tosta, soprattutto nel metal, trovi veramente di tutto e di più. Noi siamo partiti da un concetto che è stato tirato fuori da Daniele (Amador, chitarrista n.d.r.): lui quando crea e quando suona sente di vivere una sorta di “sogno mistico”, ed è quello che sentiamo un po’ tutti noi nel momento della creazione. Quando crei, sia un quadro o un brano, tu non sei nel mondo reale… è difficile da spiegare. Quando si crea, si vola e si viaggia con la mente, si entra in un altro mondo… lì si prova a carpire qualcosa e a riportarlo nel mondo reale. Però è talmente difficile spiegare cosa si prova in quello stato, di estasi oserei dire, che è più facile comunicarlo attraverso l’arte. È più facile scrivere un pezzo o fare un disegno che spiegarlo a parole. Il concetto è bellissimo, ma non volevamo farlo passare come qualcosa di già sentito, quindi abbiamo rifiutato tutte le possibilità come “Mystic Dream” o cose simili. Bisognava trovare una parola che potesse racchiudere tutto ciò… abbiamo cercato negli ambiti più disparati, a partire dal sogno, passando per Freud fino alla religione, ci siamo documentati e abbiamo scoperto un sacco di cose… (ride) Poi un pomeriggio Luca (Zamberti, batterista n.d.r.) ha trovato una spiegazione molto interessante sul concetto di diafania, qualcosa di surreale che si manifesta nel mondo reale, ed era in parte quello che volevamo rappresentare seguendo il tema di Daniele. Poi un giorno mi sono trovata a parlarne col mio fratellino di undici anni (ride), e gli ho detto “ma se mischiamo due parole greche, una che significa sogno e l’altra che significa diafania?”. L’aiuto e i consigli da parte di un bambino per me sono stati essenziali, perché se un bambino, che è un’anima pura, riesce a concepire questa cosa e ad immedesimarcisi… un bambino che è così legato a sua sorella e a questo mondo, anche lui disegna e sta nel suo “mondo”, come la sorella (ride)… Allora ho mischiato “oneiro” e “diaphanìs”, sogno e trasparenza. Quindi il significato di tutto ciò è la manifestazione di questo sogno surreale nel mondo reale, cioè quello che noi percepiamo quando creiamo arte. Ed è anche il concetto dell’album che pubblicheremo.

Per quanto riguarda i testi, sarai tu ad occupartene? Di cosa tratteranno?
ELEONORA – Sì, sarò io ad occuparmene. Poi chissà, partecipiamo tutti in tutto il lavoro che riguarda gli Onydia…ringrazio i componenti del gruppo per avermi dato questo spazio in cui poter manifestare il mio “estro malato” (ride). Il concetto di base, comune a tutti i testi, è quello che ti ho comunicato parlando del nome del progetto. Quello che noi vogliamo esprimere è che ci ritroviamo spesso ad essere delusi e avviliti, ma quest’album vuole essere qualcosa che esprime speranza, qualcosa che ti dà quella spinta ad andare avanti in modo concreto… e da che tu sei avvilito, trovi quella spinta a rinascere, un po’ come fa la fenice dalle sue ceneri. “Puoi provare a ferirmi e uccidermi, ma finché io penso e creo, non puoi annientarmi, perché echeggerò nell’aria ed esisterò anche senza corpo. Se penso esisto e se esisto Sono”.

Hai già pensato a come sarà la cover?
ELEONORA – Sto lavorando ad una serie di disegni per la cover, e c’è un’immagine che ritorna, che è quella dell’albero e dei rami. C’era già nella copertina dell’altro progetto…è un’immagine che ritorna nelle mie creazioni perché mi immedesimo tanto negli alberi, sono esseri viventi che subiscono il mondo, ma sono sempre lì. Loro vanno avanti nelle stagioni, fioriscono, perdono le foglie ma stanno sempre lì… e tu puoi spezzarli, ma le loro radici rimarranno per sempre nella terra. Questo disco per me è una speranza viscerale. Basta col metal cattivo… per carità, ci sarà anche quello, ma il messaggio principale è la speranza, l’andare avanti. È qualcosa di cui tutti abbiamo bisogno adesso, di positività.

Quindi definiresti l’album un concept album?
ELEONORA – Sì, lo definirei un concept, i brani sono collegati l’uno all’altro. I brani parlano sempre di questo concetto, ma in diversi modi… si toccano diversi aspetti, dalla delusione ai progetti futuri, e sono temi in cui ci ritroviamo tutti secondo me.

Dal punto di vista musicale, che direzione prenderete?
ELEONORA – Per quanto riguarda lo stile che stiamo prendendo, rispetto ai progetti precedenti, è molto più melodico ed aperto, ma comunque malato (ride). Abbiamo deciso di spostarci sul prog, ma sarà un prog sicuramente ricercato ma non pesante all’ascolto. Mi spiego meglio… L’ascoltatore si troverà immerso in tempi dispari, ad esempio, con facilità, senza esserne confuso o appesantito. Vogliamo avvicinare più fasce di età e tipologie di persone. Prenderemo spunto dagli Haken, dai Kamelot, ma anche da artisti che non c’entrano col metal, più verso il fusion e il jazz. Dal punto di vista vocale, sicuramente non utilizzerò più la tecnica lirica, tutto ciò che sentirete di rotondo sarà la mia voce “normale”, come è sempre stata, anche se la gente la definisce lirica (ride)… non riesco a darle genere, è ibrida, è un insieme di diverse cose. Sto trovando la mia dimensione, e credo che con questo progetto la troverò appieno.

Come state procedendo con le registrazioni?
ELEONORA – Il modo di lavorare questa volta sarà diverso: anziché scrivere tutto l’album e poi registrarlo tutto insieme stiamo lavorando pezzo per pezzo. Questo ci permetterà di focalizzare l’attenzione su ogni brano e di renderlo superlativo. È un lavoro lungo ed intenso, e per tutti noi penso che questo sia “il disco della vita”. Metteremo tanto di noi stessi, è una sorta di rivincita… no, non è proprio una rivincita perché così sembra una cosa negativa, come se avessimo qualcosa contro qualcuno… forse è una rivincita nei confronti della vita, di quello che ci ha proposto fino ad oggi.

Dal punto di vista creativo, come nasce un pezzo degli Onydia? Pensi prima ai testi o alle melodie?
ELEONORA – Dipende…noi partiamo o da una struttura, o da una melodia, da una linea di batteria o chitarra, ad esempio il brano a cui stiamo lavorando in questi giorni è nato da un’idea in 13/4 di Luca su cui subito Daniele ha sviluppato una melodia ecc… Per quanto riguarda me solitamente parto dalla melodia, condizionata dal concetto di cui andrò a parlare, la musicalità delle parole di adegua al significato e viceversa. Ho diverse linee vocali in cantiere ad esempio, ed insieme agli altri daremo loro un senso con l’accompagnamento; Daniele, Luca e gli altri sono molto bravi in questo. Il processo compositivo è strano da descrivere… hai presente lo spazio, il cielo blu scurissimo? hai presente quando nasce una stella, quella nube che non ha un colore ben definito? ecco, quella è l’idea. Poi diventa sempre più prepotente, e si crea quell’emozione strana e capisci che è il momento giusto per creare. Poi questa nube si tramuta in melodia, ed inizio a canticchiare, senza testo. Il testo viene dopo, di solito lo adatto alla melodia come ti dicevo. Ma anche per il testo il meccanismo è quello, e lo stesso per quanto riguarda i quadri. Ci sono momenti in cui non crei nulla, ma l’idea dentro di te sta nascendo, poi esplode tutta insieme, e tu pensi di abbozzare una melodia, od un bozzetto, e invece ti ritrovi con la canzone finita, o col quadro finito. Sono molto istintiva nel creare, forse dovrei mettere più regole… però a farlo ci sono Daniele e Luca (ride), loro per fortuna mi portano sulla retta via, spesso vado fuori rotta (ride).

Dunque, quando potremo sentire l’album? Ci sarà un singolo di lancio?
ELEONORA – Il singolo uscirà ad ottobre, credo nella prima settimana, e sarà accompagnato da un lyric video. Il disco invece uscirà nel settembre 2017. Come ho già detto, vogliamo dedicare al disco tutto il tempo necessario. Entrambi i titoli saranno annunciati quest’estate. Nel frattempo ovviamente non staremo fermi, dopo il singolo ci saranno altre “chicchette”, e già stiamo progettando dei live. Già prima dell’uscita del disco ci saranno dei tour. Stiamo progettando tutto molto prima, distribuito in modo omogeneo, cosicché una volta uscito il disco si parte già avviati.

C’è qualche” chicchetta” che puoi anticiparci?
ELEONORA – A settembre verranno annunciate novità, ci saranno collaborazioni anche internazionali… ma non posso anticipare nulla.

Oltre agli Onydia, hai in programma altre collaborazioni e progetti?
ELEONORA – Sì sì, ci sono progetti di featuring e collaborazioni, ma sono in attesa di conferme. Anche di questo, non posso ancora anticipare nulla. Inoltre sto lavorando a questa serie di quadri dedicati agli alberi di cui ti dicevo… è una sorta di saga.

Perfetto, grazie mille! In bocca al lupo per tutto!
ELEONORA – Crepi!