OCEANS: Echi dal passato

OCEANS – INTERVISTA ESCLUSIVA A TIMO ROTTEN • (English version below)

Tra la rosa dei nomi più interessanti del panorama metal europeo di quest’ultimo lustro, spiccano senz’ombra di dubbio gli austriaci OCEANS. Autore di testi introspettivi, che hanno come unico scopo quello di sensibilizzare la popolazione mondiale su alcuni temi delicati, ma altresì importanti quali i disturbi mentali e tutti gli aspetti ad essi collegati, il quintetto austriaco torna in pompa magna in questo 2022 con un nuovo EP, “Hell Is Where The Heart Is“, in cui le emozioni giocano anche qui, come nel precedente “We’re Not Okay“, un ruolo fondamentale. Per l’occasione, abbiamo raggiunto il frontman della band, Timo Rotten, che così si racconta ai microfoni di Metalforce.it!

Ciao Timo e benvenuto su Metalforce.it per questa nostra prima intervista. Come stai?
TIMO – Sì, sto molto bene, ho avuto una bella giornata e sto seduto qui. Come dicevo prima, sei la prima persona per questo nuovo giro di interviste previste per questa sera, per cui me ne sto qui comodo con il mio bicchiere di Scotch, per cui andiamo!

Come vanno le cose in Austria?
TIMO – Credo che la situazione sia più o meno la stessa in tutta Europa! A dir la verità, non ne sono a conoscenza, in quanto ho smesso di seguire le notizie che escono giornalmente, perché sta diventando tutto così frustrante. I numeri continuano a crescere, non ci sono lockdown o cose del genere al momento, abbiamo un coprifuoco di dieci ore per quel che riguardano i bar e via discorrendo, ma a parte questo, io mi sono vaccinato tre volte per cui per me è una cosa abbastanza normale. Mi verrebbe da dire che al momento la situazione è piuttosto normale…

Oggi ci troviamo qui per parlare del nuovo EP degli Oceans, “Hell Is Where The Heart Is Vol. I: Love”. Prima di dedicarci totalmente all’EP, vorrei chiederti innanzitutto un feedback in merito a questo mini album. È uscito lo scorso venerdì, quindi a distanza di tre giorni appena che genere di valutazione ti sentiresti di fare? Che accoglienza ha avuto?
TIMO – Beh, dipende dai nostri fan, finora il responso è stato grandioso. Abbiamo iniziato a pubblicare questi tre brani a partire da Novembre, il primo singolo, “Sulphur”, è uscito in quel mese, il secondo è stato pubblicato a dicembre e l’ultimo, “Skin”, è uscito contemporaneamente con l’EP. Ovviamente i fan conoscevano già tutte le canzoni e ne sono rimasti tutti contenti. Tutto ciò che leggiamo e riceviamo sui nostri canali social è davvero sorprendente, mentre per quel che riguarda la stampa, beh abbiamo ricevuto un ottimo feedback, anche se l’unico problema è che molte riviste non amano recensire gli EP! Per questa ragione non abbiamo avuto molta copertura, sotto questo punto di vista, ma ci sono una manciata di recensione che ho letto che erano piuttosto positive. Sono davvero soddisfatto di questo lavoro e la miglior cosa è legata allo streaming e alle varie playlist. Ad essere sincero, questa è una sorta di nuova classifica nell’era digitale moderna, abbiamo raggiunto un paio di top 10 e top 20 in questa grossa playlist di Spotify e di Apple Music, cose così, per cui è tutto grandioso, sì!

L’EP esce ad appena un anno di distanza dal precedente “We’re Not Okay”. a cosa è dovuta la scelta di presentare un secondo EP a così poca distanza? Avevate troppo materiale da “spartire” o, semplicemente, come molte altre band, eravate in piena fase compositiva e vi siete lasciati andare?
TIMO – Credo di sì! Mettiamola così: dopo l’ultimo EP, ‘We’re Not Okay’, abbiamo iniziato a lavorare ad un nuovo disco e ci abbiamo lavorato su. Ora abbiamo pubblicato questo EP con la parola “volume” o “prima parte” nel titolo e… sì, credo che ci sarà molto di più in un futuro non troppo lontano, ehehe…

Hai in qualche modo anticipato la mia prossima domanda, dal momento in cui avrei voluto chiederti se fosse previsto un secondo capitolo o anche un terzo, vista, appunto, la parola “volume” nel titolo, come tu stesso menzionavi…
TIMO – Beh, quando abbiamo iniziato a comporre, era tutto chiaro. sapevamo cosa volevamo fare, sapevamo di voler realizzare un disco, ma al giorno d’oggi, con il fattore legato allo streaming, i singoli sono diventati molto, molto importanti. Abbiamo dato un’occhiata a quali fossero le tattiche per pubblicare nuovo materiale e ci abbiamo provato. Ho visto un sacco di artisti pubblicare roba stranissima nel corso di questi ultimi anni, molti artisti trap e rap stanno pubblicando due o tre album all’anno, il che è una cosa folle! Ci sono poi anche molti gruppi che io amo, come alcune band del Regno Unito, come ad esempio gli Sleep Token, non so se tu li abbia mai ascoltati… Ecco, questa band ha pubblicato il suo primo disco presentando un track by track nel corso di appena un paio di mesi, o almeno credo. Non so quante tracce fossero, forse dieci o dodici e questa band ha pubblicato un brano ogni quattro settimane, così alla fine sono riusciti a tirar fuori un intero album; c’è un sacco di creatività anche nel pubblicare materiale al giorno d’oggi, abbiamo cercato nuovi modi e il problema è che non ci sono tour. Senza un tour alle spalle, non ha molto senso dare alle stampe un disco, ad essere sincero, perché funziona così: tu pubblichi un disco e poi va in tour, se vuoi intraprendere un tour senza avere un disco, la gente non ti vorrà più di tanto. Forse il discorso è diverso per i fan, ma i bookers, i festival e tutta la gente che appartiene a questo mondo potrebbe dire: “Oh, questi ragazzi hanno un album recente all’attivo? No, allora per noi non sono così importanti”. Credo che gli Oceans abbiano cercato nuove strategie durante la pandemia per avere un risultato costante, nuova musica, perché sembrava che ci fossero pochi live all’attivo dietro l’angolo.

L’EP ha appena 4 singoli e, se non ricordo male, avete pubblicato anche due singoli, “Sulfur” e “Awakening”. Pensi che in particolar modo quest’ultimo brano possa dare una bella rappresentazione di ciò che sono gli Oceans a coloro che, magari, volessero approfondire al meglio la vostra musica o, al contrario, tu stesso sceglieresti altri brani più caratteristici?
TIMO – Uh, questa è una domanda molto, molto tosta! Credo che la canzone sia un’ottima occasione per aprirci nuove porte, perché ha un grosso appeal mainstream, così credo! Ci sono un sacco di melodie, per cui credo che questo brano sia ottimo per aprirci qualche porta e permetterci di raggiungere nuovi fans, ma scegliere questo o qualsiasi pezzo, ad esser sincero, tutti i brani rappresentano gli Oceans a 360°, è veramente ardua! ‘The Awakening’ ha un sacco di atmosfere nu metal e anche molta roba emotiva, ma non ha quelle atmosfere death metal che abbiamo già di nostro, per cui è dura, molto dura! Credo che l’intero EP, insieme a questi brani, catturi la vera essenza della band, ha tutto, ci sono passaggi e melodie grandiose, ma c’è anche molto heavy/death metal, i growls e i blast beast, persino alcuni versi elettronici tendenti al pop, questo genere di cose… Credo che l’intero EP complessivamente abbia di tutto, per cui non saprei quale singolo brano scegliere…

Che cosa puoi dirci, invece, del titolo del disco? Ha un qualche significato nascosto?
TIMO – È complicato dirlo ora, perché abbiamo solamente pubblicato una prima parte e non saprai mai quante altre parti potranno venire fuori… È un concept, abbiamo pensato a questo concept che ruota intorno a questo piccolo cuore che intraprende una specie di viaggio attraverso diverse emozioni e stati della vita, l’essere feriti, cercare di sopravvivere e questo cuore, questa figura rappresenta una metafora, è il protagonista di questa storia. Stiamo cercando di far apprezzare questo concept, con la speranza che possa proseguire nelle produzioni future, non dirò nulla al momento ma questo è stato semplicemente l’inizio. Il nome “Hell Is Where The Heart Is” è un titolo molto oscuro, me lo sono inventato fondamentalmente mentre stavo pensando al dolore, alla sofferenza emotiva che può solamente trovarsi in un posto dove la persona è emotivamente investita, dove ci si mette il cuore, perché se a te non interessa nulla, allora non puoi causare alcun tipo di dolore, poiché comunque non hai interesse.  Questa era fondamentalmente l’idea dietro al concept, ogni volta che ti apri a livello emotivo, dai anche la possibilità di essere ferito, ma ciò non dovrebbe risultare in chiudersi in sé stessi o lasciare andare le emozioni. È questa la direzione che potrebbe intraprendere l’intero concept nelle prossime uscite discografiche.

Sempre in merito al titolo, possiamo evincere che probabilmente ci sarà un secondo volume, è esatto? O, al contrario, l’EP stesso sarà un uscita indipendente che anticiperà un nuovo full length?

(Timo cerca di sviare la domanda, con un sorriso chiaramente imbarazzato della serie “Vorrei dirtelo ma non posso”).

TIMO – Non mi è permesso dirlo!

Vorrei chiederti ora una cosa che so star molto a cuore a tante persone la fuori. “We Are Nøt Okay” è in sostanza il frutto della vostra collaborazione con The Ocean In Your Mind (associazione no profit che ha come obiettivo la promozione della destigmatizzazione delle malattie mentali). Ciascun brano dell’EP rappresenta un aspetto che caratterizza questa brutta malattia. Cosa puoi dirci in merito?
TIMO – Ci devo riflettere un attimo, è già passato un anno quasi ed è successo così in fretta. Ovviamente noi non siamo psicologi o cose simili, nessuno di noi è un esperto di malattie mentali o altro, ma abbiamo voluto concentrare questo intero EP su questo argomento per sensibilizzare la gente sulle malattie mentali, che arrivano spesso sotto diverse e varie forme. La ragione, fondamentalmente, è che tutti noi della band abbiamo la nostra connessione a questo argomento, oserei dire, abbiamo persone che ci sono vicine che soffrono di questa malattia e abbiamo un nostro legame personale con questi disturbi, mettiamola così. Per questa ragione per noi parlare di questo tema è un argomento fondamentale, cerchiamo anche a modo nostro di educare la gente, ma principalmente supportiamo coloro che stanno attraversando brutte fasi, cercando di far capire loro che non sono da soli, che non devono perdere la speranza e che la vita è o può essere bella. Realizzando questo EP, abbiamo cercato di fare qualcosa che fosse più grande di quello che potevamo effettivamente fare con la musica, per questo motivo abbiamo reclutato tutti questi artisti, come Robb Flynn dei Machine Head! Lui è decisamente molto più famoso di quanto lo siamo noi o di quanto mai lo saremo, chi lo sa! Abbiamo cercato di rendere ancora più grande tutto quanto per raggiungere un pubblico più vasto e cercare ci fare la differenza, sebben piccola, ma pur sempre una differenza!

So che forse ora storcerai il naso o, magari, al contrario sarai d’accordo con questa mia dichiarazione, ma io sostengo da sempre che la musica sia una sorta di terapia e in certi momenti sia un grosso strumento di aiuto per chi ha affrontato o tuttora affronta brutti periodi. Sei d’accordo con me? Che tipo di messaggio volevate dare con ‘We Are Not Okay’ e anche con il nuovo EP?
TIMO – Sono totalmente d’accordo e la prova, per me, è piuttosto semplice: mi basta guardare alla nostra casella di posta sui nostri canali social ogni giorno, dove la gente ci scrive costantemente messaggi in merito a quanto le persone si sentano riconoscenti nei confronti della nostra musica, sottolineando l’aiuto che abbiamo fornito loro a superare momenti difficili nelle loro vite. Alcuni di loro si sono veramente aperti con noi e ci hanno mandato messaggi lunghissimi in merito alla loro depressione e alla annessa terapia… Non so, a volte hanno menzionato anche tentativi di suicidio e altra roba bruttissima. Quando notiamo che per noi è tanto, consigliamo loro di vedere un dottore o un terapista, poiché noi non siamo professionisti del settore. Possiamo incoraggiarli, ma non siamo medici che possono fornire aiuto a quel livello. Sono totalmente d’accordo con la tua affermazione, la musica può aiutare moltissimo. Credo che, per quel che mi riguarda, se non avessi la musica come sfogo per tutta la durata della mia vita, probabilmente avrei fatto cose brutte.

Ricollegandomi a ciò che ti ho appena chiesto, devo dire che, purtroppo, anche il periodo storico che stiamo vivendo ha giocato un ruolo pesantissimo nella vita delle persone, soprattutto a livello psicologico. Molte persone, infatti, hanno davvero sofferto durante il lockdown e tuttora soffrono. Può, in questo caso, la musica dare un aiuto concreto a passare questi tempi difficili e ad aiutare le persone a dar voce ad una speranza che, magari, sembra svanire giorno dopo giorno?
TIMO – Assolutamente, assolutamente! Sì, la musica è la mia arte, la mia scelta, la amo ma credo che ciascuna forma d’arte possa avere questo impatto sulle persone. Voglio dire, se sei un’amante della musica come lo sono io, e come lo sei probabilmente anche tu, aspettare le nuove uscite discografiche o attendere il venerdì successivo per ascoltare la nuova musica in uscita, beh, può essere un qualcosa che molte persone vogliono tenersi stretto, avere quel qualcosa per cui vale la pena attendere, perché per tutta la gente questi ultimi due anni sono stati veramente orribili, come dicevi tu. Credo che la musica possa fare tutto ciò che hai descritto, può persino connetterci anche quando siamo disconnessi a causa di questa pandemia, può fare un sacco di cose positive. Lo credo fermamente! Voglio dire, se non ci credessi, non cercheremo di farlo, cerchiamo veramente di fare qualcosa di buono tramite la nostra musica, inoltre facciamo musica per divertimento. Ci divertiamo a comporre, è ciò che amiamo fare, ma in aggiunta a questo, abbiamo sempre sottolineato che vogliamo avere qualcosa che abbia un suo scopo, qualcosa di buono, che abbia un impatto positivo sulla vita della gente.

Il 2021 è stato un po’ l’anno del ritorno del nu metal…
TIMO – Al diavolo, sì!

Abbiamo visto i Tetrarch e molte altre band riportare in vita un genere che è sempre stato considerato “di nicchia” sin dalla fine degli anni ‘90 con Korn e Limp Bizkit e, in seguito, Linkin Park. Leggendo un po’ di commenti anche su Youtube, ho visto che molti utenti vi hanno etichettati come “altri cloni” dei Korn. Che cosa ti senti di rispondere?
TIMO – È molto semplice! Ad esser sincero, sono molto lusingato! Lo vedo come un complimento, ho continuato a postare sotto un sacco di quei commenti. La cosa divertente è che questa cosa si protrae dai tempi del nostro primo video, “Scars”, del 2018 e ci sono sempre stati due paragoni: mi paragonano spesso a Jonathan Davis e a Johnny Depp, ma paragonare me o persino gli Oceans ai Korn per me è un enorme complimento, perché li adoro, è una delle mie band preferite, se non la preferita di tutte. Li ascolto da quando ho 12 anni o giù di lì, dalla fine degli anni ’90 o dagli inizi dei primi anni 2000 e credo che, volente o nolente, Jonathan e il suo modo di cantare, così come l’intera band, la loro musica, abbia avuto una grossa influenza sul mio stile canoro, sul mio modo di comporre, i miei riff e tutto quanto. Non lo nego, né lo nascondo, perché dovrei? Sono lusingato, sinceramente, credo che sia un grande complimento, Jonathan è un bravissimo cantante, la band fa dell’ottima musica e credo che abbiano riacquisito questa vecchia forza che avevano nel corso degli ultimi anni con gli ultimi dischi. È favoloso, voglio dire “The Nothing”, in particolar modo, è stato sorprendentemente grandioso, per cui non ho alcun problema con questo genere di paragoni. Non voglio dire che stiamo cercando di essere un clone dei Korn, perché c’è molto di più, specialmente a livello musicale, che noi stessi incorporiamo nella nostra musica con elementi death metal e post, ci sono persino elementi black metal che non troveresti mai, ad esempio, nella proposta dei Korn, ma a parte ciò, lo prendo come un grosso complimento!

Molti hanno descritto gli Oceans come le nuove promettenti stelle del nu metal tedesco/austriaco. Che effetto vi fa essere descritti così dalla stampa?
TIMO – È una bella cosa, almeno credo! Certamente non riflette il mio conto in banca, ma so che fare musica non ti rende ricco, non siamo qui per i soldi. Componiamo musica da molto tempo, vogliamo solamente fare ciò che amiamo, si tratta di divertimento, per cui è fantastico vedere come siano positivi tutti questi riscontri e come lo siano sempre stati dai tempi del nostro primo EP e con il primissimo album che abbiamo pubblicato. È come fare un confronto e, come dicevo, è lusinghiero, ovviamente, mi piace leggere i commenti, ma d’altro canto, specialmente nella musica odierna, la situazione è ben diversa rispetto a quella che c’era negli anni ’90. Nessuna band al giorno d’oggi raggiungerà mai questo livello di popolarità, né farà così tanti soldi come facevano, ad esempio, i Korn in quegli anni. Una cosa simile non succede più ormai, è diverso far parte di una band ai giorni nostri, abbiamo sì i nostri lavori, ma non facciamo soldi con la musica. È la nostra passione e cerchiamo di portarla più avanti a lungo.

Non so come siano attualmente le cose nel vostro paese, ma immagino che, come tutti, purtroppo, a causa del periodo che stiamo vivendo, non avrete modo di dare la giusta promozione in sede live a questo EP. Quali saranno, quindi, i vostri progetti futuri e come promuoverete al meglio la nuova release?
TIMO – Sfortunatamente abbiamo dovuto cancellare il nostro tour che si sarebbe dovuto tenere proprio questo mese, infatti questo weekend avremmo dovuto tenere il primissimo show, almeno credo. È triste, ma a parte essere online e presente sui nostri canali social, non è che ci sia molto da fare. Non c’è molto che possiamo fare, ovviamente continuiamo a lavorare sulle nuove possibilità, suonare dal vivo e andare in tour e speriamo di poter tornare a questa vita il prima possibile. Oltre a questo, continueremo a pubblicare nuova musica, ancora ed ancora, fino a che non avremo 200 brani, solo così potremmo tornare on the road. Sarà un vero peccato dover tirar fuori sei brani dai 200 da suonare live!


(English version)

Amongst the most interesting names of the European metal scene of the latest five-year period, without any doubt Austrian OCEANS is the one who stands up perfectly. Writer of introspective lyrics that deal with raising awareness concerning some delicate but very important topics, like mental issues and all the related aspects of this disease, the Austrian quintet gets back on track in this 2022 with a brand new EP, “Hell Is Where The Heart Is”, where emotions play a very important role here, like it happened in the previous music effort “We’re Not Okay”. On the occasion of the upcoming release, Metalforce has reached the band’s frontman, Timo Rotten..

Hi Timo and welcome to Metalforce.it for this very first interview of ours. How are you doing, man?
TIMO – Yeah, I’m doing very well, I had a nice day and I’m sitting here, as I said, you’re the first one for this couple of interviews tonight, so I’m sitting here cozy, having a glass of Scotch and let’s do this!

How is the situation there in Austria so far?
TIMO – I guess it’s pretty much the same like in all Europe, I guess! Actually, I don’t know, I stopped following all the news on a daily basis, because it’s getting so frustrating. Numbers are growing up, there is no lockdown or anything at the moment, we have like ten hour curfew for bars and everything at the moment, but besides that for me being three times vaccinated it’s pretty kinda normal. We’ve all got this news, I would even dare to say that it’s pretty normal at the moment, but yeah…

Today we’re here in order to talk about Oceans’ brand new EP, “Hell Is Where the Heart Is Vol. I: Love”. Before talking about this new effort, I’d like to ask something concerning the feedbacks you’ve received. The EP has been released last Friday, so after three days what kind of appraisal can you make about the record? Has it been well welcomed by the fans?
TIMO – Well, it depends on our fans, so far it’s been great, but we’ve been releasing the three songs since November, so the first single, “Sulphur”, we’ve released on November, the second in December and now the Ep is out with the last single, “Skin”, so of course they’re already knew all the songs but still everyone is really happy. Everything we read and get on social medias is really overwhelming and for press, it is very positive as well, the only “problem” is that most of the magazines don’t like to review EPs! That’s why we didn’t get so much press coverage, I guess, but the ones, I don’t know, there’s a handful of reviews I’ve read and so far they were pretty positive. I’m really satisfied with the release so far and the best thing is the streaming, like playlist placements, to be honest, this is kinda the new chart entries for the digital age “kinda thing” and we did a couple of top ten, top twenty listings like in a really huge playlist in Spotify and Apple Music and stuff like that, so that was really great! Yeah!

The EP has been published one year after the latest one, “We’re Not Okay”. What about the choice of releasing another EP in such a short time? Did you have too much material in your hands and you felt the need of releasing new music or did you feel so creative that you went with the flow, so to speak?
TIMO – I guess so! Let’s put it like this: after the last EP, ‘We’re Not Okay’, we’ve started working on an album and we did work on an album, now we’ve released this EP with volume or part one in the title and… yeah, I guess there might be more in the near future, ehehehe, so…

You’ve anticipated my following question, since I was about to ask you if there was, well if you had in mind the idea of publishing a volume two or volume three, since the word “volume one” in it… so…
TIMO – Well, when we’ve started writing, it was all clear, we’re gonna do, we knew we wanted to do an album, but nowadays it’s just with the streaming and singles being very, very important. We’ve just checked what ways of releasing stuff were new ways and we’ve tried. Yeah, I’ve seen a lot of artists doing pretty crazy stuff in the last couple of years, lots of trap and rap artists are releasing two or three albums a year, it’s just insane and other ones there are bands that I love a lot, like bands from the UK, like Sleep Token, if you’ve heard of them… They actually released their first album track by track over a period of couple of months, I think… I don’t know how many tracks, maybe ten or twelve or whatever, they’ve just released one single every four weeks and then in the end they just put it off together to an album; so there’s a lot of creativity even in releasing stuff nowadays, we were just trying new stuff and the problem is there’s no touring at the moment. With no touring, there is not so much sense in releasing an album, to be honest, because this is still how it goes: you release an album and then you go on tour and if you wanna go on tour and you don’t have an album, people don’t want you that much. The fans maybe do, but the bookers, the festivals and all the people are like: “Oh, do they have a recent album out? No,  so they’re not so interesting for us”, so I guess we were looking for new strategies during the pandemic to have a constant output, new music, because it seemed there was few live shows around the corner.

This new EP contains 4 singles and, if I’m not mistaken, you’ve released two singles out of it, “Sulphur” and “The Awakening”. Do you think that this latest single could be a great calling card for people in order to understand who Oceans is and what the band is capable of, or would you personally pick other singles in order to give a proper picture of the band?
TIMO – Uh, very, very hard! I think this song is opening a lot of doors for us, right now, because it has a huge mainstream appeal, I think! There’s a lot of melody going on, so I think this one is really great opening doors for us and reaching new fans, but picking this or any song, to be honest, represents Oceans at its fullest, this is very hard! ‘The Awakening’ has a lot the nu metal vibes and a lot of the emotional stuff but it doesn’t have that much of death metal vibes we also do a lot, so it’s hard, it’s really hard! I think the whole EP all together with those three songs really captures the essence of Oceans, it’s pretty much everything, there’s hooks and great melodies but there’s also heavy, death metal stuff, growls and blast beasts and even some poppy electronic verses, that kind of thing… I think the whole EP has it all, but to pick one song I wouldn’t know which one…

What can you tell me about the EP’s title? Does it have some hidden meaning?
TIMO – It’s complicated to say right now, because we’ve only released the part one of it and you don’t know how many parts there’s gonna be or anything… It is a concept, we’ve made this concept of this little heart that goes kinda through a journey of different emotions and states of life, being harmed, trying to survive and this heart, this figure is a kinda of metaphor or protagonist in this story. We’re just trying to like this concept will go on with future releases, I will not saying anything right now but this was simply the start of it. The name ‘Hell Is Where The Heart Is’ is a pretty dark title, I basically came up with it while I was thinking about pain, the emotional suffering that can only be in a place where you are emotionally invested, where you put your heart into, because if you don’t care about anything, then you can’t cause any pain, because you don’t care about it, anyways… so this was the basic idea behind it, whenever you open yourself, like emotionally to something, you also open yourself up to getting hurt, but this shouldn’t result in closing down and not letting emotions and this is kinda where the whole concept, the whole story might be going in the next releases.

Concerning the album title, I guess that probably a second volume will come next. Is that right? Or, quite the opposite, this EP will be considered as an independent release that will anticipate a new full length album?
TIMO – I’m not allowed to say that.

Now I’d like to ask you something concerning a matter that a lot of people cherish out there. “We’re Not Okay” is basically the result of a collaboration you’ve done with The Ocean In Your Mind, which is a no profit organization which supports people with mental health problems. Each song of the EP depicts a singular aspect of this disease. What can you share about this?
TIMO – I have to think about it, it’s already been a year and this happened so fast. Of course we’re not like psychologists or anything, so none of us is an expert in like mental diseases or anything, but we just wanted to focus this whole EP on this topic to raise awareness for mental illness and then it comes in different forms, in various forms. The reason is basically that all of us in the band, we have our own connections to this topic, I would say, and on a personal level or like on a close level, like being with related people who are close to us, so all the four of us have our own story with mental illness, let’s put it like that and this is why it’s always been important for us, to just talk about this topic and try to maybe even educate people, but mainly just support the ones that are going through stuff and let them know that they’re not alone, that they should not lose hope, because life is or can be beautiful, which is on everyone to fuck and lose a great life? Yeah, doing this EP, we’ve just tried to make something that is bigger that is just we could do with the music, that’s why we brought in all these artists like Robb Flynn from Machine Head. He’s way more famous than we are or maybe ever be, I don’t know! We’ve just tried to make the whole thing bigger than we could ever be to just reach biggest audience we possibly could, just make difference, maybe small but still a difference!

Maybe you’re gonna turn up your nose or, maybe, you’ll agree with me with the statement I’m gonna tell you, but I’ve always stated that music is a sort of therapy and it can be a huge helping tool for those people who have dealt or are still dealing with bad times in their own lives. Do you agree with me? What kind of message did you want to give with both “We’re Not Okay” and this latest EP?
TIMO – I totally agree and proof for me it’s pretty easy: I just have to look at our inbox on social medias every day, where people constantly write us messages on how thankful they are for our music, how we have helped them to overcome bad times in their lives. Some of them really opened up and sent us huge texts about their depression and therapy… I don’t know, maybe even suicide attempts and all the horrible stuff. If it’s too much, we always say: “Please, go and see a doctor, go and see a therapist, we’re not like professional. We can encourage you but we’re not professional who can provide on such  level”, but I totally agree that music can help through a lot of stuff very much. I think that, I for myself, without having the music as an outlet basically for my whole life, I probably would have done so horrible stuff, I guess.

Reconnecting to the question I’ve just asked you, I have to say that, unfortunately, the historical moment we’re all living plays a huge role in people’s lives, especially on a psychological level. Many people, indeed, suffered throughout the first lockdown and they are still suffering for that. could music, in this case, give some concrete help to overcome this hard period and help those people in having hope which seems to disappear day by day?
TIMO – Absolutely, absolutely! Yeah, music is my art of choice, I love this but I think any kind of art might have this impact on people. I  mean, if you’re a music enthusiast like I am or you probably are, just waiting for new releases that you’re excited about or just waiting every next Friday when new music is coming out, this can be something to hold on to for a lot of people, to just have something to look forward to, because for all people these past two years have been really horrible, like you said. I think that music can do all you just said, it can connect us even when we are being disconnected by the pandemic, but it can do a lot of positive things. I totally believe that! i mean, if I wouldn’t believe that, we wouldn’t try to do, we really tryi to do something good with our music, besides only that it’s fun making music to us. Of course we have fun in doing it, this is what we love, but additionally to that, we always said that we wanna have something that has a purpose, something good, something positive, that has a positive impact on lives of people.

2021 has been the year where nu metal came to life once again…
TIMO – Hell yeah!

I think of Tetrarch, for example, and so many other bands who brought a music genre that has always been considered as “a niche product” since the end of 90s and the beginning of 2000s with bands like Korn, Limp Bizkit, Linkin Park raising up. Reading some comment here and there on Youtube, I’ve seen that a lot of users have labelled Oceans as “the new Korn” or “another Korn clone”. What would you personally answer to those people
TIMO – That’s pretty easy! I’m flattered, to be honest! I see this as a compliment, I’ve been posting that under a lot of those comments. The funny thing, this is actually a thing that has been going on since our first video, “Scar”, in 2018, I think and there’s always two comparisons: either that I’m Jonathan Davis or Johnny Depp, but comparing me or even Oceans to Korn to me is a huge compliment, because I love them, it’s one of my most, if not the most favourite band. I’ve been listening to them since I was 12 or something, since the late 90s or early 2000s and I guess that, if I wanted or not, he and his singing and the whole band, their music definitely has a lot of influence on my singing, my songwriting, my riffs and everything I do, I guess. I don’t deny it, I don’t want to, why should I? I’m flattered, to be honest, I think it’s a great compliment, he’s a great singer, they make awesome music and I think they’ve gotten back to old strength in the past years, in the past albums, it’s amazing, I love that, especially ‘The Nothing’ was mindblowingly great, so I have no problem with that at all. i mean, it depends on most of them. I wouldn’t say we’re trying to be a clone, ‘cause there’s so much more, especially musically, that we incorporate with all the death metal and post strong elements, even some black metal element, that you will never find in Korn, I guess, but other than that I take it as a compliment!

Some people have described Oceans as the rising stars of German/ Austrian nu metal scene. How do you feel like being
labelled like this?
TIMO – It feels good, I guess! It certainly doesn’t reflect on my bank account, but well, I guess, I know that making music doesn’t make you rich, we’re not here for the money. We’ve been doing this music thing for long now, we just wanna do what we love, it’s just fun ,so it’s just amazing how good all the responses are and always have been, since our first EP and especially the first album we’ve put out. It’s like a comparison, like I said, it’s flattering, of course, I like to read stuff like that, but on the other hand, in today’s music this is all different than like back in the 90s. No band today will get this level of fame and especially money like, for example, Korn did in the ‘90s. This is just not happening anymore, being in a band nowadays is just different, we all have day jobs, we all don’t make money with this and it’s just our passion that we try to do as long and good as we can.

Unfortunately, due to the period we’re living you won’t have the chance to give the right live promotion to the album. What will your next goals be? How will you promote the EP?
TIMO – Unfortunately we just had to cancel our tour, which had to take place like this month, this weekend actually would have been the first show, I think… That’s sad, so besides online, being on social medias, there will not be much. There’s not that much we can do, of course we’re always working on new possibilities, to play live and to tour, and I hope we can go back to that as soon as possible. Besides that, we will simply put out new music, again and again… until we’ll have 200 songs and then we can go back on the road, it’s gonna be a total bummer, like picking six songs out of 200 to play live!