Nervosa – il lato femminile del thrash

nervosa-logo

NERVOSA: INTERVISTA ESCLUSIVA A FERNANDA LIRA •

Le Nervosa sono ormai una band di una certa visibilità, soprattutto tra i cultori del genere. Sono al loro primo tour importante, come supporto ad altri “colleghi” che, dal punto di vista storico, hanno una grande rilevanza: Destruction e Flotsam And Jetsam. Lo scorso 17 Settembre, dopo una serata di Heavy/Thrash metal massacrante, abbiamo avuto il piacere di scambiare amichevolmente due parole con la frontgirl Fernanda Lira, intenta a mangiare un hamburger, fuori dal Circolo Colony di Brescia (qui il report del concerto).

Iniziamo con una domanda piuttosto doverosa in questo caso: è da poco uscito sul mercato il vostro secondo full lenght “Agony”, si nota una certa maturità dal punto di vista del sound e della composizione, in particolare per quanto riguarda le diverse influenze che si possono percepire nei dodici brani che compongono la tracklist. Su cosa vi siete basate, appunto, per la crescita del vostro songwriting?
FERNANDA – Beh, come penso voi ascoltatori abbiate colto, gli elementi della crescita del nostro sound si basano su una maggiore complessità/varietà dei brani e, soprattutto, una maggiore aggressività, per le quali ci siamo ispirate a diverse realtà di genere Death Metal americane ma, soprattutto, europee come ad esempio i Vader o i Behemoth. Tale scelta è derivata, oltre che dalla voglia di arricchire la nostra proposta, anche dalla volontà della nostra ormai ex-batterista Pitchu, grande amante di questo genere a cui si è anche ispirata strumentalmente e tecnicamente.

Lasciando un momento da parte il vostro nuovo lavoro: si può notare che in generale la vostra proposta, pur traendo chiaramente spunto da band vostre connazionali come Sepultura o Sarcòfago, è comunque abbastanza “internazionale”. Quali definisci essere le vostre principali ispirazioni dagli inizi della vostra carriera a oggi?
FERNANDA – Parlando per me, personalmente, oltre a certi mostri sacri come possono essere gli Slayer o gli stessi Destruction (Schmier è stato una delle mie principali ispirazioni dal punto di vista vocale), direi che la band che mi ha più invogliato a diventare una musicista di questo genere e, conseguentemente, a formare una band sono stati gli americani Nuclear Assault, che considero tutt’oggi una parte della mia crescita musicale e inoltre, prediligendo come strumento il basso, Dan Lilker ha dato decisamente il suo contributo.

Si può dire che, ad oggi, siate probabilmente la più nota tra le formazioni interamente femminili a suonare Metal Estremo, un filone generalmente ricondotto agli uomini, nonostante anche in passato le formazioni interamente femminili non mancassero (Meanstreak, Ice Age) pur rimanendo relativamente nell’underground. Qual’è la vostra visione su questa sorta di predilezione maschile all’interno del vostro filone musicale?
FERNANDA – Il Metal è un genere prettamente maschile, e questo è un fatto; difatti ci sono più uomini non solo tra i musicisti ma anche tra promoters, organizzatori, produttori e, diciamocelo, anche tra fans e ascoltatori. Ma questa è una situazione che, secondo me, sta cambiando; anche da noi in Sud America si nota infatti una presenza considerevole di donne nella scena, e viaggiando per il mondo abbiamo avuto modo di notare che è una situazione sempre più diffusa un po’ ovunque, anche dal punto di vista delle musiciste. Questo per noi è molto importante, poiché ci sentiamo di poter essere di ispirazione per tutte quelle ragazze che vorrebbero approcciarsi in un certo modo a questa musica, con meno timidezza possibile. Poiché se si ha passione non è mai una questione di sesso/genere.

A tal proposito: hai giustamente detto che in generale il mondo del Metal sta cambiando, sotto diversi punti di vista direi. Voi fate comunque parte della nuova ondata di bands, in questo caso Thrash Metal, che si accingono a diffondere oggi la loro proposta; tra queste formazioni se ne possono notare alcune molto stabili sui canoni storici del genere che, nonostante magari la giovane età, sembrano uscite direttamente dagli anni 80′ come appunto gli Enforcer; tutto ciò per me è ammirevole, amando questo genere. Ma ce ne sono anche altre che propongono un genere magari di stampo classico, ma chiaramente personalizzato e, volendo, modernizzato; alcuni esempi possono essere gli Havok o gli spagnoli Angelus Apatrida e, talvolta, si nota un certo accanimento verso questi gruppi da parte di quella fetta di pubblico forse un po’ troppo legato agli stilemi prettamente old school del genere. Qual’è il tuo pensiero su questa situazione?
FERNANDA – Hai ragione, è una situazione piuttosto ricorrente oggi giorno. Per quanto mi riguarda, pur amando anche io coloro che propongono in maniera completamente old school la nostra musica preferita, credo che il Metal si stia in parte rinnovando e, dato che nessuno di noi vuole vederlo morire o adagiarsi su se stesso, per questo bisognerebbe comunque ammirare coloro che sanno proporre egregiamente questo genere pur modernizzandolo o applicando dei cambiamenti in base alla propria ispirazione. Spesso i fans del Metal commettono l’errore di non allargare le proprie vedute, non riconoscendo che anche tra le band più recenti c’è molta qualità, anche all’interno di generi classici come l’Heavy o il Thrash Metal.

Cambiando argomento, in questo tour siete parte di una line-up davvero di tutto rispetto per gli amanti di Heavy/Thrash Metal; pur essendo la prima band a esibirsi, questo tour rappresenta certo una possibilità non indifferente per voi. Com’è stata l’accoglienza da parte del pubblico nei vari paesi dove avete suonato? E, anche a seguito della vostra esperienza da headliner in Italia durante l’estate appena trascorsa, quali sono le vostre considerazioni sul pubblico italiano?
FERNANDA – Per noi questo tour, oltre ad essere un’opportunità non da poco, rappresenta una vera e propria emozione sotto vari punti di vista; poiché, oltre a essere il nostro primo tour di queste proporzioni e quindi con un tourbus e quant’altro, ci ha permesso di esibirci al fianco di bands molto importanti per noi e di condividere il palco con loro. Siamo entusiaste dell’accoglienza che abbiamo potuto riscontrare: abbiamo venduto magliette, dischi eccetera e abbiamo avuto modo di stare a contatto con molti ascoltatori di molti paesi diversi. Sul pubblico italiano posso dire che mi ricorda molto quello delle nostre parti, quindi molto energico e coinvolto; io credo che noi metallari latini abbiamo un modo peculiare di approcciarci alla musica. Inoltre aggiungo che da voi si mangia davvero bene.

Qualcosa da dire ai metallari italiani prima di terminare?
FERNANDA – Per prima cosa: fanculo questo hamburger. Per il resto: grazie per il supporto e per la diffusione della nostra musica, e anche per l’interazione amichevole e spontanea che avete avuto con noi durante tutta la serata. Ricordate che il rapporto tra un musicista e il fan/ascoltatore non si basa su due mondi differenti, è grazie a voi che la scena rimane viva ed è un piacere per noi intrattenere un rapporto con voi quando possibile. Grazie a tutti! (si congeda con saluti “all’italiana” agli intervistatori e baci di rito)