NANOWAR OF STEEL – Dal Valhalla al Valhtour!

 

NANOWAR OF STEEL – INTERVISTA ESCLUSIVA A MOHAMED ABDUL •

Parlare con I Nanowar Of Steel non è mai semplice, si è sempre sicuri che ogni domanda, anche la più seria, avrà una risposta improbabile, divertente ma completamente assurda. Almeno in apparenza, perché se andiamo a scavare in profondità, possiamo anche trovare qualche concetto compiuto e sensato, se ci si impegna un po’. Ecco quindi il frutto dell’avventurosa conversazione avuta con il fiero chitarrista Valerio…no scusate, Mohamed Abdul. Noi possiamo solo consigliarvi di recuperare il loro recente e ottimo “Stairway To Valhalla” e di andare a vederli dal vivo, il divertimento sarà assicurato!

Ciao e intanto benvenuto su Metalforce!
MOHAMEDGrazie anche se sono in un altro posto…

Cominciamo bene… caro Mohamed Abdul, vorremmo conoscere le tue origini e un po’ la tua storia dentro e fuori i Nanowar Of Steel!
MOHAMEDAllora, io sono nato nella terra del Saladino, e la mia gioventù si è alternata tra fare Kebab e assoli di chitarra. Poi, ho scelto definitivamente di fare i Kebab, ma sono stato rapito e mi hanno costretto a diventare il chitarrista dei Nanowar. Questa e la mia storia.

Allargandoci un po’ e ben sapendo che i nomi con cui vi accompagnate sono rigorosamente veri, ci piacerebbe sapere da dove viene ognuno di voi e come vi siete incontrati. Cosa vi ha unito e quale è il vostro scopo ultimo e principale?

MOHAMEDNoi siamo tutti di Roma, dello stesso quartiere e amici di lunga data. Inizialmente ci siamo uniti con lo scopo di creare l’unica band di true metal che può essere definita come tale; perché vedevamo che c’era una carestia di metal in generale, ed anche di acciaio inox, e quindi abbiamo deciso di fonderci e di creare questo distillato di metallo. Tu immagina, eravamo tutti seduti dentro una stanza, parlando di altro, ad un certo punto c’è stato IL MOMENTO, ci siamo guardati negli occhi ed è partito tutto. È andata proprio così!

Mohamed, soddisfatto dell’ultimo disco? Posso dire che ha una produzione killer e che sei un chitarrista pazzesco. Il tuo assolo preferito dell’album?  I tuoi chitarristi del cuore?
MOHAMEDPartiamo dall’ultima domanda, tra i miei chitarristi preferiti sicuramente c’è Mariano Apicella e poi tutta una lunga serie di chitarristi che suonavano il liscio con Raul Casadei, di cui non ricordo il nome ma dai cui prendo grande ispirazione, per scrivere le nostre canzoni metal. Però il principale è sicuramente Apicella! Ricorderai che negli anni 80 c’è stata questa grande moda iniziata principalmente da Malmsteen, dei chitarristi neoclassici, che hanno portato la musica classica nel metal. Ecco, prima ancora c’era Mariano Apicella, che faceva musica neomelodica, quindi prima del neoclassico abbiamo avuto questo chitarrista metal neomelodico…altro che Malmsteen! Lui faceva gli assoli, hai presente, “Gh Gh Gh”, una cosa veramente fantastica. Ecco, mi sono perso le altre domande! Il mio assolo preferito nell’album? Quello di “The Quest for Carrefour”, questa è la risposta seria. Risposta non seria invece, quello di “Ironmonger” che è preso da “Baker Street”. E poi ti darò l’unica risposta seria di oggi! Siamo super soddisfatti del lavoro sul disco, c’è stata molta fatica dietro all’album e penso si senta, e si sia visto, dato che ci abbiamo messo 10 anni, però siamo molto felici di aver collaborato con Alessandro Del Vecchio, Fabio Lione, e con Mario Draghi soprattutto! Siamo molto orgogliosi del lavoro fatto. Se fa cagare siamo felici lo stesso e molto contenti di favorire la digestione altrui.

Come mai tutti questi anni di pausa per un disco di inediti?
MOHAMED– In realtà nel frattempo sono uscite diverse cose singole, come “Giorgio Mastrota”, “Barbagianni”, “Feudalesimo e Libertà”, che abbiamo raccolto in un “Best Of”, e poi è uscito anche un ep con una formula stranissima, in cui scrivevamo le canzoni in ogni evento dove andavamo, facendo dei sondaggi facebook sulla tematica e scrivendo al volo una canzone per ogni specifico evento, che abbiamo chiamato il “Tour-Mentone”, dove abbiamo scritto “V per Viennetta” e altre cose. Quindi non siamo mai stati veramente fermi, è che non avevamo pensato di fare un disco vero e proprio, fino ovviamente a pochi mesi fa.

Avete rubato Fabio Lione al povero Staropoli! Come vi è venuto in mente di coinvolgerlo e come ha reagito lui. Ma soprattutto, perché Turilli no?
MOHAMED Non siamo stati noi, non c’entriamo nulla! Comunque, Fabio si è prestato molto volentieri a collaborare, la cosa è nata molto tempo prima che si splittassero le due band…cioè sto parlando dei Rhapsody Of Fire e dei Rhapsody. No aspetta, mi sono perso! Si erano già divisi Staropoli e Turilli ma Lione faceva ancora parte dei Rhapsody Of Fire nel 2014. Quindi non lo abbiamo tolto dalle grinfie di Staropoli. Fabio si è prestato a tutto quello a cui l’abbiamo fatto prestare, è stato ben contento di prestarsi, e noi siamo stati ben contenti delle sue prestazioni. Può sembrare una frase ambigua ma sto parlando solo di musica! Mentre per Turilli, ci piacerebbe molto collaborare con lui, anche se non sappiamo se la cosa sia reciproca. Avremo modo di scoprirlo presto, perché dovremmo riuscire a contattarlo. Già c’eravamo sentiti tempo fa e per noi sarebbe un sogno averlo in un nostro disco. Per una serie di coincidenze ci siamo trovati a collaborare prima con Fabio…qui non possiamo nemmeno dire cazzate perché sono coinvolte altre persone e non voglio risultare offensivo. Mi hai fatto la domanda scacco matto!.

Ovviamente se lo chiedono tutti, e vorrei un commento su Lucca Comics e sull’incontro epico con il vero Giorgio Mastrota, in quello che ha definito uno dei più giorni più belli della sua vita. Lo è stato anche per voi? Siete ancora in contatto con lui?
MOHAMEDE’ stato qualcosa di incredibile, pari alle stesse emozioni che ho provato quando l’uomo è andato sulla luna per la prima volta. Cioè, l’emozione di non essere ancora nato! Ovviamente siamo ancora in contatto con lui, e diciamo che stiamo lavorando a qualcosa insieme ma non ti posso aggiungere nulla. Per quanto riguarda l’esibizione a Lucca, è stato difficile, perché avendo posizionato la canzone a fine live, sapevamo già che tutto quello che avremmo fatto prima di quel momento storico sarebbe stato surclassato e dimenticato, e quindi non ci siamo goduti il concerto! Poi, quando è salito lui, oggettivamente, lì sono diventato spettatore di me stesso, nel senso che non pensavo di emozionarmi così tanto, e invece, ho iniziato a saltare sul posto e avevo la faccia dilatata, con un grande sorrisone come quando ti mettono le mollette sulle guance, mi stava per venire uno stiramento al collo! E ’stata un’emozione gigante, un momento di vero metallo distillato inox. Come si dice in un proverbio molto famoso, “Suoni con Giorgio Mastrota e poi muori”.

Chi vi piacerebbe ospitare nei prossimi album?
MOHAMEDSi! Noi vorremmo sicuramente fare qualcosa con Caparezza, e questa è la risposta seria. E per la risposta non seria, aspetta come si chiama quel chitarrista di Trani? Ah si, Domenico Bini! Vogliamo un suo assolo sul nostro disco! Gli lanceremo contro uno stormo di Barbagianni per stanarlo.

Ho visto il messaggio a reti unificate di Gatto Panceri 666 in dieci lingue. A parte il suo barbone sexy, ci dici che cacchio ha detto? Ci siamo un po’ persi dopo il portoghese…
MOHAMEDEd io che ne so, lui ha avuto l’idea, ha fatto tutto in autonomia, neanche volevo che parlasse in dieci lingue, gli ho detto “Vatti a Nascondere!”, ma non mi ha ascoltato.

Mentre, a livello musicale, passato il tempo delle cover, ora vi divertite a costruire canzoni singole che sono ispirate ciascuna ad un particolare gruppo o genere, risultando sempre impeccabili e infarcendole di mille citazioni musicali anche non strettamente metal. La domanda è: come le scegliete? E nel futuro, come evolverà la vostra musica?
MOHAMEDLa risposta è non ne ho idea, a tutte e due le domande! Ci vengono in mente delle cazzate e le facciamo, non c’è una pianificazione. È difficile avere un processo di genesi delle idee che sia sensato, quando l’obiettivo è fare cose che non hanno senso. Una cosa che fa ridere deve essere spontanea e coinvolgere il pubblico, questa è la cosa più importante.

Parlando dei testi, da cosa prendete spunto per le vostre strane storie? Mi soffermo soprattutto su “Heavy Metal Kibbles” e “Ironmonger”, vuoi raccontarci in breve di cosa parlano?
MOHAMED I testi sono tratti da storie di vita vera, però di diverse reincarnazioni. Io per esempio sono stato un gatto, che in una vita precedente e parallela, suonava nei Judas Priest, proprio come un gatto. Ogni volta che andavo in tour mi riempivano di questi croccantini per doparmi, e facevano male, infatti sono subito morto. Sette volte, perché come saprai, uccidere un gatto è pure difficile. Quindi la mia vita precedente è stata una reincarnazione continua in veste di gatto chitarrista, ed ora ho deciso di condensare questa storia in una canzone, adesso che da gatto mi sono reincarnato in una testa di cazzo. Ironmonger invece parla della vita di uno di noi, non ti dico chi è perché sta sotto anonimato. Questo tizio faceva il ferramenta, e vendeva gruppi metal, per esempio “dammi 2 kg di Iron Savior” e così via. Perché, ovviamente, solo il ferramenta può distribuire metal. Quindi confermo, sono tutti testi autobiografici.

Parlando delle vostre interviste, ne ho lette diverse, e non ne ho trovata una che fosse seria e avesse un senso compiuto, almeno in apparenza. Dissacrare è uno sport che vi piace praticare e si sente. Quali sono i limiti che vi ponete? E soprattutto, lo fate anche per evidenziare la banalità delle domande che spesso vi vengono rivolte?
MOHAMEDDissacrare mi sembra un termine generoso, dire cazzate a caso mi sembra più realistico. Riguardo ai limiti, quando vediamo che, durante le interviste, le persone di fronte a noi iniziano a sfilare dalle loro tasche oggetti contundenti o che siano potenzialmente lesivi del nostro stato psico fisico, teniamo ad evitare di andare avanti nell’effettuazione delle nostre interviste cazzone. Poi, noi non crediamo di aver mai ricevuto domande banali; tipo “quando vi siete formati”, penso sia importante rispondere perché viviamo in un mondo difficile dove è molto complicato trovare le info su Wikipedia. Scrivere e premere il bottone di una tastiera sta diventando sempre più duro. Quindi noi siamo contenti di ricevere domande così, perché ci fanno sentire vivi. Questa è l’emozione che sentiamo. Se invece mi chiedi, come oggi, “perché vi siete formati” c’è il gusto di inventarsi ogni volta una cazzata diversa; è quasi triste perché è una domanda sensata. Invece, nel momento in cui ti chiedono “quando vi siete formati”, ti dici “che bello che me l’hanno chiesto!”.

Spesso il metal è un genere serioso con fans ugualmente molto “presi” dalla loro passione. Cosa volete dire a chi si prende troppo sul serio?
MOHAMEDVoglio rispondere accoratamente a tutte le persone che scrivono a riguardo delle nostre canzoni “Ragazzi, se vuoi aveste fatto musica seria, sareste una band da paura”. Allora, mediamente l’ascoltatore, a meno che non abbia il libretto dei testi davanti, non capisce un cazzo di quello che sta ascoltando, quindi se tu pensi che siamo una band di valore a prescindere dal testo, fai finta che sia un testo normale. Quindi, a chi non gli piace di ridere, non lo faccia e ascolti solo la musica! Fai magari finta che sia un testo in cinese stretto, che ha grandi assonanze con l’italiano, o con l’inglese.

Il tour continua dopo alcune date a fine 2018, con nuovi concerti in questi giorni. Mi dici cosa vi aspetta il 2019 e cosa dobbiamo aspettarci noi da voi?
MOHAMED Per quest’anno abbiamo il tour di lancio del disco, che ricordo si chiama “Stairway To Valhalla” e infatti la tournée si chiama “Vahltour”. A breve annunceremo anche dei concerti estivi e stiamo cercando di avere anche date internazionali per il prossimo anno, visto che abbiamo avuto buoni riscontri anche all’estero. Poi ci sono una serie di cose che col cazzo che ti dico! Stiamo lavorando già a nuovo materiale ed a qualche collaborazione, molte cose forti ma preferisco non dire nulla per ora, così lasciamo viva l’attesa e l’effetto del disco appena uscito.

Vuoi concludere la nostra chiacchierata con un messaggio ai nostri lettori, serio e responsabile?
MOHAMEDOk, ecco un messaggio serio e responsabile. Ragazzi, comprate tante buste di plastica per metterci dentro tutti gli oggetti che volete. Acquistate tante buste per ottenere tanti oggetti e poterli portare sempre con voi! Questo è il mio messaggio serio, e aggiungo, se non verrete a vedere i nostri concerti, bruceremo le vostre case, partendo da Barletta fino al nord.

ringraziamo Arianna Govoni per la gentile collaborazione.