MORTADO – Continua la sfida contro tutti di “Rupert The King “

 

MORTADO: INTERVISTA ESCLUSIVA A GL PEROTTI •

Alle soglie del fine lock down, GL Perotti dei Mortado si intrattiene con Metalforce in una lunga intervista esclusiva. Con l’entrata in line up di Luca Ballabio alla chitarra e la recente uscita del lyric video di “In The Middle Of The Night”, ci svela non solo i nuovi progetti musicali, ma spiega anche le tematiche delle liriche, affrontate lungo le dirette facebook che l’artista ha tenuto sul proprio profilo. Dopo l’uscita di “Rupert The King” il 26 aprile 2019 in seno alla Blasphemous Records e i live che si sono tenuti in molti club nostrani,  la band, composta da GL Perotti alla voce, Luca Ballabio alla chitarra, Simone Franzè al basso e Manuel Togni alla batteria,  sta lavorando e progettando un secondo lavoro in studio. GL con la grinta di sempre sta coraggiosamente portando avanti la ciurma verso interessanti orizzonti: lo scoprirete direttamente dalle sue parole.

I Mortado hanno effettuato vari concerti dopo l’uscita di Rupert The King.  Ci puoi fare un breve bilancio?
GL –
Dopo la pubblicazione dell’album, siamo stati in giro per concerti in molte città. Sono orgoglioso perché abbiamo fatto tutto da soli, senza l’aiuto di nessuna agenzia o promozione particolare, a parte quella di Simone Gagliardi di Blasphemous Records che colgo l’occasione per ringraziare. Ha stampato il disco investendo personalmente in questo progetto.  Abbiamo suonato nei club d’Italia, di cui alcuni anche molto piccoli, quasi “garage”, sfruttando queste uscite per creare amalgama tra noi, variare spesso scaletta e ottenere un ottimo affiatamento sul palco. In definitiva, si è trattato di un buon bilancio: oltre trenta date andando in giro con il minimo indispensabile e le vetture private, perché non avevamo i mezzi necessari per comprare un transit. Siamo andati avanti con le nostre sole forze. E’ stata una sfida, ma il pubblico era entusiasta, tanto che la prima stampa dell’album è andata a ruba e anche il merchandising ha avuto molto riscontro.

“Rupert The King” arriva dopo un cammino lunghissimo e poliedrico, in cui, andando a ritroso, ci sono stati sodalizi artistici che hanno viaggiato parallelamente…
GL –
Esatto, ho intrapreso anche altri progetti più o meno significativi, come quello dei Rebel Devil con il chitarrista Dario Cappanera (Strana Officina), Alessandro Paolucci (ex Raw Power) e Ale Lera (ex Exilia). Siamo entrati nell’era Mortado. Per quanto riguarda la band, il chitarrista Stefano Franzè ha deciso per motivi personali di lasciarci. Lo ringraziamo per l’egregio e impeccabile lavoro svolto, apprezzato in pieno da tutti. E’ un autodidatta dal “tocco magico” e per questo molto istintivo nell’approccio con la chitarra, cosa che ha arricchito le performance live. Pertanto, diamo il benvenuto al nuovo membro, Luca Ballabio (Atomic Pranks) e insegnante di chitarra al CPM di Milano.  Già a inizio 2020 avevamo rallentato proprio perché abbiamo impiegato tempo per trovare un altro chitarrista. Appena ha ascoltato i nostri brani ha immediatamente accettato. Non volevamo fermarci con le date, per cui, se il COVID-19 non avesse bloccato l’intera nazione, avremmo proseguito insieme a Luca, con le date già fissate.

Con il lock down, un musicista non può esibirsi su un palco davanti ai propri fan, non può esprimere la propria arte e non può fare le prove con la band. Come hai vissuto questa esperienza?
GL –
Non è dato sapere quando saliremo nuovamente su un palco a suonare. Sembra quasi che il COVID -19 sia uno spartiacque, un reset.  E’ noto ormai a tutti che le mie filosofie “complottiste”, come affermo da anni, sono state volutamente inserite nelle liriche di “Rupert The King”. Esse puntano i riflettori su vari interrogativi e lacune lasciati dalla società odierna, la quale cerca di renderci sempre più simili a degli autentici automi privi di pensiero, anima e sentimenti. Non dobbiamo comportarci come delle “scimmie parlanti spaziali” senza cervello.  Insieme coesi siamo una forza incontenibile, altrimenti, verremo inglobati da un sistema corrotto. Un “complottista” è colui che fomenta e innalza, scuote e stravolge le menti. La musica e la scrittura sono importanti veicoli d’informazione, che ho usato per lanciare messaggi agli ascoltatori. E’ come se fossimo parte di un infinito “Truman Show” fatto di finti scienziati, pseudo illuminati e politicanti manovrati da un’entità invisibile. In questo ingranaggio malsano hanno assorbito anche le etichette e le agenzie musicali. Il concetto è espresso in “No Escape”, che racconta dell’impossibilità sia di scappare da questo meccanismo sociale corrotto che dall’intero sistema planetario.
Ho cercato di alzare il mio livello intellettuale con la ricerca costante d’informazioni, andando oltre le apparenze e quello che comunemente ci propinano i mass media. Sembra quasi che non vogliano farci stare assieme. In questo frangente e scoraggiato già in precedenza da ciò che rimane della scena metal italiana, non saprei dirti con certezza se avrei continuato o meno, fossi stato da solo, ma ho coraggio grazie al prezioso aiuto degli altri componenti. Suono per passione e continuerò a farlo, in quanto sono un cantante e la musica è indiscutibilmente parte integrante della mia vita. Comunque, credo che tutti in questo momento particolare stiano prendendo coscienza, guardando l’evolversi dell’esistenza con occhi diversi. Io sono ribelle da quando sono nato. Rimango con questo interrogativo: i locali medio piccoli riapriranno?

I testi dell’album sono stati spesso oggetto di numerose e lunghe dirette facebook.
GL –
Ho fatto delle dirette lunghissime, nelle quali ho spiegato in dettaglio ciò che i Mortado rappresentano. Tutto è musica. Ogni cosa che ci circonda è in sintonia con il campo magnetico terrestre e ha una frequenza. Mi sono preso la libertà artistica di traslare questi concetti attraverso le sette note dello spartito, che avevo in parte sviluppato già in passato con gli Extrema e i Rebel Devil.  Le parole devono arrivare al cuore.
Militiamo in un contesto in cui anche i grandi giornalisti certe volte hanno il “bavaglio”, in quanto non esiste la libertà di parola completa e tanti costruiscono il proprio canale su youtube. Soltanto poco fa stavo guardando un’intervista  a Manlio Dinucci su ByoBlu di Claudio Messora, inoltre seguo anche Pandora Tv e il canale  di Massimo Mazzucco ai quali do tutto il mio supporto e la mia stima. Non credo più nell’evoluzionismo e nel darwinismo. Il sistema ci vuole imporre uno standard fatto di fake news illusorie e menzogne. Ci stanno manipolando da sempre, come avviene nel progetto della CIA, l’MK ULTRA degli anni ’50, o molto più recentemente con la misteriosa sparizione di migliaia di bambini in tutti i continenti. La TV è soltanto un’inutile scatola. Tutto questo costituisce il nostro veleno, quello espresso in “Venom”. Al contrario, la vera vita è un lungo percorso, nel quale dovremmo vedere le cose in “un’altra ottica” e smettere di ignorare.  Nel video di Rupert The King con Farina abbiamo tratto ispirazione dal film del 1988 di John Carpenter “Essi vivono”, in cui il protagonista, un giocatore di wrestling, indossa un paio di occhiali più potenti, che mostrano la realtà nascosta. Certo, in questi anni non è stato facile essere ascoltato. Tuttavia, nel mio lunghissimo cammino con gli Extrema ho incontrato molte persone, di cui alcune sono rimaste indietro e altre no. Adesso, con i Mortado, ne ho conosciute altre nuove. E’ un’evoluzione continua la vita. Con la consapevolezza acquisita oggi, avrei cambiato la direzione del testo di  “The Distance”  contenuto in  “The Seed Of Foolishness”. E’ necessario investire nella verità e in tanti mi stanno ringraziando, tra cui anche noti giornalisti dell’ambiente metal italiano.

Grazie alle dirette, nel frattempo sono iniziate a fiorire nuove collaborazioni. Ce ne vuoi parlare?
GL –
Esatto, sono servite anche a questo scopo. Tramite gli incontri ho iniziato la collaborazione con Riccardo “Reeko” Nasca, che adesso è diventato il nostro agente e ci dà un mano nell’organizzazione delle date. Quindi, devo dire che si sono rivelate utili, perché vi hanno partecipato anche persone della vecchia guardia metal che mi hanno aiutato.

Dopo aver girato il video di Rupert The King, avete sviluppato l’idea lampo di pubblicare il lyric video di “In The Middle Of The Night”. Da dov’è nata?
GL – Esatto, in questi giorni, grazie a un’idea di Manuel che mi voleva fare una sorpresa, abbiamo realizzato il lyric video . Priscilla, la nostra segretaria tuttofare, ha scelto “In The Middle of the Night” perché è la sua canzone preferita. Ritengo che il brano sia stato precursore di ciò che in realtà sta avvenendo davvero. E’ stata un’ottima ed efficace idea, in quanto su youtube ha ottenuto già numerose visualizzazioni. Parlo di droni pilotati da esseri umani e robotica moderna ormai fin troppo sdoganata a livello televisivo, anche negli Stati Uniti. E’ semplice ma efficace: è un messaggio di verità e giustizia.

Visto che il cammino dei Mortado proseguirà non appena possibile, e anche se adesso è prematuro parlarne, come vi riorganizzerete per riprendere le attività live?
GL – Quando abbiamo appreso la notizia del blocco totale, ci siamo lasciati con una videochiamata. I miei cercavano di sdrammatizzare, prendendo questo avvenimento in maniera più positiva possibile, ma  io, come sai, sono un “complottista”  perché avevo già preventivato che le date sarebbero riprese non prima di ottobre. Inoltre, stiamo lavorando su nuovo materiale, quindi, appena riprenderemo, contatteremo anche club all’estero, soprattutto in Germania,  visto che in quella nazione il panorama metal è molto radicato.

Oggi, sempre più spesso, nell’underground vediamo che la gente abbandona il locale  appena i propri amici finiscono di suonare, anche se il concerto è ancora in corso e si devono esibire altre band.  Che cosa manca alla scena per essere più compatta?
GL – Quella vera per me in Italia c’è stata dal ’93 al ’98. In altri paesi d’Europa, come Svezia e Norvegia, dove non c’era, si è consolidato un panorama musicale potente grazie a una  stretta collaborazione tra band e addetti ai lavori.
Per sei anni buoni, i locali erano stracolmi di giovani che volevano divertirsi in nome del metal, addirittura c’era chi, in preda all’euforia da stage diving, finiva sugli amplificatori. Suonavo ancora con gli Extrema e mi ricordo che eravamo a Genova al Crazy Bull in occasione dell’ultimo giro di concerti, quando avvenne un fatto piuttosto pesante. Prima di noi, erano previste altre due band spalla, di cui una composta da dei ragazzini che si atteggiavano a “membri dei Pantera”, fumando infiniti joint con aria strafottente. Non si erano portati dietro niente per suonare. Frullo, sempre corretto e generoso, ha prestato l’intera la batteria, piatti compresi.
C’era tutto il loro seguito con annesso il classico entourage di amici. Dopo aver seguito la loro performance, tutta la ghenga se n’è andata, lasciando il locale senza nemmeno salutare e dirci “grazie”. Ero profondamente deluso dall’accaduto.
Al Crazy Bull, ci sono poi tornato con i Mortado per il “No Escape Tour “del 2019 e ringrazio tutto lo staff per la gentilezza e la professionalità.

Avevi mai pensato a scrivere una biografia?
GL – Avevo già iniziato anche anni fa, per il ventennale degli Extrema, ma poi non ne ho fatto più niente. Me l’hanno proposta in molti e sarebbe interessante inserirci aneddoti anche divertenti, in quanto ne ho molti da raccontare. Se volessi iniziare a scriverla, prenderei un foglio e una penna, narrando le avventure di un adolescente praticante di arti marziali che insegue un sogno: diventare un cantante metal.  Ci sono riuscito.

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Guarda a questo link il nuovo lyric video: