MILADY METAL FEST 2019 – come nasce un festival

MILADY METAL FESTIVAL 2019 – intervista esclusiva a Christian Grasso •

Si sa, il lavoro di promoter ed organizzatore di eventi spesso non è mai facile, soprattutto se si pensa all’organizzazione di un festival che, da tempo, sta prendendo sempre più piede e crescendo esponenzialmente anno dopo anno. E’ questo il caso del Milady Metal Festival (qui il nostro dettagliato report), conclusosi da pochissimi giorni. Giunta alla sua terza edizione, questa manifestazione dedicata completamente alle voci femminili ha visto, come da tradizione, un buon numero di presenti accorso da ogni parte d’Europa per prendere parte ad un evento che, come detto poc’anzi, aumenta la propria notorietà di anno in anno arrivando persino a farsi una nomea al di fuori dello stivale… In occasione dell’edizione appena conclusasi, abbiamo voluto parlare dello sviluppo di questo festival made in Italy proprio con uno dei suoi organizzatori, Christian Grasso, mente che si cela dietro a Crown Metal, che così si è raccontato ai microfoni di Metalforce.

Ciao Christian e bentornato sulle pagine di Metalforce. È sempre un piacere scambiare due chiacchiere con te. Come stai?
CHRISTIAN – Ciao Arianna! Alla grande è un grandissimo piacere scambiare due chiacchiere con te.

Il Milady Metal Festival si è concluso da pochissimi giorni e ancora fa molto parlare di sé. A distanza di così poco tempo, che tipo di bilancio si può fare di quest’ultima edizione?
CHRISTIAN –  Personalmente posso dire che ancora devo recuperare la mia condizione psico-fisica, è stata veramente dura quest’anno, se devo fare un bilancio, onestamente mi aspettavo più affluenza, ma purtroppo non è stato così visto il bill proposto.

Rispetto alle edizioni scorse, abbiamo visto nel bill ben quattro band internazionali: Null Positiv, Project Renegade (vincitori del contest indetto dall’organizzazione), Ankor e Mayan. Come mai la scelta di puntare così tanto anche sui gruppi stranieri?
CHRISTIAN – Perché volevamo fare un qualcosa di diverso, ma sicuramente nelle prossime edizioni daremo più spazio alle band nostrane.

Come è stata scelta la lineup di quest’ultima edizione? Quali sono stati i criteri che tu e Massimo (Mazzola, direttore artistico di Arci Tom) avete adottato per avere un bill eterogeneo?
CHRISTIAN – Ogni band è stata scelta insieme, tranne i Project Renegade che hanno vinto il contest.

Rispetto alle ultime edizioni, quest’ultima ha vantato appunto un contest indetto dall’organizzazione per permettere alle band di sottoporre la propria candidatura musicale alla direzione artistica. So che hanno partecipato tantissimi gruppi, sia italiani che esteri. Vi aspettavate così tanto entusiasmo?
CHRISTIAN – È stata una sorpresa per me personalmente, vedere tutte queste band entusiaste, il Milady Metal Fest sta diventando una vetrina importante e negli anni a venire lo sarà ancor di più.

Sino all’ultimo i Project Renegade, band vincitrice del contest, se la sono giocata bene con i bolognesi Revenience e con i pugliesi Asphodelia, band entrambe molto amate dalle rispettive fanbase. Vi aspettavate di vedere un testa a testa così intenso e giocato davvero fino all’ultimo voto?
CHRISTIAN – Assolutamente si, tutte e tre le band le considero di talento, perciò ha scaturito un bel testa a testa!

Proprio questa edizione, rispetto alle altre, ha visto all’ultimo minuto un cambio nel proprio running order: infatti, i Mayan, designati ad essere gli headliner di quest’edizione, si sono esibiti come penultima band del bill, anticipando così di un’ora l’esibizione degli spagnoli Ankor. A che cosa è dovuto un cambio così senza alcun preavviso? Quali sono state le dinamiche che hanno spinto Mark Jansen e soci a chiedere un anticipo rispetto alla tabella di marcia già prestabilita?
CHRISTIAN – Semplice, un membro della band diceva di essere stanco e han deciso di anticipare l’esibizione, chiedendo agli Ankor di fare cambio, e i ragazzi han accettato, sono stati fortunati, un’altra band avrebbe detto di no, sarei curioso di vedere il caro Ozzy a 70 anni suonati quanto è stanco nel backstage.

Da alcune voci presenti in sala, era saltata fuori che gli Ankor avessero preteso di ripetere il soundcheck o perlomeno hanno protratto il tempo messo a loro disposizione per avere una line check più dettagliata. Sono solo voci di corridoio o effettivamente gli spagnoli hanno riscontrato problemi che, purtroppo, hanno successivamente scatenato una reazione a catena?
CHRISTIAN – Nessun problema, sono voci false! Gli Ankor sono stati fin troppi disponibili. Qualcun altro ha preteso 3 ore di soundcheck costringendo un fonico presente alla venue a dirgli con fermezza che dovevano scendere dal palco.

Purtroppo, gli Ankor sono effettivamente stati quelli più penalizzati in questa situazione, poiché inizialmente, una volta terminata l’esibizione dei Mayan, la sala si è praticamente svuotata e pochissimi sono stati gli astanti che sono rimasti a dare il proprio supporto agli spagnoli. Come ha vissuto la band questo concatenarsi di eventi? Immagino non sia stato propriamente piacevole esser stati messi per ultimi e trovarsi ad offrire una performance di fronte a così poco pubblico!
CHRISTIAN – No, non è stato piacevole, ma questi ragazzi sono dei professionisti e han voglia di far vedere quanto valgono sul palco, erano un po’ timorosi perché avevano paura di suonare davanti ad una sala vuota, e purtroppo è accaduto.

In questi casi tu, in veste di promoter, quali soluzione adotti per riuscire a tenere tutto sotto controllo? Spesso è difficile riuscire a venire incontro alle esigenze di così tante band che compongono un bill!?
CHRISTIAN – È molto arduo il compito, ma alla fine della corsa riusciamo ad accontentare tutti. La soluzione è semplice, pazienza, comprensione e nervi saldi. In un altra vita sarà stato uno psicologo ahah. 

Viste le vicende che, purtroppo, hanno colpito sia gli Ankor che gli stessi Mayan, pensi che ci sarà modo di rivedere entrambe le band in Italia per dei nuovi appuntamenti dal vivo?
CHRISTIAN – Ankor sicuramente!

Come dicevo ad inizio della nostra chiacchierata, il Milady Metal Festival si è concluso davvero da pochissimi giorni. Attualmente, state già valutando le prossime opzioni per la nuova edizione? Hai già in mente qualcosa di esclusivo o sarà tutto da vedere nei prossimi mesi?
CHRISTIAN – Sarà tutto da vedere, il progetto Crown Metal è quasi giunto al termine, mi prenderò tutta l’estate per pianificare il mio nuovo percorso, continuando a lavorare con Ankor, Wicked Asylum e altre band, sarà un qualcosa di nuovo e diverso. In 3 anni ho imparato molto, commettendo errori e questo mi ha permesso di crescere, e di essere in grado di creare un progetto ambizioso.

Adotterete anche metodi diversi per entrare in contatto con le band o punterete maggiormente a quelle realtà musicali (undeground e non) che, secondo la tua visione, meriterebbero molta più attenzione da parte sia delle testate specializzate (webzine e fotografi), che dagli stessi fan che, motivati appunto da un bill dedicato alle voci femminili, non esitano un secondo ad acquistare il biglietto?
CHRISTIAN – È tutto da vedere, ma sicuramente questa edizione ci ha indicato in quale direzione andare per il futuro.

Tra le tante band che popolano il panorama metal, ce ne è qualcuna (o anche più di una) che ti piacerebbe vedere sul palco di Arci Tom? Se sì, perché?
CHRISTIAN – Kobra And The Lotus, abbiamo fatto un mini tour di 3 date nel novembre 2017 tra Svizzera e Italia, un’altro nel giugno 2018 di 7 date tra Spagna, Francia e Svizzera, e due date da co/headliner ad ottobre dello stesso anno con le Butcher Babies in Francia e Italia. Con loro siamo diventati una famiglia e con Kobra Paige oltre ad essere una bravissima cantante, e ci si lavora veramente bene, e anche un’amica, quando gli ho comunicato che il progetto Crown Metal è giunto al termine, si è dispiaciuta molto scrivendomi delle bellissime parole, beh cara Arianna io da queste persone devo ripartire.

In attesa, allora, di vedere che cosa offrirete nella prossima edizione, ti auguro tutto il meglio e, come sempre, la parola spetta al nostro intervistato! Grazie mille Christian!
CHRISTIAN – Grazie Arianna, Grazie a Metalforce, Grazie a tutti per il supporto! Non vi elenco tutti i nomi delle persone che devo ringraziare perché non basterebbe una giornata. Ci vediamo presto.