MICK BOX – il sogno continua

 

URIAH HEEP: INTERVISTA ESCLUSIVA A MICK BOX •

 

E’ sempre un onore e un piacere poter parlare con un musicista che ha fatto la storia del rock, si possono scoprire simpatici aneddoti e le mille sfaccettature di una vita passata al servizio della musica. Gli amici di MetalMaximumRadio, in questa occasione, hanno intervistato Mick Box, fondatore e chitarrista storico degli Uriah Heep. Ecco cosa ha detto ai microfoni di DJ Mike. (il podcast dell’intervista a questo link)

Ciao amici! Siamo on air con Mick Box degli Uriah Heep! Ciao Mick!
MICK – Ciao! Come stai?

È una grande giornata e stiamo molto bene qui a MetalMaximumRadio.Com!
MICK – Meraviglioso!

Ho ascoltato questo nuovo fantastico album, “Living The Dream”, un album magico. Prima domanda: ci piacerebbe sapere sul sogno che hai vissuto tu, dagli anni ’70 e ’80 e in tutti questi anni di carriera musicale!
MICK – Ho vissuto il sogno dal 1970 al 2018, perché la musica è da sempre la mia passione, e farlo per tutta la mia carriera (parliamo di quasi 50 anni!) è una sensazione fantastica. Ecco perché abbiamo chiamato l’album “Living The Dream”! Ed è grazie ai fan in tutto il mondo che possiamo vivere il sogno.

Grande! Penso che così tanti anni nell’ambiente musicale ti hanno davvero fatto apprezzare quest’ambiente rock e metal.
MICK – Sì, molto!

Per quanto riguarda la copertina di quest’album, si vede la band su una strada con una grande luna davanti a voi. Che cosa rappresenta per voi questa copertina?
MICK – Sì, ci siamo noi che guardiamo la luna e percorriamo una via verso l’infinito, ed è una riflessione sul vivere il sogno. È il nostro modo di esprimere questo concetto attraverso l’artwork.

Bene! E per quanto riguarda il messaggio che volete dare ai vostri ascoltatori e fan con questo nuovo album?
MICK – Innanzitutto siamo molto orgogliosi delle reazioni che sta suscitando l’album, sono positive in tutto il mondo e ne siamo felici. Penso che sia un tipico album degli Uriah Heep, con il coinvolgimento del nostro produttore Jay Ruston, che ha portato un sound più fresco, ed è fantastico perché è proprio quello che volevamo. Volevamo mantenere le origini della band, ma con un sound fresco e potente, e riflettere il suono che abbiamo sul palco nell’album.

Mi piacerebbe sapere quali sono state le decisioni che ti hanno portato a vivere il sogno.
MICK – Oh, è molto semplice! Ho iniziato a suonare la chitarra e ho sentito che avevo un impulso naturale per la chitarra, ed è stato questo a farmi pensare che avrei potuto farne una carriera. L’ho pensato da sempre, dalla prima volta che ho preso in mano una chitarra, e alla fine ho deciso di vivere questo sogno.

Perciò tutto inizia con una chitarra!
MICK – Sì, sempre con una chitarra!

Ho una domanda dalla chat. Gianluca Merlin chiede: se c’è, qual è il segreto della vostra longevità?
MICK – È la passione che ancora abbiamo per la nostra musica. Ma il vero segreto è che abbiamo molte buone canzoni che hanno superato il test del tempo con gli anni. Questo ci dà la base per scrivere nuove canzoni e di affiancarle a quelle vecchie. Sono questi due elementi: la passione e buone canzoni.

Cosa dici riguardo la nuova energia all’interno della band? Ho ascoltato il vostro nuovo album “Living The Dream”, e ci ho sentito dentro qualcosa di potente, forse anche più potente degli album precedenti.
MICK – Penso che sia dovuto al fatto che abbiamo un’ottima sezione ritmica, Davey Rimmer al basso e Russell Gilbrook alla batteria. Ci danno una solida base per il resto degli strumenti, oltre a dare molta energia, freschezza e potenza. Penso che venga da lì.

Sono d’accordo! Ho una traccia preferita, che è uno dei vostri singoli, “Take Away My Soul”. In questa traccia sento molte emozioni diverse, e anche nell’intero album. Giusto?
MICK – Sì, ci sono molti sentimenti diversi. La cosa più importante è che i pezzi sono buoni e ben scritti e alle persone piacciono. Penso che questo album racchiuda in sé tutto ciò che gli Uriah Heep sono stati in tutti questi anni di carriera. È bello perché abbiamo lasciato ampio respiro ad alcune canzoni, che sono risultate in pezzi di 8 minuti. “Rocks In The Road” è una di queste, ed è un pezzo progressive rock, cosa che facevamo durante i primi tempi. Poi abbiamo pezzi più schiettamente rock, e poi abbiamo una ballad, “Waters Flowin’”… c’è un po’ di tutto quello che gli Heep sono stati durante gli anni. 

Ho un’altra domanda dalla chat, Gianluca chiede: qual è il messaggio che puoi dare alle band rock e metal attuali che vogliono portare avanti i propri sogni musicali?
MICK – Molto semplicemente, tentare di trovare una propria individualità. Penso che al giorno d’oggi ci siano molto sempre le stesse cose, e non c’è l’individualità che c’era negli anni ’70. Questo è il mio consiglio principale. Poi bisogna credere in quello che si fa, se credi davvero in quello che fai e ci metti passione, alla fine ce la farai.

Perciò mantenere il sogno vivo ed andare avanti, così si raggiunge la meta. Giusto?
MICK – Oh sì!

Marta dalla chat dice: non ho domande per te Mick, ma voglio dire che è un onore per me ascoltare quest’intervista. Non riesco a credere che sto davvero ascoltando Mick Box!
MICK – Fantastico! (ride, n.d.r.)

Gianluca dice: Phil (Lanzon, tastierista n.d.r.) all’organo hammond spacca!
MICK – Sì, è un grande musicista, e suona degli assoli fantastici nel nuovo album, e anche questo elemento contribuisce a rendere “Living The Dream” un album classico degli Heep.

Ed i vostri assoli, il tuo e quello di Phil, alla fine di “Take Away My Soul” sono incredibili! Trasmettono moltissimo!
MICK – Grazie mille, quando li abbiamo fatti tutti erano d’accordo nel tenerli perché erano molto fighi, e poi li abbiamo registrati one-take, ed è stato molto divertente registrarli e sarà fantastico suonarli live.

Quest’album mi piace molto, forse non il mio preferito, ma sicuramente fra i migliori tre. Per quanto riguarda i testi, quali sono state le influenze principali per questo album?
MICK – Abbiamo trattato diversi argomenti, “Grazed By Heaven” parla di tensione sensuale, “Knocking At My Door” parla di paranoia, “Take Away My Soul” parla di una coppia che si innamora e filmano i loro rapporti sessuali, poi quando si lasciano l’uno chiede all’altra di portargli via l’anima, “Waters Flowin’” parla di un ragazzo che suona la chitarra sulla riva del fiume e la gente lo segue, “It’s All Been Said” parla dei giornali e di quello che c’è scritto dentro, “Dreams Of Yesteryear” è una canzone molto riflessiva sulle belle emozioni che hai avuto anni fa e che non ti lasciano, “Goodbye To Innocence” è una storia d’amore liceale, “Falling Under Your Spell” parla della situazione in cui sei in una stanza con molte persone, ma i tuoi occhi sono fissi su una donna, e sai che ci finirai a letto insieme (ride, n.d.r.).

Parlando di “Living The Dream”, com’è stato accolto dalla stampa e dai fan?
MICK – Finora meravigliosamente, molte reazioni positive in tutto il mondo! Ne siamo molto orgogliosi, abbiamo prodotto qualcosa che piace sia ai fan che ai media.

Ho sentito alcune recensioni, e penso che la stampa in tutto il mondo dice che quest’album è uno dei migliori del 2018.
MICK – Mi fa tantissimo piacere, forse abbiamo colto il momento giusto in cui le persone erano pronte per un album del genere, e questo è fantastico.

Un’altra domanda dalla radio, Christian Kolesar chiede: Mick, sapevi che Melissa Mills di Rolling Stone ha detto che non ce l’avreste fatta a ricavarvi un posto nella scena, e se fosse successo, lei si sarebbe suicidata?
MICK – Beh allora adesso è in paradiso… o all’inferno, uno dei due! (ride, n.d.r.) Dopo aver venduto 40 milioni di album e aver suonato in più di 61 paesi in tutto il mondo ed esser durati quasi 50 anni… c’è un detto in Inghilterra che dice “when something bites you back in the bottom” (letteralmente: quando qualcosa torna e ti morde le chiappe, n.d.r.), è quello che dev’esserle accaduto!

Una vecchia storia vero?
MICK – Eh già! Ma tutto quello che posso dire ora è che mi dispiace, ma ciao ciao!

Per quanto riguarda il tuo rapporto con i fan, cosa ne dici? Come va il tuo rapporto con loro?
MICK – Abbiamo un bel rapporto con i nostri fan! Noi facciamo musica, e questo è un modo di comunicare, ma un altro livello di comunicazione è parlarci, e penso che sia molto importante, perché capisci cosa provano e quello in cui credono. È un aspetto molto importante per noi, amiamo molto i nostri fan e li ringraziamo per il loro supporto, per permetterci di vivere il sogno. I fan sono veramente importanti, sono un’enorme parte di quel che facciamo.

Preferisci un rapporto faccia a faccia o tramite social?
MICK – Penso che entrambe abbiano i loro aspetti positivi, ma penso che un rapporto faccia a faccia sia migliore, puoi vedere la gente in volto, cosa che non puoi fare tramite uno schermo.

Gianluca in chat chiede: dopo la pubblicazione di quest’album, suonerete anche in Italia in futuro?
MICK – Verremo a suonare in Italia a gennaio! Dobbiamo suonarci per forza, dato che la Frontiers Records è italiana! (ride, n.d.r.) E non ne vediamo l’ora, perché i fan italiani sono veri fan del rock. Il tour europeo inizia il 23 ottobre a Budapest, poi andremo avanti fino a Natale, e dopo Natale iniziamo di nuovo a gennaio e saremo in Italia alla fine di gennaio o agli inizi di febbraio. Tutte le date sono sul nostro sito. Poi finiremo il tour europeo, poi andremo in Giappone, poi in Sud America, in America ed in Canada e parteciperemo a molti festival durante l’estate. È un periodo molto emozionante!

E qual è la vostra esperienza con la vostra attuale etichetta Frontiers Records? Siete soddisfatti della promozione dell’album? Penso che sia il posto giusto per voi, o sbaglio?
MICK – Sì, hanno un roster di rock bands, perciò è una buona casa per noi. Finora sono stati fantastici, ne siamo molto contenti. È un’etichetta rock, e non mi pare ce ne siano molte in giro, e hanno fatto un ottimo lavoro finora. Non possiamo lamentarci.

Penso che parteciperò ad uno dei vostri show in Italia. Cosa possiamo aspettarci da un live show degli Uriah Heep?
MICK – Un onesto e buon rock show! Suoneremo sempre i brani preferiti come “July Morning” o “Gypsy”, ma suoneremo anche tracce dal nostro ultimo album, e rivisiteremo anche alcune tracce più vecchie, perciò sarà un bel viaggio attraverso la nostra carriera, dall’album del 1970 “…Very ‘Eavy …Very ‘Umble” fino a “Living The Dream”. Sarà una figata!

Non vedo l’ora di vedervi dal vivo qui in Italia, credo proprio al Live Club di Trezzo sull’Adda!
MICK – Non vediamo l’ora!

Per me è ok così! Grazie per il tuo tempo!
MICK – Fantastico! Grazie a te, agli ascoltatori e ai fan! Spero che il nuovo album vi piaccia, e che sia l’album che cercavate. Non vediamo l’ora di venire a suonare da voi!

Marta in chat dice: sei veramente umile, Mick! Mi hai svoltato la giornata!
MICK – Grazie mille, grazie per il tuo supporto. 

Spero di vederti qui per una buona birra insieme!
MICK – Sarebbe fantastico!


 ringraziamo Ivan Spurio Venarucci per la cortese collaborazione

 potete ascoltare l’intervista completa a questo link