METAL CHURCH – Live for the moment

foto: Melissa Castro

 

METAL CHURCH: INTERVISTA ESCLUSIVA A MIKE HOWE • (english version below)

Incontrare Mike Howe, leggendario vocalist dei Metal Church, non può essere che un onore per ogni attempato metaller. Ecco per voi la nostra intervista col frontman americano, in occasione della loro presenza come headliner nella terza giornata della seconda edizione del Luppolo In Rock a Cremona (qui il report).

Ciao, Mike! Ben tornato su Metalforce!
MIKE – Ciao, ciao! È bello tornare in Italia! 

Il vostro ultimo disco “Damned If You Do” è fantastico! Sei contento della reazione del pubblico al nuovo materiale?
MIKE – Grazie mille! Sono molto felice e soddisfatto, la gente ha apprezzato tanto il nuovo disco, le persone che incontro mi fanno i complimenti. Per me e i ragazzi è un’esperienza molto importante. La continuazione del nostro lavoro e l’amore dei nostri fan nei vostri confronti è fondamentale per noi. Siamo molto fortunati di essere apprezzati dal nostro pubblico.

Avete intenzione di continuare il tour per questo album? Quali sono i vostri programmi?
MIKE – In questo momento stiamo facendo il tour Europeo, dopo torneremo a casa per fare una pausa e subito dopo ritorneremo per alcuni festival, come il Bloodstock. Dopo una seconda breve pausa a casa viaggeremo in Giappone e in Ottobre partecipiamo alla Megacruise. Questi sono i nostri piani per l’anno corrente.

Avete intenzione di scrivere nuovo materiale a breve?
MIKE – Penso di sì, forse l’anno prossimo. Ma in realtà non abbiamo dei programmi definitivi per il futuro, vogliamo vivere il momento. Questo abbiamo imparato andando avanti con l’età, bisogna godere l’attimo.

Come è stato per te tornare a cantare dal vivo dopo poco più di vent’anni? Quali sono state le tue sensazioni in quel momento?
MIKE – È stato più che incredibile, perché quando ti prendi una lunga pausa di una durata maggiore di 25 anni, diventi più maturo con l’età e pensi che tutto questo che avevi quando eri giovane è stato fantastico, ma tutto appartiene al passato e non lo avresti mai più fatto. Ma dopo tutto torna a far parte della tua vita e ti senti molto fortunato di viverlo di nuovo da un aspetto diverso, vista l’età. Sei più maturo, più tranquillo, quindi riesci a percepire il senso di tutto in un modo migliore rispetto ai tempi della gioventù. Ormai, riusciamo a vivere per il momento ed è molto piacevole. Siamo molto grati di questa cosa ed è molto importante per me e tutto il gruppo. Sono molto contento di avere questa seconda chance di farlo.

Quindi durante questo lungo periodo di assenza, hai fatto tutt’altro che il cantante!
MIKE – Sì, certo, ho avuto una vita normale, come tutti. Ho avuto una famiglia, ho visto crescere i miei due figli, sì!

Quali sono state le differenze che hai notato nell’industria musicale di adesso e di allora?
MIKE – La differenza principale è che ora siamo tutti padroni del nostro destino. Non abbiamo più un manager o una casa discografica che ci dice cosa fare, abbiamo delle persone che ci diano ascolto su quello che vogliamo fare e fanno quello che gli chiediamo. Abbiamo il completo controllo della creazione dei nostri album, le nostre canzoni rappresentano tutto quello che vogliamo essere. La parte più fondamentale in essere membro dei Metal Church in questo periodo è proprio questa: essere chi davvero vuoi e pubblicare un prodotto di cui sei davvero fiero. Questo è il nostro pensiero. Le vendite sono in diminuzione, visto che siamo nell’era della musica digitale, ma abbiamo il controllo anche si questo settore. La situazione è difficile in questo periodo, credo che l’industria musicale si trovi sempre a livelli alti ma in una maniera completamente diversa. Essere un artista e vivere da questo non è facile, sai? Sembra che tutto sia concentrato sul principio di web ed internet, cioè condividere tutto senza spendere niente. Le persone che si rendono conto che la sopravvivenza delle band dipende dalle vendite della loro musica sono numerosi a sufficienza, ma sarebbe molto più utile se molte più persone sarebbero dello stesso parere.

Potresti parlare con noi della prima volta che ti sei ritrovato a comporre musica con i Metal Church dopo tutto questo tempo?
MIKE – È come andare in bicicletta. Per fortuna, quando io e Kurt ci siamo parlati e abbiamo deciso di provare di nuovo, abbiamo fatto tutto a piccoli passi. La prima cosa da vedere era se possiamo ancora scrivere musica insieme e creare canzoni di una certa qualità. Kurt mi mandava i files, quindi la possibilità di scambio di files ci ha aiutato molto, visto che abitiamo a lunga distanza uno dall’altro. Quindi, lui mi mandava le strutture base delle canzoni con Dropbox ed io ho avuto la possibilità di ascoltarle a casa mia e scegliere quelle migliori. Quando abbiamo avuto una quantità di brani a sufficienza, abbiamo deciso di incontrarci e vedere cosa potevamo fare con essi. Io ho posizionato il mio microfono nel suo studio, lui si è messo dietro al monitor ed io cantavo, quindi abbiamo lavorato sulle canzoni, abbiamo avuto l’opportunità di modificare le melodie usando il computer, un elemento molto utile per noi. Abbiamo avuto la stessa chimica di sempre, siamo tornati indietro nel tempo e abbiamo visto che tutto era rimasto inalterato. Abbiamo pubblicato il nostro precedente album “XI” e abbiamo fatto il nostro tour. Infine, abbiamo deciso di usare la stessa ricetta e abbiamo avuto successo. Kurt è un fantastico compositore e comunque abbiamo cercato di non pensarci su più di tanto, ma abbiamo deciso di scrivere quello che viene direttamente dal nostro cuore.

Quali sono state le principali influenze sulla tua tecnica come cantante?
MIKE – Quando avevo 16 anni, ero in una cover band in Detroit, dove sono cresciuto. Noi stavamo suonando i pezzi dei Judas Priest, degli AC/DC ed altri. Quindi le mie influenze principali sono stati Rob Halford e Bon Scott, cioè la potenza e l’estensione vocale di Rob Halford in combinazione con l’attitudine di Bon Scott.

Come riesci a mantenere una tecnica di alto livello? Quale è il segreto della tua energia?
MIKE – Ho preso delle lezioni da un famoso istruttore di canto in Seattle, Washington, il quale mi ha insegnato di credere in tutte le cose delle quali ero già a conoscenza di me stesso, alcune tecniche del respiro e come usare il mio corpo come uno strumento. Direi che il supporto del respiro è importante, sarebbe come cantare all’opera, il canto classico. Non ci sono segreti, quando ero giovane ero iperattivo, adesso che sono più grande di età ho ancora la stessa energia di prima.

Il principio di spontaneità vale anche per la scrittura delle canzoni?
MIKE – Assolutamente, c’è molta spontaneità. Non ci piace fare programmi, non vediamo e non sentiamo nulla. Kurt mi manda i brani, li ascolto per un po’, dopo smetto e riprendo più tardi. Scegliamo le cose buone e dopo andiamo avanti. Teniamo le cose che ci piacciono, ma quelle che ci danno la sensazione di andare incontro al muro, le facciamo da parte.

Cosa potrebbe succedere se un giorno le band di metal classico si ritirano? I nuovi artisti sembrano avere molto talento, ma ancora non sono ancora in grado di avere una propria identità musicale. Esiste anche l’onda del metal moderno…
MIKE – Non ho la minima idea, non sono il capitano della nave, faccio solo parte di essa. Io sono contento dei fans che amano i Metal Church. Anche io faccio fatica a capire i nuovi sottogeneri del metal, so cercando di conoscere nuovi gruppi, mentre sono in tour.

Quali delle vostre canzoni preferisci suonare dal vivo?
MIKE – Mi piace il nuovo materiale. Non sono tornato nella band solo per suonare i nostri pezzi più classici, mi entusiasmano molto quelli nuovi e sono molto felice che siamo riusciti a creare musica della quale andiamo molto fieri. Mi piace suonare anche i vecchi brani, ma suonare i nuovi pezzi dal vivo per i fans è molto soddisfacente.

Come definiresti i Metal Church usando solo un aggettivo?
MIKE – Direi “Integrità”. In questo campo difficile, se non hai la tua integrità e se non sei fiero di quello che fai, allora non hai nulla. Siamo molto felici della musica che abbiamo fatto, delle nostre prestazioni dal vivo, dei nostri fans. Stiamo godendo le nostre canzoni con i fans come un’unica persona.

Grazie mille!
MIKE – Grazie a te!



(English version)

Hello, Mike! Welcome back to Metalforce!
MIKE – Hello again, it’s good to be back. 

Your latest album release “Damned If You Do” is so great! Are you satisfied with the reaction of the crowd at the new songs?
MIKE – Thank you, thank you! I couldn’t be happier, they are very perceptive to our album, the people I meet say they love it. It’s still an important experience for me and the guys. The continuation of our work and the love of our fans to us are very important. We feel very lucky to be appreciated by our people.

Are you still going to tour for the latest album? Which are your plans?
MIKE – We are doing a summer tour in Europe at the moment, then we are going back home, take a little break, then we will be back again in August for a couple of weeks for some festivals, like Bloodstock. After that we are going to return back home, rest a bit and then travel to Japan. In October we are going to do the Megacruise. These are our plans for this year so far.

Are you going to start writing new material really soon?
MIKE – Yes, probably next year. We don’t have definitive plans to do anything, we live the moment. That’s what we have learned by getting older: enjoy the moment.

How has it been for you to come after more than two decades, sing live? What were your feelings at that moment?
MIKE – It was more than incredible, because when you take a break for more than 25 years, you mature and get older and you think that this thing that you had in your life when you were young was a great thing but it belonged to my past and I would never do that again. But it comes back in your life and you are somehow lucky in doing it again, you have a new whole appreciation of that in your older age. You are older, you are more mature, you are calm, so you could understand better what it means than when you are in your twenties. I guess we can live for the moment right now, so it’s very rewarding. I guess I am grateful for something that is very important for me and the guys. I am grateful to having this second chance at it.

During this long break, you have been doing everything else than singing, right?
MIKE – I have lived an ordinary life like everyone, had a family, i have raised two boys, yes!

What kind of difference you see in music industry from the early days of the band to now?
MIKE – The main difference is that we are in full control of our destiny. We don’t have a manager or a record company that tells us what to do, we tell them what we want to do and they listen and they do what we ask them to. We have a complete creative control of our albums, our songs and what we want to present ourselves as. That’s the most rewarding part to be in Metal Church these days, being exactly who you wanna be and putting out a product that you are completely proud of. This is what we totally believe in. We are what we put out. The sales are down, since we live in the digital era of music, but in the same time we are in control of that also. It’s a difficult situation these days, I think the music business is still as far as it was before but in a complete different way. Being an artist is a difficult thing to be, make a living out of it you know? It all seems to be focused on web and internet, sharing everything without paying anything. The people who understand that a band has to be supported by purchasing their music are still enough to support us to keep going, but unfortunately it would be better if everybody would look for our music.

Could you describe the first time you went back to writing music with Metal Church after so long?
MIKE – It’s like riding a bicycle and go back doing it, fortunately for what me and Kurt are concerned, when we talked and decided to try this again, we decided to take small steps. The first goal was my return in the band and to see if we can write music together again. We wanted to see if we were still able to write quality music and we did that. Kurt was sending me the files, this is the positive thing about file sharing. We leave far from each other, so he would write basic structures of songs in the studio and he would send them to me over Dropbox, so I would listen to them at my house and be able to select the new songs. So when we had a good amount of songs, we decided to meet at his house and see what we can do with this songs. I would put a microphone in his studio and he would sit behind the monitor. I would sing, we would work at the songs, we would sculpt them, we could edit the songs on the computer, it was a great tool for us. Overall, the main thing is that we had the same chemistry, we were going back in time and we were excited to see we had the same chemistry of the eighties. So, we put out our previous album “XI”, we also toured for it. So we decided to use the same formula for the next time, see how it goes. We were lucky to see it went well again, Kurt is an amazing songwriter, we tried not to overthink about it. We wrote just straight from the heart.

Which was your major influence in your singing technique?
MIKE – When i was 16, i was in a cover band in Detroit where I grew up, we were doing all Judas Priest and AC/DC songs. I would name Rob Halford and Bon Scott as my basic influences in singing. The power and the range of Rob Halford mixed with the attitude of Bon Scott would be my basic influence.

What is the secret in keep on singing at high levels? What is the source of your energy?
MIKE – I took some lessons from a famous vocal teacher in Seattle, Washington, he taught me how to believe in the things i already knew about myself and some breathing techniques, how to use my body as an instrument. So, breathing support, it’s like an opera, singing classically. There is no secret, when I was young, I was hyperactive, now that I am older I just still have the same energy as before.

When you write music do you still live for the moment, do you stay spontaneous?
MIKE – Absolutely, we don’t make plans. We go in with blinders on. Kurt would send me the songs, then i keep on listening to them for a while, then I stop and then i listen to them again. We choose what sounds great, then we move on. Whatever sounds good to us, we keep it, when it feels like hitting on the wall we kind of just let it go.

What do you think will happen one day of the classic metal bands retire, it seems the younger artists have much talent, but still not their own music identity. There is the new wave of modern metal too.
MIKE – I have no idea, I am not driving the ship, I am a part of it, I am happy for the fans that love Metal Church. I honestly don’t understand the modern metal, i am trying to learn while I am on tour, getting to know new bands.

Which songs of Metal Church do you prefer playing live?
MIKE – I prefer the new stuff. I didn’t come back to the band just to play the old songs. The new songs excite me, I am happy we were able to create songs that we are proud of. I love playing old songs too, but playing the new ones for the fans is exciting.

How would you define Metal Church with an adjective?
MIKE – I would say “Integrity”. In this difficult business, if you don’t have your integrity and if you are not proud of what you do, then you don’t have anything. We are happy for the music that we make, for our performances and the reactions of the fans. We enjoy our songs together with our fans as one.

Thank you so much!
MIKE – Thank you too!