Mark Jansen (Epica): tra musica, scienza e religione

EPICA: INTERVISTA A MARK JANSEN •

In occasione del concerto dell’Alcatraz di Milano del 7 giugno 2017, dove gli Epica si sono esibiti assieme ai Rhapsody, abbiamo avuto il piacere di intervistare Mark Jansen leader, fondatore e uno dei principali compositori della musica degli Epica, ormai celebre symphonic metal band Olandese. Buona lettura!

Ciao Mark! Prima di tutto volevo chiederti cosa si prova a condividere il palco con un autentico orgoglio della musica metal italiana come i Rhapsody? Conosci e apprezzi la loro musica?
MARK – Sì, ero già un fan della loro musica ai tempi di “Symphony of Enchanted Lands”! (secondo album dei Rhapsody targato 1998 nda).

Tra l’altro stasera suoneranno quell’album per intero!
MARK – S’, sarà molto divertente! Per me sarà giusto tributo alla loro musica!

A proposito di orgoglio nazionale… c’è una band che ti fa sentire orgoglioso di essere olandese?
MARK – Ce ne sono molte di cui sono stato fan fin da quando ero ragazzino per esempio i Gorefest che sono un gruppo death metal. Oppure gli Ayreon……

Li adoro anch’io! So che Simone (Simons, cantante della band nda) ha collaborato con loro per l’ultimo album.
MARK – Già! E Arjen Lucassen (Polistrumentista e la mente del progetto Ayreon nda) è un mio amico, mi ha anche inviato l’album nuovo quando è uscito…

Io dovrei andare a vederli in Olanda a settembre!
MARK – Ti divertirai di certo!

So che dovrebbe uscire un EP con canzoni non incluse in “The Holographic principle”… è vero? E quando uscirà?
MARK – E’ vero anche se non sappiamo di preciso quando uscirà ma comunque entro l’anno. Nel passato avevamo un sacco di bonus tracks sparse in varie edizioni diverse ma stavolta abbiamo pensato che i pezzi fosse troppo buoni per essere relegati al ruolo di bonus tracks di un album che magari solo un pubblico molto selezionato avrebbe ascoltato. Quindi abbiamo pensato di tenere insieme i pezzi non utilizzati per il disco e farli uscire insieme come EP, in questo modo avranno il posto e lo spazio che meritano. Abbiamo avuto parecchie difficoltà a scegliere quali pezzi includere in “The Holographic principle”. Con questa soluzione credo che abbiamo reso giustizia alla bontà dei pezzi.

Pensi che questa cosa dell’EP possa essere un modo per diversificare il formato delle vostre uscite discografiche? Siete sempre stati una band molto costante con le release dei vostri dischi facendo uscire sempre un album ogni due anni. Fino ad ora la formula sembra essersi rivelata vincente, ma mi chiedo se qualche volta tu senta la pressione di dover per forza far uscire un album e se nel futuro gli EP possano fungere da “spaziatori” tra un uscita e l’altra…
MARK – Certamente! Anche se devo dire che per la prima volta non ci sentiamo in dovere di pubblicare per forza un album ogni due anni. Ormai esistiamo da 15 anni, abbiamo raggiunto un certo livello e non penso che i nostri fan si dimenticheranno di noi se non registriamo un album ogni due anni. Questa volta potrebbero anche passare tre anni o tre anni e mezzo e non credo che questo possa influire più di tanto… abbiamo corso come matti in questi ultimi 15 anni e qualche volta è anche una buona cosa riuscire a tirare il fiato…

Anche per trovare nuovamente l’ispirazione per comporre immagino?
MARK – Esatto! Abbiamo scritti “The Holographic Principle” mentre eravamo in tour per promuovere “The Quantum Enigma”, ma questa volta vogliamo fare le cose con più calma. Quando avremo finito questo tour alla fine del prossimo anno ci prenderemo una pausa per scrivere il disco con calma.

Quello che mi colpisce quando ascolto il nuovo album è la diversità delle proposte musicali che contiene. Ci sono alcune delle cose più Progressive mai scritte dagli Epica, per esempio nella title track c’è un pezzo che mi ricorda un sacco “The dance of eternity” dei Dream Theater…
MARK – Oh sì, siamo stati molto ispirati dai Dream Theater recentemente!

Poi ci sono pezzi molto pesanti come “Ascension” e cose super catchy come “Edge of the blade”. Questa diversità di stili deriva dal fatto che avete numerosi compositori nella band?
MARK – Sì, questo è il motivo. Nel passato ci stavano praticamente solo 2/3 persone che lavoravano sulla composizione dei dischi adesso ce ne sono cinque e ognuno di loro porta sulla tavola le idee migliori senza snaturare però quello che è il sound degli Epica. Il “problema” però è che in questo modo c’è un overload di pezzi ottimi che magari non vengono nemmeno registrati… in ogni caso spero che possano trovare spazio nei prossimi dischi.

Ti senti sollevato nel sapere che hai degli altri ottimi compositori nella band oltre te? Oppure saresti contento di scrivere un album completamente per conto tuo?
MARK – E’ una bella sensazione! Personalmente trovo sempre l’ispirazione per comporre tre/quattro ottimi pezzi di cui sono molto sicuro ma di certo quando devi comporre un disco intero questo non basta e sono felice che gli altri ragazzi mi aiutino in questo modo.

Pensi che gli Epica siano cresciuti passo passo album dopo album? Oppure c’è stato un album che ha cambiato decisamente le cose per quanto riguarda la vostra popolarità?
MARK – Con ogni album siamo cresciuti ma credo che con “The Quantum Enigma” abbiamo fatto un grande passo avanti e non parlo solo della qualità dell’album… abbiamo iniziato a collaborare con un nuovo manager che non è uno di quelli che ti dice semplicemente quello che devi fare. Lui è veramente parte del team e abbiamo iniziato a focalizzarci su alcuni aspetti che prima non avevamo proprio considerato anche per il fattore tempo. E da li è stata come una spirale ascendente (più precisamente ha usato proprio la parola “Ascension” citando uno dei brani dell’ultimo album nda).

E parlando di album importanti il 2017 marca il decimo anniversario di “The Divine Conspiracy”… pensi che farete qualcosa per celebrare questo evento? Per esempio una ristampa, oppure magari suonerete il disco per intero?
MARK – Beh, l’EP sarà qualcosa di speciale ! anche se non è proprio legato a “The Divine Conspiracy”. Comunque si penso che avremo uno o più concerti in cui suoneremo molti più pezzi del suddetto disco che tra l’altro piace tantissimo al nostro “nuovo” chitarrista Isaac che lo considera il suo preferito dai tempi in cui non era nella band.  Lo considera un disco grandioso e non credo che gli dispiacerebbe suonare qualche pezzo in più da esso!

Due degli argomenti che avete trattato di più nei vostri testi sono scienza e religione. Pensi che questi due aspetti siano in contraddizione tra di loro? O pensi che possano convivere in maniera pacifica?
MARK – Beh, nel mondo di oggi queste due cose sono in contraddizione tra di loro. Ma come ho scritto nella canzone “Kingdom of Heaven”, credo che questi due poli si debbano ritrovare un giorno per supportarsi a vicenda e rendere l’un l’altro più forte. Credo ci sia molta saggezza in alcune religioni . Anzi credo che nella maggior parte delle religioni si possa trovare della bellissima saggezza e anche nella Scienza si trovano delle cose importanti. Ma per qualche ragione la religione da sola non da un senso di completezza e allo stesso tempo nemmeno la Scienza. Cose come il Big Bang per esempio sono una teoria, ma cosa l’ha veramente causato ancora non è chiaro… Io penso che se il meglio dei due mondi si unissero allora potremmo fare un grande passo avanti come esseri umani.

Ripensando a “Retrospect” (il concerto con l’orchestra tenuto ad Eindhoven nel 2013 per festeggiare il decimo anniversario della band nda), c’è qualche cosa che cambieresti sia dal punto di vista della performance dal vivo che per quanto riguarda la registrazione del dvd?
MARK – Sì, quello che non ha funzionato è che abbiamo ordinato delle luci specifiche ma non sono state portate quelle corrette. Alla fine le abbiamo dovute usare ma alcune di queste erano troppo penetranti.

Concordo. Credo che in alcune canzoni sul dvd le luci siano veramente troppo intense…
MARK – Sì, esatto! Quindi se c’è qualcosa che cambierei sarebbe quello per il resto sono soddisfatto sia dal punto di vista della scaletta che della performance e del locale scelto..

Ecco sul locale scelto… pensi che avreste potuto fare una scelta migliore?
MARK – Il suono in quel locale non è il massimo ma in quel momento era il miglior posto che potessimo permetterci con il budget che avevamo. Ci stavano posti migliori in Olanda che magari avevano una acustica migliore ma che costavano 5 volte di più da affittare e per noi ai tempi era semplicemente troppo. Abbiamo organizzato tutto da noi e quindi le nostre scelte dovevano essere oculate e intelligenti. Quindi se fosse stato per me avrei scelta il miglior locale del mondo ! ma confrontandoci con la realtà credo che quello sia stato il miglior posto che potessimo scegliere in quel momento.

Pensi che in futuro farete una cosa analoga con l’orchestra? Con magari un altro concerto da tre ore? Perché gli Epica hanno cosi tanto materiale di ottimo livello che qualche volta dopo un concerto di un ora e mezza si ha la sensazione di aver assistito un grande show ma allo stesso tempo senti la mancanza di tanti pezzi esclusi dalla scaletta per questione di tempo…
MARK – Credo che il momento che gli Epica festeggeranno il loro ventesimo anniversario cercheremo di organizzare un altro show con l’orchestra o comunque qualcosa di unico. Ma credo che gli show con l’orchestra siano incredibili, certo comportano molto lavoro… sono passati quattro anni dall’ultimo e ancora ripensiamo a quanto sia stato faticoso. Spero che tra sei anni avremmo di nuovo l’energia per affrontare qualcosa di cosi grosso!

Mi puoi dire qualcosa dell’Epica metal festival? Lo rifarete anche quest’anno? C’è qualche band che credi sia sottovalutata e vorresti far suonare al vostro festival?
MARK – Lo rifaremo l’anno prossimo e si ci stanno tantissime band che sono sottovalutate e a cui vorremmo dare una possibilità di suonare nel nostro festival ma realisticamente ce ne sono poche a cui potremmo veramente dare questa chance perché ovviamente abbiamo bisogno di un certo numero di nomi di un certo spessore che possano attirare gente. Comunque di band meritevoli ce ne sono molte: per esempio i Third Machine che sono una band Olandese che pochi conoscono per ora. Loro sono bravissimi e infatti li abbiamo voluti con noi per alcuni concerti che abbiamo tenuto in Olanda e spero che questo abbia portato loro nuovi fan. Se possiamo aiutare le band emergenti a farsi conoscere questo è una cosa che mi fa molto piacere!

E collegato a questo discorso … sei ancora interessato ad ascoltare nuova musica e a tenerti informato sulle nuove band come (immagino) quando eri ragazzino? Oppure sei più concentrato a comporre?
MARK – Sì, mi arrivano spesso demo di molte band e ogni tanto mi metto ad ascoltarle, ma purtroppo spesso mi manca il tempo per dedicarmi all’ascolto approfondito ed è certamente un tempo che mi piacerebbe avere perché sono molto curioso di scoprire cosa compongono i nuovi gruppi emergenti di oggi. Poi ci sono anche le uscite discografiche: per esempio mi è da poco arrivato il nuovo album della band di Anneke (van Giersbergen, ex The Gathering nda), e li mi sono preso il tempo per ascoltarlo con attenzione ma in generale c’è solo poco tempo che puoi dedicare all’ascolto con uno stile di vita cosi intenso come il nostro.

Ultima domanda… ipotizziamo che tra vent’anni gli Epica siano diventati uno dei nomi di punta della scena Metal. Non so… tipo gli Iron Maiden oggi … (Mark ride nda). Pensi che riusciresti a sopportare tutta la notorietà che viene con il successo?
MARK – Onestamente non lo so. Io dico sempre che sono contento di poter camminare per strada senza che nessuno mi fermi. Quindi non so se gradirei se la mia band raggiungesse il successo degli Iron Maiden… oppure anche di un artista come Justin Bieber. Cioè pensa al fatto che non potresti andare più da nessuna parte… ahhh sarebbe orribile! Quindi sono contento di quello che abbiamo ora. Certo ci farebbe piacere se dovessimo diventare un po’ più conosciuti ma spero che per il resto della vita potremmo per sempre camminare per strada senza problemi!

.